Giusto, ma non cambia la sostanza.
Posso scrivere così: la schiavitù ordinaria, incrementandosi, crea feticci in cui l'uomo deve rifugiarsi per percepire e dimenticare più completamente la sua condizione, condizione che accetta ma intrinsecamente non è per lui, ossia il parassitismo statuale.
Questi feticci sono richiesti dai cittadini , dagli individui, poiché la loro esistenza ormai autoconvinta della necessità del parassitismo statuale esige tali distrazioni.
Posso quindi dire che il mercato, nella sua capacità adattiva, soddisfa ancora le esigenze degli individui fornendo mezzi lenitivi che,ad ultima istanza, alimeteranno il vuoto pneumatico individuale in un'alienazione, (percepita a causa della mancanza della vera Libertà).Ecco quindi, si cerca la libertà altrove piuttosto che nel distruggere lo stato e questo d'altronde accade ben volentieri dal punto di vista statuale che avendo sussunto gli individui li invoglia e dirotta nel dar sfogo alla loro insoddisfazione endemica ( dovuta ad esso stesso, allo schiavismo) , nella creazione di "novità", idealizzate come liberanti al momento della loro invenzione ma che non faranno che favorire la dispersione e lo squilibrio individuale; mezzi e creazioni che lo stato saprà ben sfruttare come suo solito.
E' utile ricordare che con la libertà, certi bisogni contorti e disordinati non si avrebbero affatto.
Spero di esser stato abbastanza marxista.
Un saluto




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