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  1. #91
    Super Troll
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    Citazione Originariamente Scritto da Ivan Visualizza Messaggio
    Il fatto è che, volere uscire dall'euro, sarebbe un bagno di sangue spaventoso.
    A parte le questioni macroeconomiche, uscire dall'euro in concreto vorrebbe dire che chi ha 100.000 euro in banca in poche ore si troverebbe con un potere d'acquisto dimezzato per la svalutazione della nuova valuta nazionale e dovrebbe far fronte ad aumenti su tutti i beni fondamentali (cibo, energia, servizi) che di fatto produrrebbero un ulteriore dimezzamento del P.di A. della propria liquidità ed, ovviamente, lo stesso avverrebbe per salari e stipendi.
    Insomma, ci ritroveremo impoveriti, in poco tempo, di una percentuale stimabile sui tre/quarti o due/terzi del nostro patrimonio e delle nostre retribuzioni.

    In certi casi, restare nell'euro vorrebbe dire morire garrotati, in preda agli "avvoltoi" che speculano ( legalmente, ovvio...) sulle disgrazie altrui.

    L'Argentina ha ripreso a vivere dopo aver mandato affanculo il dollaro e i dettami del fondo monetario internazionale.

    "Bisogna saper scegliere il tempo, non arrivarci per contrarietà"

    (F. Guccini)
    Ultima modifica di ugolupo; 18-01-12 alle 22:35
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  2. #92
    patriota progressista
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio

    Giornata "storica" per i titoli di Stato: all' asta dei Bot di meta' mese, i rendimenti sono saliti di due punti superando la soglia del 15% netto


    Pagina 4
    (10 settembre 1992) - Corriere della Sera


    Tra poco in questa discussione verrà qualcuno a dirci che si stava meglio quando arrivavavno i treni in orario.... ostridicolo:
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  3. #93
    Super Troll
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio


    Tra poco in questa discussione verrà qualcuno a dirci che si stava meglio quando arrivavavno i treni in orario.... ostridicolo:
    Chi aveva dei Bot percepiva degli interessi che usava per cavarsi delle belle soddisfazioni.

    Ovviamente c'era l'inflazione, ma nonostante ciò c'era vivacità e si lavorava alla grande producendo reddito VERO.

    Oggi l'inflazione è troppo bassa, e siamo tutti ingessati.
    STITICI, direi...

    Come chi non mangia per non andare di corpo.

    PS: nel 92 i treni non arrivavano in orario, ed il meridionalismo era già un dramma.
    Ultima modifica di ugolupo; 18-01-12 alle 22:47
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  4. #94
    vae victis
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    la spesa si fa pesante
    a un mese dal crollo della lira sempre piu' su i prezzi dei prodotti importati. tirano la volata degli aumenti la carne e il caffe' , in crescita anche mele e uva


