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  1. #2051
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Non santifichiamo l’ultimo Pannella
    di Gianluca Veneziani
    Lo vogliono beatificare prima di Madre Teresa di Calcutta Marco Pannella, il leader radicale appena scomparso, e oggetto negli ultimi giorni delle attenzioni e delle carezze di giornali, politici e cittadini comuni. Nella sua dimora di via Panetteria (di cui Marco sembra già pronto a diventare eroe eponimo, trasformandola in una sorta di “via Pannelleria”) si è raccontato di pellegrinaggi di fedelissimi e simpatizzanti, di ammiratori che, scrive Pierluigi Battista sul Corsera, «vengono a trovarlo, regalano affetto e si prendono un po’ d’affetto» e dell’immagine stoica di lui che «non molla e sorride a chi viene ad abbracciarlo», mentre si avanzavano «i rimorsi di chi non ha ascoltato Pannella in tutti questi anni» e si teorizzava una sorta di iconografia sacra della sua persona, quasi reliquia da venerare e corpo mistico da omaggiare con devozione.
    Al coro della stampa si aggiungeva il corteo bipartisan della politica, dal radicale Roberto Giachetti e Matteo Renzi che sono andati a trovarlo alcuni giorni fa, celebrandolo come «un italiano significativo», fino a Silvio Berlusconi che lo ha descritto come l’uomo che ha contribuito alla «crescita civile, morale e politica del Paese». Non sono mancate neppure le telefonate, da Beppe Grillo fino a Giorgio Napolitano.
    Ecco, tutto questo tentativo di santificazione in vita, questo estremo commiato in anticipo condito dell’attribuzione di aureola pare stonare con il bilancio delle sue così tanto celebrate lotte civili. Forse, in maniera lucida e laica, tirando le somme della sua biografia e della sua opera, sarebbe più opportuno provare a capire quanto le sue storiche battaglie per il divorzio e l’aborto abbiano davvero contribuito al miglioramento della nostra società o abbiano agevolato piuttosto il suo sfaldamento, mettendo in crisi gli istituti e i ruoli sociali su cui il sistema Italia fino ad allora si era retto: famiglia e maternità.
    Bisognerebbe capire quanto la sfida ai vincoli della tradizione e dell’autorità abbia favorito la nascita di nuove solitudini, di nuove disperazioni e di nuovi egoismi sociali, e quanto la liceità d’aborto abbia deprivato di valore l’atto sessuale, reso revocabile l’atto generativo, tolto diritti al più debole (il feto, l’embrione) senza concederne ulteriori alla donna, che anzi continua a vivere l’aborto non come una forma di libertà, ma come un trauma e una lacerazione profondissimi.
    Ci sarebbe anche da chiedersi quanto l’autodeterminazione della donna invocata dai radicali si sia trasformata oggi in una sua nuova subalternità e sfruttamento, nella possibilità che ella svenda e metta in affitto il proprio utero, surrogando la maternità per altri e usando il proprio grembo come un’incubatrice.
    Era questa la libertà della donna che sognava Marco Pannella? Una libertà che, a conti fatti, era solo negativa: quella di poter non nascere, di poter morire prima del tempo, di poter sciogliere un’unione. Su queste basi la società rischia di demolirsi, anziché di costruirsi.
    E poi come non ricordare quei diritti civili invocati solo a fasi alterne: no alla pena di morte (quindi alla soppressione del colpevole), ma sì all’uccisione del feto, il più innocente di tutti. Attenzione alle sorti dei detenuti, ma occhi chiusi e bocche cucite davanti a quelle fabbriche della morte dove si somministra l’eutanasia anche solo per un handicap (basti guardare ciò che accade adesso nelle cliniche olandesi e belga). Cortocircuiti insopportabili che Pannella non poteva ignorare, ma che ha cavalcato, da abile demagogo.
    Pannella lascia un’eredità enorme, e per chi scrive molto preoccupante, a livello sociale (le stesse battaglie Lgbt e pro-gender possono considerarsi l’onda lunga delle sue campagne a favore della transessualità negli anni Settanta e Ottanta). Ma lascia una non meno importante, anche se più mascherata, eredità politica: pannelliani o ex pannelliani doc (alcuni dei quali travestiti, altri pentiti) sono presenti in entrambi gli schieramenti, da Giachetti a Quagliariello, da Capezzone a Della Vedova. Il vero Partito della Nazione è il Partito Pannella, che crea convergenze parallele e alleanze trasversali al di là di ogni sigla e appartenenza. Conta la “fede” nei suoi confronti, il leader carismatico.
    Non santifichiamo l'ultimo Pannella - L'intraprendente | L'intraprendente



    Maurizio Murelli
    Non volevo parlare di Pannella. Preferivo il silenzio. Ma credo che lo sbrodolamento stia tracimando un po' troppo. E allora, sommessamente, vorrei ricordare che Pannella Giacinto in arte Marco è anche il maggior promotore della guerra alla Serbia-Montenegro con tanto di bombardamenti di ospedali (quello di Belgrado ve lo ricordate?) dove hanno perso "pacificamente" la vita non pochi bambini che oggi sicuramente non possono mandare le condoglianze.



    DELL'INTOLLERABILE IPOCRISIA BORGHESE
    Controcanto alla morte di Marco Pannella
    Adolfo Morganti
    Bastano poche ore per rimanere disgustati dall'alluvione di banalità zuccherose e onnecelebranti che riempiono i media italici dopo la morte di MP. La cosa più seria (e non è detto che qualche prelato ebbro non lo faccia) sarebbe proporlo per la beatificazione. Santo subito, con una bella canna in mano.
    Cristallo di purezza, apostolo dei diritti civili, uomo all'avanguardia degli immortali destini dell'umanità. Sol dell'Avvenire che ha dettato la strada a tutti: politici, docenti universitari, soprattutto giornalisti dalla lingua adesiva ad ogni deretano potente che passa. Uno show di pochezza, viltà, conformismo, coccodrillismo d'infima qualità.
    Soprattutto da parte di una sinistra che dal radicalismo di massa è stata prostituita a cameriera dell'alta finanza internazionale, ottenendo in cambio qualche quota di libertinismo plebeo.
    Della destra non parliamo, adorante il successo e il potere, se non il grado raggiunto in qualche Loggia.
    Per me - come dice Giorgio Gaber: - sono disposto ad andare dritto in galera, ma vorrei dire che Marco Pannella resta esattamente quella faccia di.......che era!
    In questo momento sta dinanzi a Minosse, che si chiede se abbia la coda abbastanza lunga per lui. Lo accompagna verso la barca di Caronte il coro celeste delle anime di qualche centinaia di migliaia di bambini mai nati grazie ai suoi "diritti civili"degni della modernità.
    Una cosa vera la sua vita però ci testimonia: ogni potere mondano cessa nel breve tempo di alcuni decenni.....e dopo sono cavoli amari per tutti. Arriva irrimediabilmente il conto.
    A Dio piacendo.
    Amen.
    https://www.facebook.com/adolfo.morganti/?fref=nf



