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Discussione: Bananas

  1. #261
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Re: Bananas

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Cazzata più che altro è raccontare che la crisi attuale sia colpa dell'Euro.
    La "crisi dell'Euro" è in realtà una crisi economia mondiale dovuta ad una finanza mal regolamentata e all' eccessivo indebitamento degli Stati che hanno sorretto le loro economie (e salvato le Banche ) a suon di deficit.
    La "crisi dell'Euro" è in realtà una conseguenza di quello di cui sopra e tutti i paesi che vi sono dentro tentano di rimanerci aggrappati proprio perchè uscendone non risolverebbero affatto le problematiche di cui sopra ma anzi le affronterebbero da una posizione di maggior debolezza.
    Mbè, io che ho detto?
    Ci si rimane aggrappati perchè la resa dei conti sarebbe dolorosa come è ovvio, ma dolorosa per chi? In primis proprio per il sistema bancario e finanziario che verrebbe cancellato e dovrebbe tornare "nazionale", nazionalizzato e con le vecchie leggi che lo regolavano.
    Fosse proprio questo che impedisce la riforma dei trattati e dello Statuto della BCE? E quindi ci porta al disastro perpetuo?
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  2. #262
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    Predefinito Re: Bananas

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Mbè, io che ho detto?
    Ci si rimane aggrappati perchè la resa dei conti sarebbe dolorosa come è ovvio, ma dolorosa per chi? In primis proprio per il sistema bancario e finanziario che verrebbe cancellato e dovrebbe tornare "nazionale", nazionalizzato e con le vecchie leggi che lo regolavano.
    Fosse proprio questo che impedisce la riforma dei trattati e dello Statuto della BCE? E quindi ci porta al disastro perpetuo?
    Tranquillo l'euro esploderà entro luglio 2012 ovviamente nessuno dice nulla perchè altrimenti ci sarebbe il panico e nessuno comprerebbe titoli di stato in euro, la grecia sarà costretta ad uscire cosi come portogallo e irlanda la finlandia uscirà di sua spontanea volontà e una volta fuori l'unico paese che rispetta i trattati il palazzo crollerà e si sfacerà a terra facendo un tonfo pauroso.

  3. #263
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    Predefinito Re: Rif: Bananas

    Citazione Originariamente Scritto da misterbogiangols Visualizza Messaggio
    Non è giustificabile nemmeno chi, per 4 volte di fila, NON gli ha votato contro.
    Assolutamente non giustificabile chi ANCORA non lo condanna.

    Non capisco però perchè ogni volta che chiedo quale sarebbe l'alternativa a Berlusconi i sinistri si vergognano pure di pronunciare i nomi dei loro politici... nella vita non sempre si può scegliere la cosa migliore anzi il piu' delle volte siamo costretti a scegliere il male minore e in questo caso è sicuro al 100% che il minor male tra Berlusconi e bersanov sia il cav.

  4. #264
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    Predefinito Re: Rif: Bananas

    a proposito di bananas ve la ricordate la propaganda europeista anni 90 orchestrata dalla sinistra che tramite giornali tg talk show additava al pubblico ludibrio l'euroscettico quale nuovo nazifascista assetato di sangue?

    ve la ricordate la maliziosa insinuazione progressista che solleticando i più bassi istinti italioti diceva :"l'Europa si prendera carico dei nostri problemi"

    ogni politico da Ciampi a Veltroni passando per Rutelli e Amato insisteva "questo è un problema enorme! solo l'europa può decidere come risolverlo!" si trattasse delle zanzare o della disoccupazione...

    ah come conoscono bene la psicologia italiota i compagni e i progressisti

    un pizzico più demagoghi pure di berlusconi e del milione di posti di lavoro...

  5. #265
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    Predefinito Re: Bananas

    Citazione Originariamente Scritto da misterbogiangols Visualizza Messaggio
    Mi riferisco, ovviamente, a coloro che mi conoscono dalla mia iscrizione a POL; 11 anni fa.
    Dove ho iniziato a raccontare la VERA storia e la VERA natura del farabutto sceso in campo; e sono stati 11 anni di continue conferme, fino all'ineluttabile sfacelo.
    Se tu all'epoca avevi ancora il moccio al naso, a maggior ragione tieniti per te il tuo "ossesso"; e chiedi conto ai tuoi fratelli maggiori bananas di lungo corso.
    E se non danno ragione a me, ti stanno mentendo; ora come allora.
    Berlusconi è stata la nostra salvezza pensa se fossimo stati governati per 20 anni dal centrosinistra adesso avrebbero tassato pure l'aria. Pregate che diventi al piu' presto presidente della repubblica prima che Geggè ci affossi con qualche altra genialata delle sue.

