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  1. #21
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    Se Heidegger afferma che l'importanza decisiva di Nietzsche sta nell'aver mostrato che i valori non stanno da qualche parte ma siamo noi a dare questo o quel valore alle cose, non è questa una risposta, e una risposta che non si può aggirare con tanta facilità?
    Nietzsche ed Heidegger sono stati i "padrini" del nichilismo contemporaneo, anche se gli effetti del loro pensiero sulla società occidentale odierna sono dovuti a una lettura banale e per certi versi strumentale dei loro scritti. Se Dio è morto allora tutto è possibile?

    Forse, quando si è celebrato il funerale, il morto ancora non c'era. Ma come sempre capita alle profezie, che vengono prese per buone anche quando non v'è motivo di credervi, alla fine queste si avverano. Così dopo un lungo periodo in cui si è tantato di provare teoricamente l'avvenuta morte di Dio, si è finiti con l'ucciderlo "realmente" attraverso l'attacco furioso alle istituzione religiose e statali.

    Cosicchè il '68 è stato per il Novecento ciò che la Rivoluzione francese è stata per il Settecento. E in luogo dei philosophes illuministi sono stati i filosofi esistenzialisti a celebrare l'angoscia, la noia, la nausea, il mal de vivre, per contestare radicalmente la società del dopoguerra. Una volta poi abbattuto Dio attraverso le forme della gerarchia e dell'autorità, l'Occidente post-sessantottino si è rivelato quindi incapace di reggere alle spinte delle sue stesse tendenze anarchiche, sgretolandosi attraverso varie tappe progressive. Lasciandoci una tendenza naturale alla ribellione incapace di un'autentica rivoluzione. Gli anni novanta hanno rappresentato appunto questo punto d'arrivo auto-distruttivo, un'ulteriore, fortissima spinta sulla via della secolarizzazione e del nichilismo, che ha visto l'esaltazione del cinismo postmoderno. Non credere in nulla, ma ridere di tutto (anche di se stessi). Il risultato è l'impasse politica, lo sberleffo culturale, il ghigno amaro di una solitudine esistenziale.

    Forse a posteriori possiamo dire gli anni ottanta hanno rappresentato soltanto l'aspetto "gayo" della rivoluzione. Il cui "candore" ci può apparire tale solo a confronto con le brutture estetiche del decennio successivo. Ma come sempre accade in un processo degenerativo, il cinismo degli anni novanta ha avuto la sua incubazione negli ottanta, i quali presentavano a loro volta uno sviluppo di istanze maturate già nei settanta.

    Dietro l'immagine patinata, gli Ottanta nascondono le loro ombre nerissime, che facevano presagire quanto poi è deflagrato, e che oggi sono riconoscibili proprio in virtù di ciò che da esse è scaturito. Per quanto nella mente di chi li ha vissuti rappresentano nonostante tutto un piacevole ancoraggio della memoria. Almeno l'angoscia, se pure c'è stata, è stata passeggera e non soffocante come negli anni del grunge.
    Ultima modifica di Florian; 11-08-12 alle 17:30
    SADNESS IS REBELLION

