Emanuelx ha scritto:
Al primo punto ti obietto che le dichiarazioni sparse dei membri delle varie liste sarebbero nocive nei confronti della loro stessa probabilità di essere eletti. Per farla breve, se nel 2006 ogni partito cercava di essere visibile per raccattare più voti possibili a scapito dei suoi alleati, oggi dovrebbero concorrere all'esito vittorioso tutti insieme. Sarebbe più difficile, anche se non impossibile, essere suicidi come nel 2006.
Beh oddio secondo questa logica il Pd non avrebbe problemi di coesione, o meglio di dare un'immagine di grande coesione. Sappiamo benissmo che non è così...
Sul secondo punto non saprei, semplicemente faccio notare che le possibilità di intervento di un referendum abrogativo sono minori di quelle di un referendum propositivo.
Bisognerebbe leggere il testo del porcellum e vedere bene se sia effettivamente fattibile, "tagliando" solamente alcune frasi e parole, ottenere di abrogare i premi di maggioranza.
infame ha scritto:
e come si fa a fare un referendum abrogativo del premio di maggioranza? Ci saremmo ritrovati col proporzionale puro.
Si otterrebbe una legge simile a quella tedesca: proporzionale con sbarramento al 4% (invece che al 5%).
Il punto è che non ha senso una legge elettorale che prevede, contemporaneamente, degli sbarramenti e la possibilità di formare coalizioni che possano superare quegli sbarramenti.
La scelta che potevano fare i referendari (ma ripeto, bisogna leggere la Calderoli per vedere se fosse veramente possibile) era tra l'abolire le coalizioni o l'abolire il premio di maggioranza (che avrebbe reso inutili le coalizioni tra liste); quello che posso facilmente immaginare è che sfornando un referendum nel 2006, in pieno periodo prodiano (Senato in stallo, dieci partiti al governo, ecc) era improponibile proporre di tornare ad un proporzionale puro con sbarramento al 4%, molto più appetibile proporre l'abolizioni delle coalizioni forzose.