    La borsa della spesa comincia a essere piu' pesante. I prezzi controllati restano solo quelli del pane e del latte. Per gli altri c' e' libera concorrenza, anche se sui cartelli corre l' occhio vigile della commissione istituita dalla prefettura per evitare speculazioni e accaparramenti. Se finora la crisi economica non ha prodotto aumenti sproporzionati e' soltanto perche' gli effetti della recessione sono lunghi ad arrivare. Ma a un mese dalla svalutazione della lira i pagamenti con l' estero cominciano a far sentire il loro peso L' indice e' in salita per i beni provenienti dall' estero (carne, legname, pelle e caffe' ), mentre i prodotti nazionali (verdura, pesce, abbigliamento) tengono testa alle importazioni. E le recenti formule promozionali utilizzate dai commercianti e dai mercati generali all' ingrosso hanno dato risultati soddisfacenti. "Meglio il prodotto nazionale e di stagione . si legge nel volantino distribuito dall' Ortomercato . perche' e' di buona qualita' e perche' e' piu' fresco". Un contributo all' analisi dei prezzi all' ingrosso, e in seconda battuta al dettaglio, viene dal monitoraggio della Camera di commercio sui prodotti di prima necessita' piu' diffusi che circolano sulla piazza di Milano e pubblicati su un bollettino. Tirano la volata dell' aumento all' ingrosso la carne fresca con gli anteriori di vitello che in un mese sono passati da 4.200 lire al chilo a 5.300, con punte di 6.000 lire. Circa mille lire in piu' anche per i posteriori di vitello (da 10.400 a 11.300), con punte a 13.200 contro le 11.600 di un mese fa. Il pesce e' fra i prodotti che costano meno cari. Alici, sarde e sgombri sono scesi di 2.000 lire al chilo (.25 per cento); i calamari sono passati da 25.30 mila lire a 21.000. In discesa anche i prodotti dell' orto con un 30 per cento in meno rispetto ai primi giorni del mese di settembre. Stabile il branzino (38.000). Il legname per mobili e' invece in salita del 5.8 per cento se proveniente dall' estero. Stabile il noce nazionale. Per i prodotti tessili e' in leggera discesa (0,1 per cento) il cotone d' importazione e in salita la lana d' importazione ( 1,5 per cento). In aumento la lana nazionale del 2.3 per cento. Per le bevande, l' alcol commestibile di prima categoria e' in aumento, stabile quello da vino e vinaccia. Come stabili sono i prezzi delle pelli conciate per le scarpe e i guanti. Per quanto riguarda i prodotti al pubblico, l' analisi e' stata fatta dal Comitato difesa consumatori che ha controllato settanta punti di vendita per tre settimane. Dai risultati emerge che in settembre e fino al 10 ottobre l' ortofrutta ha avuto rincari elevati a Roma (33 per cento) e meno a Milano. Piu' preoccupante il problema della carne che ha fatto riscontrare aumenti dal 4 al 12 per cento. Qualche esempio: nei supermercati "Gs" le patate sono passate da 200 a 360 lire, mentre all' ingrosso sono passate da 260 a 280 lire; un litro e mezzo di aranciata da 1.130 a 1.690. Al "Bonola" invece calo del prosciutto crudo, mentre le mele golden sono aumentate di 130 lire al chilo. Allo "Sma" diminuiti i prezzi dei salumi e dell' olio, mentre e' aumentato l' arrosto di vitello, da 21.900 a 22.900 lire. Alla "Esselunga" uva in aumento e lattuga in diminuzione. Nei negozi tradizionali superaumento per l' uva, da 2.000 a 3.000 lire, e per le mele, da 2.400 a 3.000 lire. Aumenti indiscriminati su alcuni prodotti farmaceutici sono stati invece segnalati al Movimento consumatori da molti cittadini. Edoardo Stucchi


    la spesa si fa pesante
    Regressista amante della pucchiacca.

  5. #95
    disillusa
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    la spesa si fa pesante
    a un mese dal crollo della lira sempre piu' su i prezzi dei prodotti importati. tirano la volata degli aumenti la carne e il caffe' , in crescita anche mele e uva