  6. #266
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    Predefinito Re: Rif: Bananas

    Citazione Originariamente Scritto da Lego Visualizza Messaggio
    Bersani era all'OPPOSIZIONE.
    qualunque cosa avesse detto o fatto, sarebbe comunque prevalsa la volontà del GOVERNO.

    Gio cazzo, le responsabilità sono di chi GOVERNA, nel bene come nel male. troppo comodo dare la colpa a chi è minoranza, dai....
    Troppo comodo fare di tutto per non governare e poi passare la palla agli altri scaricandogli tutte le responsabilità ma continuando allegramente a ciucciare alle mammelle dello stato, questo è Bersanov questo è il pd il partito piu' vergognoso da quando l'uomo inventò la democrazia.

  7. #267
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    Predefinito Re: Bananas

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Scusa la mia ignoranza, ma in una economia di mercato era ed è possibile fare una cosa del genere?:mmm:
    No assolutamente no il mercato è libero il controllo dei prezzi esisteva solo nella russia sovietica ma questo è l'unico slogan che hanno i sinistri per scaricare le colpe di quest'euro porcata su berlusconi.

  8. #268
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    Predefinito Re: Rif: Bananas

    Citazione Originariamente Scritto da Betelgeuse Visualizza Messaggio
    E dove sta scritto che l'Italia non poteva non accettare l'euro? a maggior ragione anzi avrebbe dovuto rifiutarlo considerando che non aveva i requisiti. bananas...
    Affermare che si sarebbe potuto restare fuori dall'Euro,
    mentre paesi con economie più modeste della nostra vi sono entrati,

    significa non avere il minimo sindacale di cognizione di economia.

    L'unico paese dell'Europa occidentale a non stare nell'euro è la Svizzera ( a parte la GB),
    proprio perchè è talmente ricca da potersi permettere di stare da sola.

    Sul confronto fra Prodi e Berlusconi, è partita persa:
    Prodi è stato presidente UE, quindi ha crediti internazionali.
    Silvio ci ha affossato ed è considerato un clown grottesco.

    Per quanto possiamo criticare Prodi, non c'è storia con Berlusconi.
    Silvio è il cretino utile, il furbo italiano,

    colui che sa catalizzare la boccalonite cronica del 20% degli italiani.

    In fondo basti osservare che Prodi ha battuto Silvio ben 2 volte.
    Un motivo ci sarà.

    m
    "GUARIREMO ANCHE IL CANCRO!" (Silvio Berlusconi - 20 marzo 2010 Piazza del Popolo, Roma) repapelle:

  9. #269
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    Predefinito Re: Rif: Bananas

