

Ultima modifica di Edmond Dantés; 18-11-11 alle 15:54
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)




E' difficile dire quale sia il danno più grave compiuto da Berlusconi all'Italia: il lavaggio del cervello di milioni di italiani con le sue televisioni spazzatura, la sua cleptocrazia che ci ha impoveriti tutti per arricchire la sua famiglia, il degrado morale etico antropologico che ha portato come sistema, lo svilimento della figura femminile a velina o puttana, l'utilizzo della costituzione e delle leggi come carta igienica... insomma, la lista è lunga.
Però per dire "mi manchi", lo voglio vedere far la fine di Gheddafi. Quella di Gramellini è un'amnistia, comodo così.
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins


"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)




Gramellini chi? Quello contro il suffragio universale? Ah beh!
Forza Italia per la Libertà!


“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


Esimio collega, dare una mano a certi personaggi, sostenendoli, ammette la possibilità, in astratto certo, di rimanere mescolati nella confusione melmosa.:sofico:
A meno che, anche voi siate tra quelli che ritengono percorribile una "nuova" stagione di sangue dopo questa tregua "forzosa".onf:
Non lo credo.:giagia:
Agli altri, ed in particolare al signor Mario Rossi invio un messaggio speciale.
La stupidità umana non ha limiti. Ma neppure la crudeltà.
E quello che oggi è capitato a Gheddafi potrebbe capitare ad un Mario Rossi qualsiasi.
Se Piazzale Loreto consegnò un atto criminale al Popolo Italiano, frutto dell'oscuro riflesso di menti terribili siamo legittimati a pensare, sulla scorta di quella tetra esperienza che mai più un solo grido di esaltazione dovra evocarne il ricordo.
Anche gli oppositori della prima ora dovranno farsene una ragione.
Essi non sono nella condizione di invocare giustizialismi di sorta dopo una qualsivoglia caduta.
Voltiamo pagina.
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


Il Mario Rossi qualsiasi non ha sulla coscienza quello che hanno cleptocrati comuni come Berlusconi o Craxi tantomeno despoti sanguinari come Gheddafi, Mubarak, Hussein, Suharto, Stalin o chi preferisci.
Ma uno scatto d'orgoglio contro i potenti che fanno i loro interessi dovrà pur sovvenire anche all'ultimo dei fedelissimi, che diamine.
Ultima modifica di Mario Rossi; 18-11-11 alle 19:04
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins


Anche dando per scontato ciò che scontato non è, pur nel proprio microcosmo familiare, chi può ergersi a giudice tanto da poter scagliare la prima pietra?
Da chi promana un simile definitivo e terrificante reclamo?
Dunque Rossi le consiglio di abbassare la cresta.
Nessuno, neppure lei, può ergersi a Dio-Giudice tanto da infliggere pene irreparabilmente definitive al prossimo.
Trincerato dietro alla impossibilità, per ognuno, di leggere le pagine oscure sprofondate nella sua intima cavità, la consideriamo simile a noi. Peccatore come noi.
Come tutti.:giagia:
Ultima modifica di Edmond Dantés; 18-11-11 alle 19:12
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)