Si
No
Forse
Non so


grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........






Risposta: non in modo assoluto.
Io posso essere messo in condizione di commettere un reato a causa di forze esterne, forze che possono aver agito anche psicologicamente, quindi non è una scelta se proseguire nel crimine o no.
Inoltre se io voglio commettere un reato probabilmente non vado a pensare che mi prenderanno.
Dipende dalla situazione, ma comunque voto per un "no".




In realtà per poter paragonare esattamente le due statistiche bisognerebbe provare questa cosa a pari fattori economico-sociali-culturali ma questo è impossibile. Ad esempio: mettiamo che stabilisci di provare la cosa in Italia: negli anni dal 2013 al 2023 provi con la pena di morte, negli anni dal 2024 al 2034 provi senza pena di morte.
Nei due intervalli di tempo sicuramente ci sono molti fattori diversi: diverse condizioni economiche; diverse condizioni culturali; la presenza di persone diverse (sicuramente nel periodo successivo ci sono persone cresciute in un contesto parzialmente diverso dal precedente; inoltre può essere aumentato o diminuito il numero di immigrati, il numero dei disoccupati, eccetera). Come si può stabilire che il calo di un certo tipo di crimini é derivato dalla presenza della pena di morte oppure dal cambiamento di qualche altro fattore sociale-culturale-economico? Non si può.
In realtà il fatto che esista la pena di morte, non ha NE un effetto scoraggiante NE un effetto incoraggiante per chi vive da criminale. Semplicemente i criminali se ne fregano se esiste la pena di morte oppure no. Per molti criminali é preferibile essere uccisi subito dallo Stato piuttosto che essere rinchiusi per decenni in carcere. Per altri criminali invece é meglio il carcere che la morte. Anche io se fossi un criminale non me ne fregherebbe niente se esiste la pena di morte oppure no.
Tuttavia sostengo la pena di morte per quello che ho detto sopra, perché in certi casi di crimini gravissimi, con prove certe e chiarissime, é il modo più sicuro per impedire al criminale di ricommettere lo stesso crimine. Infatti da morto è impossibile ricommettere lo stesso crimine. Poi mi pare anche una soluzione più umana a quella di relegarlo in carcere tutta la vita.
Ultima modifica di TEBELARUS; 21-05-12 alle 15:25
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La tua considerazione è interessante. Però vorrei far notare che in nessuno Stato occidentale la pena di morte è realmente applicata (negli stessi USA ci sono poche esecuzioni ogni anno), quindi non essendo noi criminali non sappiamo se la maggior parte dei criminali preferirebbe rischiare di essere giustiziata. Posto che perchè sia un deterrente i criminali bisogna anche catturarli quasi tutti.


No, ma quale base etnologica! Dico che il paragone lo devi fare nelle stesse condizioni sociali ed economiche, con l'unica differenza la presenza e l'assenza della pena di morte, per questo dicevo che il confronto è possibili solo in uno stesso Stato. Se la Svizzera introducesse la pena di morte, gli omicidi in Svizzera continuerebbero ad essere meno che in Colombia; ragionando alla tua maniera, dovrei dedurre che la pena di morte è un deterrente. Non è così che si ragiona, dovrei prendere gli omicidi compiuti in Svizzera prima e dopo l'introduzione della pena di morte per vedere se è un deterrente o meno. Secondo me, comunque, non c'è bisogno di tutti questi ragionamenti: mi sembra logico che aver paura di morire in conseguenza di un'azione mi fa riflettere sul compimento di quell'azione.
Spaghetti e pistole




Sì, hai ragione, per quello parlavo dello stesso Stato. Va be', le condizioni possono variare un po', ma se si è in un periodo di equilibrio (non adesso) le condizioni sociali ed economiche variano lentamente. Comunque, secondo me, pure i criminali hanno paura di morire.
Spaghetti e pistole