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  1. #11
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Butthead ha capito tutto della vita


    Negli USA dei primi anni novanta va per la maggiore un cartone animato dal nome Beavis & Butthead che insieme ai più noti Simpson da' voce ai sentimenti e alle tendenze della Generazione X.

    "Il cartone, caratterizzato da un turpiloquio piuttosto frequente, tratta la storia di due adolescenti di nome Beavis e Butt-head e include dei videoclip musicali più o meno famosi che vengono commentati dai due ragazzi. La trama degli episodi narra quasi sempre semplici spezzoni di vita quotidiana e scolastica, resi però talvolta surreali a causa del comportamento bislacco e sgangherato dei due protagonisti. Beavis & Butt-Head fu trasmesso per la prima volta negli Stati Uniti dal network MTV nel marzo del 1993 e proposto in Italia nel 1994".





    Porca merda women russe. A me fan cagare i womin ehi...
    Sei coglione! Women in inglese vuol dire donne... chiamiamone una...

    Senta, io sono un riccone e ce lo grossissimo...
    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 14:34
    SADNESS IS REBELLION

  2. #12
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Perché i Simpson fanno così ridere e sembrano/sono così intelligenti e/o “furbi”?...





    ]Come abbiamo visto, ogni tentativo di descrivere compiutamente e univocamente i “caratteri” dei Simpson è destinato a fallire. Questo può essere sintomo di una sapiente costruzione dei personaggi, psicologie complesse impossibili da racchiudere in una definizione, e magari in parte lo è, ma c’è sicuramente dell’altro. Questo “altro” potrebbe essere la tendenza dei Simpson (la serie) a non dire effettivamente niente di definitivo, a prendere continuamente delle posizioni (anche e soprattutto “morali”) solo per contraddirle, magari deridendole, subito dopo. Si tratta di un processo costante e inarrestabile, costruito in abisso, dove il cinismo è destinato a colpire infine se stesso, un processo che Carl Matheson chiama “iper-ironismo”. Matheson attribuisce questa caratteristica dello show alla “crisi di autorità” dei nostri tempi, in campo artistico, scientifico, filosofico, religioso e morale. Questo crollo di certezze, questa assenza di “verità”, tutte evenienze che non esiteremmo a definire “postmoderne” se l’aggettivo non ci apparisse così liso da risultare ormai inutilizzabile, sono pienamente rappresentate dai Simpson, con un elevato grado di autoconsapevolezza.

    Intanto c’è lo humour. I Simpson sfoggiano un campionario di umorismo/i adatto/i a molti palati. Si passa dalla gag puramente visiva e quasi archetipica nella sua primordialità (le memorabili cadute di Homer) a quelle più raffinate e oblique, che sfuggono a qualunque tentativo di “interpretazione” (Telespalla Bob che inciampa in una serie infinita di rastrelli), passando per quello che, in definitiva, sembra il tratto più caratterizzante dello humour simpsoniano: il succitato, totalizzante cinismo. La maggior parte del tempo, i Simpson la passano crogiolandosi nell’attaccare tutto e tutti (anche, e ovviamente, se stessi). I bersagli sono infiniti: vizi, stereotipi, moralismi, luoghi comuni, istituzioni, astenendosi però, questo è il punto, dal prendere posizione. I Simpson non sono “moralisti” ma nemmeno “moralizzatori”, i Simpson si divertono a distruggere con una leggerezza e un gusto tali da dissimulare il loro fondamentale fanatismo nichilista.

    Gli Spietati - I Simpson: Conclusioni
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  3. #13
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    "Matheson attribuisce questa caratteristica dello show alla “crisi di autorità” dei nostri tempi, in campo artistico, scientifico, filosofico, religioso e morale. Questo crollo di certezze, questa assenza di “verità”, tutte evenienze che non esiteremmo a definire “postmoderne”... i Simpson si divertono a distruggere con una leggerezza e un gusto tali da dissimulare il loro fondamentale fanatismo nichilista."



    I Simpson - Homer Simpson tries to vote for Obama




    I Simpson - Gayo è bello
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  4. #14
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa



    Nirvana - Smells Like Teens Spirit



    Mi piace infiltrarmi
    nell'ingranaggio di un sistema
    fingendo di farne parte
    e poi lentamente far marcire
    tutto l'impero da dentro.


