



l'incongruenza c'è per un motivo, che il sistema processuale è farraginoso per cui mentre in altri paesi (ad esempio l'UK) la condanna è esecutiva già in primo grado, in Italia una sentenza definitiva arriva anche dopo dieci anni. questo però è un problema collaterale e parallelo a quello della certezza della pena. e continuo a ripeterti che quei 20000 che sono in carcerazione preventiva in ogni caso sono POCHI rispetto alla TOTALITA' dei denunciati ed imputati che invece sono a piede libero o ai domiciliari.


noi due siamo in stallo giacinto
è ora che si lasci questo dibattito ad altri.
è stato un piacereiaociao:








Ministero della Giustizia. Statistiche
poi, per maggiore precisione va detto che dei ventimila detenuti in attesa di giudizio, ottomila hanno già riportato una condanna (anche se non definitiva) e che quindi il vero numero degli imputati in attesa di sentenza è di dodicimila unità. ma ripeto, quello della carcerazione preventiva è un falso problema. quello vero è la certezza della pena, ossia la mancata esecuzione della stessa.


Ma infatti è quello che ho scritto anche io a chiare lettere. In famiglia ho una figlia penalista, un genero penalista e un fratello giudice di corte d'appello ; e ti lascio immaginare di questi argomenti quanto se ne parla ...... Il problema pero', come dicevo altrove, è di tutto il sistema penale italiano, a partire dalla durata dei processi fino alla certezza della pena, passando per la Gozzini da eliminare e finendo a preti e privati che gestiscono pseudo centri di recupero, pagati dallo stato, per garantire pseudo-pene alternative ai condannati entro certi limiti.
Percio', a mio avviso, se prendi solo una parte del discorso (quanta gente c'e' in attesa di processo o quanti extracomunitari ci sono sul totale) leggi un dato le cui considerazioni potrebbero essere falsate da altre concause. Il problema o lo affronti globalmente oppure non lo risolvi, ma ci metti delle pezze.
IMHO ovviamente.
Ultima modifica di Les Paul; 01-09-12 alle 22:35


infatti il problema andrebbe affrontato nella sua complessità: da un lato l'aspetto processuale, e la soluzione sarebbe eliminare un grado di giudizio, ottenendo istantaneamente un abbattimento della durata dei processi e una velocizzazione dell'attività giudiziaria; dall'altro, cancellazione della legge Gozzini e della Simeone-Saraceni, in modo che cinque anni di carcere siano cinque, dieci dieci, trenta trenta e l'ergastolo ergastolo per davvero.
il guaio è che queste cose, fattibilissime, l'attuale classe politica non le farà MAI.


A peggiorare la qualità del processo e ad allungarne oltre modo i termini c'e' poi una norma tutta italiana per la quale un condannato in primo grado non è condannato "vero", ma si aspetta l'appello, la cassazione e, se il caso, l'esito di un secondo processo con relativo appello ecc....Quindi fra il primo giudizio e la condanna definitiva ed inappellabile, che teoricamente potrebbe non arrivare mai, passano normalmente dai 10 ai 20 anni.
In tutti gli altri stati (o quasi) una condanna di primo grado è una condanna, e vai in galera. POi ci sarà l'appello che ti darà ragione, o ti conferma la prima condanna. Poi c'e' la cassazione ecc... ma resta il fatto che il primo giudizio non è stato emesso da ebeti incompetenti, per cui hai bisogno del giudizio finale. Questo non solo vuol dire che i giudici dei vari gradi intermedi perdono un mare di tempo, ma vuol dire che sentenziano a vuoto, affibbiando 20 anni ad un tizio, ma col tizio in libertà.
E signifivano anche che la presenza di un nugolo di costosi avvocati, capaci di mobilitare anche giornalisti e TV, ti assicura n trattamento diverso, alla faccia della "legge che sarebbe uguale per tutti".
Ma come dici tu. le cose devono restare cosi'.