    La borsa della spesa comincia a essere piu' pesante. I prezzi controllati restano solo quelli del pane e del latte. Per gli altri c' e' libera concorrenza, anche se sui cartelli corre l' occhio vigile della commissione istituita dalla prefettura per evitare speculazioni e accaparramenti. Se finora la crisi economica non ha prodotto aumenti sproporzionati e' soltanto perche' gli effetti della recessione sono lunghi ad arrivare. Ma a un mese dalla svalutazione della lira i pagamenti con l' estero cominciano a far sentire il loro peso L' indice e' in salita per i beni provenienti dall' estero (carne, legname, pelle e caffe' ), mentre i prodotti nazionali (verdura, pesce, abbigliamento) tengono testa alle importazioni. E le recenti formule promozionali utilizzate dai commercianti e dai mercati generali all' ingrosso hanno dato risultati soddisfacenti. "Meglio il prodotto nazionale e di stagione . si legge nel volantino distribuito dall' Ortomercato . perche' e' di buona qualita' e perche' e' piu' fresco". Un contributo all' analisi dei prezzi all' ingrosso, e in seconda battuta al dettaglio, viene dal monitoraggio della Camera di commercio sui prodotti di prima necessita' piu' diffusi che circolano sulla piazza di Milano e pubblicati su un bollettino. Tirano la volata dell' aumento all' ingrosso la carne fresca con gli anteriori di vitello che in un mese sono passati da 4.200 lire al chilo a 5.300, con punte di 6.000 lire. Circa mille lire in piu' anche per i posteriori di vitello (da 10.400 a 11.300), con punte a 13.200 contro le 11.600 di un mese fa. Il pesce e' fra i prodotti che costano meno cari. Alici, sarde e sgombri sono scesi di 2.000 lire al chilo (.25 per cento); i calamari sono passati da 25.30 mila lire a 21.000. In discesa anche i prodotti dell' orto con un 30 per cento in meno rispetto ai primi giorni del mese di settembre. Stabile il branzino (38.000). Il legname per mobili e' invece in salita del 5.8 per cento se proveniente dall' estero. Stabile il noce nazionale. Per i prodotti tessili e' in leggera discesa (0,1 per cento) il cotone d' importazione e in salita la lana d' importazione ( 1,5 per cento). In aumento la lana nazionale del 2.3 per cento. Per le bevande, l' alcol commestibile di prima categoria e' in aumento, stabile quello da vino e vinaccia. Come stabili sono i prezzi delle pelli conciate per le scarpe e i guanti. Per quanto riguarda i prodotti al pubblico, l' analisi e' stata fatta dal Comitato difesa consumatori che ha controllato settanta punti di vendita per tre settimane. Dai risultati emerge che in settembre e fino al 10 ottobre l' ortofrutta ha avuto rincari elevati a Roma (33 per cento) e meno a Milano. Piu' preoccupante il problema della carne che ha fatto riscontrare aumenti dal 4 al 12 per cento. Qualche esempio: nei supermercati "Gs" le patate sono passate da 200 a 360 lire, mentre all' ingrosso sono passate da 260 a 280 lire; un litro e mezzo di aranciata da 1.130 a 1.690. Al "Bonola" invece calo del prosciutto crudo, mentre le mele golden sono aumentate di 130 lire al chilo. Allo "Sma" diminuiti i prezzi dei salumi e dell' olio, mentre e' aumentato l' arrosto di vitello, da 21.900 a 22.900 lire. Alla "Esselunga" uva in aumento e lattuga in diminuzione. Nei negozi tradizionali superaumento per l' uva, da 2.000 a 3.000 lire, e per le mele, da 2.400 a 3.000 lire. Aumenti indiscriminati su alcuni prodotti farmaceutici sono stati invece segnalati al Movimento consumatori da molti cittadini. Edoardo Stucchi


    la spesa si fa pesante
    Oh eppure la gente comprava casa, andava in vacanza e bla bla bla.
    Prova un po' oggi a comprare casa...
    "Odiare i mascalzoni è cosa nobile, a ben vedere significa onorare gli onesti".

  6. #96
    vae victis
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    agricoltura / allarme per il carovita: nei prodotti alimentari aumenti anche del 25 per cento

    l' inflazione? non cresce nei campi

    perche' il deprezzamento della lira incide soltanto in parte sui listini dei prodotti agricoli importati. i rincari all' origine? " conseguenza di fattori stagionali o del normale confronto tra domanda e offerta " . gli aumenti dei prezzi di generi alimentari da settembre ad oggi

