bsiviglia ha scritto:
Fra l'altro, conflitto di interessi, controllo dell' informazione e concezione proprietaria delle Istituzioni (ma anche nepotismo, familismo ecc) non sono una questione morale ma una questione democratica (che non è né di destra né di sinistra né di centro ma rappresenta le fondamenta dello Stato democratico). E, se è carente la democrazia, è carente anche la possibilità di informare e battersi per una diversa politica economica e, magari, provare a ribaltare il risultato elettorale alle elezioni successive, come ha brillantemente e chiaramente spiegato il mio carissimo Maurizio Landini, che certamente di destra non è.
Sarebbe anche giusto, ma bisognerebbe specificare due punti.
Primo: in Italia la questione democratica sta da una parte ben precisa, e cioè la sinistra. La destra "europea" (e va bene, chiamiamola così per comodità, anche se è una definizione inesatta) nel Paese è strettissima minoranza. La cultura di destra italiana è in larga maggioranza figlia della destra fascista, clericale e reazionaria. Poi possiamo anche pensare - come fa qualcuno - che "il fascismo non è di destra", ma sia chiaro che la ritengo una tesi un po'difficile da sostenere.
Secondo: se è vero che la questione democratica è fondamentale per la questione sociale, è anche vero l'inverso e cioè che la questione sociale è fondamentale per la questione democratica. I diritti civili garantiti a tutti
costano, non mi stancherò mai di ripeterlo. Il diritto all'informazione presuppone un servizio postale pubblico, il diritto alla libera circolazione presuppone un servizio di trasporto pubblico. Il diritto all'istruzione - la cui presenza o meno costituisce indiscutibilmente una questione democratica - presuppone una scuola pubblica il più possibile accessibile a tutti.
Di conseguenza: le politiche della destra liberista sono vantaggiose con riguardo alla questione democratica? Se come termine di paragone prendiamo Berlusconi, non c'è nulla da discutere; se non lo prendiamo, forse qualche domanda ce la dobbiamo porre.