



Si ma le famiglie campavano con un solo stipendio di due milioni alla grande, andandoci pure in vacanza un mese d'estate. Stavamo cosi male che mia madre e mio padre con uno stipendio da vigile e uno da professoressa si sono costruiti una villa di 500 mq con un ettaro di terreno a 15 minuti da roma, oggi con uno stipendio da vigile uno da professoressa oggi non ci compri nemmeno un biloculo in periferia diffamata... èèèèèèèèèè quanto stavamo male con la lira pensa che mi ricordo che noi andavamo in vacanza un mese in pensione tutto completo a 4 stelle e tutte le sere a cena fuori... poi per fortuna è arrivato l'euro e loro con gli stessi stipendi senza nemmeno avere piu' i figli a carico non possono andarci nemmeno una sera a cena figurati in vacanza o figurati a costruire una villa di 500 mq... èèèèè quanto si stava male con la lira poi per fortuna è arrivato il mortazza con la splendida idea della prigione monetaria e ci ha salvato tutti... ma è possibile che mangiate la merda e pensate che è formaggio??? Lo capirebbe anche un bambino di 5 anni che c'hanno fregato infatti lo stanno capendo tutti siete rimasti 4 gatti boccaloni in italia a credere alla favola dell'euro...


Rinfreschiamo la memoria ai banan* che stavano meglio quando c'era la lira
"....Con il debito pubblico al 105,2% del Pil (nel 1982 era al 64%), con il fabbisogno che viaggiava attorno al 10,4%, con il passivo della bilancia dei pagamenti di parte corrente in crescita, stavamo attraversando «la più grave crisi dopo quella del 1947, all'epoca di Corbino e Einaudi, quando si discuteva se cambiare moneta, l'inflazione era alle stelle, il paese distrutto».
La crisi finanziaria era alle porte.
L'antipasto venne servito il 10 luglio con una manovra correttiva da 30mila miliardi delle vecchie lire, con tanto di patrimoniale del 6 per mille sui depositi bancari e postali. Una scelta «dolorosa ma obbligata, e comunque non pari all'alternativa che mi era stata prospettata, quella di aumentare di un punto l'Irpef», sottolinea Amato. Dalla Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi metteva mano alle riserve, aumentava il tasso di sconto, ma per sua stessa ammissione la credibilità del paese sui mercati internazionali aveva ormai toccato il suo minimo storico. Proprio in quelle settimane, Amato giocò la carta della politica dei redditi. L'intesa con le parti sociali che spediva in soffitta la vecchia scala mobile venne raggiunta la sera del 31 luglio. Determinante fu il voto favorevole di Bruno Trentin, che subito dopo partì per le vacanze con la lettera di dimissioni in tasca.
«Ricordo bene quel che mi disse Ciampi, con la sua consueta saggezza e lungimiranza. Mi esortò a chiudere in fretta l'accordo con i sindacati. Sarà di fondamentale importanza, aggiunse. Così fu, perchè quando in settembre decidemmo di svalutare, quell'accordo era operativo». Gli eventi si susseguivano con una successione al cardiopalma. Il 4 settembre, all'apertura del mercato dei cambi, la lira crollava a quota 765,50 contro il marco (poi avrebbe raggiunto quota 800). Vano anche l'ennesimo tentativo della Banca d'Italia che portava il tasso di sconto al 15%, un livello mai raggiunto dal 1985. A partire da giugno gli interventi a sostegno della lira avevano raggiunto i 48 miliardi di dollari. E a fine agosto all'asta dei Bot erano rimasti invenduti titoli per 3.300 miliardi.
L'autunno nero del '92 tra tasse e svalutazioni - Il Sole 24 ORE
Regressista amante della pucchiacca.


