

Ultima modifica di Ada De Santis; 13-05-12 alle 13:23
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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[IMG]Pansa: ecco perché non presento più i miei libri di storia 27 febbraio Diventare un uomo ridicolo. Dopo aver tanto lottato contro terroristi e mafiosi, è questo il rischio che corre Giancarlo Caselli, super magistrato e capo della Procura di Torino. Lo corre per un motivo sciocco: considerarsi l’unica vittima di estremisti violenti che contestano i suoi libri e il suo lavoro. Caselli dimentica di essere soltanto l’ultimo dei tanti costretti a fare la stessa esperienza. E adesso gli racconterò il mio caso. Nel 2003 pubblico Il sangue dei vinti, libro che racconta le vendette dei partigiani dopo il 25 aprile, contro i fascisti sconfitti. Nasce un trambusto pazzesco sui giornali e alla tivù. Vecchi amici di sinistra mi accusano di averlo scritto per soldi e su ordine di Silvio Berlusconi, in quel momento al governo. Ma la piazza, o la piazzetta, non si muove. Deve assalire il Caimano e non ha tempo da perdere con un microbo come me. Continuo a scrivere libri revisionisti sulla guerra civile e nell’ottobre 2006 esce La grande bugia. La stagione politica è cambiata. Adesso al governo c’è il secondo centrosinistra di Romano Prodi. Il Cavaliere è sconfitto e può essere lasciato in pace. L’attenzione si sposta sul microbo Pansa. Un testardo che si merita una bella lezione. Il 16 ottobre 2006 si tiene a Reggio Emilia il primo di una serie di dibattiti su quel libro. Il salone di un hotel della città è strapieno. A dialogare con me c’è Aldo Cazzullo, giornalista, inviato speciale del Corriere della sera. Sto per rispondere alla sua domanda iniziale quando nella sala, tra la gente, emerge una dozzina di violenti. Vogliono interrompere la serata e punirmi. . di Gianpaolo Pansa da “Libero” del 26 febbraio 2012 . Il capo del gruppo corre verso il nostro tavolo e mi scaglia addosso una copia della Grande bugia, urlando: «È un libro infame, sono venuto da Roma apposta per gettarglielo in faccia!». Segue un lancio di volantini stampati con cura. Riproducono una banconota da 50 euro con la scritta: «Pansa prezzolato – con l’infamia ci hai speculato». Arrivato alla nostra pedana, il gruppo srotola un lenzuolo color sangue, con lo slogan «Triangolo rosso? Nessun rimorso». Come a dire, i partigiani comunisti hanno fatto bene ad accoppare tanti nemici della rivoluzione. I violenti sono molto agitati. Urlano da forsennati. Mostrano al pubblico il pugno chiuso. Uno di loro strilla di continuo, a macchinetta: «Viva Schio! Viva Schio!». È la città veneta dove nel luglio 1945 la polizia partigiana rossa ha occupato il carcere e ammazzato cinquantatré persone. Aldo Cazzullo e io restiamo al nostro posto e mandiamo al diavolo il capo del gruppo che pretende di leggere un volantino interminabile. A quel punto, la gente in sala comincia a scandire «Libertà, libertà!». I violenti si rendono conto di essere in minoranza e due poliziotti li allontanano. Si saprà dopo che appartengono a una fazione di ultrà rossi, «Antifascist Militant». Sono tipi senza faccia, sconosciuti. Tranne uno che si rivela tre mesi dopo in un convegno antifascista a Roma, organizzato da Rifondazione comunista. È Simone Sallusti, responsabile organizzativo del partito nella capitale. Rivolto ai compagni, si presenta e dice: «Sono andato a Reggio Emilia per contestare Pansa. E ne sono orgoglioso!». Applausi e pugni chiusi. Adesso siamo al 17 ottobre. La faccenda di Reggio sta su molti quotidiani e nei telegiornali. Nel pomeriggio ricevo qualche telefonata di solidarietà. Ma soltanto di politici moderati, ricordo Pier Ferdinando Casini e Clemente Mastella. Tuttavia, verso sera arriva il messaggio più importante. Giorgio Napolitano, da pochi mesi presidente della Repubblica, con un comunicato del Quirinale, esprime «la sua profonda deplorazione per gli atti di violenza» a Reggio Emilia. Soltanto dopo il suo intervento, spuntano un paio di telefonate da sinistra, di Prodi e di Piero Fassino. Chiamate personali e riservate, niente di pubblico perché a sinistra il Pansa è considerato un diffamatore della Resistenza. Per ultima si fa viva una redattrice della Stampa, Egle Santolini. Su incarico della direzione, mi avvisa che l’indomani troverò sul loro giornale due articoli che mi riguardano. Mi consiglia: «Li legga con calma». Li leggo il 18 ottobre. Alla Stampa, dove ho lavorato per anni, devo avere qualche amico del giaguaro. Entrambi i pezzi sono contro di me, con una rabbia speciale. Un articolo del professor Angelo d’Orsi e un’intervista, manco a dirlo, di Giorgio Bocca. Il professore ricicla