    Una notizia che avrebbe fatto incazzare Pannella....

    Oklahoma, una legge punirà chi pratica l'aborto
    Il parlamento dell’Oklahoma ha approvato una legge che rende un crimine l’esecuzione dell’aborto.
    Raffaello Binelli
    Via libera dal parlamento dell’Oklahoma (Usa) alla legge che rende un crimine l’esecuzione dell’aborto e che prevede la revoca della licenza medica per chiunque vi prenda parte. L'ultima parola spetta alla governatrice Mary Fallin (repubblicana), che ha sempre fatto della battaglia a difesa della vita un suo punto di forza.
    Il Washington Post sottolinea che si tratta del primo provvedimento del genere in America. Ci sono altri Stati fermamente decisi a mettere al bando l’aborto, sottolinea il quotidiano, ma senza prevedere sanzioni. In base alla norma dell'Oklahoma un medico che decide di eseguire un aborto potrebbe essere condannato fino a tre anni di prigione e vedersi revocata la licenza necessaria a praticare la professione.
    Negli ultimi anni i conservatori hanno cercato di rafforzare le restrizioni sulle cliniche abortiste e sui medici anziché perseguire un divieto totale. I gruppi anti-aborto sperano ora di utilizzare il disegno di legge per innescare una causa contro la sentenza "Roe vs Wade", il verdetto della Corte Suprema rese legale l'aborto nel 1973.
    Un'altra legge, sempre dell'Oklahoma, farà molto discutere: è quella che dichiara lo "stato di emergenza" nella lotta sull’accesso ai bagni pubblici. I legislatori dello Stato hanno respinto, dunque, la direttiva del governo secondo cui nelle scuole pubbliche americane si potrà scegliere tra toilette maschili e femminili in base all’identità di genere e non a quella di nascita. Nel provvedimento si afferma che esiste una situazione di emergenza per il mantenimento della salute e della sicurezza pubblica, e che la legge dovrà entrare in vigore non appena verrà approvata. La misura afferma che gli studenti in tutto lo Stato devono utilizzare i servizi igienici secondo la loro identità di nascita, in diretto contrasto con la posizione della Casa Bianca annunciata alcuni giorni fa in risposta a una legge simile adottata in North Carolina.
    Oklahoma, una legge punirà chi pratica l'aborto - IlGiornale.it