Il fatto è che, volere uscire dall'euro, sarebbe un bagno di sangue spaventoso.
A parte le questioni macroeconomiche, uscire dall'euro in concreto vorrebbe dire che chi ha 100.000 euro in banca in poche ore si troverebbe con un potere d'acquisto dimezzato per la svalutazione della nuova valuta nazionale e dovrebbe far fronte ad aumenti su tutti i beni fondamentali (cibo, energia, servizi) che di fatto produrrebbero un ulteriore dimezzamento del P.di A. della propria liquidità ed, ovviamente, lo stesso avverrebbe per salari e stipendi.
Insomma, ci ritroveremo impoveriti, in poco tempo, di una percentuale stimabile sui tre/quarti o due/terzi del nostro patrimonio e delle nostre retribuzioni.
Ultima modifica di Ivan; 18-01-12 alle 22:03


Il rendimento dei Btp che scadranno il primo settembre del 2002 ha raggiunto il 13,91% lordo e il 12,16% netto, cioe' 32 centesimi di punto in piu' (al netto) di quello registrato all' asta dei buoni settennali di meta' luglio e ben 63 centesimi di punto in piu' dei Btp sempre decennali offerti il primo luglio scorso, solo due mesi fa.
pag 15.
2 settembre 1992 - Corriere della Sera
D'altronde b***** o lo si è o non lo si è..:sofico:
Regressista amante della pucchiacca.


bla bla bla solite chiacchere da sinistro utopico, a noi ce piaciono i fatti no le stronzate che vai a cercare tu su internet per convincerci di idee che poi non trovano riscontro nella vita concreta e reale, con la lira con uno stipendio si campava alla grande una famiglia con 3 figli, il resto sono le solite cazzate che sperate che poi non trovano mai il riscontro concreto, inflazione petrolio ecc ecc peccato che ora il gasolio costa il doppio e l'inflazione con l'euro è stata al 100%, non provare a rispondere che senza l'avremmo pagato di piu' perchè ho già ampiamente dimostrato in altri post come paesi senza euro e con una moneta molto piu' svalutata paghino la benzina la metà di noi. Non c'è uno che ho sentito dire che gli è migliorata la vita da quando c'è l'euro anzi è tutto uno strillo
Nell'euro non ci sono vantaggi tranne che nella vostra mente bacata, io spero che cerchiate di difenderlo per pure tifoseria altrimenti suggerisco di farvi vedere da uno bravo.




Ma sai non sarà una scelta , non saremo noi a scegliere di uscire, l'euro si autodistrugerà da solo, esploderà crollerà come un palazzo senza fondamenta. Cmq quando accadrà non sarà come pensi. Pensaci bene da domani niente euro con cambio come quando siamo entrati, cosa accadrebbe? accadrebbe che se uno ha 100.000 in banca si troverebbe 200 milioni tutto qua, in caso di forte svalutazione tene ritroveresti 300 ovviamente con meno potere d'acquisto ma sempre 300. Vedi quella che con l'euro paghiamo di meno le cose è una stronzata grossa come giove, pensaci bene se in una nazione c'è una ricchezza sia che quella la denomini in lire che in euro che in oro sempre la stessa richezza è e se vuoi comprare qualcosa da fuori ti devi privare di una parte di richezza ma che sia denominata in lire in euro o in oro sarebbe sempre la stessa. All'inzio sarà dura ma ne varrà la pena preferisco morirmi di fame un anno e vivere alla grande tutti quelli che mi rimangono piuttosto che rimanere in questo stagno, ma tanto non sarà una nostra scelta quella di uscire dall'euro, l'euro espoderà da solo prima la grecia poi tutti gli altri ormai è stato già sorpassato da un pezzo il punto di non ritorno ma la tv si guarda bene dal dirlo.




Giornata "storica" per i titoli di Stato: all' asta dei Bot di meta' mese, i rendimenti sono saliti di due punti superando la soglia del 15% netto
Pagina 4
(10 settembre 1992) - Corriere della Sera
Regressista amante della pucchiacca.