un suo vecchio articolo, con l’aggiunta di un falso. Lui descrive l’aggressione di Reggio Emilia così: «Insulti e baruffe tra giovani di sinistra che contestavano Pansa e giovani di destra che ne prendevano le parti». Sempre il 18 ottobre, mi telefona uno dei vicedirettori della Stampa, Massimo Gramellini, la cosiddetta penna brillante del giornale. Un pennacchione giulivo che si ritiene di sinistra. Con ilare cautela, mi chiede se voglio rispondere, ma lo mando a quel paese. Subito dopo mi chiama il direttore, Giulio Anselmi. Ci conosciamo da anni. E abbiamo lavorato insieme all’Espresso. Anselmi deve essersi reso conto di aver pubblicato una carognata. Si lava subito le mani e mi indica come bersaglio il suo vice: «Guarda che quella pagina l’ha messa insieme Gramellini. Ha fatto tutto lui ed è lui che devi ringraziare, non è colpa mia». Gli ribatto: «Ma il direttore non sei tu?». Anselmi: «Io non potevo farci nulla». Penso: misteri del giornalismo italiano, con troppi direttori senza autorità. L’assalto di Reggio fa scuola. Il 19 ottobre devo presentare il libro a Bassano del Grappa. Ma nella notte, gli ultrà rossi hanno sabotato le serrature dei tre ingressi della libreria. Ci vuole un lavoro di tre ore per sbloccarle. Riesco a fare il dibattito, mentre in strada urlano dei giovanotti che pretendono di entrare e leggere un documento contro di me. Dopo Bassano, parlo in altre due città venete, Castelfranco e Carmignano di Brenta. E mi rendo conto di avere addosso l’Anpi, il club dei partigiani rossi, e le solite bande di ultrà. Ma ormai sono protetto dalla polizia e dai carabinieri. Il capo della Digos di Padova mi spiega che dovunque troverò le medesime ostilità. Aggiunge: «Li conosciamo, lei deve stare tranquillo perché sarà sempre tutelato dalle forze dell’ordine». Presentare un libro scortato da agenti e carabinieri? La faccenda non mi piace per niente. Mi amareggia e mi obbliga a domandarmi perché mai debba sottrarre a compiti ben più importanti tanti ragazzi in divisa. È in quel momento che decido di annullare quattordici dibattiti dei trenta già previsti. Lo faccio pensando: «Credevo di essere un cittadino libero in un paese libero, ma devo arrendermi: non è per niente così». Da allora sono trascorsi cinque anni e non ho più presentato in pubblico i miei libri. Mi sono reso conto che questa rinuncia non ha influenza sulla diffusione, però mi sento dimezzato. Lo stesso accade a tanti autori di destra. E oggi anche a eccellenze di sinistra, come Giancarlo Caselli. La ruota è girata, ma il risultato è sempre un brutto affare. Signor procuratore capo di Torino, ci rifletta. Smetta di fare la vittima. Gioverà a lei e a tutti noi. [/IMG]
Pansa: ecco perché non presento più i miei libri di storia – Storia In Rete
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[IMG]Pansa presenta il libro, scatta la rissa 18/10/2006 0 commenti Voleva presentare il suo ultimo libro Giampaolo Pansa, che aveva scelto Reggio Emilia per parlare di La grande bugia. Le sinistre italiane e il sangue dei vinti. La presentazione è stata bruscamente interrotta dal blitz di un gruppo di ragazzi dei centri sociali, di Reggio Emilia ma anche di Roma, secondo quanto riporta il Corriere. Il primo intervento, seguito al lancio del libro sul tavolo dello scrittore, è stato questo: Io sono un cittadino di serie A, e lei ha scritto un libro infame per fare soldi sulle spalle della Resistenza! Da quel momento il gruppetto ha cominciato a inneggiare alla Resistenza con dei cori distribuendo volantini con scritto "Pansa prezzolato, con l'infamia c'hai speculato". La sala gremita di persone si è ribellata all'intrusione. Spintoni con fotografi e ascoltatori, ma il gruppo è rimasto a occupare la sala fin quando sono arrivate alcune volanti della polizia che hanno sgomberato la sala permettendo allo scrittore di continuare. Prima di andare avanti però, ha commentato l'accaduto dicendo: Sono contento di quanto è avvenuto. Perché indica di quale carica d'odio sia intrisa la vita pubblica italiana, e quanti pregiudizi ideologici facciano velo al dibattito libero sulla storia. L'importante è comportarsi come abbiamo fatto noi stasera: restare calmi, non lasciarci intimidire, e rendere ognuno libero di esprimere la sua opinione. Loro, e noi. [/IMG]
Pansa presenta il libro, scatta la rissa
ECCO QUELLO CHE SUCCEDE IN DEMOCRAZIA SE DIVENTI DISSEDENTE e ti distacchi dalla sinistra , ti fanno a pezzi. Siamo in democrazia, non ti rinchiudono in unsa cinica psischiatrica, di distruggono in altro modo, PANSA deve andare in giro con la scorta. ormai è un appestato.Per avere scritto la verità. Ma nessuno risponde a queste cose, accadono oggi.