    Kurt Cobain
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  5. #15
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Kurt Cobain, il «ragazzo di vetro» del grunge

    Diciotto anni fa si uccideva il cantante tormentato dei Nirvana, schiacciato dalla celebrità.

    di Massimo Del Papa



    Cobain è morto a Seattle il 5 aprile 1994.

    Telefonò alla radio un ragazzo, l'accento pesantemente romano, e disse «Io sarò sempre Cobbein, mi chiamo Robberto Kurt Cobbein». E non faceva ridere, metteva un'angoscia sottile, indefinibile. Ma cos'era successo?

    IL SUICIDIO NEL 1994. Era successo, giusto 18 anni fa - era il 5 aprile 1994 - che quel ragazzo biondo, la frangia come un bambino, ce l'aveva fatta ad ammazzarsi. Non riuscendoci con le droghe s'era sparato un colpo di fucile in bocca. E tutti avevano capito che non era una posa quel dolore di pulcino bagnato, non era il disagio di cartone per vendere più dischi. Malato Cobain lo era proprio, fragile lo era davvero, troppo per il successo che l'aveva aggredito dopo appena un paio di dischi, troppo per una moglie tanto più forte, più cinica di lui.

    LA MALEDIZIONE DEI 27. Kurt Cobain si face esplodere a 27 anni, l'età maledetta del rock, come Janis Joplin, come Jimi Hendrix e Brian Jones, lasciando i suoi Nirvana nella polvere di stelle. Tre dischi appena, il primo, Bleach, praticamente inascoltabile, un'orgia di rumore, furia cieca senza direzione che però li segnala al grande pubblico.

    LA CONSACRAZIONE CON NEVERMIND. La consacrazione un paio d'anni dopo, nel 1991, col secondo disco, Nevermind, magistrale pop commerciale cucito da Butch Vig, uno che sapeva come costruire i successi del rock Anni 90: melodie assassine torturate dal rumore, stridori pieni di approssimazione punk, un sound dinamico che rivestiva i brani alla perfezione.

    IN UTERO, IL CANTO DEL CIGNO. Quindi una raccolta di pezzi scartati, Incesticide, e poi il canto del cigno, In Utero, ancora più cupo, tormentato, attorcigliato, col senno di poi pieno di tetri presagi, con il suono rimbombante, claustrofobico, implacabile di Steve Albini, il guru della scena cosiddetta alternativa, preso per andare sul sicuro.

    LA FINE E L'EREDITÀ DEL GRUNGE. E infatti vendette a camionate, ma era già tutto finito, il grunge, questa sorta di continuazione di un certo rock Anni 70. Era nato (a Seattle) e, in un certo senso, è morto con Cobain. Poi si è diramato verso direzioni più ortodosse, come con i Pearl Jam che sono i nipotini dei Led Zeppelin, o i Soundgarden e gli Alice in chains, mentre gli Smashing Pumpkins di Billy Corgan, altro eterno adolescente sbarellato, sono già in territori più onirici, più lisergici.

    Quell'ultimo botto, che nessuna schitarrata può raggiungere

    Ma Cobain era un'altra cosa. È il disadattato che il successo non riesce a redimere, è il Calimero nato male per morire male. i Rolling Stones, interpellati apprendendo della sua fine, concessero solo un commento, degno del loro cinismo: «Sapevamo che sarebbe successo».
    Cobain non piaceva ai puristi come Keith Richards («Ho acceso la radio e sentito un rumore d'aereo: 'Cos'è questa merda?', mi sono chiesto. Erano i Nirvana»), eppure qualcosa di nuovo l'avevano portata.

    LA RETORICA SINCERA. Era il disagio senza più compromessi, retorico, certamente, ma di una retorica sincera. Era il coraggio di ammettere tutti i propri fallimenti, tutte le schegge in cui sei ridotto e che ti tormentano l'anima. E quel rumore che strangola melodie era il cortocircuito di una vita strozzata, che vorrebbe esserci, vorrebbe vivere nonostante tutto, malgrado se stessa ma non ce la fa.

    UNA GIOVENTÙ AI MARGINI. Il giovane Kurt, cresciuto ad Aberdeen, era un perdente, un traumatizzato dal divorzio precoce dei genitori. Lasciò la scuola, passò l'adolescenza in qualche stanza o sotto i ponti, imparò a strimpellare la chitarra. E fondò, come succede in questi casi, un gruppo.