    IN MORTE DI PANNELLA. IL DIAVOLO, PROBABILMENTE
    Roberto Pecchioli
    Un vecchio proverbio spagnolo ammonisce “non si fa legna con l’albero caduto”. Marco Pannella è morto, e sia dunque pace all’anima sua, se ne possedeva una. Tra le idiosincrasie di chi scrive c’è il fastidio per l’unanimità: il coro di elogi, il “coccodrillo” dolciastro nei confronti dell’icona radicale mi è estraneo. Da cristiano, ho l’obbligo di pregare per lui, ma, parlandone da vivo, come diciamo dalle mie parti, mi spiace soltanto che Pannella sia campato così a lungo.
    Incredibilmente, il presidente Mattarella ne sottolinea “la distanza dal potere”, tutti parlano di un guerriero non violento. Non ci sto, non sono d’accordo su nulla, e se anche fossi l’unico italiano anti-pannelliano, ne sono orgoglioso. Marco Pannella ha condotto, e purtroppo spesso vinto, battaglie disgustose. Aborto, eutanasia, liberalizzazione della droga, omosessualismo, finto pacifismo, femminismo ideologico, mondialismo, europeismo esasperato ed antinazionale, transumanesimo, scissione delle biotecnologie e della riproduzione artificiale da qualsiasi considerazione etica, disprezzo della religiosità. Sono questi i valori, o disvalori per cui si è battuto Pannella. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
    Un’Italia in cui la famiglia è praticamente distrutta, ed il divorzio è diventato routine e le convivenze hanno sostituito lo stesso matrimonio civile, solo gli invertiti aspirano a diventare sposi. L’eutanasia, che Pannella ha ampiamente sdoganato con i casi Welby ed Englaro è diventata pressoché normale agli occhi della maggioranza, e non ci si chiede neppure più se è lecito essere padroni della vita.
    Quanto all’aborto, è diventato un diritto civile della donna. Il feto è stato derubricato, come nelle elaborazioni del femminismo più estremo, quello della sua sodale Bonino e di Adele Faccio di qualche decennio fa, ad escrescenza nel corpo della donna, da estirpare, espellere, buttare via senza alcun rimorso. Le foto di Emma Bonino che pratica personalmente aborti con pompe di bicicletta sono scolpite nel mio animo come qualcosa di grave e persino empio. Sulle pratiche di fecondazione eterologa e di uteri in affitto, parlano le cronache recenti, a partire dall’arresto del ginecologo Antinori e dal caso del “figlio” di Nichi Vendola.
    Il vescovo di Roma sembra suo amico, e non mi stupisco più, ma le parole dei cattolici su Marco Pannella fanno male: sindrome di Stoccolma o capovolgimento epocale della dottrina e della prassi? La sua ideologia, il suo essere liberale, liberista e libertario (presumo anche libertino) lo rende, a miei occhi, il nemico assoluto.
    In anni diversi, i radicali si facevano chiamare compagni, il che mi sembra una mancanza di rispetto per quanto di umanistico e di sinceramente vicino ai poveri c’era nei socialisti d’antan. Poi, riuscì ad avvicinarsi a Berlusconi, per poi fare nuove piroette. In questo, aveva ragione: erano gli altri a girare attorno a lui, Pannella non ha mai cambiato le sue convinzioni. Era vicino, vicinissimo al potere, che infatti gli ha lisciato il pelo per molti anni, ed ha sempre finanziato largamente Radio Radicale.
    I suoi metodi erano quelli di un ricattatore, che gettava in pasto ai gonzi i casi estremi per far passare i suoi pessimi principi, urlava che i radicali stavano per sciogliersi per mancanza di denaro e riempiva le casse del partito con campagne strappalacrime.
    Da iperindividualista, utilizzava il digiuno come arma impropria per imporre le leggi o le idee che di volta in volta scagliava, come corpi contundenti, contro la cosiddetta partitocrazia, di cui era egli stesso esponente. Per quale motivo dovevamo occuparci dei suoi digiuni ? Che si alimentasse o meno, fatti suoi, proprio nell’ottica liberal libertaria.
    Il suo antiproibizionismo sulla droga, così individualista, ne fa un complice degli spacciatori assassini e dei diffusori dell’anticultura dei paradisi artificiali, che sono poi inferni per tutti.
    L’abuso dell’istituto del referendum ha reso quasi impraticabile l’unico vero strumento di democrazia diretta in mano agli italiani.
    Fece campagne per introdurre il bipartitismo, come se democrazia significasse contare sino a due, o se l’imitazione del peggio dell’America fosse il destino ineluttabile dell’Italia.
    La sua non violenza non è stata mai sincera, poiché violenza morale pura era gran parte del suo linguaggio, fatto di disprezzo per chi dissentiva dal suo esasperato libertarismo. Ed è stata violenza esibire come fenomeni da baraccone poveri invalidi come Welby o Coscioni.
    La sua è stata l’ideologia della morte, l’enfatizzazione di un Occidente malato e nichilista, il cui simbolo è un cimitero senza croce, o un deserto cosparso di cenere.
    Sul piano economico, i radicali hanno spesso taciuto, per non crearsi nemici a sinistra, ma il loro liberismo era così evidente ed estremo che sorprende davvero l’accoglienza positiva che Pannella ebbe e mantenne a sinistra.
    L’intuizione giusta fu quella di Augusto Del Noce, il grande filosofo che comprese che, dopo l’azionismo di Bobbio, Galante Gallone e compagnia brutta, un’altra mosca cocchiera era balzata in groppa al corpaccione del Partito Comunista, i radicali appunto, trasformandolo in un partito radicale di massa. Oggi il percorso è compiuto definitivamente, tanto nel PD dei cattolici “adulti” e di Monica Cirinnà dai “figli non umani”, che nella finta sinistra vendoliana, ma ha ampiamente infettato anche il moderatismo. Penso a Forza Italia ed a molte posizioni di Gianfranco Fini.
    L’omosessualismo dei radicali è stato un’altra delle loro bandiere, probabilmente anche per le inclinazioni private di non pochi tra loro. Il risultato è sotto gli occhi di chi vuol vedere, con l’apostasia di una parte rilevante del popolo e della sua classe politica dai principi della legge naturale e del buon senso. Le adozioni per invertiti sono ad un passo, la maternità e paternità surrogata sono già un fatto, basta avere denaro da spendere.
    Marco Pannella è stato il gran sacerdote di tutto questo, e di tanto altro ancora. Mi viene in mente un altro vocabolo: untore, ecco, egli è stato il più infaticabile, convincente, ascoltato untore di molte costumi che sono la fine della civiltà nostra per eutanasia, o per abuso dionisiaco.
    Sorella morte non riesce ad umanizzarlo ai miei occhi; negli ultimi anni il suo aspetto aveva assunto tratti satanici, o almeno è così che io immagino il male. E’ stato un Mefistofele italiano che ha conquistato l’anima di molti. Gli va riconosciuto il merito della coerenza, ma la chiamerei recidiva con l’aggravante della continuazione.
    Da credente, dovrei recitare l”Eterno Riposo” anche per la sua anima. Mi perdoni il Signore se davvero non ci riesco.
    IL DIAVOLO, PROBABILMENTE


  2. #2052
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    "Caschi blu Italia trafficano alimenti"

    Lo afferma El Pais: inchiesta in corso, anche sul Ghana e altri


    © ANSA







    (ANSA) - ROMA, 25 MAG - Caschi blu dell'Unifil sono al centro di un traffico di prodotti alimentari in Libano: lo scrive con ampio rilievo El Pais online, secondo cui c'è una doppia inchiesta in corso: da parte del ministero dell'economia libanese e dell'Onu. Secondo il quotidiano, alimenti destinati alle truppe, e quindi non commerciabili, sono stati localizzati a numerose riprese in supermercati locali.
    Contattati da El Pais, sia il portavoce dell'Unifil, Andrea Tenenti, sia il direttore generale del ministero libanese, Alia Abbas, hanno confermato che inchieste sono in corso, ma non hanno dato maggiori dettagli per ragioni di riservatezza. Scrive El Pais: "Il Ghana (con 870 caschi blu) e l'Italia (con 1.206 soldati, e attualmente con la responsabilità del comando) sono i due battaglioni più attivi nella rivendita illegale di alimenti tra i cinque segnalati", secondo R.D., una delle 'gole profonde' del quotidiano, e altri "sei lavoratori internazionali e locali dell'Unifil".