  2. #22
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Assodato che non esiste una sola esclusiva causa del cinismo di massa che egemonizza il costume e la morale patria, vorrei appunto in particolare circoscriverne le cause e le caratteristiche con riguardo alla nostra nazione e al nostro popolo.
    Io credo che il cinismo italiano -il suo sempre più consolidato scetticismo verso ogni forma di orgoglio nazionale, di ordine sociale, di rispetto della propria memoria (che di quelle altrui siamo campioni del mondo)- abbiano una fase di accumulo assai antica e che risale alla sua minorità politica e internazionale a partire dal meriggio dell'umanesimo e del rinascimento e con le terribili conseguenze delle invasioni straniere spagnole e francesi in particolare.
    E'allora che abbiamo introiettato sul piano esteriore il servile timore verso i Re e i potentati foresti cui corrispondeva invece -a livello interiore- il disprezzo disincantato verso la loro pompa e la loro arroganza.
    Ma è stata la sconfitta militare dell'italia fascista (non scrivo del fascismo ma dell'italia fascista) a far deflagrare per sempre la strafottenza di massa verso le sorti più nobili e i traguardi più elevati cui un popolo potrebbe legittimamente aspirare pur senza necessariamente strafare.
    Il Fascismo aveva promesso alla nostra antica Penisola un riveglio unificatore di tutte le sue tradizioni, di tutti i suoi valori, di tutte le sue qualità e questa promessa si era condensata nell'Impero, la cui realizzazione aveva portato l'Italia ad essere "temuta e rispettata" nel mondo di allora, come spesso gli anziani che ho conosciuto e con cui ho parlato, mi definivano le sensazioni più colorite e vivaci degli "anni ruggenti".
    La loro fiducia nel Fascismo era in definitiva pressochè illimitata (oggi non siamo in grado di comprendere la sostanza di quella specie di religione politica misticheggiante nè sul piano sostanziale nè su quello spirituale o se preferite emotivo).
    Il disastro militare segna la sanguinosa,dolorosa,brutale fine della fede nel sacrificio, nella qualità dei capi, nella vetusta venerabilità degli ordini che reggevano il Regime.
    Il sogno di milioni di italiani di tutto il mondo fascistizzato finiva in un crepuscolo degli dèi con un paese spazzato a tappeto dai più spietati bombardamenti aerei che la storia ricordi.
    In pochissimi anni l'Impero era perso, l'Italia invasa, le città ridotte in macerie.
    All'eroismo di molti combattenti fece da controcanto la vigliaccheria di tutti gli ufficiali e di tutti i politici della gerarchia fascista.
    Il Re, la Monarchia, l'Esercito evaporano. Semplicemente.
    Milioni di giovani cresciuti nel culto se non del Duce di sicuro del Duce e del Re, quindi del paese, nonostante il sacrificio familiare di tanti loro fratelli e coetanei, sono stati niente di meno che macellati da forze armate infinitamente superiori nel senso tecnologico e militare.
    Tanto più forte ed intensa fu la passione di sterminate masse di giovani e di soldati e di volontari per il Fascismo tanto più maledetta e rabbiosa sarà l'irrisione del Fascismo apparso giustamente inerme e paralizzato e di conseguenza dei valori nazionali, delle istituzioni patrie, che da allora segnerà le giovani generazioni italiane sino a quella specie di suicidio anagrafico psichico e fisico di massa che fu il 68.
    La parabola di Indro Montanelli è esemplare.
    Era fascista marcio, fascista convinto, fascista fideistico.
    Tornò dalle sue avventure col più amaro dei sarcasmi dipinto nel suo sguardo infastidito, smaliziato, incrudelito riguardo ad ogni speranza per questa nazione.
    Ma era proprio l'odio per l'italia (odio che -come ebbe lui stesso a dire- restava l'unico modo di amarla) dopo i fasti del regime, di quel regime che pareva avesse realizzato per quelli della sua generazione un mondo davvero nuovo, una nuova aurora di ordine, potenza,giustizia.
    Ancora nelle tarde interviste al cinico e scettico iper realistico Montanelli quando si toccava l'argomento Fascismo per un momento i suoi occhi incapaci di entusiamo si accendevano del fuoco della passione per quello che avrebbe potuto essere e non fu.
    E non sarebbe mai più stato.
    E'quel cinismo che tanti soldati-spesso tornati dai campi di concentramento anglo-americani-e che ho conosciuto di persona, riservavano ai "valori", adesso che questi valori erano là a farsi beffe della loro ingenuità.
    Che l'abbiano insegnato ai figli che poi sono andati a militare nelle fila della contestazione, bè è una possibilità, forse paradossale ma non improbabile.
    Ultima modifica di amerigodumini; 12-08-12 alle 22:38

  3. #23
    Cacciaguida
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    E'vero: il cinismo attraversa tutta la civiltà occidentale ma in Italia ha una veste peculiare che lo rende diverso dal cinismo e dallo scetticismo universali.
    In Italia è il cinismo verso la propria storia, il proprio mos majorum, la propria religio, la propria identità.
    Si accompagna sorprendentemente alla passiva accettazione di qualsiasi bizzarra pretesa o novità straniera, si contraddice al punto da ridere di ogni proprio attaccamento ai propri beni materiali e immateriali esaltando invece questo attaccamento quando viene espresso da popoli alieni.
    Deride il proprio passato religioso esibendo al contempo uno stupore rispettoso per ogni fola esotica più o meno compatibile che sia con il carattere millenario della nostra civiltà.
    Aderisce alle mode e al nuovo con piglio convinto e deciso tanto quanto con piglio deciso e convinto decide di sbarazzarsi delle proprie anche più meritevoli tradizioni ed istituzioni.
    Irride la solidità residua del nostro tessuto sociale con la stessa passione con cui accetta mode transeunti e frivole.
    E'come una continua vendetta contro sè stessi, una lancinante voluttà di infliggersi ferite mortali e dolorose e spesso purulente.
    Anche nei film americani si fa spesso e volentieri ipocrita mostra (un pò ossessiva e civettuola) di essere vincenti ma con dispiacere, perchè un mondo dialogante e dalle buone maniere sarebbe preferibile all'irruzione di uno stormo di caccia bombardieri e di reparti di marines, ma è un vezzo, una formalità necessaria a sdoganare l'apologia della forza militare a stelle e striscie.
    L'inghilterra individualista si è divertita a pugnalare a sangue la Regina e gli scandali della sua Corte e a inveire contro l'ottusa reazionaria Margharet Tatcher ma ha poi cambiato registro passando dalla contestazione all'apologetica anche nelle produzioni cinematografiche.
    L'Italia invece è cinica e senza sicurezza, felice di essere allo sbando, felice di poter pugnalare una volta e per sempre le proprie istituzioni più alte senza che passata l'onda distruttiva dello scetticismo rivoluzionario si sia mai propensi a ricostruire un senso unificante delle cose.
    Che davvero -a dispetto di tutti gli altri popoli civili- l'italiano aspiri a ridursi razionalmente ad un mero tubo digerente?
    L'Italia, questa succursale improbabile e pasticciona dell'illuminismo eurofilo?
    Ultima modifica di amerigodumini; 12-08-12 alle 23:20

