

Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese


Che per ipotesi l'alternativa al socialismo sia la barbarie non significa ancora che a inverarsi storicamente sarà il socialismo anziché la barbarie...
Quindi gli "aspetti problematici" a cui alludevi in riferimento alla categoria della "necessità secondo una legge specifica connessa al capitalismo" stanno a significare che alla fine alla necessità teleologica non ci credi per davvero neanche tu.
Ultima modifica di Troll; 18-08-12 alle 16:28


Preve detesta l'invocazione della necessità storica perché crede molto nella critica filosofica e nella condanna morale (anche se si sforza di tracciare una distinzione fra il semplice moralismo e la critica che procederebbe dalla cosiddetta ontologia dell'essere sociale) come mezzi di mobilitazione sociale laddove dire semplicemente alle persone "non è una questione di giustizia o di morale, lo scioglimento delle contraddizioni è storicamente ineluttabile" significa sul piano logico prestare il fianco alla risposta "ah bene così allora stai contento".
Ultima modifica di Troll; 18-08-12 alle 16:36




se è come dici tu preve è un grande. fammi riassumere.
ha finalmente smascherato la tautologia panglossiana del materialismo storico, riportando il comunismo a ciò che davvero è nella sua essenza: vogliamo fare la rivoluzione perché non ci piace che ci siano i ricchi e i poveri.
il resto sono seghe mentali a quattro mani
Ultima modifica di Feliks; 18-08-12 alle 16:39


Tutto ciò ha il vantaggio dell'infalsificabilità per cui tutte le più sonore legnate che le potenze barbariche di questo mondo somministrassero qui e ora ai puri non impediscono di credere fermamente che un giorno nel futuro dell'umanità le cosiddette contraddizioni si scioglieranno.


Quello che riconduce il comunismo a un gratuito slancio profetico di carità verso gli uomini è piuttosto Vattimo, Preve sostiene che tutto ciò avrebbe una fondazione filosofica nel recupero doveroso della natura comunitaria dell'uomo fuorviata dalle contingenze dei rapporti storici di produzione, ma ad ogni modo ammette che non c'è nessuna garanzia teleologica di scioglimento ineluttabile delle contraddizioni (anche se spesso dice di credere fermamente che le cose non possono durare così).
Ultima modifica di Troll; 18-08-12 alle 16:46




Non fraintendiamo eh! Io non credo che l'attuale stato di cose sia eterno, non credo che la contraddizione fra gli altisonanti proclami di uguaglianza fra i cittadini e le prassi effettuali di sfruttamento ed esclusione rimarrà indefinitamente irrisolta. Preconizzo invece il ritorno di una barbarie a tutto tondo che non ha più bisogno di mascherarsi dietro a pretesti (e questo non lo dico in termini di "nuovo medioevo" ma precisamente alla luce dell'inedita disponibilità di mezzi tecnici che moltiplicano la distanza fra chi li detiene e chi no, rendendo inutile giustificarsi alle orecchie degli inermi).
Ultima modifica di Troll; 18-08-12 alle 16:52