    "Caschi blu Italia trafficano alimenti" - Ultima Ora - ANSA.it

    Che gioia essere forzatamente e violentemente associati nel mondo a questa feccia di rubagalline terroniche.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2053
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Estroverso o introverso? I lavori a seconda della indole

    Cronaca.Gli sbocchi per chi è più portato al contatto con gli altri e chi preferisce restare nel proprio guscio



    Sboccati!
    I (pochissimi) lavori a seconda della potenza del calcio in culo.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2054
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Furbetti cartellino in Agenzia Entrate - Ultima Ora - ANSA.it

    Partita IVA per tutti!
    Che imparino cosa vuol dire!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #2055
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Tesoro conferisce a Cdp quota 35% Poste - Ultima Ora - ANSA.it

    Le poste sono buone solo più per le elezioni.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #2056
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    "Caschi blu Italia trafficano alimenti"

    Lo afferma El Pais: inchiesta in corso, anche sul Ghana e altri



    © ANSA







    (ANSA) - ROMA, 25 MAG - Caschi blu dell'Unifil sono al centro di un traffico di prodotti alimentari in Libano: lo scrive con ampio rilievo El Pais online, secondo cui c'è una doppia inchiesta in corso: da parte del ministero dell'economia libanese e dell'Onu. Secondo il quotidiano, alimenti destinati alle truppe, e quindi non commerciabili, sono stati localizzati a numerose riprese in supermercati locali.
    Contattati da El Pais, sia il portavoce dell'Unifil, Andrea Tenenti, sia il direttore generale del ministero libanese, Alia Abbas, hanno confermato che inchieste sono in corso, ma non hanno dato maggiori dettagli per ragioni di riservatezza. Scrive El Pais: "Il Ghana (con 870 caschi blu) e l'Italia (con 1.206 soldati, e attualmente con la responsabilità del comando) sono i due battaglioni più attivi nella rivendita illegale di alimenti tra i cinque segnalati", secondo R.D., una delle 'gole profonde' del quotidiano, e altri "sei lavoratori internazionali e locali dell'Unifil".


