
Originariamente Scritto da
Eridano
UNITA’ CRIMINALE, IL SUD CAMPIONE DI SPRECHI E RUBERIE
di ROMANO BRACALINI
L’alzata d’ingegno della Regione Sicilia che nomina una commissione per lo sci nordico nell’isola, alla quale per cartesiana analogia dovrebbe corrispondere l’avvio in Norvegia della pesca del tonno su vasta scala, appartiene al novero che i giornali umoristici di un tempo – oggi c’è meno voglia di ridire – avrebbero classificato col titolo surreale: ”Quando la realtà supera la fantasia”. Ma la notizia rimarrebbe nell’ambito delle nostre infinite nequizie, se non facesse il paio con la temeraria dichiarazione alla stampa del ministro Cancellieri che, con fretta eccessiva, aveva appena assicurato che in Italia “il tempo degli sprechi è finito”. Mai mettere un limite alla provvidenza, specie se ci si riferisce al nostro Mezzogiorno che al teatro siciliano di Angelo Nusco e a quello napoletano di Eduardo Scarpetta ha fornito ampio materiale nel campo della pochade e della truffa. Vero che si spreca dappertutto, ma il campo delle manchevolezze e delle colpe, commesse nel dispregio degli più elementari diritti del cittadino, supera talvolta ogni immaginazione al Sud.
La Sicilia (insieme alla Campania) è il paradigma della sfascio materiale e morale del Mezzogiorno; i dipendenti della Regione Sicilia sono nove volte quelli della Lombardia (27.000 contro 3.500), ma per colmare il “buco” della sanità siciliana hanno dovuto chiamare un menager specializzato dal Veneto. In dieci mesi di governo, il presidente della Regione Sicilia Lombardo ha nominato una ventina di dirigenti con uno stipendio di 150.000 euro l’anno ciascuno, senza contare l’auto di servizio con autista. Dichiara un burocrate siciliano sotto l’anonimato:”Abbiamo ottanta automobili che servono a portare in giro le cameriere degli assessori”.
La giunta campana ha invece stanziato 228.000 euro per una indagine sulla “percezione” dei rifiuti della “monnezza” da parte dei cittadini (cioè per sapere se era gradita o no). Tra la caterve di consulenti nominati a suo tempo da Bassolino, tra i suoi collaboratori e compari, uno aveva l’incarico di “sorvegliare” le pompe funebri, le quali acquattate negli ospedali e negli ospizi si facevano la guerra per aggiudicarsi il morto. Non è finita. Nei cimiteri napoletani vengono trafugate le casse da morto per farne legna da ardere a basso costo (senza il contenuto, si spera!). Pare se ne avvalgano principalmente i pizzaioli partenopei .Hanno profanato anche la tomba del principe Antonio De Curtis, in arte Totò. Il buon cuore di Napoli! Il lavoro stanca, così è meglio che siano in tanti a fare ciò che si potrebbe fare con meno addetti. A Napoli c’è un netturbino ogni 375 abitanti, a Milano, senza monnezza, uno ogni 520 abitanti. Più di mille giardinieri a Palermo, 250 a Torino. Durante l’emergenza spazzatura nella primavera 2009, i netturbini in sciopero a Palermo hanno preteso in regalo 300 paia di scarpe per tornare al lavoro. L’emergenza spazzatura è ciclica a Palermo.
I cassonetti traboccano. Quando passa un corteo di scioperanti, che sono più numerosi di quelli al lavoro, gli danno fuoco. Già Goethe ai suoi tempi scriveva che a Palermo “il popolo misero e rassegnato confida in un miracolo e il miracolo avviene davvero: è un acquazzone che provvede a pulire le strade per la processione di Santa Rosalia, protettrice della città, giacchè l’igiene pubblica lascia a desiderare”. Due secoli dopo, siamo sempre nell’attualità.
Cattivi servizi e corruzione vanno di pari passo. Il senso civico prevale laddove c’è sempre stato. Come un secolo fa il paese è “uno fasciume pendulo”. Se piove il paese va sott’acqua. Se non piove vanno in secca i fiumi. La situazione è grave ma non seria. Le condutture idriche più recenti sono vecchie di 30 anni. Al Nord perdono il 27% dell’acqua trasportata; al Sud, dove tutto è più precario, il 58%. In Puglia, quando l’unico acquedotto in funzione (quello pugliese terminato dal fascismo nel 1939) arriva all’ultimo destino la sua portata s’è già ridotta di oltre la metà. L’abusivismo edilizio, specie al Sud, ha fatto scempio del paesaggio: ha sradicato gli alberi delle colline, che franano a valle trascinando interi paesi, ha cementato le falde del Vesuvio e le coste un tempo incomparabili per chilometri. A Ischia le case abusive erano circa seicento e il vicequestore che comandava la squadra di abbattimento è finito all’ospedale menato dalla folla inferocita. Il reato che diventa regola, il diritto delle plebi che fa strame del codice penale. Citando Guido Ceronetti: ”Questo il bel volo di cornacchie uscito dalla buia tuba del destino: la presente agghiacciante Unità criminale d’Italia…”.
12 Giugno 2012
UNITA’ CRIMINALE, IL SUD CAMPIONE DI SPRECHI E RUBERIE | L'Indipendenza