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  1. #1
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    Predefinito Note sul cinismo di massa

    Da quand'è che non si crede più in niente?

    Ancora negli anni ottanta la gente poteva credeva in qualcosa, lo attestano le espressioni dei volti dell'epoca, capaci di comunicare, nonostante tutto, un certo candore. Il ghigno acido dei Vergassola e delle Littizzetto è venuto dopo. Sono gli anni novanta di Mister Bean ad imporre all'attenzione un gusto diverso. Ciò che è "sgradevole" viene considerato opportuno e si impone all'attenzione per la sua carica dissacrante.

    Cosa è successo? Cosa ha provocato questo disincanto di massa? Perchè si è passati a frotte dalla parte dei cattivi, respingendo con fastidio di "buonismo" e lasciando morale e sentimenti ai bambini e agli anziani rimasti a guardare, su RaiUno, "Don Matteo"?

    Negli USA fu l'assassinio di Kennedy a provocare, negli anni sessanta, il disincanto. Ma negli anni novanta chi è morto, Lady Diana? Difficile identificare nel ricordo triste di LadyDi quel Bambi di cui stiamo tuttora a piangere, consapevolmente o meno, la scomparsa. Ma allora chi... cosa? Perchè Kurt Cobain ha strappato il ciuffo duraniano della nostra innocenza per poi uccidersi lui stesso, a ribadire che non c'è risposta alle nostre domande, ma soltanto disperazione?


    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 20:33
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Questo video è del 1993. Gli attori sono gli stessi del decennio precedente, ma l'atmosfera è diversa. Si sancisce la fine di un'epoca, quando tutto è già definitivamente, irrimediabilmente, diverso.



    Duran Duran - Ordinary World (1993)


    Cos’è successo a tutto?
    Incredibile, direbbero alcuni
    Dov’è la vita che conosco?
    Se n’è andata

    Ma non piangerò per ciò che è stato ieri
    C’è un mondo mediocre
    Che in qualche modo devo trovare
    E mentre cerco di trovare la strada
    Verso il mondo mediocre
    Imparerò a sopravvivere
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  3. #3
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    La disillusione, qui da noi, arriva alla fine degli anni ottanta, attraverso le dolci note di uno dei cantori di punta del decennio: RAF.

    ... è un effetto serra che scioglie la felicità
    ...e la radio canta una verità dentro una bugia.

    Noi siamo sempre più soli singole metà
    ...e i sentimenti che senti se ne andranno come spray.





    RAF - Cosa resterà degli Anni '80 (1989)
    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 13:45
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  4. #4
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    RAF
    Cosa resterà degli Anni '80 (1989)



    Anni come giorni volati via
    brevi fotogrammi o treni in galleria
    è un effetto serra che scioglie la felicità
    delle nostre voglie e dei nostri jeans che cosa resterà.
    Di questi anni maledetti dentro gli occhi tuoi
    anni bucati e distratti noi vittime di noi
    ora però ci costa il non amarsi più
    è un dolore nascosto giù nell´anima.
    Cosa resterà di questi Anni Ottanta
    afferrati già scivolati via...
    ...e la radio canta una verità dentro una bugia.

    Anni ballando, ballando Reagan-Gorbaciov
    danza la fame nel mondo un tragico rondò.
    Noi siamo sempre più soli singole metà
    anni sui libri di scuola e poi a cosa servirà.
    Anni di amori violenti litigando per le vie
    sempre pronti io e te a nuove geometrie
    anni vuoti come lattine abbandonate là
    ora che siamo alla fine di questa eternità...

    ...chi la scatterà la fotografia...
    ..."Won´t you break my heart?"...

    ...Anni rampanti dei miti sorridenti da wind-surf
    sono già diventati graffiti ed ognuno pensa a sé
    forse domani a quest´ora non sarò esistito mai
    e i sentimenti che senti se ne andranno come spray.
    Uh! No, no, no, no...

    Anni veri di pubblicità, ma che cosa resterà
    anni allegri e depressi di follia e lucidità
    sembran già degli Anni Ottanta
    per noi queasi ottanta anni fa...
    SADNESS IS REBELLION

  5. #5
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio

    è un effetto serra che scioglie la felicità
    anni bucati e distratti noi vittime di noi

    ora però ci costa il non amarsi più
    ...danza la fame nel mondo un tragico rondò.

    Noi siamo sempre più soli singole metà
    ...ora che siamo alla fine di questa eternità...

