



Sostengo sempre che il ruolo guida all'interno di quella cellula fondamentale della società che va deteriorandosi come istituto basilare ovverosia il nucleo familiare, debba essere attribuito alla figura maschile, nel senso che ad esso vadano destinate le prerogative di solo gestore e buon amministratore delle cose che riguardano la collegialità del gruppo, tanto più in quei casi in cui l'unica fonte di reddito provenga dal maschio stesso; dunque ruolo guida, senza cedere a interpretazioni dittatoriali di sorta dello stesso. A quei casi in cui al sostentamento provvedano entrambi o la donna si trovi a occupare, per le situazioni più disparate, una posizione di non stretta dipendenza rispetto all'altro sesso o addirittura di supremazia, vanno riservate altre categorie interpretative dei compiti di ciascuno: in questi casi di specie deve ricorrere il ricorso al gioco del tandem e della stretta dipendenza tra i due; qui deve subentrare una lettura dei ruoli equilibranti e al tempo stesso compensativi.
"La credenza in un'economia di mercato in cui l'acquirente è sovrano è una delle più convincenti forme di truffa" (John Kenneth Galbraith, L'economia della truffa)


Sono d'accordo con quello che scrivi ma dobbiamo anche renderci conto che è una stortura tipica della modernità la 'donna in carriera' che mantiene il marito o che comunque ha un lavoro più redditizio del coniuge.
Pertanto, se dovessimo guardare ad un modello ideale, sarebbe inconcepibile una donna che possa vantare un qualsiasi predominio sul marito in un ambito non suo.
Ma siccome dobbiamo anche fare i conti con la realtà di oggi, ci si potrebbe tranquillamente accontentare di una prospettiva come quella da te indicata, che, oltre tutto, rappresenterebbe un alto compromesso.


Già il discorso della gerarchia non lo accetto, perché presumo che tu intenda che l'uomo abbia preminenza rispetto alla donna.
Nego poi decisamente la disparità fra uomo e donna (non le differenze, che sono cosa diversa) e se tu la vedi come una prevaricazione è un problema tuo.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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La gerarchia è a fondamento di qualsiasi ordinamento civile umano.
Anche in una società che si proclama 'egualitaria' come la nostra, esiste una precisa scala sociale, mobile e 'dinamica' quanto ti pare, ma esiste.
La diversità, come già detto, implica sempre - in fondo - una gerarchia, perchè se no non si tratterebbe di diversità.







