



Ah quindi parli di un tempo piuttosto recente.
Beh, la Lega Nord mi pare che stia continuando su quella linea, il punto è che non può neanche aprire del tutto al Sud diventando una sorta di 'Lega Italia' se no si snaturerebbe completamente.
Questo è un suo limite, ma d'altronde non sarebbe la Lega se non fosse 'Lega Nord'.
Le Europee 2009 hanno dimostrato comunque che la Lega al Sud stia provando ad ottenere risultati. Infatti spesso, nel solo Lazio, la L.N. ha ottenuto più voti dei partiti d'area presi singolarmente. Il che è tutto dire.
Ultima modifica di Giò; 15-08-09 alle 02:40


Altri paesi hanno saputo far propria la cultura classica mentre in Italia si latita, quasi a volercene vergognare.
Passi ancora per i celti, ma l'aspetto ridicolo in tutto questo è quello che i Longobardi discesero in Italia con l'intento di unificarla (ci provarono sistematicamente), ma gli mancava un progetto politico/militare che andasse verso questa direzione.


Esempio:
Lazio
Fiamma 1,08%, Forza Nuova 0,75%, La Destra-MPA-Pensionati 0,91%
Lega Nord 1,06%
A Roma: Lega Nord 0,97%
Fiamma Tricolore 0,96%
Forza Nuova 0,79%
La Destra-MPA-Pensionati 0,87%
Ministero dell'Interno - Elezioni e Referendum
Ultima modifica di Giò; 15-08-09 alle 02:42


La questione Lazio è interessante.
Hanno tentato varie volte lo sfondamento, anche motivati e giustificati dalla presenza veneta in quel di Latina.
Di problemi però ce ne sono diversi, questi i due più evidenti:
- idee poco chiare.
Infatti sono partiti diversi progetti anche contemporaneamente.
Penso allo sfondamento a Roma con apertura di una sede chiusa dopo un po' in quanto nessuno da lì tentava di sfondare realmente, presentazione della Lega Lazio (presente soprattutto in provincia di Latina e di Frosinone) avente 'logo' quattro spighe di grano a simboleggiare le quattro provincie contro quella romana, il nuovo sfondamento a Roma.
- dirigenza non locale.
Questo è dovuto anche al fatto che il laziale che voterebbe lega può benissimo votare PdL e spesso l'eventuale militante leghista è attivista del PdL; ma soprattutto la motivazione è che la Lega non si sa mai se si presenti o meno nel Lazio.
Di conseguenza il lavoro della dirigenza leghista non è mai convinto, né può stimolare qualcuno a rimboccarsi le maniche visto e considerato che potrebbe essere un lavoro buttato al cesso nel caso la Lega si presenti solo al nord.


Infatti nel Lazio alle politiche la Lega Nord, causa diktat berlusconiano, non s'è presentata. Alle Europee s'è presentata e un certo numero di voti, per quanto marginale, l'ha preso, andando oltre le percentuali di partiti neo-fascisti che nel Lazio trovano un radicamento territoriale maggiore e hanno alle spalle una tradizione politica ben più solida di quella leghista le cui radici affondano nel vecchio MSI.
Le potenzialità ci sono, ma non vengono sfruttate.


Considera anche che il risultato dei vari partiti extra-PdL è stato piuttosto.. deludente secondo alcuni.
In realtà è mi sembrano risultati pronosticabili considerando che la Fiamma nel lazio non esiste più, FN incrementa e vedremo se saprà migliorare ancora dopo questa famosa riorganizzazione, La Destra si è suicidata facendo l'accordo con gli autonomisti e inoltre ha subito scissioni (vedi caso di MpI con Schiuma).
Insomma nel Lazio il PdL è padrone (con sostegno anche di *ex* (credo si possa dire ex, ormai) area e Alemanno avrebbe intenzione di far partire da qui una scalata all'interno del partito (e infatti fa tutto tranne che il sindaco).
Tutto ciò non aiuta la Lega e chi ci sta credendo.
Penso di poter dire comunque che mantenendo la dicitura Lega Nord se riuscissero a lavorare con costanza e serietà nella regione un 3% lo raggiungerebbero senza troppi problemi.
E' evidente che se poi da Lega Nord diventasse altro i voti triplicherebbero in 5 minuti.. cosa che i pidiellini temono.


Purtroppo il nemico della lega vive al suo interno. Sono i suoi politici, con le bravate da sagra della porchetta (salvini) e le sparate mediatiche continue.
La lega, una volta ottenuto il benedetto federalismo non avrà più motivo di esistere. Per questo bisognerebbe comprendere ciò che vorrebbero fare dopo, che genere di discorso politico attuare.
Se vorranno avere qualche possibilità di diventare il contenitore d'area che non si è mai avuto, per fare una lotta vera contro l'immigrazione ed in particolar modo chi la propone assieme a tutto il resto (americanismo-giudaismo), dovranno iniziare a creare le premesse, per attuare ciò, fin da ora.
Data la povertà politica che imperversa da quelle parti, con la malattia di Bossi, la vedo dura ed il rischio che venga tutto vanificato è alto.
Da quando i politici della lega hanno iniziato ad aprir bocca troppo spesso, l'effetto coesivo di una lega "italiana" è iniziato a svilire.
Ormai la secessione non si farà mai, la vera battaglia sarebbe preservare l'Italia (o quello che ne resta) dall'immigrazione e ricostruire il tessuto sociale, ciò con Maroni e Castelli sarà molto difficile.
Vedremo...
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Gli umori corrodono il marmo


Riguardo a possibili collaborazioni con l'area? Ad esempio, a Milano una delegazione leghista era presente alla presentazione di Cuore Nero e mi dicono che contatti fra CPI e leghisti ci sono stati in Lombardia.Originariamente Scritto da Leone
La cosa sarebbe possibile nel Lazio?
Ultima modifica di Giò; 15-08-09 alle 03:04


L'esterofilia italiaca è legata all'ignoranza di questi verso la propria cultura.
L'Italiano medio è pronto ad avvicinarsi a qualsiasi forma di cultura o pseudo tale estera, mentre ignora completamente la propria, per non parlare della storia dei propri paesi natali.
Non meritiamo questo paese, altri, con tutto il ben di Dio che disponiamo, avrebbero fatto faville con l'italia.
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Gli umori corrodono il marmo