    HELSINKI - Se volete vincere le elezioni in Finlandia, date addosso all' euro. E all' Unione Europea. Parlatene male. Il Paese non ha voltato le spalle al Vecchio Continente, non è tornato nelle braccia dell' orso russo. Fatto sta, però, che chi cavalca la moneta unica non va da nessuna parte; chi, di fronte all' euro, è invece almeno un po' iconoclasta ha buone speranze. Oggi i finlandesi vanno a votare per eleggere il loro presidente. E - diversamente dal passato in questa terra del Nord, lontana e periferica - il voto contiene una lezione per il resto della Ue. È di fatto il primo referendum sulla moneta unica che si tiene in un Paese a tripla A da quando la crisi del debito europeo è iniziata e, già prima di sapere il risultato, il messaggio è netto: abbracciare con entusiasmo euro ed Europa è un no fly per ogni partito, non fa decollare, anzi. «Se avessimo saputo, oggi l' euro non ci sarebbe», dice Sauli Niinistö, il candidato alla presidenza di gran lunga in vantaggio nei sondaggi (sul 40%). Il politico della Coalizione nazionale non è personaggio qualsiasi: fu lui, da ministro delle Finanze, a condurre le trattative per l' ingresso di Helsinki nell' euro. «Ricordo Theo Waigel (negli anni Novanta ministro delle Finanze tedesco, ndr ) sostenere che senza un patto di stabilità credibile non avrebbe potuto esserci l' euro - spiega Niinistö -. Se avessimo saputo che il patto di stabilità non sarebbe stato rispettato da molti, credo che Waigel avrebbe risolto il problema e l' euro non si sarebbe fatto». I finlandesi, non a torto, ritengono di essere se non l' unico almeno uno dei due soli Paesi dell' eurozona ad avere rispettato il patto di stabilità, tenendo sotto controllo le finanze pubbliche. Quando oggi, dall' Europa, arrivano inviti a essere più solidali, cioè a mettere più denaro sul tavolo per aiutare i partner in crisi, quasi tutti rispondono che c' è un limite - ormai raggiunto - e che «la vera solidarietà sta nel rispondere correttamente delle proprie finanze» (è sempre Niinistö che parla). In questa campagna elettorale, nessuno dice esplicitamente che la Finlandia dovrebbe uscire dall' euro. In fondo, nemmeno Timo Soini, il leader del Partito dei finlandesi (ex Veri finlandesi) che l' anno scorso sconvolse il sonnacchioso panorama politico di Helsinki guadagnando un quinto dei voti in Parlamento su posizioni populiste e antieuropee. Però praticamente tutti - con un' eccezione notevolissima - si sentono in dovere di essere molto critici o moderatamente critici della moneta unica. Soini - anch' egli candidato presidente, ma più di bandiera che per vero interesse (i sondaggi lo danno sotto al 10%) - dice che «l' Italia è ricca, anche se il suo Stato è povero, e quindi non dovrebbe lasciare l' euro, la Grecia però avrebbe tutto da guadagnare a uscire dall' Unione monetaria». Ma è sul contributo finlandese alla soluzione della crisi europea che non ha sfumature: «Per anni, le banche francesi e tedesche hanno fatto prestiti alla Grecia al 2-3% e per anni hanno intascato grandi profitti. Ora che c' è la crisi vengono a chiedere soldi nei boschi finlandesi?». Soini e altri sostengono che Helsinki avrebbe già messo a disposizione degli interventi di salvataggio dei Paesi in crisi 50 miliardi di garanzie, l' equivalente del debito pubblico del Paese. Il governo ufficialmente parla di 14. Il rifiuto di prendere ulteriori impegni è però generale. «Ho visto che il presidente della Bce Mario Draghi ha detto che i Paesi con la tripla A dovrebbero prendersi maggiori responsabilità - dice Niinistö, il favorito nella corsa presidenziale - ma io non vedo possibilità per la Finlandia di prendere altre responsabilità. Tra l' altro, metteremmo a rischio la nostra tripla A e ricordo quanto è stato difficile risalire rispetto ai giorni in cui il nostro rating era in zona B». Gli fa eco, in risposta a Draghi, il ministro degli Esteri in carica, Erkki Tuomioja: «Non è necessario che la Finlandia aumenti la sua esposizione passiva». Insomma, in questa campagna elettorale nessuno vuole farsi vedere morbido quando si parla di euro. Un altro candidato, politico di lunghissimo corso, Paavo Väyrynen del Partito di centro, ha proposto addirittura la reintroduzione della vecchia valuta finlandese, la markka, come moneta parallela a quella europea. E nei sondaggi non va male: è dato attorno al 17% e potrebbe essere lui a sfidare Niinistö al secondo turno di votazioni presidenziali che si terrà il 5 febbraio. «Il messaggio che sta uscendo dalla campagna elettorale è chiaro: essere troppo pro euro non fa vincere voti - sostiene Erkka Railo, politologo dell' università di Turku -. La prova esplicita è quel che sta succedendo a Lipponen». Già, Paavo Lipponen, l' eccezione notevolissima di queste elezioni, l' unico candidato che parli con entusiasmo dell' euro. Lipponen è stato primo ministro dal 1995 al 2003, leader socialdemocratico tra i più conosciuti in Europa. Come egli stesso conferma, uno dei padri dell' euro. «Per noi l' Europa è tutto - dice -. Se l' euro crolla, la Germania dominerà l' Europa e noi saremo dipendenti dai tedeschi». A suo parere, la Banca centrale europea dovrebbe diventare il prestatore di ultima istanza ai governi e si dovrebbe tracciare un percorso per arrivare all' emissione di Eurobond. «Alla fine, abbiamo bisogno di un' Unione economica: il vero errore è stato non averla quando è nata la moneta unica». Difesa senza se e senza ma dell' euro: l' unico tra gli otto candidati in corsa ad avere questa posizione netta. Bene: mentre alle elezioni politiche dell' anno scorso il Partito socialdemocratico ha preso il 18% dei voti, il suo candidato nei sondaggi è oggi attorno al 5-7%. «È che Lipponen è visto come colui che ci ha portato nell' Unione monetaria e nell' euro», riassume Jari Korkki, l' analista politico della televisione pubblica Yle . Persino il candidato dei Verdi, Pekka Haavisto, si dice pro euro ma poi si guarda bene dall' esagerare. Anch' egli è dato al 17% dai sondaggi e potrebbe essere lo sfidante a sorpresa di Niinistö al secondo turno. Parlando di moneta unica, dice che «la Grecia forse è fuori», che «può essere che torniamo alla markka, anche se questo non è il nostro obiettivo» e che «c' è un problema in Europa, me ne sono accorto quando, dopo l' approvazione del Trattato di Lisbona, sono state nominate ai vertici figure deboli come Herman Van Rompuy e Lady Ashton». Insomma, un Paese che nelle campagne elettorali ha sempre parlato di educazione, di parità tra i sessi, di diritti umani, di servizi pubblici si trova ora a guardare storto l' euro. Un Paese che tra i candidati al secondo turno per la presidenza ha sempre avuto una donna - motivo di orgoglio egualitario - e ha una presidente uscente, Tarja Halonen, questa volta vede le due candidate in corsa, Eva Biaudet del Partito popolare svedese e Sari Essayah della Democrazia cristiana, sotto al 5% nei sondaggi. È che l' arrivo sulla scena di Timo Soini e del Partito dei finlandesi - che di tanto in tanto parlano di uscita dall' euro e di non allineamento di Helsinki - ha fatto emergere l' Europa e l' euro come i veri temi di dibattito. E ha trasformato l' elezione del presidente, che ha tutto sommato pochi poteri, in un test di rilievo europeo. Sulla Norra Esplanaden, la strada lussuosa dei negozi e dei ristoranti di Helsinki, la signora Ritva - 75 anni, esile e dolcissima - è una militante della Coalizione nazionale e serve caffè, tè e dolci in uno dei tanti Café Niinistö aperti dal partito in tutto il Paese a sostegno del suo candidato. Mostra un pamphlet contro il bullismo nelle scuole, parla di educazione, uno dei punti di forza della Finlandia. Ma alla fine ammette che non sono questi i temi del momento, «anche Helsinki sta cambiando, bisogna stare attenti a quello che fanno i giovani che si interessano sempre meno di queste cose». Così, nella terra della tripla A, nel Paese che non ha peccati finanziari ma è comunque chiamato a pagare per quelli degli altri, matura forse un nuovo modo di guardare all' Europa, probabilmente simile a quello dei tedeschi, degli olandesi, forse degli austriaci. Dove la solidarietà non è al primo posto. Ma una certa serietà probabilmente sì. Danilo Taino twitter@danilotaino RIPRODUZIONE RISERVATA **** Protagonisti Gli altri candidati in corsa In equilibrio Pekka Haavisto, 53 anni, dei Verdi, si dice pro euro ma senza esagerare. È al 17% Al Centro Paavo Väyrynen propone la reintroduzione della vecchia valuta, la markka. È al 17% Nazionalista Timo Soini, 49 anni, guida il Partito dei finlandesi: è dato al 10% L' eccezione Paavo Lipponen, 70 anni, ex premier socialdemocratico, decisamente pro euro: 5-7% ****In uscita