    "Da settembre a oggi gli alimentari sono rincarati in media del 20.25 per cento", denuncia Gianni Salvarani, numero uno dell' Adoc, l' associazione consumatori della Uil. Esagerazioni, secondo qualcuno. Per esempio la consorella Adiconsum (sponsorizzata Cisl) invita a non fare di ogni erba un fascio. "Il prezzo di molti prodotti e' rimasto fermo . sostiene il presidente Paolo Landi .. E parecchi supermercati stanno lanciando convenienti vendite promozionali". Ma e' una voce nel deserto: a pensarla cosi' sono in pochi. L' osservatorio della Confesercenti (la Confcommercio "rossa") segnala rincari tra il 5 e il 15 per cento per formaggi, salumi, carne e frutta che arrivano dall' estero. Conseguenza della tempesta monetaria che si e' abbattuta sulla lira. Gia' , la svalutazione. E' solo colpa sua se nell' alimentare i prezzi hanno ripreso a correre? Dove si annida il bacillo? "Di sicuro non fra gli agricoltori" . giura Arcangelo Mafrici, direttore generale della Confagricoltura. Il piu' favorevole rapporto di cambio non serve granche' ai commerci agricoli. Almeno all' interno della Cee, dove le conseguenze dei terremoti valutari sono neutralizzate (o quasi) grazie a un meccanismo che prevede aiuti a chi esporta da un Paese con moneta rivalutatae "dazi" per chi lo fa da un Paese costretto a svalutare. Non e' corretto, dunque, giustificare gli aumenti con il terremoto dei cambi. Proprio questa settimana l' Ismea (osservatorio sui mercati) dice che i prezzi all' origine dei prodotti agricoli sono saliti in settembre del 2,2 per cento. Come si spiega? "Innanzittutto perche' settembre e' sempre stato un mese di recupero", spiegano all' Osservatorio economico della Coldiretti. E poi perche' , cambio o no, non ci si sottrae alle normali leggi di mercato. Un esempio: nel comparto dei vitelli oggi la domanda prevale sull' offerta come conseguenza degli abbattimenti di vacche nutrici incoraggiati da Bruxelles per contenere la produzione di latte. "Comunque . ricordano ancora all' Ismea . i prezzi sono ancora piu' bassi di 6,6 sull' anno scorso. Abbiamo cercato, attraverso le testimonianze degli "addetti ai lavori", di guardare in casa dei comparti produttivi che interessano da vicino la borsa della spesa. Carni bovine . Prodotto sensibile ai sussulti valutari. Importiamo carne per la meta' del nostro fabbisogno: dalla Germania (43,7% del totale), dall' Olanda (19,8%) e dalla Francia (19,1%). Leopoldo Cimaschi (Assocarni) rammenta che la lira (riferimento 5 ottobre) si e' svalutata del 28,5% sul marco e del 29,11 sul fiorino. Inevitabile importare inflazione. C' e' , e' vero, come gia' si e' detto, il correttivo degli importi compensativi che dovrebbero ammansire la prepotenza delle monete forti ma, secondo Cimaschi, la copertura non supera oggi il 13%. Con tutto cio' il divario tra i prezzi all' ingrosso di un anno fa e quelli di oggi non e' tale da giustificare l' impennata al dettaglio che l' Adoc denuncia, giustificando per altro qualche perplessita' . Qualcuno ha scritto che si potrebbe ricorrere all' azione calmieratrice dell' Aima, immettendo sul mercato il prodotto conferito all' ammasso. Assocarni rammenta che si tratta comunque di quantita' modestissime (100.150 mila tonnellate su 1 milione e mezzo), che si tratta di carcasse con il 70% di scarto e che comunque la Cee le destina al soccorso alimentare dei Paesi in via di sviluppo. Una certa stanchezza della domanda dovrebbe sconsigliare al dettagliante aumenti superiori al 10%. In