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  1. #2111
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La proposta di Morcone per i migranti. Lavori socialmente utili, poi un posto pubblico | L'Indipendenza Nuova

    di SERGIO BIANCHINI – Qualcosa sta maturando nei livelli alti del potere politico e subito dopo la Gabanelli ecco uscire allo scoperto Mario Morcone, capo del dipartimento immigrazione del Ministero dell’Interno. E quindi un discorso su indicazione diretta ma come sempre subdola del ministro stesso e del governo.
    Quale è la sua idea? Sembra proprio complementare a quella della Gabanelli, infatti non parla delle quantità e dei costi ma della modalità di gestione dei migranti DOPO la loro classificazione attuata nelle famose 400 caserme.
    Apparentemente è un’idea quasi popolare e cioè ”facciamo lavorare i migranti così si guadagnano le spese di accoglienza”. Ma ovviamente c’è il trucco, grande come una casa.
    Si darà lavoro in cambio di paghe diverse da quelle contrattuali sia ai rifugiati riconosciuti, sia agli altri “che abbiano fatto domanda di accoglienza” cioè tutti. E l’accettazione del lavoro da parte di questi ultimi sarà un modo per avere comunque l’accoglienza anche in mancanza del requisito base di rifugiato. Ciò avverrà considerando la “buona volontà” come base del PERMESSO UMANITARIO fino ad oggi usato solo per casi estremi.
    Quindi tutti i “prelevati” saranno garantiti ed il problema dei respingimenti di quel famoso 60 % senza requisiti assolutamente superato.
    Ma quali lavori saranno assegnati ai migranti?
    Quelli “ socialmente utili” cioè parte dei lavori pubblici svolti dai comuni e da altre pubbliche amministrazioni. Si citano realtà già in atto con cooperative convenzionate per il verde pubblico, assistenza agli anziani, volontariati vari dove in alcuni casi la sede operativa è nei locali comunali stessi. Ma si indicano anche interi settori economici come agricoltura e costruzioni.
    Quindi alla luce dell’esperienza, del funzionamento delle esperienze di precariato, dei diritti acquisiti e delle procedure giuridiche a cui siamo abituati è aperta ufficialmente la via per DARE AI MIGRANTI I POSTI PUBBLICI. Bypassando la clausola oggi vigente del concorso pubblico riservato agli Italiani o agli Europei.
    Avevano tentato varie volte di superare questo muro intorno ai posti pubblici ma evidentemente adesso hanno deciso di farlo. Anni fa proposero di assumere nell’esercito gli albanesi, poi qualcuno parlò di settori della pubblica sicurezza affidati ad extracomunitari per interagire meglio con gli stranieri. Poi ci fu il caso dell’azienda tranviaria di Milano dove cercarono di far assumere ope legis un precario extracomunitario bypassando la clausola della cittadinanza italiana prevista dal regolamento degli anni ‘30.
    Forse l’impopolarità del passaggio fino ad oggi li aveva fermati e il monopolio meridionale sui posti pubblici era ancora invalicabile.
    Ma adesso evidentemente hanno deciso. Il sindacato cosa dice? Per ora silenzio assoluto.
    Continueremo a seguire la vicenda che sta per prendere direzioni non più improvvisate ma clamorosamente penetranti non solo nella superficie ma nei tessuti profondi e persino ossei della società italiana.

  2. #2112
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Certo che l’M5S si è preso il peggio del peggio da governare, se riescono anche solo a sopravvivere diventano leggenda.
    Sto parlando del rapporto delle corti dei conti sui debiti VERI delle regioni, ovvero del debito netto dopo avere mondato i bilanci dai crediti inesigibili (tipo multe fatte 10 anni fa a gente ormai defunta, cose così).
    Guardate questa tabella:

    Ovviamente al primo posto per debito regionale pro-capite c’è il Lazio e… sarà anche peggio perchè i dati del Lazio sono del 2014 e non del 2015, la nota efficienza di quella regione è diciamo … la più subottimale di tutte.
    Dopo il Lazio, ti aspettersti la Sicilia o altre regioni del sud e invece chi ti spunta?
    Il Piemonte!
    Un vero cancro di debiti formatisi principalmente con le amministrazioni rosse (ovvio) e tuttavia anche il leghista Cota (per nulla compianto) non ha scherzato affatto nel fare la sua parte.
    In fondo, tra socialismo (PD) e nazional-socialismo (Lega) cambia poco da quel punto di vista.
    In totale il debito vero delle regioni italiane a fine 2015 ammonta ad almeno 33 miliardi di euro (saranno di più con la ricognizione dei conti del Lazio).
    Un disavanzo che negli anni passati era stato mascherato dai “residui attivi” ovvero crediti inesigibili, tasse, multe, concessioni non più monetizzabili (o inventate di sana pianta per truccare i bilanci come in Sicilia).
    X