  4. #24
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    E'quel cinismo che tanti soldati... riservavano ai "valori", adesso che questi valori erano là a farsi beffe della loro ingenuità.
    Che l'abbiano insegnato ai figli che poi sono andati a militare nelle fila della contestazione, bè è una possibilità, forse paradossale ma non improbabile.

    Interessante questa associazione che fai, Amerigo. Tu hai analizzato il caso italiano, ma possiamo dire che tutte le guerre del Novecento, abbiano prodotto il disincanto. La guerra non è stata la causa prima di questo cinismo di massa, però ha in un certo senso confermato nella pratica quanto affermava la filosofia. Bisogna anche sottolineare che Gentile pur appartenendo al nichilismo ne rappresentava tuttavia l'aspetto idealistico, laddove con l'esistenzialismo di Sartre & Co. questo imbocca il vicolo cieco dell'angoscia e della denuncia fine a se stessa.

  5. #25
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Interessante questa associazione che fai, Amerigo. Tu hai analizzato il caso italiano, ma possiamo dire che tutte le guerre del Novecento, abbiano prodotto il disincanto. La guerra non è stata la causa prima di questo cinismo di massa, però ha in un certo senso confermato nella pratica quanto affermava la filosofia. Bisogna anche sottolineare che Gentile pur appartenendo al nichilismo ne rappresentava tuttavia l'aspetto idealistico, laddove con l'esistenzialismo di Sartre & Co. questo imbocca il vicolo cieco dell'angoscia e della denuncia fine a se stessa.
    Sartre era ancora un umanista lacrimoso.

  6. #26
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    Sartre era ancora un umanista lacrimoso.
    E' vero. Il passaggio dalla lacrima all'urlo e infine al ghigno lo ha decretato il postmoderno.

  7. #27
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    Nel 1992, in Italia, ci si accorge che i buoni sono ormai morti. Hanno ucciso l'Uomo Ragno, chi sia stato non si sa...




    883 - Hanno ucciso l'Uomo Ragno (1992)


    883
    Hanno Ucciso L'uomo Ragno


    Solita notte da lupi nel Bronx
    nel locale stan suonando un blues degli Stones
    loschi individui al bancone del bar
    pieni di whisky e margaridas
    tutto ad un tratto la porta fa "slam"
    il guercio entra di corsa con una novità
    dritta sicura si mormora che I cannoni hanno fatto "bang"
    hanno ucciso l'Uomo Ragno
    chi sia stato non si sa
    forse quelli della mala forse la pubblicità
    hanno ucciso l'Uomo Ragno
    non si sa neanche il perché
    avrà fatto qualche sgarro a qualche industria di caffè
    Alla centrale della polizia Il commissario dice che volete che sia
    quel che è successo non ci fermerà Il crimine non vincerà
    ma nelle strade c'è il panico ormai
    nessuno esce di casa nessuno vuole guai
    ed agli appelli alla calma in TV
    adesso chi ci crede più

    hanno ucciso l'Uomo Ragno Chi sia stato non si sa
    forse quelli della mala forse la pubblicità
    hanno ucciso l'Uomo Ragno
    non si sa neanche il perché
    avrà fatto qualche sgarro a qualche industria di caffè
    giù nelle strade si vedono gang
    di ragionieri in doppio petto pieni di stress
    se non ti vendo mi venderai tu
    per 100 lire o poco più

    le facce di vogue sono miti per noi
    attori troppo belli sono gli unici eroi
    invece lui si lui era una star ma tanto non ritornerà
    hanno ucciso l'Uomo Ragno
    chi sia stato non si sa
    forse quelli della mala forse la pubblicità
    hanno ucciso l'Uomo Ragno
    non si sa neanche il perché
    avrà fatto qualche sgarro a qualche industria di caffè
    hanno ucciso l'Uomo Ragno
    chi sia stato non si sa
    forse quelli della mala forse la pubblicità
    hanno ucciso l'Uomo Ragno
    non si sa neanche il perché
    avrà fatto qualche sgarro a qualche industria di caffè

  8. #28
    You had me at hello
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    Da hielt ich sie, die stille bleiche Liebe
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    Predefinito Re: Note sul cinismo di massa

    bravo florian, molto interessante questo 3d

 

 
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