fondo e' anche la tesi della Confcommercio: come potremmo tirare troppo la corda in un momento come questo? Sarebbe autogol. Carni suine . C' era stata, una quindicina di giorni fa, una certa lievitazione dei listini, dovuta essenzialmente al blocco delle esportazioni dall' Olanda. Presidi igienico.sanitari imposti da un' epidemia vescicolare avevano provocato un sensibile calo dell' offerta di carne magra e di prosciutto cotto che l' Italia acquista appunto dall' Olanda e in parte dal Belgio. Ma oggi la situazione e' normale, e' ripreso l' import. Non va dimenticato inoltre che i nostri allevamenti soddisfano il 65% del fabbisogno e sono quindi in grado di surrogare ,in parte e per brevi periodi, l' import. Anche in questo caso gli aumenti al dettaglio sembrano immotivati. Latte e latticini . L' anno scorso . rammenta l' Assolatte . abbiamo importato 12,5 milioni di quintali di latte. A fine ' 92 saremo un po' sotto, vuoi perche' la Germania, intenta a risolvere i problemi del "dopo.muro", ne ha meno a disposizione per l' export, vuoi perche' la crisi casearia e quindi la minor quantita' di latte trasformato amplia le disponibilita' per il consumo diretto. Certo, cio' che compriamo all' estero dal 13 settembre costa di piu' . Va anche tenuto conto che le catene della grande distribuzione di capitale tedesco o francese tendono ad appoggiare i prodotti delle marche nazionali. Anche per questo settore l' aumento denunciato dall' Adoc ( 15%) sembra comunque eccessivo. Cereali . Pane e pasta, affermano Emilio Monti (Unaprocer: produttori di cereali in genere) e il vicepresidente Andreani dell' Uniongrano (solo frumento duro) non dovrebbero aumentare. Anzi: viene ricordato che il grano duro costava 42.000 lire al quintale dieci anni e che ne costa meno di 36.000 oggi, quotava 37.000 lire l' anno scorso. Non solo: l' incidenza della materia prima sul pane si aggira tra il 3% e il 4%, diciamo undici lire su un chilo,lo stesso rapporto tra caffe' e tazzina. Ortofrutta . Afferma un po' polemicamente Romeo Lombardi, amministratore delegato della cooperativa Apofruit, che bietole e cicoria a 500 lire, patate a 220, mele sulle 300 non arricchiranno certo i produttori. Che solo ora rifiatano dopo un' estate in cui frutta e verdura erano tanto abbondanti e i prezzi a tal punto bassi da sconsigliare la raccolta. Lombardi parla naturalmente di prezzi all' origine e ammette che la forbice, solita disparita' tra prezzi in campo e prezzi in negozio, con la crisi economica, la svalutazione e le attese di inflazione, tende ad allargarsi. Luciano Mondini Renzo Ruffelli La corsa dei listini Carne bovina, media tagli pregiati 22,7% Pollame, uova, conigli 16,8% Pollame, uova, conigli confezionati, conservati 9,5% Prodotti lattiero.caseari di importazione 26% Prodotti lattiero.caseari nazionali 14% Prodotti derivati dalla macellazione 19% Scatolame di importazione 23% Scatolame nazionale 18% Pesce pregiato 28% Pesce grandi dimensioni 23% Verdura di stagione, salvo variazioni per tipo 5% Verdure e ortaggi considerati di importazione (aglio, lattuga francese, ecc...) 14% Frutta di stagione 11% Frutta esotica, anche se prodotta in Italia 21% Olii e margarine nazionali 9% Olii e margarine di importazione 23% Le medie sono indicate per gruppo di prodotti, occorre tener presente che vi sono forti differenze nei consumi e nelle indicazioni dei consumatori fra i diversi prodotti acquistati o segnalati. Fonte: Adoc, consumatori Uil.
    Mondini Luciano, Ruffelli Renzo


