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Ultima modifica di Troll; 10-05-12 alle 17:08






Impatto fiacco.
Chiaramente non hai dimestichezza col vero mercato dell'arte, quello delle aste internazionali, altrimenti non parleresti di teoria, ma sapresti che le regole, sugli autori poco strategici, sono esattamente così. Rothko non tira, non ha mai tirato.
Se un Rothko toccasse realmente quel tetto di stima, un De Kooning dovrebbe valere un miliardo di euro.
Il mercato delle opere d'arte è una cosa seria, sono gli scoop fasulli che lo fanno apparire (agli occhi dell'inesperto o del non addetto ai lavori), qualcosa di poco attendibile, e quindi criticabile.






No il punto qui non erano davvero i condizionamenti della "struttura" socioeconomica (nessuno ne ha parlato) ma lo storicismo che la cultura cattolica rimprovera a Marx (il quale però si è fermato soltanto a mezza strada, le conseguenze radicali sulla relatività delle culture venendo tratte da Nietzsche e Spengler; alle spalle dell'uno e degli altri c'è in ogni caso il padre dello storicismo, Hegel). Ora è vero che Marx aveva il capriccio di negare la "natura umana intemporale" (gli serviva per rispondere a chi diceva che il suo sogno si sarebbe scontrato con la natura umana), eppure doveva far rientrare dalla finestra "l'alienazione" di un'essenza perduta per non ammettere che se la natura umana si risolve nella storia allora niente rende doveroso o necessario un superamento dell'attuale fase dei rapporti di produzione (l'uomo della "nuova società" non essendo più veritiero, naturale o indistorto di quello della vecchia).
Ultima modifica di Troll; 10-05-12 alle 17:31




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