    Di colpo la felicità si scioglie, ciò che si è vissuto svanisce lasciandoci un buco nell'anima.
    SADNESS IS REBELLION

  6. #6
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Addio felicità, Al Bano e Romina si separano

    Ieri in tribunale dopo 29 anni di matrimonio. Lettera a un giornale: la tragedia di Ylenia ha rotto l' incantesimo
    Nella confessione a "Oggi" spunta anche un' ombra dal set di Sandokan. "Lei vuole una vita nuova, non le faro' la guerra"

    Corriere della Sera, 4 marzo 1999



    Al Bano e Romina Power
    Felicità (45 giri, 1982)


    Dopo 29 anni di matrimonio e 32 d' amore, Al Bano e Romina - coppia simbolo della felicita' coniugale - si separano. Lo annuncia ufficialmente il cantante di Cellino San Marco, con una lettera aperta al settimanale "Oggi". "Caro direttore, Romina e io ci siamo separati. Preferisco raccontarlo io, per evitare pettegolezzi - scrive Albano Carrisi -. Non sono stato in grado di salvare il mio matrimonio. Ho fatto del mio meglio, ho fallito. L' idea che la famiglia possa spezzarsi e' estranea alla mia natura, alla mia educazione, al mio sentimento religioso. La famiglia e' per sempre. Eppure, ora devo agire contro quello in cui credo. Mi sorprendo di sentirmi, al tempo stesso, devastato e lucido". E proprio mentre "Oggi" arrivava in edicola, ieri Al Bano e Romina comparivano davanti al tribunale di Brindisi per i preliminari della separazione legale.

    Nella sua lettera il cantante ricostruisce le cause della rottura. E ne trova la radice nella scomparsa di Ylenia, la loro figlia maggiore, avvenuta cinque anni fa a New Orleans. "La cattiva sorte e' arrivata come non l' aspettavamo. E noi non abbiamo retto. La scomparsa della nostra primogenita spezzo' l' incantesimo che durava da 26 anni. E li' , io che avevo sempre predicato la fierezza e la forza, scoprii le lacrime. Avvertii subito che in quel momento cominciava la fine della nostra famiglia", scrive Al Bano. E prosegue: "Mi accorsi che mia moglie cominciava ad agire in modo diverso. Abbiamo idee differenti su quel che e' accaduto a nostra figlia. Ho visto mia moglie allontanarsi ogni giorno di piu' ; per me, ormai, e' diventata un' altra". Fino ad ammettere: "La Romina di oggi non la riconosco piu' e non mi vuole nella sua vita. Quella che io amo ancora e' una Romina che non c' e' piu' . Ho sperato che il lavoro potesse aiutare mia moglie. Ma in India, dove si reco' per un film tv su Sandokan, accadde qualcosa che guasto' seriamente il nostro rapporto. Da allora, e' andata sempre peggio".

    Ma che cosa accadde in India, su quel set? All' epoca delle riprese, nel 1996, usci' su un settimanale scandalistico il racconto dell' attore Lorenzo Crespi sulla passione scoppiata tra lui e Romina durante le riprese. Romina, insieme con Al Bano, querelo' il giornale e il giovane Crespi disse di non avere mai fatto quelle confessioni. Enzo Castellari, regista del "Il ritorno di Santokan", cerca nella memoria: "Romina venne in India accompagnata da Al Bano. Ricordo una coppia unita, affiatata. Quando lei aveva tempo libero dal set, andavano insieme alla scoperta delle viuzze e dei mercatini di Madras, divertendosi a riprendere la realta' circostante con una videocamera. E quando, dalla produzione, Romina ebbe alcuni giorni completamente liberi, se ne andarono a visitare luoghi sacri per gli indiani, che da sempre attirano gli hippy di tutto il mondo, e qualcuno della troupe mi disse che avevano scelto di andare in quei posti pensando che magari Ylenia potessere essere finita li' . Tornarono sereni, colpiti dalla coinvolgente purezza mistica degli indiani". Sulla presunta love story tra Crespi e Romina, Castellari non ha dubbi: "Fu tutta una volgare invenzione. Una storia a uso e consumo dei giornali scandalistici disposti a pagare per quello "scoop".

    Addio felicita' , Al Bano e Romina si separano
    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 14:03
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  7. #7
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    È tempo che i gabbiani
    arrivino in città

    sto diventando grande
    lo sai che non mi va.





