



Ricevere il sussidio in Germania non è una bella vita. Dei miei colleghi ne hanno usufruito e per un breve periodo di tempo, in Austria, anche mia moglie. Sei perennemente controllato, devi presentarti regolarmente all'ufficio di collocamento dove ti tocca aspettare assieme ad esponenti delle parti più depresse della popolazione, gli impiegati ti trattano di merda, e ti tocca andare ad ogni colloquio di lavoro al quale ti mandano. Certo in caso di emergenza è un bene che esista, ma il sussidio, se hai un minimo di standard, non è una pacchia. Nn rifiuterei mai un posto di lavoro dignitoso per farmi mantenere dall'ufficio del lavoro.
Ultima modifica di Patto; 19-05-12 alle 22:38


Che centra l'Austria? Loro hanno le loro leggi. Non dico che sia una passeggiata, ma non è neanche cosi asfissiante come dici. Dipende anche da quanti disoccupati deve assistere l'ufficio e da me sono molti.
Sul posto di lavoro dignitose ti do' ragione, non lo rifiuterei neanche io.
Ultima modifica di Naitmer; 20-05-12 alle 00:46


In Austria il sistema è molto simile alla Germania. Una volta ho accompagnato mia moglie e in fila c'era di tutto: drogati, alcolizzati, immigrati con facce da brutti ceffi, donne col Burka, giovani provenienti da familie disagiate senza prospettive per il futuro....almeno questo era l'impressione che ho avuto. Ma a parte questo, l'Ikea non era un lavoro dignitoso?
Ultima modifica di Patto; 20-05-12 alle 10:36


Naitmer, un giorno dovresti scrivere un libro.
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.


Non c'è niente di dignitoso nel fare gli schiavi per gli altri e pagare la Jizya, la tassa islamica che viene applicata agli infedeli.
Per il mio lavoro Ikea mi pagherebbe 2500 € circa, dei quali ne vedrei solo 1300 €, il resto viene elargito alle famiglie islamiche, che con i miei soldi poi verrebbero pure da Ikea a fare acquisti e farmi lavorare.
Sarebbe come aprire un negozio e dare i soldi di tasca tua ai clienti in modo che vengano a fare la spesa da te.
Ultima modifica di Naitmer; 20-05-12 alle 20:46


I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."


sempre ad immischiarsi dei fatti che non li riguardano, sti rompiscatolencav:
No no, altro che leggenda, è vero.
Forse non su tutti i prodotti ma su tanti si', specie nel commercio al dettaglio.
D'altronde alla vigilia dell'€ il caffè costava 1500£ quindi a fine anno se ne potevano comprare 365 e si spendevano 547.500 vale a dire 282€.
Oggi il caffè costa 1€ e a fine anno, comprandone sempre uno al giorno, viene a costare 365€.
Nel passaggio da lira ad euro si son persi 83€ cioè 107 caffè in meno rispetto al 2001.
E 107 caffè su 365 fa un calo del potere d'acquisto del 29,3%.
E stiamo parlando del caffè, la stronzata delle stronzate, su altri beni, durevoli e che la gente compra raramente, si sono permessi una speculazione ancora maggiore.
Ma poi basta leggersi certe discussioni del tempo su fora e communities varie...
tipo questa:
Ai commercianti che hanno convertito 1000 £ in 1 €
CLAUDIA CONTE, TI AMO!




Il quotidiano online di Welt oggi ne è uscito con un articolo col titolo " Truffe sociali: Come i turchi facoltosi saccheggiano lo stato tedesco"
Nell'articolo viene tra l'altro riportato come le istituzioni turche coprano i truffatori negando informazioni sui loro cittadini perchè la truffa allo stato sociale tedesco in Turchia non è reato.
Sozialbetrug: Wie vermögende Türken den deutschen Staat ausnehmen - Nachrichten Politik - Ausland - WELT ONLINE