Ultima modifica di Ada De Santis; 13-05-12 alle 14:19
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è lei che deve avere le idee ,un filone confuse sulla collocazione politica di cina ,russia, corea del nord;capisco che la propaganda di massmedia capitalisti ,vi abbia messo in testa idee balorde e strampalate ,del tipo che le dittature di oligarchi ,possano avere a chefare qualcosa ,con gli ideali di sinsitra;
si schiarisca le idee ,ideali di sinistra e dittature di potenti e privilegiati oligarchi ,sono due cose assolutamente contrarie e contrapposte tra di loro ,indipendentemente dalle sciocchezze che le raccontano i massmedia capitalisti;
essere di sinistra infatti ,significa prima di tutto essere contrari a qualsiasi tipo di oligarchia o dittatura di potenti e privilegiati signori e balordi di vario genere;questo è proprio la base ,l'essenza della sinistra;
come vede ,forse non è colpa sua,ma ha le idee parecchio confuse
i fanatici nazionalisti sono da sempre un danno infinito per l'umanità al pari dei fanatici religiosi; sono coloro che hanno causato le due disastrose e devastanti guerre mondiali e la maggior parte di tutte le guerre;


ah ecco; e chi sarebbero questi geni dalle superiori capacità?
ci fa alcuni nomi? a parte il fatto che un pò di ducetti ,già gli abbiamo avuti ,vedi cicchitto gasparri, la russa ecc. ed i risultati li possiamo ben vedere; ne ha altri da proporre adesso?
già ne abbiamo piallati parecchi di ducetti in questo paese , ci toccherà di piallarne altri ?ostridicolo:
i fanatici nazionalisti sono da sempre un danno infinito per l'umanità al pari dei fanatici religiosi; sono coloro che hanno causato le due disastrose e devastanti guerre mondiali e la maggior parte di tutte le guerre;


pansa ? e chi è , il magdi allam dei partigiani? carramba che personaggione; ma una candidatura in qualche partito di centrodestra non gliela riescono proprio a trovare per questo signore?
i fanatici nazionalisti sono da sempre un danno infinito per l'umanità al pari dei fanatici religiosi; sono coloro che hanno causato le due disastrose e devastanti guerre mondiali e la maggior parte di tutte le guerre;




le verità parziali , distorte e faziose , non vanno bene; tra l'altro ,vengono da un personaggio,che conosceva quello che racconta , da decenni,che per decenni ha fato finta di niente ,poi ,all'improvviso ha deciso di raccontarle;
come se poi avesse raccontato chissà cosa; ci è venuto a dire che i partigiani a volte non andarono troppo per il sottile , che tra i partigiani c'erano alcuni disperati , alcuni che approfitavano della situazione e utilizzarono le loro armi, per togliersi dalla miseria diffusissima e senza rimedio,per avere qualcosa da mangiare e qualche soldo in tasca e c'era anche qualche caso di semplici criminali; capirai che verità incredibili che ha raccontato
come si può definire un personaggio del genere e quale affidabilità dovrebbe avere?
perchè non si è scagliato contro i partigiani,qualche decennio fa?
uno dei personaggi peggiori d'italia
ci vuole un bel coraggio a prendere come riferimento ,un personaggio del genere
Ultima modifica di nafplio; 13-05-12 alle 15:23
i fanatici nazionalisti sono da sempre un danno infinito per l'umanità al pari dei fanatici religiosi; sono coloro che hanno causato le due disastrose e devastanti guerre mondiali e la maggior parte di tutte le guerre;