    Righeira - L'estate sta finendo (1985)
    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 14:07
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  8. #8
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Arrestato uno dei Righeira

    Repubblica, 28 novembre 1993



    PADOVA - "No tengo dinero", cantava qualche anno fa, e ora, secondo la polizia padovana, cercava di accumularlo con la droga. Così, Stefano Righi, 33 anni, in arte Johnson, uno dei due elementi che componevano il noto gruppo dei "Righeira", è finito in manette assieme ad altre trentasette persone. Gli inquirenti hanno recuperato ben quarantamila pastiglie di ecstasy, lo stupefacente da discoteca causa di decine di incidenti stradali mortali, per un valore totale che supera i 3 miliardi di lire. Le indagini sono state condotte in Italia, Francia e Olanda, paese quest' ultimo dove i trafficanti andavano a rifornirsi di droga. I ravennati Claudio Mazzotti, 34 anni, Antonio Capirossi e Gianfranco Albonetti, entrambi trentenni, sono stati bloccati dalla polizia francese a Digione mentre rientravano in Italia, attraverso la Francia, da Amsterdam, con ventimila pasticche appena acquistate. In Italia le indagini sono state compiute soprattutto nelle discoteche, dove solitamente viene spacciata l' ecstasy. Non è un caso che tra gli arrestati vi siano il titolare di un locale da ballo padovano, Luca Doris, 21 anni, del King di Campodarsego, e numerosi "pierre" di altre discoteche venete e della riviera romagnola. Le prime indagini le hanno condotte in questi locali giovani poliziotte in minigonna e canottiera aderente mescolate alle migliaia di giovani frequentatori dei locali da ballo di mezza Italia. Sono state loro ad infiltrarsi nell' organizzazione, effettuando i primi acquisti simulati che hanno aperto la strada. Piano piano si è risaliti ai corrieri, agli spacciatori di livello superiore e agli importatori. Tra gli arrestati ci sono anche tre sottufficiali dell' aeronautica militare, i trevigiani Mauro Mascali, 25 anni, e Andrea Gargiulo, 27 anni, il romano Michele Talamo, 30 anni.

    Il torinese Righi da qualche tempo abitava a Padova assieme alla sua ragazza, Silvia Lunardi, 24 anni, anche lei finita in carcere, ed è accusato di avere organizzato numerose festicciole in cui distribuiva le pastiglie di ecstasy. Assieme all' amico Stefano Rota, conosciuto sui banchi del liceo, aveva lanciato numerose canzonette tra il rock e il demenziale, poi finite ai vertici delle hit parade. Tra il 1983 e l' 86 avevano cantato "Vamos a la playa", che li aveva lanciati, "No tengo dinero", "L' estate sta finendo" e l' ultimo successo presentato a Sanremo "Innamoratissimo". Mai tante pastiglie di ecstasy erano state sequestrate in Italia in un' unica operazione. La squadra mobile di Padova, attraverso mesi di indagini, è riuscita a sgominare il vasto traffico. L' inchiesta è condotta dai sostituti procuratori Matteo Stuccilli e Paolo Luca. Tra i trentotto arrestati ci sono otto giovani incensurati; i primi sono stati bloccati la settimana scorsa, quando gli agenti hanno fermato alcuni corrieri diretti verso la riviera ligure, con novecento pastiglie. Qualche giorno più tardi, il giudice delle indagini preliminari di Padova ha firmato altri diciotto provvedimenti restrittivi, che hanno concluso la grande mole di lavoro investigativo svolta dai poliziotti, coordinati dal capo della mobile Carmine Damiano e da quello della Criminalpol, Francesco Zonno. I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti tra giovedì e venerdì: sono scattate le manette a Padova, Roma, Vicenza, Verona, Treviso, Bologna, Ravenna, Trieste, Udine, Milano, Torino, Imperia, Forlì, Varese, Rimini e Brindisi. Per tutti l' accusa è di spaccio di ingenti quantità di droga.

    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...-righeira.html


    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 14:15
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  9. #9
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Generazione X in televisione
    Intervista ad Ambra


    Corriere della sera, 1 Ottobre 1995





    "Non ho mai detto "ti amo", non ho ancora fatto l'amore." Ambra, per una volta, lascia da parte quel fare "antipatico-saputello" e parla con tono serio, misura le parole. Domani parte "Generazione X" (Italia 1, alle 15), un programma totalmente diverso da " Non e' la Rai", studiato da Fatma Ruffini per una Ambra più matura: discuterà con i giovani in studio di temi di attualità. E la giovane conduttrice ha pensato bene di leggere il libro "Generazione X" di Douglas Coupland che nel 1991 riscosse enorme successo e che oggi e' considerato un importante documento sul mondo giovanile.


