Dopo il venerdì nero degli spread, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha cercato ieri di mandare un messaggio rassicurante ai mercati finanziari, garantendo che «l'euro è irreversibile». E che l'istituto di Francoforte è «molto aperto» e pronto ad agire «senza tabù» per la conservazione dell'euro, che fa parte del suo mandato.
Gli scenari degli analisti che ipotizzano l'esplosione dell'Eurozona «non riconoscono - ha detto Draghi in un'intervista al quotidiano francese Le Monde - il capitale politico che i nostri leader hanno investito nel progetto e il sostegno degli europei».
Secondo il presidente dell'Eurotower, il vertice europeo di fine giugno a Bruxelles è stato un successo, in quanto «per la prima volta è stato dato un messaggio chiaro: uscire dalla crisi con più Europa. Qualsiasi movimento verso un'unione finanziaria, di bilancio e politica è a mio parere inevitabile e condurrà alla creazione di nuove entità sovranazionali».
Il vertice ha iniziato a rispondere alla richiesta avanzata tempo fa da Draghi di formulare una visione di lungo termine per il futuro dell'unione monetaria. La roadmap tracciata dai leader, che dovrà prendere corpo entro fine anno con il rapporto "dei quattro presidenti" (uno dei quali è lo stesso Draghi), va verso «maggiore integrazione».
Il summit di Bruxelles non è servito però a calmare i mercati finanziari nel breve periodo. La Bce è sollecitata da più parti, ultimo in ordine di tempo a farlo è stato il Fondo monetario internazionale, a intervenire, un'aspettativa che il suo presidente ha in qualche modo raffreddato. «Il nostro mandato - ha detto - non è di risolvere i problemi degli Stati, ma di garantire la stabilità dei prezzi e mantenere la stabilità del sistema finanziario».
Draghi ha ricordato che nella riunione di luglio la Bce ha potuto abbassare i tassi dall'1% allo 0,75 sulle base della previsione che l'inflazione scenda verso o sotto il 2% all'inizio del 2013.
Il capo dell'Eurotower ha inoltre sostenuto di non ritenere che l'economia dell'Eurozona, nel suo complesso, sia avviata verso la recessione e di prevedere un miglioramento fra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo. E che comunque la Bce è pronta ad agire nel caso si palesi il rischio di deflazione. La Bce è aperta e non ha tabù, ha detto Drghi, lasciando aperta la porta a nuovi tagli dei tassi ed eventualmente a misure non convenzionali.
Tra le conclusioni del vertice di Bruxelles c'è l'attribuzione alla Bce della guida sulla vigilanza bancaria comune nell'Eurozona. Draghi ha ripetuto che questa verrà condotta sepratamente dalla politica monetaria ed eventualmente affidata a un organismo separato.
Non ha voluto invece pronunciarsi sulla possibilità di una modifica delle condizioni del programma economico per la Grecia, prima di vedere il rapporto dei tecnici della troika (Commissione europea, Bce, Fmi), che sarà ad Atene nei prossimi giorni. «La nostra preferenza assoluta - ha detto - è che la Grecia resti nell'euro».
Per quanto riguarda l'azione dei singoli Governi nazionali, il presidente della Bce ha sottolineato ancora una volta l'importanza delle riforme strutturali, anche se, ha detto, oltre a quelle del mercato del lavoro, cui è stata rivolta attenzione finora, va messo l'accento anche su quelle dei mercati dei prodotti.
Draghi: moneta unica irreversibile - Il Sole 24 ORE
A mio parere l'unica cosa veramente irreversibile è la sovranità popolare ed in spagna e Grecia, nonché Portogallo ed Irlanda, il popolo sta iniziando a dire cosa pensa dell'Euro.
Nulla è irreversibile, specialmente una moneta unica non voluta dal popolo.




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