
Originariamente Scritto da
kingzorc
la spesa si fa pesante
a un mese dal crollo della lira sempre piu' su i prezzi dei prodotti importati. tirano la volata degli aumenti la carne e il caffe' , in crescita anche mele e uva
La borsa della spesa comincia a essere piu' pesante. I prezzi controllati restano solo quelli del pane e del latte. Per gli altri c' e' libera concorrenza, anche se sui cartelli corre l' occhio vigile della commissione istituita dalla prefettura per evitare speculazioni e accaparramenti. Se finora la crisi economica non ha prodotto aumenti sproporzionati e' soltanto perche' gli effetti della recessione sono lunghi ad arrivare. Ma a un mese dalla svalutazione della lira i pagamenti con l' estero cominciano a far sentire il loro peso L' indice e' in salita per i beni provenienti dall' estero (carne, legname, pelle e caffe' ), mentre i prodotti nazionali (verdura, pesce, abbigliamento) tengono testa alle importazioni. E le recenti formule promozionali utilizzate dai commercianti e dai mercati generali all' ingrosso hanno dato risultati soddisfacenti. "Meglio il prodotto nazionale e di stagione . si legge nel volantino distribuito dall' Ortomercato . perche' e' di buona qualita' e perche' e' piu' fresco". Un contributo all' analisi dei prezzi all' ingrosso, e in seconda battuta al dettaglio, viene dal monitoraggio della Camera di commercio sui prodotti di prima necessita' piu' diffusi che circolano sulla piazza di Milano e pubblicati su un bollettino. Tirano la volata dell' aumento all' ingrosso la carne fresca con gli anteriori di vitello che in un mese sono passati da 4.200 lire al chilo a 5.300, con punte di 6.000 lire. Circa mille lire in piu' anche per i posteriori di vitello (da 10.400 a 11.300), con punte a 13.200 contro le 11.600 di un mese fa. Il pesce e' fra i prodotti che costano meno cari. Alici, sarde e sgombri sono scesi di 2.000 lire al chilo (.25 per cento); i calamari sono passati da 25.30 mila lire a 21.000. In discesa anche i prodotti dell' orto con un 30 per cento in meno rispetto ai primi giorni del mese di settembre. Stabile il branzino (38.000). Il legname per mobili e' invece in salita del 5.8 per cento se proveniente dall' estero. Stabile il noce nazionale. Per i prodotti tessili e' in leggera discesa (0,1 per cento) il cotone d' importazione e in salita la lana d' importazione ( 1,5 per cento). In aumento la lana nazionale del 2.3 per cento. Per le bevande, l' alcol commestibile di prima categoria e' in aumento, stabile quello da vino e vinaccia. Come stabili sono i prezzi delle pelli conciate per le scarpe e i guanti. Per quanto riguarda i prodotti al pubblico, l' analisi e' stata fatta dal Comitato difesa consumatori che ha controllato settanta punti di vendita per tre settimane.
Dai risultati emerge che in settembre e fino al 10 ottobre l' ortofrutta ha avuto rincari elevati a Roma (33 per cento) e meno a Milano. Piu' preoccupante il problema della carne che ha fatto riscontrare aumenti dal 4 al 12 per cento. Qualche esempio: nei supermercati "Gs" le patate sono passate da 200 a 360 lire, mentre all' ingrosso sono passate da 260 a 280 lire; un litro e mezzo di aranciata da 1.130 a 1.690. Al "Bonola" invece calo del prosciutto crudo, mentre le mele golden sono aumentate di 130 lire al chilo. Allo "Sma" diminuiti i prezzi dei salumi e dell' olio, mentre e' aumentato l' arrosto di vitello, da 21.900 a 22.900 lire. Alla "Esselunga" uva in aumento e lattuga in diminuzione. Nei negozi tradizionali superaumento per l' uva, da 2.000 a 3.000 lire, e per le mele, da 2.400 a 3.000 lire. Aumenti indiscriminati su alcuni prodotti farmaceutici sono stati invece segnalati al Movimento consumatori da molti cittadini. Edoardo Stucchi
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