    http://archiviostorico.corriere.it/2...20122031.shtml
    Ultima modifica di matteomourinho; 01-02-12 alle 23:24

  10. #270
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    Predefinito Re: Rif: Bananas

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Lasciando perdere Gheddafi e la guerra di Libia perchè è una battaglia persa spiegare ai filo yankee perchè noi italiani l'abbiamo preso nel kulo, torniamo al tema iniziale della discussione.
    Ritengo che i "bananas", intendendo con questo termini gli elettori del PDL, non abbiamo più fiducia in Berlusconi. Sono riusciti finalmente a capire il motivo per cui silvietto ha lasciato il governo e cioè la promessa di impunità e la salvezza delle sue aziende. Agli elettori del PDL che lo avevano votato per altri motivi, sicuramente dopo questa "sberla", non lo voteranno più. la prova è che nei sondaggi il PDL è in caduta libera. Scommetto che nelle prossime ammistrative sarà un disastro e, probabilmente, il PDL scomparirà.

    Altri non elettori del PDL, come il sottoscritto, non hanno mai negato, in passato, la loro simpatia "umana" per il cav. e un appoggio per la sua politica estera, in apparenza, più indipendente rispetto agli yankee e alla UE, questo fino alla guerra di Libia e al vergognoso tradimento dell'alleato. Dopo tale tradimento la simpatia è del tutto scemata ed è subentrato un disprezzo per l'uomo, Berlusconi, pari al disprezzo che provo per altri politicanti.

    Questo riguardo ai bananas del PDL. I bananas dell'altra parte, PD, invece sono molto più duri di comprendonio. Nonostante i bocconi amari che il PD gli sta facendo ingoiare a mezzo Monti, continuano imperterriti a votarlo.

    A questo punto la domanda sorge spontanea: chi sono, realmente, i bananas? Per me sono gli elettori piddini, senza dubbio.
    Non concordo.

    Per me quella in b. e quella nel partito (il pd) sono di origne molto diversa.

    Essere banans non equivale ad essere piddini anche se, dal punto di vista paratico è quasi lo stesso.
    Essere bananas significa avere fede in un uomo e non in un'organizzazione o in un ideologia.

 

 
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