    Ambra, il libro racconta di tre giovani che discutono sul mondo: rifiutando la normalità e il lavoro banale. Lei che rifiuta?

    "Non seguo le mode, devo trovare il perché in tutto ciò che faccio. Rifuggo dalla banalità: ho sempre avuto un senso di responsabilità superiore alla media. Per esempio ho uno spiccato senso di protezione nei confronti dei miei genitori. Fin da piccola dicevo a mia mamma: tieni via i soldi per la vecchiaia."

    Coupland dice che il sesso non interessa. A lei, alla vostra generazione interessa?

    "C'e' troppa superficialità. Io non ho ancora vissuto la mia prima esperienza, e non per colpa di tabù familiari. Anzi. E' stata proprio una scelta personale. Deve valerne la pena. Non si può buttare via una cosa così importante. Anche le parole non vanno sprecate. Io mi irrito quando un ragazzo dopo due volte che esce con me dice "ti amo", o peggio ancora pretende che glielo dica io."

    Quanto pesa l'AIDS?

    "Molto. Abbiamo paura, anche se per fortuna in molti conoscono ed usano il preservativo."

    I protagonisti del libro detestano i legami.

    "Anch'io. Soprattutto quelli sentimentali, mi tarpano le ali. Quando vedo le mie amiche controllate dai fidanzati, rabbrividisco. Non mi va di condividere tutto con qualcuno. L'unico legame che non mi pesa è quello con la mia famiglia."

    Secondo Coupland la vera fuga è nel mondo della fantasia.

    "E' vero. Se voglio, mi basta leggere un libro per diventare Rossella O'Hara. Ma riesco ad evadere solo quando sono nella mia stanza, nella casa di Roma. In quelle pareti c'e' tutta Ambra: ricevute di pizzeria appese al muro, vecchi biglietti del cinema. E poi i miei diari. Io scrivo molto, scrivo le cose reali, ma sotto forma di favola."

    Nel libro è scritto: "La generazione X è la prima cresciuta senza religione. Non crediamo nell'amore. Siamo senza Dio.

    "Credo in Dio, ma non sto a sentire nessuno. Non amo le persone che mi vogliono spiegare chi è Dio e come avvicinarmi a Lui. Quest’insofferenza è nata andando dalle suore. Mi obbligavano a mangiare delle schifezze, dicendomi che dovevo fare i fioretti. Poi andavo nella loro mensa privata e scoprivo che avevano piatti prelibati. Che fastidio".

    In Generazione Shampoo (il libro successivo) il protagonista afferma che i capelli sono fondamentali, e importanti sono anche "le scelte relative ad essi". Lei da poco si è tagliata i capelli corti".

    "Sono d'accordo con Coupland. In fatti la mia scelta è stata un modo per liberarmi a quel modello di bambola. Volevo dire basta, non ne potevo più di quei boccoli".

    Oltre ai capelli anche il suo fisico è cambiato, non è più acerbo. Si piace così?
    E, in effetti, molti critici televisivi cominciarono ad attaccarla per il suo fisico non invidiabilissimo. Ma lei, con grande sincerità ammette

    “Da sempre faccio quel che mi piace, non perché qualcuno mi costringa. E anche questo lavoro non lo faccio certo per essere vista o mettermi in mostra. La ciccia? E’ proporzionata al mio cervello! ”


    Ambra Angiolini al timone di " Generazione X " - 1996
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  10. #10
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Generazione X





    Alle spalle dei "baby boomers" e' passata del tutto inosservata, considerata poco piu' che un incidente di percorso, la "tredicesima" generazione americana (secondo un sistema convenzionale di contare le generazioni): quella dei giovani nati fra il 1961 e il 1981, che pure oggi costituiscono il segmento piu' grande della popolazione (sono ottanta milioni).

    Sono stati ironicamente battezzati "baby busters", sottintendendo piu' di un semplice antagonismo demografico, oppure "Generation X", un'espressione resa celebre dall'omonimo libro di Douglas Coupland, ad indicare una generazione senza identita', senza nulla di rilevante da dire.

    La loro non e' auto-commiserazione, e' una forma di impotente rassegnazione al proprio destino universale di "sconfitti". Ed e' anche, ovviamente, un modo per esorcizzare quel destino.

