



Naturalmente in città è più difficile individuarne i movimenti rispetto al terreno aperto, e la possibilità di sbagliare mira e centrare una casa abitata invce di una piena di guerriglieri è dietro l'angolo, con tutti i problemi del caso. ANche se dubito sia rimasta molta gente, in quella città.
Farebbe prima ad inviare forze in Iraq; certo potrebbe aiutare Kobane indirettamente, indebolendo il fronte sud-orientale dell'ISIS, ma prima di arrivarci davvero passarebbe un bel po'.








Guarda che i curdi sono aiutati dalla NATO, non dal PD, ne Rifondazione, ne dai centri sociali, da Cuba, dalla Corea del Nord, neppure dalla CGIL.
E' vero che c'è tanto di quel comunismo anche dentro la NATO, quindi si può anche confondersi.
Fuori dall'UE e fuori dalla Nato per un'area euromeditterranea socialista.
Non è ancora abbastanza socialista ?
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


In Alcune zone di Kobane i curdi sono riusciti a riportare lo scontro fuori città
Sembra che l'isis stia inviando a Kobane rinforzi composti da reclute inesperte .
L'ammontare di combattenti esperti morti in questo mese deve essere stato parecchio alto .
Ultima modifica di kodiak; 12-10-14 alle 12:59




Delegazione italiana di Sol.Id. a Damasco: parte la Missione solidale - Siria 2014
DAMASCO 10/10/14: Questa mattina la delegazione italiana di Solidarité identités è giunta a Damasco, in Siria. Al fianco dell’associazione di volontariato europeo anche i rappresentanti della Comunità siriana in Italia. La squadra di volontari è in loco per concretizzare il progetto “Missione solidale – Siria 2014”. I materiali acquistati grazie al sostegno dei tanti donatori che hanno partecipato alla raccolta fondi europea verranno consegnati all’Associazione Al-Wafa di Tartous. Nella lunga lista degli aiuti umanitari troviamo: due ambulanze attrezzate, due defibrillatori, un lettino medico, tre sedie a rotelle, due girelli per la deambulazione, una coppia di stampelle ed oltre un quintale di materiale medico, tra farmaci ed occorrente per le medicazioni. Il notevole carico diventa ancor più rilevante se consideriamo come in territorio siriano industrie e case farmaceutiche sono andate distrutte.
Non mancheranno in questi giorni incontri con personalità istituzionali e governative, e con rappresentanti delle varie confessioni religiose.
Con questa missione Sol.Id. intende mostrare la propria la vicinanza al Popolo siriano che, se si traccia un bilancio dopo tre anni e mezzo dall'inizio della guerra terroristica, ha sofferto più di tutti le sorti del conflitto. La delegazione avrà quindi modo di portare il sostegno di migliaia di uomini liberi, cittadini e attivisti europei alla Siria ed al suo Popolo.
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PRIMI INCONTRI AL VERTICE PER SOL.ID. La delegazione italiana è stata ricevuta dalle istituzioni siriane.
DAMASCO 11/10/2014 - È stata fitta di appuntamenti la prima giornata di Solidarité Identités a Damasco. Il convoglio dei volontari europei, giunti ieri nella capitale siriana attraverso il confine libanese, è stato accolto dalle autorità locali con grande calore. Così prima della distribuzione materiale degli aiuti, che avverrà tra qualche giorno a Tartus con il partenariato dell'associazione Al Wafa, gli attivisti europei e i rappresentanti della Comunità siriana in Italia sono stati ricevuti da alcune illustri personalità della società civile.
Nella prima mattinata hanno incontrato il ministro delle politiche sociali, Kinda Al Shamath. Il ministro ha spiegato come il maggior costo dall'inizio delle ostilità sia stato pagato dalle classi meno abbienti e, per questo, ha ringraziato la delegazione del contributo materiale e il sostegno morale. Il ministro ha riservato un ringraziamento particolare alle volontarie presenti "perché si dice che le donne non partecipano alla guerra ma la vostra presenza qui dimostra l'esatto contrario".
Più tardi, in una coinvolgente conferenza stampa, la delegazione italo-siriana ha avuto modo di confrontarsi con Fehmi Hasan, vice presidente del Parlamento siriano. "La Siria sta per vincere il terrorismo - ha dichiarato perentoriamente Hasan - e la ricostruzione avverrà grazie alle mani dei suoi figli e all'aiuto di stati, comunità e associazioni che hanno appoggiato il Paese durante il conflitto".
L'ultimo, non certo per lustro, ad aver accolto la delegazione italo-siriana è stato il Gran Muftì, la più alta carica religiosa in Siria. Durante l'incontro, Il Muftì, che due anni fa ha subito la perdita del figlio ventenne per mano dei terroristi, ha trasmesso ai presenti un messaggio di pace universale. "Quando hanno arrestato gli assassini di mio figlio io sono andato a visitarli - racconta il Muftì - appena mi hanno visto si sono impauriti, ma io li ho abbracciati, poi ho pregato Dio per la forza del perdono ricevuta".
Nelle prossime ore seguiranno aggiornamenti.
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