    "Caschi blu Italia trafficano alimenti" - Ultima Ora - ANSA.it

    Che gioia essere forzatamente e violentemente associati nel mondo a questa feccia di rubagalline terroniche.
    La cosa notevole è il non cambiare mai di un popolo , nonostante tutto , loro per quello che sono , i padani per il non svegliarsi mai.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #2057
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Boccia(to), neo Presidente di Confindustria: "I risultati dimostrano che questo governo fa cagare, ma voteremo SI".
    Altra motivazione per votare NO.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #2058
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Unioni civili: la prevalenza del cretino
    Roberto Pecchioli
    “Quando la maggior parte di una società è stupida allora la prevalenza del cretino diventa dominante ed inguaribile”. Questo sosteneva un libro degli scrittori torinesi Fruttero e Lucentini del 1985, La prevalenza del cretino”, appunto. Alcuni anni dopo, un insigne economista pavese, Carlo M. Cipolla, docente a Berkeley, scrisse un elegante pamphlet intitolato ”Le leggi fondamentali della stupidità umana”, le cui prime tre premesse sono le seguenti: 1) gli stupidi danneggiano l’intera società; 2) gli stupidi al potere fanno più danni degli altri; 3) gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere.
    Sono assolutamente persuaso della veridicità di quanto citato, ed inserisco me stesso a pieno titolo nello sterminato esercito dei cretini e degli stupidi, anzi dei più fessi di tutti, giacché non sono riuscito a far nulla, nella mia vita, per impedire il male che vedevo crescere attorno a me, di cui la recentissima legge sulle cosiddette unioni civili è una perfetta rappresentazione.
    Quando un’intera classe dirigente lavora per la distruzione della civiltà comune, del resto, poca difesa ha il popolo, che da sempre è abituato a credere “nei superiori” e pratica i vizi approvati dalla cricca di potere con la stessa indifferenza con cui seguiva le virtù suggerite nel passato. Ernst Junger, nel Trattato del Ribelle, stimava nel due per cento dell’umanità coloro che sono pronti a dire no a chi comanda, Costanzo Preve, filosofo marxiano e comunitarista, si spinse sino al cinque per cento, scusandosi immediatamente per l’ottimismo.
    La legge sulle unioni civili è, oggettivamente, una norma cretina. La sua ipocrisia è devastante, ed è un capolavoro di democristianeria del trio Renzi, Boschi, Alfano. La legge, infatti, è chiaramente la legalizzazione del matrimonio omosessuale sotto falsa denominazione. Tra le regole relative, infatti, che permettono la scelta del cognome di uno dei simil-coniugi, l’art. 20 recita quanto segue: “Al solo fine di assicurare l’effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall’unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole coniuge, coniugi, o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi (…) si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso“.
    L’art. 45 chiarisce altresì che la medesima equiparazione vale anche per le graduatorie relative all’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, che, detto per inciso, erano state concepite per sostenere le giovani coppie desiderose di farsi una famiglia (quell’altra, quella dei trogloditi normali), e gli anziani. In una realtà della specie, non si capisce per quale motivo due conviventi eterosessuali, che hanno liberamente deciso di non contrarre matrimonio, dovrebbero unirsi civilmente, se gli effetti sono i medesimi. La comunione dei beni o l’eredità erano già possibili con atti notarili, e quanto alle lacrimevoli ipotesi prospettate, di non poter assistere i partner nei ricoveri ospedalieri, già superate nella realtà quotidiana, sarebbe bastata qualche modifica al codice civile.
    Tecnicamente, la legge apre la strada a forme di bigamia, gran progresso, e non esclude la possibilità delle adozioni per gli invertiti: quale tribunale, infatti, non accetterà la scontata obiezione relativa all’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, in assenza di un formale divieto? Gli unici cittadini disuguali saranno i bambini, privati del diritto naturale ad avere un padre ed una madre, ma certo nuove cretine disquisizioni sulla “omogenitorialità“ rassicureranno Angelino Alfano, che ha fatto scudo con il proprio ampio petto all’introduzione delle adozioni omosessuali.
    Questo nel merito della legge; quanto alla sostanza, cito il pontefice del progressismo liberal, Barack (Hussein) Obama, che affermò la natura di diritto fondamentale del matrimonio tra persone dello stesso sesso, ed i numerosi commentatori italiani che hanno assicurato, commossi, che adesso siamo più liberi. La prevalenza del cretino, appunto.
    Matrimonio significa compito, dovere (munus) della madre, ossia il dovere di allevare i figli, e, per estensione, legame che legittima i figli nati dall’unione. Analogamente patrimonium indicava il dovere paterno di provvedere alla famiglia. Per questo è nata, nelle civiltà di tutto il mondo, l’istituzione che chiamiamo matrimonio, celebrata sempre con fasto e pubblica enfasi, poiché sanciva l’alleanza tra famiglie e preludeva alla riproduzione della comunità attraverso la nascita dei figli, e la legalizzazione della paternità. Non vi è, quindi, matrimonio, se non tra uomo e donna.
    “Questo” matrimonio certifica il disinteresse di questa società a riprodurre se stessa: è dunque un atto autolesionistico, possibile solo nella prevalenza, o nel dominio di scriteriati. Un dominio radicato nella volontà prometeica, ma infine stupidissima, di creare un’umanità nuova, “altra”.
    Il circo del cretinismo progressista, giustamente, esulta. A Roma fasci di luce arcobaleno hanno illuminato Fontana di Trevi, mentre manifestavano felici i migliori italiani di oggi: Vladimir Luxuria, la ex deputata lesbica signora Concia, il sottosegretario di governo Scalfarotto, sodomita di rango, l’immancabile fatina Boschi che piangeva di commozione. Attorno a loro, il pittoresco (gli altri aggettivi che ho in mente mi assicurano la querela) popolo LGBT, che, per i pochi giurassici rimasti, significa lesbiche, gay, bisessuali, transessuali. La meglio gioventù.
    Intanto, lavorano duramente per obbligare le scuole ad insegnare l’equivalenza di ogni pulsione ed attrazione sessuale, e per mettere al bavaglio, con nuove leggi per delitti d’opinione, a chi non è d’accordo con loro. Non abbiano paura: le leggi della stupidità umana rendono improbabili vere reazioni, dal momento che il novantanove per cento dei mezzi di comunicazione sono da quella parte. Ciò che rende sospetta alle persone pensanti qualsiasi idea sostenuta con questa veemenza ed intolleranza dalle centrali di consenso, al contrario rassicura due immense categorie umane, i conformisti ed i cretini.
    Emma Bonino, una delle due grandi personalità italiane viventi (l’altra è Giorgio Napolitano…) indicate da un extracomunitario argentino che si impiccia dei fatti nostri, tale Bergoglio, ha già impegnato il caravanserraglio progressista su adozioni gay, eutanasia, biotecnologia riproduttiva. I radicali restano i migliori agenti della globalizzazione e dei padroni del vapore, quindi delle nuove tecnologie, e tutto sommato, anche degli impresari di pompe funebri.
    Angelino Alfano, già noto per le sue qualità di bagnino che trae a riva chiunque voglia approdare sulle coste europee, si accontenta, e consiglia di non tentare la strada del referendum abrogativo: virtuosamente, teme che un’eventuale sconfitta apra la via alle adozioni gay ed agli affitti uterini, già utilizzati dal buon Nichi Vendola e dal suo ganzo (pardon, coniuge in Canada). La verità è che la legge che nega in radice i principi naturali è stata promossa da politici che si dichiarano cattolici, l’omino senza quid, appunto, l’onnipresente Boschi, e, naturalmente, Matteo Renzi. Almeno tacciano, e non approfittino troppo del punto 3 della legge di Carlo Cipolla, quello che parla degli stupidi democratici e della percentuale di stupidi al potere.