    Se negli anni '60 la frattura generazionale fra i baby boomers e i loro genitori (la cosiddetta "silent generation") fu un fatto violento, che rimise in discussione l'intero sistema di valori dello stile di vita americano, oggi quella fra baby boomers e baby busters e' un fatto molto piu' subdolo, ma non meno traumatico e non meno ricco di conseguenze. In una parola l'atteggiamento dei baby busters verso i loro predecessori e' di disprezzo.

    I baby busters stanno crescendo in un mondo che e' ossessionato a livelli di paranoia collettiva da valori come: la pace, l'ambientalismo, il ritorno ai valori tradizionali, la spiritualita' , l'ottimismo. Sono sottoprodotti dei baby boomers, che crescendo hanno trasformato le proprie origini libertarie e fabbricato una industria di valori ideologici a proprio uso e consumo. Nei college degli anni '90, invece, prevalgono cinismo, materialismo, distacco, amore della tecnologia, fascino della guerra e un pessimismo di fondo.

    Se la generazione dei baby boomers era cresciuta in pieno boom economico con il massimo delle aspettative, la generazione X sta crescendo in piena recessione con il minimo delle aspettative: il problema non e' piu' quello di diventare un altro Bill Gates, e' quello semplicemente di trovare almeno un posto di lavoro come commesso al negozio sotto casa. Il loro mondo e' un mondo afflitto dalla pestilenza dell'AIDS , dall'inquinamento, dal buco dell'ozono, dal debito pubblico , dalla droga , dagli omicidi , tutti problemi lasciati alle loro spalle dai baby boomers.

    Scrittori come Doug Coupland, Shann Nix, Brett Easton Ellis (il cui "Less Then Zero" potrebbe essere il primo affresco generazionale dei baby busters), Nancy Smith, Steven Gibb, Eric Liu, Gael Fashingbauer, David Bernsteis, Robert Lukefahr, Ian Williams esprimono nella loro prosa tutto il fastidio che i baby busters provano per la civilta' dei baby boomers. L'umore della generazione X viene pero' colto soprattutto dalle "sitcom" degli anni '90, molte delle quali sono indirizzate specificamente a quel pubblico.

    Il grosso della cultura dei baby boomers di oggi e' ispirato alla filosofia del "new traditionalism", ovvero un ritorno ai valori tradizionali ma salvaguardando le conquiste sociali, economiche e tecnologiche che sono state rese possibili rinnegando quei valori. E' il terzo voltafaccia di quella generazione, gia' passata, come scrisse Todd Gitlin, dal "je accuse" allo jacuzzi (ovvero dal periodo hippie a quello yuppie), ed ora pervenuta a un'illuminazione di stampo ascetico con la new age.

    Per i baby busters tutto cio' sa di ipocrita, di futile e di vanesio. Clinton e' forse meno amato dei suoi due predecessori (Bush e Reagan), che pure appartenevano entrambi alla "GI generation", quella nata addirittura nel primo quarto di secolo. Il fatto che i baby boomers ce l'abbiano fatta a scalzare le vecchie generazioni (e abbiano lasciato la anonima, noiosa, pedante "Silent Generation" l'unica senza aver mai avuto un presidente) non induce i baby busters a gioire.

    I baby busters hanno imparato che i loro genitori sono in realta' dei "nebbies" ("negative-equity boomers"), ovvero che i loro debiti superano i loro averi e che pertanto loro, i figli, passeranno la vita a ripagare quei debiti. La vita che i loro genitori stanno costruendo per loro e' "ovviamente" sempre peggiore, sempre piu' violenta e sempre piu' povera; inoltre i genitori sono spesso uno solo, nel senso che maternita' senza matrimonio e divorzi hanno reso i baby busters orfani dalla nascita, privati persino del bisogno piu' elementare, quello della famiglia. I baby boomers potevano lamentarsi di tutto nei confronti della societa', ma se non altro erano cresciuti in una famiglia; i baby busters spesso non hanno neppure una vera famiglia.

    Nulla di cio' che stanno facendo i baby boomers puo' indurre all'ottimismo i baby busters. Persino l'etica apparentemente immacolata dei baby boomers di oggi presenta dei risvolti che la fanno sembrare pericolosamente neo-puritana e fondamentalista: l'idea di punire duramente chi inquina, chi non paga le tasse, chi commette qualsiasi crimine (le nuove battaglie di quella generazione, adesso che deve proteggere la propria esistenza borghese) mira certamente a costruire una societa' piu' giusta, ma rischia di tradursi in una sorta di societa' "orwelliana", e a sperimentarlo saranno loro, i baby busters.

