Ho capito, mi tocca difendere la mondanità.
La mondanità non è un "innocuo hobby di persone convenzionali" ("risentimento", "voltastomaco" dicono loro), è un lavoro utile quanto necessario, perché è in qualche modo il mercatino dove il valore culturale e simbolico muta in valore economico e politico, e vice versa.
La mondanità è una cosa molto seria, è il momento esclusivo di un esistenza dove il denaro si compra le apparenze della propria negazione sotto le vesti della leggerezza. Il mondo entra nel salone della mondanità e fa conoscere il suo prezzo.
Il povero è l'essere senza mondanità, è l'essere privato e per lui il mondo è sempre la fuori, fuori dalla sua casa, e dalla sua vita.





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