- Kotiomkin@ArsenaleKappa
Tangenti TAV ed EXPO: 4 arresti. Anche se la vera notizia sarebbe: "996 l'hanno fatta franca".


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Tangenti TAV ed EXPO: 4 arresti. Anche se la vera notizia sarebbe: "996 l'hanno fatta franca".
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




ECCO IL 65° SEGNALE DELLA RIPRESA: FA 2 CROCIERE E GLI ESATTORI GLI FANNO VISITA - Rischio Calcolato
di LUIGI CORTINOVIS
Ci sarà qualche motivo per cui non si vedono le file di imprenditori al confine con l’Italia e con le valigie piene di soldi da investire, come è andato sostenendo quel gran comico che sta a Palazzo Chigi. Sì, ce ne sono tanti in vero, ma uno di questi è che l’Italia è un vero inferno fiscale, non solo per la quantità di tasse che si pagano, ma anche per la babele di norme fiscali esistenti e per la sfacciataggine del Fisco nel additare qualcuno come evasore.
Eccovi un esempio, fresco fresco: “Una crociera all’anno può andare per il fisco. Due proprio no, benchè la seconda sia low cost, se a farla è un operaio. Così, è scattato il controllo. Protagonista un lavoratore dipendente di Santa Croce sull’Arno, del Comprensorio del Cuoio. L’uomo, appassionato di viaggi, insieme alla moglie è stato due volte in crociera e una sera s’è visto arrivare a casa gli addetti dell’Agenzia delle Entrate”.
Ogni commento è superfluo. Diceva Mark Twain: “Qual è la differenza fra un imbalsamatore e un esattore del fisco? Il primo si prende solo la tua pelle”. L’esattore del Fisco, in Italia, fa anche di peggio: si prende anche la tua dignità
Festeggiate!
Festeggiate l'unità, che vi fa bene!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Grandi opere, i pm: “Il manager si attivava per il senatore Sposetti”
Giustizia & Impunità
Giulio Burchi, ad di A4 Holding, secondo i magistrati si adoperava per trovare lavori a persone indicate dall'esponente Pd. Al telefono gli diceva: "Non faccio altro che fare l'ufficio di collocamento". E
di Diego Pretini | 18 marzo 2015
Dice di fare “l’ufficio di collocamento“. D’altra parte, a stare dentro questo sistema che lui definisce senza regole, ci guadagna: “I soldi che ho guadagnato a stare in questo Paese di merda deregolarizzato… non li avrei mai guadagnati in Inghilterra o in America”. A parlare è Giulio Burchi: è tra i 51 indagatidell’inchiesta sulle grandi opere che ha portato all’arresto di Incalza e gli altri. E’ tra l’altro l’ex presidente di Italferr ed ex presidente della Metropolitana Milanese e attuale amministratore delegato della A4 Holding. Parla molto al telefono e quindi è molto intercettato. Il gip, nell’ordinanza con cui ha disposto le misure cautelari, lo definisce “attendibile”. Non è uno che millanta al telefono, insomma, secondo i magistrati. I pm, nella richiesta d’arresto per Incalza, lo definiscono “soggetto molto vicino al senatore Ugo Sposetti“. Sposetti è il senatore del Pd, ex amministratore dei Ds e difensore valoroso del finanziamento pubblico ai partiti. Per Sposetti, scrivono i pm, Burchi “si attiva in più occasioni” per trovare lavori a persone “indicate” dallo stesso Sposetti. Così, quando Burchi e Sposetti si sentono al telefono nel febbraio 2014, il manager scandisce: “Non faccio altro che fare l’ufficio di collocamento”.
“I soldi che ho guadagnato a stare in questo Paese di merda deregolarizzato… non li avrei mai guadagnati in Inghilterra o in America”
E “l’ufficio di collocamento”, Burchi lo fa secondo gli inquirenti su richiesta del viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi. Sempre secondo le carte Burchi e Nencini “comunicano” attraverso un ex parlamentare, Mauro Del Bue, che ha fatto anche il sottosegretario alle Infrastrutture con Berlusconi ai tempi diLunardi e soprattutto è un altro socialista. Come Incalza, come Nencini, come il sottosegretario (sempre alle Infrastrutture) Umberto Del Basso De Caro. Burchi chiede a Del Bue di combinare un appuntamento con Nencini: “Tu potresti dargli qualche contributo di questo tipo anche a Nencini – risponde Del Bue – Ci sono delle nomine da fare in giro, ci interessa sistemare due o tre persone in qualche ente”. Ma secondo i pm Burchi è in movimento perpetuo. Ha chiesto a più persone, compreso il viceministro Nencini, un intervento per una nomina all’interno di Terna. Nencini, anche oggi come nei giorni scorsi, smentisce tutto.
Anche Burchi, come altri protagonisti di questa storia, viene definito dai magistrati “spregiudicato”. Come Perotti e Cavallo, due degli arrestati, che hanno la faccia di presentarsi alla messa di Papa Francesco nella quale il pontefice pronuncerà la sua omelia contro la corruzione. Come Incalza, che “pur essendo da almeno un decennio in pensione rimane tutt’ora al vertice del Ministero con la stessa capacità decisionale, seppure sotto il singolare inquadramento di consulente del ministro” e che “continua a frequentare il ministero e ad esercitare la propria influenza”, nonostante abbia cessato il suo incarico.
E Burchi, secondo i magistrati, in questo ambiente si trova a suo agio, pilotando anche alcune “nomine”: “Mandami qualche curriculum – afferma, intercettato – No, lì c’è il problema che… allora (…) Io di rinnovamenti, di rinnovi non ce ne ho perché ne ho appena fatti un’ira di Dio e poi lì sopra cioè sulle cose appena appena decenti. C’è l’artiglione pesante dell’avvocato Guzzetti che da vecchio e buon democristiano… Come ci sono le nomine vuole tutti gli elenchi… Il presidente di Cariplo… Il mio padrone il mio azionista… (Inc.) che poi è anche, insomma quello che ha indicato me, quindi quando ci sono delle nomine, arriva la lista da Banca Intesa che le fa lui su dei post-it gialli.. hai capito?”. Quello dell’artiglione pesante è Giuseppe Guzzetti, ex presidente della Regione Lombardia e attuale presidente di Cariplo.
Burchi non perde occasione di stigmatizzare il rapporto tra Incalza e Perotti, ma – rileva la Procura – “è un soggetto perfettamente inserito nel sistema di illiceità emergente dalla presente attività di indagini”. Così quando i giornali parlano delle inchieste su Expo e sul subcommissario Antonio Acerbo, sugli scambi di favori e un sistema privo di regole, lui ammette: “I soldi che ho guadagnato a stare in questo Paese di merda deregolarizzato… non li avrei mai guadagnati in Inghilterra o in America”.
I manager che diventano “uffici di collocamento”, le società che diventano “stipendifici“. E’ il caso, per esempio, della Dilan.Fi e della sua componente che fa capo alla Spm Consulting, la società diStefano Perotti impegnata nei lavori del “nodo Tav” di Firenze. Si tratta, scrivono gli inquirenti, di una società con “logiche estranee al corretto svolgimento dell’attività imprenditoriale”. “Le espressioni ‘stipendificio’, ‘marchetta’, ‘soldi regalati’ sono utilizzate proprio da persone riconducibili” all’azienda di Perotti.
Grandi opere, i pm: "Il manager si attivava per il senatore Sposetti" - Il Fatto Quotidiano
Ultima modifica di Eridano; 19-03-15 alle 10:27
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Però qualcuno può dirlo paese di merda. E prosperarci su.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Dici a me?
Io non ci guadagno nulla tranne la mia soddisfazione personale.![]()
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