    L'OSPITATA IN ITALIA, A TUNNEL. Ma era un tossico, un ragazzo di vetro, il successo lo sorprese, lo travolse. È devastante il successo per i deboli, ne accelera la fine, non lascia loro scampo. Venne anche in Italia, poco prima di morire. Ospite di Tunnel della Dandini cantò due brani e si capiva che era alla fine, che si era già spento. Ripartì. Tornò a Roma dopo pochi giorni: sfiorò per due volte il suicidio, sempre per overdose di farmaci. Ma smentì: non voleva farla finita, voleva curarsi. Era una bugia. Accettò di sottoporsi a un programma di disintossicazione, ma prima d'intraprenderlo si infilò il fucile in bocca. Fu l'ultimo botto, il più forte, quello che nessuna schitarrata può raggiungere.

    Il testamento: «Vi parlo come un sempliciotto»

    Poi si disse che è stata tutta colpa della moglie vampira (la quale corse presto al capezzale di Corgan, a rovinare anche lui), ma sono favole. Le mogli carnivore non capitano a caso, vengono scelte, sono solo la miccia per un grumo esplosivo che sta dentro, e il timer comincia col primo vagito. Un po' come quel bambino sott'acqua, nell'immortale copertina di Nevermind.

    IL MANCATO «BAMBINO LAMENTOSO». Non importava, niente più importava. Kurt lasciò una lettera, senz'altro esaltata, narcisistica (la chiuse con la formula «Pace, amore, empatia, vi amo, vi amo!»), ma il suo testamento stava all'inizio, alla prima riga: «Vi parlo come un sempliciotto un po' vissuto che preferirebbe essere uno snervante bimbo lamentoso».

    STANCO DI COMBATTERE IL SUO MALE. Il ragazzo alterato e ossessionato sapeva chi era. Sapeva cos'aveva dentro. E che non valeva più la pena di combatterlo. Di combattersi. Forse sapeva di avere lasciato anche la voce ai tanti «Robberto Kurt Cobbein» che non mancano mai, perché la vita è spesso una lunga malattia e ciascuno la grida come può, chi con una chitarra, chi telefonando a una radio.

    http://www.lettera43.it/attualita/ku...4367546384.htm
    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 14:54
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  6. #16
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Quando siamo diventati adulti? E perchè?

    Gli anni ottanta furono il decennio della leggerezza e della giovinezza perpetua. Eppure dietro la facciata brillante si cela l'oscuro. Gli anni ottanta sono stati anni di paura – del nucleare, del totalitarismo, dei computers, della guerra, dell’AIDS. Per esorcizzare questa paura, la sensazione che il mondo possa scoppiare da un momento all'altro, si spegne la Tv, ci si guarda allo specchio e si imbandisce una festa infinita. Questo è il fenomeno apparentemente gaio, ma interiormente triste ("la musica è per gli uomini tristi" cantavano gli Alphaville) dei "new romantics".




    Alphaville, Forever Young (1984)



    Per Sempre Giovane

    Balliamo con stile, balliamo per un pò
    il Paradiso può aspettare
    stiamo solo guardando il cielo
    sperando per il meglio
    ma aspettandosi il peggio
    stai per far cadere la bomba o no?

    moriamo giovani o viviamo per sempre
    non abbiamo il potere
    ma mai dire mai
    stiamo seduti in una cava di sabbia
    la vita è un viaggio breve
    la musica è per gli uomini tristi

    riesci ad immaginare quando
    questa gara sarà vinta?
    giriamo i nostri volti dorati verso il sole
    lodando i nostri capi, entriamo in melodia
    la musica è suonata dagli uomini pazzi

    per sempre giovane,
    voglio essere per sempre giovane
    vuoi davvero vivere per sempre?
    per sempre e per sempre

    alcuni sono come l'acqua
    alcuni come il calore
    alcuni come una melodia
    e alcuni sono il battito
    prima o poi, moriranno tutti
    perchè non rimangono giovani?