    Matteo è sempre il migliore, ed ha sfoderato una delle sue frasi ad effetto, dichiarando che lui sì è cattolico, ma ha giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo. Qui i cretini sono quelli che gli danno retta: per un credente cristiano, il Vangelo è parola di Dio, e non può quindi che prevalere su ogni altra fonte normativa o testo scritto. La Costituzione, che abbiamo già definito come la più bugiarda ed inapplicata della Terra, è solo un compendio di principi che, in un certo momento storico, un determinato popolo pone a base della propria convivenza civile. Immagino che qualunque ateo colga la differenza, Matteo no, egli è un cattolico adulto, o forse adulterato, e segue l’idolatria della cosiddetta Carta, introdotta dal tristo monaco Dossetti e del siciliano di Firenze Giorgio La Pira.
    Mi correggo, più prosaicamente, segue gli ordini impartiti dall’Impero e dai suoi proconsoli dell’Unione Europea, che hanno imposto legislazioni a favore degli omosessuali: non nasconda dietro ideali civili la sua qualità di fedele esecutore delle prescrizioni dei “superiori”, quelli che stanno nelle banche, nelle logge riservate, nei circoli come la Trilaterale, ricevuta di recente a Roma con tutti gli onori istituzionali dovuti dai maggiordomi ai padroni di casa.
    La prevalenza del cretino raggiunge vertici insuperabili nelle parole di uno dei funzionari d’alto bordo della casta italica, il professore di economia Tito Boeri, prestato alla patria come presidente dell’INPS. Il mandarino di regime ha rassicurato il popolo sofferente: pagare la reversibilità ai superstiti delle unioni civili, per i quali suggerisco il vocabolo politicamente corretto di paravedovi, non metterà in crisi i conti della Previdenza Sociale. Sarà dura, parlano di somme un po’ a vanvera, forse il costo è tra uno e quattro miliardi di euro, così almeno azzarda la stampa amica (quasi tutta). Non ci facciamo più caso, ma sono dai duemila agli ottomila miliardi del vecchio conio, le rimpiante lirette.
    Vere o false che sino le stime finanziarie, non risulta che siano state indicate risorse nella legge che pone l’Italia tra le nazioni “civili”, o che siano stati abrogati gli articoli della costituzione sulla quale Renzi ha giurato con occhi umidi e mano sul petto, che impediscono deficit di bilancio e che comunque impongono di definire e reperire le risorse economiche necessarie. Negare o tagliare la reversibilità alle vedove normali si può, quanto meno se ne parla, e si può agevolmente negare l’indennità di accompagnamento a famiglie stremate dalla malattia di tanti anziani, ma non si tocchino i nuovi “diritti” delle belle famiglie arcobaleno. Che Renzi e tutte le plebi arcobaleno siano incostituzionali? Probabilmente sì, a partire dall’articolo 29, che definisce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, e non sodalizio innaturale fondato sull’unione civile.
    Cretini noi, che le beviamo tutte, ed applaudiamo persino questa gente. Giuseppe Prezzolini, che non era un vero pessimista, ma un realista bene informato sulla natura del nostro popolo, fondò la Società degli Apoti, ossia di coloro “che non se la bevono”. Pochi adepti, in questo territorio di pecore matte detto Italia, già invano ammonito da Dante! “Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ‘l Giudeo di voi tra voi non rida!”. Sempreché si possa citare Dante senza essere denunciati per omofobia (i sodomiti li mandò all’Inferno), antisemitismo o anti islamismo, dato che anche il profeta Maometto è tra i dannati, seminatori di discordia.
    In paradiso andrà certamente Monsignor Galantino, segretario dei vescovi italiani, che con esemplare clericalismo ha finto di indignarsi per la legge di cui parliamo. Il prelato calabrese, al contrario, si è limitato alla modica quantità di lamenti, offeso non dal merito, che dovrebbe riguardarlo come pastore di anime italiote, ma dal metodo, ovvero dalla richiesta del voto di fiducia, che tronca ogni discussione parlamentare, ma che non fa parte delle competenze episcopali. Sarebbe da elogiare il tranchant “non mi immischio” del superiore di Galantino, Bergoglio, se non si ingerisse così spesso nei fatti nostri in materia di immigrazione, se non fosse destinatario di ingenti somme dei contribuenti italiani, con l’otto per mille delle imposte, con le ampie esenzioni dalle imposte sugli immobili ed il business dell’accoglienza.
    Peraltro, i principi della legge naturale non possono essere patrimonio dei soli credenti. Che il matrimonio sia questione di due sessi e che abbia lo scopo di provvedere alla nascita ed all’educazione dei nuovi membri della comunità è senso comune, e non materia di fede. Allo stesso modo, se si ritiene meritevole di tutela legale qualunque forma di convivenza, che lo si faccia con opportune modifiche al codice civile e senza aggravi economici per la cittadinanza: la pensione di reversibilità, come i migliori punteggi delle graduatorie, sono provvidenze che esprimono proprio la natura pubblica di bene da tutelare costituito dalla famiglia, luogo della nascita e dell’educazione della prole.
    Parasposi e paravedovi omosessuali sono un’altra cosa, come ogni altra convivenza. Con questa legge sbagliata, inoltre, centinaia di migliaia di persone, indipendentemente dalle inclinazioni sessuali, si sentiranno autorizzate a diventare unione civile per lucrare vantaggi e diritti, con sfacelo della compagine sociale, raggiro della volontà del legislatore e, ovviamente, sfascio dei conti pubblici.
    Un’osservazione la dedichiamo all’onorevole Monica Cirinnà, la pasionaria arcobaleno promotrice della legge. Il profilo che ella pone nel suo sito personale riferisce del suo impegno politico, ovviamente, ma anche della sua scelta vegetariana e del fatto che lei ed il marito, un altro esponente del PD, hanno “tanti figli non umani, quattro cani, Arno Luna e Orso maremmani enormi, e Libera, una piccola Beagle che ho salvato dalla morte per sperimentazione nel terribile canile Green Hill, a quattro gatti tutti salvati dalla strada, Red Tiger Mizzi e Rosita, due meravigliose cavalle e una famigliola di asini amiatini.“
    Perfetto esempio di alto e benestante liberalprogressista, non ha figli suoi, ma ne ha molti di “non umani”, e naturalmente, non mangia carne, perché le si spezzerebbe il cuore. Crede fermamente nei “diritti”, quelli individuali ed impropriamente chiamati civili, certamente avrà personale di servizio straniero, anzi extracomunitario. Christopher Lasch ha chiamato il modus vivendi di quella classe cultura del narcisismo, Costanzo Preve è stato più netto, definendoli ceto medio-alto globale semicolto.
    Sono il nuovo clero secolare della religione del mercato e dei “diritti”, il ceto(semi)dirigente che si specchia in se stesso ed a cui guardano i lettori di Repubblica, i quadri del pubblico impiego e dell’insegnamento, gli impiegati di concetto della cultura.
    I cretini di successo, insomma. Siamo nelle loro mani, indifferenti ai poveri, agli operai, agli anziani, alla gente comune, nemici giurati dei mangiatori di carne (qualcuno ci definisce cannibali…), infastiditi dalle famiglie numerose, che fanno baccano e non sempre profumano. Hanno sostenuto ogni riforma o idea gradita al potere economico e finanziario, a partire dall’allungamento dell’età pensionabile e della precarizzazione, sono d’accordo per tagliare molte detrazioni fiscali, ma hanno imposto quelle relative alle spese per gli animali domestici (i figli non umani, splendidi, per carità, ma una certa preferenza per quelli umani ci piacerebbe di più).
    E’ il ceto affluente per antonomasia, figli e nipoti dell’Occidente senza patria e senza futuro, indifferente a qualunque Dio, con troppe famiglie per averne una vera, sfruttatori ma “di sinistra”.
    Cari Fruttero e Lucentini, avevate ragione voi sulla prevalenza del cretino. E lei, professor Cipolla, doveva avere più ascolto con le sue leggi sulla stupidità, specie il punto 5: i ragionevoli sono più vulnerabili degli stupidi perché generalmente vengono sorpresi dall’attacco e non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l’attacco non ha alcuna struttura razionale.
    E’ così, cari arcobaleno, cari invertiti, cara signora Cirinnà dai molti figli non umani: come si può rispondere ad un argomento così cretino come quello che “ha vinto l’amore”?
    Unioni civili: la prevalenza del cretino ? Roberto Pecchioli | EreticaMente