la grande politica: coltellate a sinistra (renzi-d'alema), borsettate a destra (mussolini-nunzia) - Politica
Noi lo sappiamo da sempre che chi fa politica, i politicanti sono tutti sporchi e se ricoprono tali settori qualcosa di poco pulito sotto cova.
La mussolini si rivela ancora una volta l'ennesima istriona, la quale per motivi personali tirano fuori cose del genere, cose vere perché la de girolamo non è pulita come la mussolini. Se lo sapeva anche prima perché non lo ha impedito???
Questo sta a dimostrare gli inganni che operano contro il popolo italiota poco desto, che continua a credere in loro.
Pese e gente irriformabile da sempre. Trovarne uno pulito è come pretendere di andare sulla luna.


Non può esistere, il sistema correrebbe il rischio di saltare.
SONO TUTTI ACCURATAMENTE SELEZIONATI.
Devono dare garanzie di saper delinquere.
Ultima modifica di ventunsettembre; 23-03-15 alle 13:54
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Effetti Collaterali della "Svalutazione Competitiva" : Pirelli ai Cinesi - Rischio Calcolato
Un bello sconto del 30% in dollari e del 25% in Yuan, questo è il sobrio effetto collaterale della “svalutazione” competitiva nel passaggio di proprietà di Pirelli sui mercati aperti.
Scommetto che non ci avevate fatto caso.
Ma torniamo a Pirelli e vediamo cosa ha perso per strada l’Italia:
Pirelli è anzi era l’ultima vera grande multinazionale nel settore industriale che residuava almeno nella proprietà all’Italia. (mi si perdonerà ma non considerò più FCA Italiana)
Guardate bene la cartina qui sopra, noterete che di fatto i Cinesi hanno comprato :
- 2 fabbriche su 19 in Italia
- 1 centro direzionale e uno dei centri ricerche di pirelli
Con questo voglio dire che anche dal punto di vista politico, l’Italia non potrà avere quasi nessun potere di pressione sulla nuova proprietà (ad esempio per lasciare in piedi le fabbriche italiane), Pirelli può serenamente esistere senza 2 fabbriche, mentre la Cina da oggi ha una discreta arma di pressione politica sull’Italia.
Dobbiamo solo sperare che i Cinesi con Pirelli si comportino come i Tedeschi con Ducati e Lamborghini.
Dal punto di vista industriale ora a Pirelli si aprono praterie gigantesche sul mercato cinese, e dunque di lavoro ce ne sarebbe in quantità anche, eventualmente, per espandere la presenza industriale di Pirelli in Italia. Ma state sereni, certe decisioni avranno un prezzo.
Ad ogni modo, la morale è che in l’Italia oggi è straordinariamente a buon mercato per i Cinesi, magari farannoun pochino più di fatica a venderci i loro prodotti, però con i triliardi di dollari e Yuan accumulati in passato potranno serenamente comprarsi le aziende e le proprietà più interessanti: SPECIE QUELLE CHE NON NECESSARIAMENTE DEVONO RIMANERE IN ITALIA.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Gauche caviar.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.