    Pagina 20
    (11 ottobre 1992) - Corriere della Sera

    l' inflazione? non cresce nei campi
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  7. #97
    vae victis
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    Citazione Originariamente Scritto da lauralaura Visualizza Messaggio
    Oh eppure la gente comprava casa, andava in vacanza e bla bla bla.
    Prova un po' oggi a comprare casa...
    Mah veramente la gente si è comprata casa da quando gli interessi sui mutui sono abbassati infatti la domanda è stata talmente alta che le case sono raddoppiate di prezzo.
    Non avete capito che il benessere degli anni 70'-80' era viziato da inflazione prima e debito dopo e nel 1992 è arrivato il conto che in parte paghiamo tutt'oggi.
    Regressista amante della pucchiacca.

  8. #98
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    Citazione Originariamente Scritto da matteomourinho Visualizza Messaggio
    Si ma le famiglie campavano con un solo stipendio di due milioni alla grande, andandoci pure in vacanza un mese d'estate. Stavamo cosi male che mia madre e mio padre con uno stipendio da vigile e uno da professoressa si sono costruiti una villa di 500 mq con un ettaro di terreno a 15 minuti da roma, oggi con uno stipendio da vigile uno da professoressa oggi non ci compri nemmeno un biloculo in periferia diffamata... èèèèèèèèèè quanto stavamo male con la lira pensa che mi ricordo che noi andavamo in vacanza un mese in pensione tutto completo a 4 stelle e tutte le sere a cena fuori... poi per fortuna è arrivato l'euro e loro con gli stessi stipendi senza nemmeno avere piu' i figli a carico non possono andarci nemmeno una sera a cena figurati in vacanza o figurati a costruire una villa di 500 mq... èèèèè quanto si stava male con la lira poi per fortuna è arrivato il mortazza con la splendida idea della prigione monetaria e ci ha salvato tutti... ma è possibile che mangiate la merda e pensate che è formaggio??? Lo capirebbe anche un bambino di 5 anni che c'hanno fregato infatti lo stanno capendo tutti siete rimasti 4 gatti boccaloni in italia a credere alla favola dell'euro...
    Mah, anch'io ricordo quei tempi. E una villa di 800 mq con un ettaro di terreno a 15 minuti da Roma (Cassia, Le Rughe, detta allora Pisciacavallo) se la comprò il padre di un mio amico ex ispettore delle Finanze con la buonauscita e pensione d'oro. Ed era la loro unica casa.

    Una villa al Circeo se la comprarono i miei zii, lei dirigente dell'INPS, lui alla Difesa (selezione offerte appalti).

    E se la compravano grossi negozianti (i cosiddetti "sportivi" che facevano soldi a palate) che conoscevo bene, etc.

    Nun me sta' a racconta'....
    Barbarus hic ego sum quia non intellegor ulli!

  9. #99
    patriota progressista
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    Sì stava così bene con la lira che c'è stato il periodo dei miniassegni e Craxi voleva la "lira pesante".... ostridicolo:
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  10. #100
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    Predefinito Rif: quando tornerà la lira?

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Mah veramente la gente si è comprata casa da quando gli interessi sui mutui sono abbassati infatti la domanda è stata talmente alta che le case sono raddoppiate di prezzo.
    Non avete capito che il benessere degli anni 70'-80' era viziato da inflazione prima e debito dopo e nel 1992 è arrivato il conto che in parte paghiamo tutt'oggi.
    Comperai casa pagandola in contanti prima del rogito.

    Durante l'edificazione raddoppiò di prezzo, ma raddoppiò pure lo stipendio mio e di mia moglie, ed i risparmi rendevano il 15/18% di interesse.

    Non fu facile, confesso, affrontammo molti sacrifici: cinema, pizza, vestiti, viaggi ed auto erano un lusso.

    Però dopo 5 anni di matrimonio e di duro lavoro avevamo già una bella casa arredata.

    Oggi, col cacchio!
    In primis manca il lavoro.

    Poi l'euro ha fatto costare 200 mila euri ciò che valeva 200 milioni
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

 

 
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