  9. #2059
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La Morte dell'Economia Italiana in un solo Grafico (anzi due) - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato

    Questa mattina Oscar Giannino a Twittato un paio di grafici incredibili per quanto sono negativi riguardo l’Italia:

    L’Italia è il peggior paese del MONDO negli ultimi 10 anni per crescita della produttività del lavoro.
    Per chi non sapesse cosa è la produttività:
    In economia la produttività può essere definita in via di prima approssimazione come il rapporto tra la quantità di output e le quantità di uno o più input utilizzati nel processo di produzione. Viene calcolata con riferimento alla singola impresa, all’industria o più in generale alla nazione. (wiki)
    La produttività del lavoro è la quantità di output generata da 1 unità lavorativa in più (intesa come ora lavorata).
    In realtà bisogna fare una precisazione, la produttività del lavoro dipende anche da:

    1. Gli altri fattori della produzione, ovvero l’utilizzo di tecnologie più o meno avanzate, e da economie di scala
    2. Il quadro regolatorio che regola il lavoro, sia a livello di tassazione che a livello normativo.

    Fatto sta che l’Italia continua a perdere produttività e badate bene, lo fa a prescindere dal tasso di cambio, ovvero la produttività del lavoro non ha una relazione diretta con una eventuale svalutazione competitiva. Al contrario una svalutazione competitiva serve proprio a fare pagare a tutta la nazione la sua bassa produttività per ottenere maggiore export.

    C’è veramente da avere paura.

    Per chi non lo sapesse.
    Produttività.
    P, come Padania.
    Ci hanno annientati!
    Ma tutti questi soloni nobel in economia del Nord continuano a parlare di itagly.
    Vadano affanculo!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #2060
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Pannella vero e Pannella finto
    STEFANO LORENZETTO
    Quando nel pomeriggio di giovedì scorso il direttore di questo giornale mi ha chiesto un editoriale estemporaneo sulla scomparsa di Marco Pannella, ho preferito declinare l’invito. L’ho fatto perché so bene che i morti, in quanto tali, hanno sempre ragione ed è obbligatorio santificarli. Un’impresa, nel caso specifico, fuori della mia portata. L’indomani ho avuto puntuale conferma dell’alluvione salivare. Il Corriere della Sera ha aperto la prima pagina con un’enorme foto giovanile del defunto, accompagnata da un titolo altisonante («Pannella, la spinta ai diritti che ha cambiato l’Italia»), da una tenera vignetta di Giannelli e da quattro dolenti epicedi, uno dei quali firmato nientemeno che da Vasco Rossi, un tipo che va al massimo, com’è noto. All’interno, sette pagine erano interamente riservate al caro estinto (altrettante sulla Repubblica).
    Benigno Zaccagnini, pediatra, cofondatore e poi segretario nazionale della Democrazia cristiana, padre costituente, più volte parlamentare e ministro, ma soprattutto galantuomo di un’integrità morale assoluta, quando passò a miglior vita ebbe sul medesimo Corriere un richiamino su due colonne in prima pagina e un paio di brevi articoli in quella seguente, occupata per tre quarti da tutt’altri argomenti. Così va il mondo, e noi con esso.
    Poiché ai vivi si deve rispetto ma ai morti non si deve altro che la verità (lo diceva Voltaire e Pannella concorderà), aderisco in ritardo all’invito del direttore per esprimere qualche parola sul trapassato, a costo di far stecca nel coro. Mi ci costringe il conformismo imbarazzante con cui i mass media hanno celebrato il «guerriero di libertà» (sempre il Corriere). Il premier Matteo Renzi, più svelto di Zelig, si è adeguato con tono solenne: «Rendo omaggio a nome mio e del governo alla storia di questo combattente e leone della libertà». Quale libertà? Libertà di drogarsi? Libertà di divorziare? Libertà di abortire? Libertà di farsi ammazzare se la vita diviene un peso? «Quando se slarga la libertà, bisogna saver difendar la verità», raccomandò l’allora patriarca di Venezia, Albino Luciani, al nostro compianto collega Michelangelo Bellinetti. Ci provo.
    Per anni Pannella ha millantato un filo diretto pure con Giovanni Paolo II. Adduceva come prova la foto di una presunta udienza privata concessagli da papa Wojtyla. In realtà si trattava di un incontro al quale partecipavano il dc Flaminio Piccoli e molti altri parlamentari.
    Il profeta dell’antipolitica. Ma di che stiamo parlando? Questo signore è rimasto accoccolato per 60 anni, diconsi sessanta, dentro il Palazzo, lucrandone tutti i vantaggi. Ha prosperato nel ventre della vacca, la partitocrazia, fingendo di starne fuori, di combatterla. Nell’anno in cui venivo al mondo, Pannella già fondava il Partito radicale, divenuto il datore di lavoro che gli ha garantito ben sei legislature in quel Parlamento che nel 1990 approvò una legge per riconoscere a Radio Radicale la bellezza di 20 miliardi di lire sotto forma di contributo una tantum. Grazie a una convenzione stipulata con lo Stato, senza gara d’appalto, l’emittente ha poi incassato 10 milioni di euro l’anno per mandare in onda le sedute parlamentari che potrebbero essere trasmesse gratis dalla Rai. Inoltre la legge sull’editoria le garantisce altri 4 milioni di euro annui in quanto organo radiofonico di un partito che però non ha eletti nelle due Camere, un ossimoro fantastico.
    Conosco Danilo Quinto, che fu per dieci anni il tesoriere del Partito radicale prima di convertirsi al cattolicesimo. Nel libro Da servo di Pannella a figlio libero di Dio (Fede & Cultura), dedicato alla «più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana», traccia un ritratto devastante del politico deceduto pochi giorni fa e del movimento che aveva messo in piedi, «una famiglia allargata dove tutto ciò che era privato diveniva anche pubblico, dove ci si accoppiava e ci si cornificava fra di noi, dove il massimo della gratificazione era salutare Pannella baciandolo sulle labbra quando si presentava alle riunioni mano nella mano con l’ultimo dei suoi fidanzati ventenni e lo imponeva come futuro dirigente o parlamentare». Il diretto interessato ha confermato: «Ho avuto tre, quattro uomini che ho amato molto».
    A Pannella si perdonava la debolezza estetizzante di puntare su giovani presidenti o segretari che, alle doti intellettuali, unissero una grazia efebica, da Francesco Rutelli a Giovanni Negri, da Daniele Capezzone a Marco Cappato. Non sembrerebbe il massimo, come metodo di selezione politica. Da Gaetano Quagliariello, militante radicale oggi disperso in un gruppetto parlamentare di cui non rammento neppure il nome, il patriarca si fece trovare nudo e piagnucolante nella vasca da bagno: «Vorresti dimetterti proprio ora e lasciarmi così? Non ti rendi conto del dolore che mi dai?». L’attuale senatore non riuscì a proferire parola: «Capii solo che dovevo sottrarmi e scappare», confessò anni dopo. Sull’ultimo degli angeli custodi di Pannella, il Corriere ha scritto: «Quando Matteo è entrato nella vita di Marco si è subito parlato del “nuovo pupillo” del leone d’Abruzzo, e si è detto che per colpa di questo “pupillo” Emma Bonino fosse stata addirittura cacciata dal Partito radicale. In un amen».
    Ecco, qui tocca parlare anche di lei, la creatura più riuscita del demiurgo contestatore, quella che papa Bergoglio ha citato «tra i grandi dell’Italia di oggi», ignaro del fatto, mi auguro, che costei nell’Italia di ieri (1976) svuotava uteri con una pompa per bicicletta, smaltiva i feti smembrati in un barattolo vuoto di marmellata e questo le sembrava «un buon motivo per farsi quattro risate» insieme alle sventurate che aveva appena aiutato ad abortire con tale metodo.
    Mi ha raccontato Quinto – mai smentito in proposito – che per la sola campagna Emma for president, lanciata nel 1999 allo scopo di far candidare la sua beniamina al Quirinale, Pannella spese 1,5 miliardi di lire: «All’annuncio che Marco voleva la sua cocca sul Colle, lei svenne – o fece finta di svenire, non s’è mai capito bene – durante una riunione notturna in un albergo del Trevigiano».
    Il monarca assoluto dalla criniera bianca sperperò un mare di quattrini nel disegno megalomane e fallimentare del Partito transnazionale, che aveva 20 sedi, una perfino a Baku, nell’Azerbaigian. Spedì Quinto a lavorare in quella di New York. «Fu lì», mi ha spiegato l’ex tesoriere radicale, «che vidi i solidissimi rapporti esistenti fra Bonino, frequentatrice assidua del gruppo Bilderberg, e lo spregiudicato finanziere George Soros, il quale nel 1999 ci prestò 1 miliardo di lire. E fu lì che lessi il fax inviato da Pannella alla stessa Bonino quando la fece nominare commissaria europea nel 1994: “Cara principessa, ora tutti s’inchineranno ai tuoi piedi”».
    Si sa come vanno certe cose, basta aver visto Cenerentola. Un’anziana Fata Smemorina, la formula rituale «bibbidi bobbidi bu» e, oplà, una zucca (magari vuota) si trasforma in carrozza. Pannella lo ha fatto anche con la pornostar Ilona Staller, trionfalmente introdotta per via elettorale nel luogo dove più abbondano i Cicciolini, Montecitorio.
    Ha cercato di ripetere l’exploit con il venerabile maestro della loggia P2, forse suggestionato da Giorgio Gaber, che nel monologo L’abitudine recitava: «Io, se fossi Licio Gelli, mi presenterei nelle liste del Partito radicale». Il burattinaio della massoneria deviata fu davvero sul punto di essere candidato. «Il figlio Maurizio ebbe vari incontri con Pannella a Roma in un albergo di via Veneto», mi ha rivelato Quinto. «Posso testimoniare che Gelli junior è stato un grande finanziatore del partito».
    MiL - Messainlatino.it: Pannella vero e Pannella finto


