Le etichette lasciano il tempo che trovano, lo si può chiamare come volete. L'importante è che Stirner crea un punto di rottura con tutti i fantomatici ''diritti di natura'' e critica selvaggiamente i ''fantasmi'' che vanno tanto di moda negli ultimi tempi (religione, diritti umani, comunismo, ecc). Ognuno poi può darne l'interpretazione che più gli aggrada, lo stesso Stirner lascia campo libero su questo.





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