    I sondaggi dicono che i baby busters si sentono soprattutto soli: non possono sperare in alcun aiuto nella vita. Si considerano degli agnelli sacrificali nelle mani dei nuovi sacerdoti del tempio. Il loro curriculum e' una strage: nati alle prime madri che prendevano la pillola per non averli e che dovettero andare a lavorare per mantenerli, cresciuti nella promiscuita' post-hippie, educati da quelle che sono diventate le scuole medie meno efficienti del mondo industriale, affidati ai servizi sociali (pensioni, assistenza medica) piu' carenti del mondo occidentale, punk, tossicodipendenti ed ora minacciati di sterminio dall'AIDS: i baby busters crescono nel mondo peggiore che si possa immaginare.

    La "generazione X" si sfoga indulgendo in rituali per soli adolescenti, ora quelli dei cyberpunk , ora quelli delle street gang , ora quelli del teppismo fine a se stesso. I baby boomers crebbero nel mondo migliore che si potesse immaginare, fatto di famiglie perfette, scuole perfette, servizi sociali perfetti, comunita' perfette. La differenza piu' profonda e influente e' forse quella relativa all'ambiente familiare. Un detto popolare e' che i baby boomers crebbero nella civilta' dei "my three children" (ovvero della famiglia-tipo con tre bambini che domino' la televisione e il cinema dell'epoca), mentre i baby busters crescono nella civilta' dei "my two dads" (ovvero delle coppie divorziate).

    Nel 1962 meta' degli adulti americani riteneva che i genitori dovessero evitare il divorzio per amore dei figli; nel 1980 soltanto un quinto la pensava cosi'. Negli anni '60 la societa' privilegiava le famiglie con bambini, negli anni '80 li penalizzava: sono stati sospesi molti dei finanziamenti alle scuole, non esistono piu' molti programmi per la gioventu' ed e' prassi comune di tutti gli stabili per bene di non ammettere famiglie con bambini in tenera eta' (perche' fanno rumore e sporcano). E, per i baby boomers che oggi vanno al potere, i loro figli sono innanzitutto un problema.

    Baby boomers come il giornalista Tony Kornheiser (sul Washington Post) e la scrittrice Cornelia Comer (sull'Atlantic Monthly) si sono sentiti in dovere di pubblicare durissimi attacchi contro i baby busters, articoli che sono l'esatto opposto dei panegirici che vent'anni prima scrivevano per se stessi: i baby busters vi vengono descritti come dei perfetti ignoranti, che non sanno nulla di geografia e non sono neppure capaci di fare le sottrazioni; degli idioti a cui sfugge il significato delle situazioni piu' ovvie; privi di fantasia, di iniziativa e di eleganza. Dopo essere stati abbandonati dai propri genitori, i baby busters vengono a malapena sopportati come un problema da risolvere.

    Se e' sempre esistito il dubbio che quella generazione fosse stata soltanto un grande bluff, nessuno lo ha capito meglio dei baby busters. Nella letteratura gnomica dei baby busters tutto cio' di cui i baby boomers si vantano (dalla rivoluzione sessuale al rock and roll, dai diritti civili al boom economico) viene analizzato e rivisto in chiave critica, smascherando falsi miti ed effetti disastrosi.

    Mutatis mutandis, la rivalita' fra queste due generazioni ricorda quella fra la "missionary generation", nata nel dopoguerra della Guerra Civile, e la "lost generation", nata alla fine del secolo. I primi erano i vincitori per definizione, i secondi erano gli sconfitti per definizione. L'epoca a cui questi secondi diedero vita, la cosiddetta "era del jazz", fu una delle piu' ricche (culturalmente e artisticamente parlando) della storia americana...

    Richard Linklater ha riassunto l'atteggiamento dei baby busters con il termine "aggressive nonparticipation", che ben rende l'idea di questa generazione disgustata dal mondo in cui deve vivere ma al tempo stessa privata (per tante ragioni) della motivazione a cambiarlo.

    Nel 1990 la percentuale di suicidi di ragazzi fra gli undici e i quindici anni aumenta dell'11.7% rispetto all'anno precedente. E' il piu' grande incremento di tutti i tempi. La "nonparticipation" e' arrivata all'ultimo stadio.


    IL TERZO SECOLO
    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 14:31
    SADNESS IS REBELLION

 

 
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