    Il simbolo della “quarta rivoluzione”
    MARTINO MORA
    Giacinto Pannella detto Marco non era soltanto un uomo. Era un simbolo. Era il simbolo, in Italia, della quarta Rivoluzione, cioè di quel fenomeno che possiamo sintetizzare in due celebri slogan sessantottini: “proibito proibire” e “godere senza ostacoli”. Pannella era il simbolo del post-Sessantotto depurato dall’anticapitalismo, quindi nella sua pura essenza.
    Sostenitore del divorzio, dell’aborto, degli esperimenti sugli embrioni, della liberalizzazione delle droghe, dell’eutanasia, della libera sodomia, della depenalizzazione dell’incesto, dell’immigrazione di massa, dell’abolizione dell’ergastolo, particolarmente “aperto” nei confronti del fenomeno della pedofilia, si è sempre definito “liberale, liberista, libertino e libertario”. Pannella riconobbe lucidamente che la società dei consumi, ben lungi da essere “repressiva”, liberava gli istinti delle masse e di questi istinti faceva mercato. A sua volta ne fece mercato politico.
    A differenza di tante menti confusionarie a sinistra come a destra, Pannella il consumismo l’ha amato sempre e mai esecrato, consapevole del suo ruolo dissolutore. Globalista, americanista, sionista, non ha mai finto di combattere il regno di Mammona. Il pannellismo allo stato puro non è molto diverso dall’ideologia dei Gates, degli Zurckenberg, dei Rockefeller, dei Bloomberg e dei Soros (quest’ultimo anche generoso finanziatore del Partito Radicale).
    Il suo quasi unico merito si riduce nell’avere umanizzato – attraverso il suo istrionico e a tratti simpatico narcisismo estremo – il cinismo spietato dell’ideologia dominante, il cui slogan potrebbe essere “egoisti di tutto il mondo unitevi”. Nemico del sacro, della trascendenza, del legame sociale, dell’afflato comunitario, delle identità, delle radici, delle tradizioni, umanizzava nel suo istrionismo quel processo implacabile di massificazione e di emancipazione da tutti i vincoli umani e trascendenti così freddamente interpretato dalla sua arcigna sodale Emma Bonino.
    Infine occorre riconoscere che Giacinto Pannella detto Marco muore da vincitore. Non solo perché l’ex Pci è divenuto – realizzando la nota profezia di Augusto Del Noce – il Partito Radicale di massa, come attesta anche la legge sulle unioni (in)civili. Ma perché la sua cultura politica nichilista si è imposta sia destra che a sinistra. L’estrema liberazione dell’individuo da ogni legame religioso, etnico, familiare e persino biologico procede inarrestabile a livello mondiale.
    Possiamo solo sperare, pregando e lottando, che si fermi. E inizi la riconquista.
    Il simbolo della ?quarta rivoluzione? - CCC - Confederazione Civiltà Cristiana

 

 
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