    è così difficile invecchiare senza una ragione
    non voglio perire come un cavallo che si dissolve
    la gioventù è come i diamanti nel sole
    e i diamanti sono per sempre

    così tante avventure non potevano accadere oggi
    così tante canzoni che abbiamo dimenticato di suonare
    così tanti sogni che scivolano fuori il blu
    gli permetteremo di avverarsi

    per sempre giovane...
    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 14:58
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  7. #17
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    La fine della festa arriva nel momento in cui la paura del futuro svanisce. Il muro è caduto. Il totalitarismo è crollato. L'AIDS debellato e il nucleare allontanato. Si staglia all'orizzonte un nuovo ordine che promette lo sviluppo e la pace. L'apparente assenza di conflitti è foriera d'un nuovo cinismo di massa. "Qualcuno potrebbe dire che il sereno viene dopo il tuono / Vai a dirlo a colui che non è capace di risplendere", cantano gli Oasis...




    Oasis - Some Might Say (1995)



    Qualcuno potrebbe dire


    Qualcuno potrebbe dire
    che il sereno viene dopo il tuono
    Vai a dirlo a colui che non è capace di risplendere

    Qualcuno porebbe dire
    che noi non riusciremo mai a riflettere
    Oggi sui nostri pensieri perchè essi sfuggiranno al tempo

    Qualcuno potrebbe dire
    che noi troveremo un giorno più luminoso
    Qualcuno potrebbe dire
    che noi troveremo un giorno più luminoso

    Perchè io sono stato alla stazione
    E ho bisogno di educazione sotto la pioggia
    Ancora una volta non ti sei preparata per la mia fama

    L'acquario è pieno di pesci
    Lei ha i piatti sporchi nel cervello
    Stava straripando piano piano ma è tutto ovvio amico

    Qualcuno potrebbe dire che loro non credono nel paradiso
    Vai a dirlo a colui che vive all'inferno

    Qualcuno potrebbe dire che tu riavrai ciò che hai dato
    Se tu non riavrai ciò che è tuo
    nemmeno io riavrò ciò che è mio

    Qualcuno potrebbe dire
    che noi troveremo un giorno più luminoso
    Qualcuno potrebbe dire
    che noi troveremo un giorno più luminoso

    Perchè io sono stato alla stazione
    E ho bisogno di educazione sotto la pioggia
    Ancora una volta non ti sei preparata per la mia fama

    L'acquario è pieno di pesci
    Perchè lei ha i piatti sporchi nel cervello
    E il mio cane è stato pizzicato
    Pizzicato in cucina un'altra volta
    SADNESS IS REBELLION

  8. #18
    + Gothic +
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Qualcuno potrebbe dire che loro non credono nel paradiso
    Vai a dirlo a colui che vive all'inferno


    Noel Gallagher
    SADNESS IS REBELLION

  9. #19
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    "Matheson attribuisce questa caratteristica dello show alla “crisi di autorità” dei nostri tempi, in campo artistico, scientifico, filosofico, religioso e morale. Questo crollo di certezze, questa assenza di “verità”, tutte evenienze che non esiteremmo a definire “postmoderne”... i Simpson si divertono a distruggere con una leggerezza e un gusto tali da dissimulare il loro fondamentale fanatismo nichilista."
    I Simpson sono commoventi fiabe edificanti con tanto di happy end e insegnamento morale di fronte a South Park o peggio The Family Guy.

    EDIT: capisco che il punto sia la cesura degli anni Novanta (cesura senz'altro per chi rimpiange anagraficamente gli Ottanta)
    Ultima modifica di Troll; 11-08-12 alle 15:27

  10. #20
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Ma allora chi... cosa? Perchè Kurt Cobain ha strappato il ciuffo duraniano della nostra innocenza per poi uccidersi lui stesso, a ribadire che non c'è risposta alle nostre domande, ma soltanto disperazione?


    Non è piuttosto chi denuncia il cinismo a trovare disperante la situazione da lui chiamata cinismo? Non consiste il vituperato cinismo appunto nel non trovare particolarmente disperante tale situazione? Che cinici sarebbero se si strappassero a loro volta i capelli? Siamo sicuri che il cinismo affermi che non ci sono risposte? Non sostiene piuttosto che la domanda è mal posta? Se Heidegger afferma che l'importanza decisiva di Nietzsche sta nell'aver mostrato che i valori non stanno da qualche parte ma siamo noi a dare questo o quel valore alle cose, non è questa una risposta, e una risposta che non si può aggirare con tanta facilità?
    Ultima modifica di Troll; 11-08-12 alle 15:28

 

 
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