donerdarko;4270864
b) ogni insegnamento spirituale non può nascere direttamente dalla vita, ma da una fonte molto differente;
A parte i monoteismi rivelati, si dice che i veda furono "ascoltati" dai Ṛṣi...e legittimati dal sacrificio...


donerdarko;4270864
b) ogni insegnamento spirituale non può nascere direttamente dalla vita, ma da una fonte molto differente;
A parte i monoteismi rivelati, si dice che i veda furono "ascoltati" dai Ṛṣi...e legittimati dal sacrificio...
Ultima modifica di Ucci Do; 06-05-13 alle 15:57




Ma...perchè?
Per molti è una chiave per rimanere all'interno di un bisogno di spiritualità....e di interruzione della catena che inchioda l'esperienza alla dualità.
Ad esempio la relazione individuale (quindi la "propria" relazione) che un monaco intrattiene con Dio (nei rituali e nelle tradizioni) e che pacifica il suo agire sulla terra: perchè dovrebbe esser messo in discussione?
Ultima modifica di Ucci Do; 06-05-13 alle 16:06




Ti faccio notare che questa cosa che hai scritto non la puoi scrivere,...
Scrivendola stai dando delle regole a quella Verità che è infinita, ed essendo infinita non ha regole, nè steccati.
La Verità è come il vento: soffia dove vuole, e quando la cogli non ne cogli una parte, la cogli tutta in tutta la sua essenza, perchè è una e indivisibile, e poi anche perchè euvitt ha una lista di persone che si sono illuminate nei modi più strambi possibili,...fattela mandare...
Baci Ciao
Ultima modifica di Z4rdoz; 06-05-13 alle 17:04
*
Chi vuol non ha,
chi sa non può,
chi né vuol né sa tutt' ha e può.




...e noi siamo immersi nella dualità...e finchè c'è dualità ci sarà distanza tra noi e la Verità (*)
Come diceva quella pubblicità? Ti piace vincere facile?
Il problema e che la verità è talmente "facile" che se non riusciamo ad abbandonare i nostri meccanismi di identificazione (quelli con cui agiamo nel palcoscenico della vita) diventa difficlissima.
(*) ci potranno essere compromessi e intuizioni e predisposizioni potenziali, e sortite estemporanee nelle sfere dello spirito...ma se non vi è connessione nell'Uno dubito si possa avere quell'esperienza in cui il Testimone diventa un tutt'uno con il Sè e in cui Atman si ricongiunge, indistintamente...come una goccia d'acqua nel mare, a Brahman.
Ultima modifica di Ucci Do; 06-05-13 alle 18:00


I pubblicitari attingono a piene mani con questi messaggi che by-passano la nostra mente.
Conoscono molto bene i nostri meccanismi mentali...si da il caso che un noto Maestro abbia detto: "Il Regno dei Cieli subisce violenza", ma il punto non è se queste frasi per queste persone siano solo slogan, l'importante è che non lo siano per noi.
La Verità è infinita come la sabbia del mare, ma se proviamo a stringerla fra le mani possiamo notare che lei sguscia via fra le dita, ma una cosa e certa: ne possiamo fare esperienza.
Il Come , Il Dove , Il Quando nessuno lo può definire.
Vi faccio notare che la Verità è al nostro servizio quindi chi l'ha detto che non possa diventare anche un orpello, quindi anche essere usata per scopi pubblicitari.
Fintanto che diciamo: non non può essere Vero, non non può essere così, ecco che noi non stiamo negando che altri godano della Verità, quella Verità la stiamo negando a noi stessi.
Dove è scritto che un'essere umano che non si è mai interessato di spiritalita o di religione o di Dio, non possa essere baciato dalla Luce dell'illuminazione ?....
Ultima modifica di Z4rdoz; 06-05-13 alle 18:07
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Chi vuol non ha,
chi sa non può,
chi né vuol né sa tutt' ha e può.


Da nessuna parte...anche se mi insegni che i Maestri (tutti) sono entrati in una relazione con la spiritualità, con dio, con le altre e le alte sfere.
Prendi ad esempio il meno relazionato a Dio, Buddha: quanta ricerca e sforzo ed interesse ha messo nella distanza che lo separava dalla Liberazione?
Poi devi considerare il punto di partenza (che qualifica me e che credo qualifichi parecchi di noi "ricercatori"): il punto di partenza è che si sente il bisogno di immergersi nella Verità e senza una ricerca e un indagine ed un interesse verso altro (rispetto alla mia materialità, al mio corpo, ai miei pensieri, etc) che ci indichi almeno una via per arrivare ad Essa o che ce la faccia riconoscere (non essendoci distanze tra noi e la stessa)...ci si sente bloccati in un punto morto.
Non ho problemi a definirmi piu' problematico, piu' immerso alla tragedia di una mucca o di un pastorello che ha come unico dharma quello di accudirla (ogni giorno, per tutti i giorni fino alla fine dei giorni) e non ho dubbi a ritenere l'inconsapevolezza compatibile con la Luce di Dio
Ma un conto è dormire mentre la verità ti accarezza le palpebre, un conto è svegliarsi ed averla negli occhi.
Ultima modifica di Ucci Do; 06-05-13 alle 18:41
Non vi è nessuna ragione e si può benissimo sopravvivere lo stesso. Ma si ricordino le parole di Paolo:
E chi è questo Dio? Quello a cui si chiede di mettere a tacere il nostro dolore e quello dei nostri cari? Quello a cui chiediamo di proteggere la nostra casa o il nostro lavoro (quando c'è), mentre siamo fuori a far festa? Quello che dovrebbe avere un occhio di riguardo "per la comunità"? O quello a cui volgiamo lo sguardo, chiedendogli di "sedere alla sua destra", una volta defunti?18 Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; 19 perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio.
Un Dio del genere, ti pare, è buono solo ad infittire la trama dell'illusione oppure a sbrogliarla?
Buddha, se non sbaglio, scelse appositamente di non discutere di questioni metafisiche.
Ultima modifica di donerdarko; 06-05-13 alle 20:46
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)