iannis ha scritto:
Però se pensiamo ai praticanti ripeto che per quello che vedo sono spesso più a destra del prete. Anche perchè non è che il cattolico praticante sia una categoria a parte, ma è trasversale, c'è il commerciante cattolico e l'artigiano cattolico praticante, non è che siano cose distinte.
Quello che non mi torna in questo discorso, Iannis, è l'assegnazione del grado "più a destra" o "più a sinistra". Tornando all'articolo di Barbara Spinelli, quello che lei dice non è che ci sono delle associazioni che orbitano in area Pd e altre che invece orbitano in area Pdl, e che in questo momento stanno crescendo numericamente le prime.
Dice - ed è perfettamente plausibile - che fra i cattolici praticanti, di qualunque estrazione sociale, politica e culturale essi siano, serpeggia un malessere che va evidentemente *oltre* la politica e che forse si puo' definire un malessere spirituale.
Deriva dalla sensazione, più che giustificata, che i più alti rappresentanti della comunità dei credenti si stiano comportando come i mercanti nel tempio, scambiando il proprio silenzio con qualche benefit monetario. Solo che quando sei stato in silenzio una volta davanti all'indecente, non è che poi ricominci a parlare subito dopo. Non è che poi puoi andare in giro a dar lezioni di etica. Perché sei stato zitto quando il tuo dovere era parlare.
In un mondo in cui è difficile per tutti essere compiutamente morali, i praticanti di qualunque religione sono un'eccezione, perché sono persone che *realmente* ci provano, o almeno dovrebbero farlo. Per questo una parte di essi (i più ingenui? i più coglioni? o forse i migliori?) non puo' stare a guardare il mercimonio senza sgomento, e non essendo questa una massa di ignoranti, ma al contrario gente che vive d'altro che non di soli beni materiali, questo baratto non lo puo' accettare.
Cosa c'entrano destra e sinistra?