    <a href="http://adx.4strokemedia.com/www/delivery/ck.php?n=afd6a981&cb=INSERT_RANDOM_NUMBER_ HERE" rel="external nofollow" title="" class="ext-link"><img src='http://adx.4strokemedia.com/www/delivery/avw.php?zoneid=1920&cb=INSERT_RANDOM_NUMBE R_HERE&n=afd6a981' border='0' alt='' /></a>
    dal Sole 24 Ore
    Un totale di 33 miliardi di disavanzo. È il risultato da brividi mostrato dai bilanci delle Regioni dopo essere stati esaminati al microscopio dalle sezioni territoriali della Corte dei conti: un risultato che mette una seria ipoteca sulle possibilità future per molte Regioni di mettere in campo le politiche di sostegno al welfare e di spinta alle imprese che sarebbero essenziali per rivitalizzare l’anemica crescita italiana. Ma andiamo con ordine, perché il tema è ad alto tasso tecnico ma ha ricadute molto concrete sul mix di tasse e servizi che anima il rapporto fra i cittadini e la loro regione.
    I numeri, prima di tutto: sono quelli scritti nei rendiconti 2015 esaminati dalle sezioni regionali della Corte dei conti; in qualche caso, visti i ritardi nell’approvazione dei consuntivi, si è dovuto far riferimento agli anni precedenti, e il risultato complessivo dell’anno scorso potrà quindi rivelarsi addirittura peggiore. Ma che cosa ha fatto esplodere in tutta la loro evidenza i disavanzi regionali, cioè i saldi negativi fra le entrate e le uscite dell’anno?
    Tolti gli innocui “disavanzi tecnici”, prodotti dal debito autorizzato ma non contratto come accade per esempio in Lombardia ed Emilia Romagna, alla base del fenomeno ci sono due fattori. Il decreto Monti del 2012 ha aperto alla Corte dei conti le porte dei bilanci regionali, che prima vivevano in splendida autonomia (le Regioni non avevano nemmeno l’obbligo di farsi controllare da revisori dei conti professionisti) e oggi sono sottoposti al «giudizio di parificazione», cioè all’esame dei magistrati contabili sulla legittimità e sulla correttezza delle scelte. Nei conti del 2015, poi, l’analisi della Corte dei conti si è dovuta esercitare sull’applicazione a regime della riforma della contabilità, con le nuove regole che guidano la formazione dei bilanci di Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni. La riforma poggia su centinaia di pagine di principi contabili, lettura ostica anche per gli addetti ai lavori, ma ha un obiettivo semplice: pulire i bilanci locali dalle entrate che non si trasformano in incassi reali, oltre che dalle spese prive di pezze d’appoggio valide, per fotografare la situazione reale dei conti. Il punto chiave è naturalmente offerto dalla cancellazione delle entrate tenute in bilancio solo per abbellire il risultato finale, senza che però ci sia più la possibilità concreta di incassarle: la loro pulizia ha abbattuto i risultati di amministrazione, e la Corte dei conti ha fatto il resto correggendo in molti casi al ribasso i numeri proposti dalle Regioni.
    Per avere un riassunto efficace degli effetti di questa novità basta fare un salto in Sicilia. Il risultato a fine 2014, prima della cura, era positivo per 6,4 miliardi, dopo il «riaccertamento dei residui», cioè il nome tecnico della pulizia dei conti dalle voci da spostare o cancellare, si è trasformato in un rosso da 1,9 miliardi che a fine 2015, calcolate anche le somme vincolate o accantonate per effetto delle nuuove regole, è sfociato in un disavanzo da poco meno di 7 miliardi. Gli stessi magistrati contabili siciliani, presentando i dati, hanno riconosciuto alla Regione il merito di una «ripulitura epocale» del bilancio, spiegando però che «il problema ora è nel futuro», perché l’obbligo di coprire a rate il disavanzo «potrebbe mettere a rischio il concreto esercizio delle funzioni fondamentali e la destinazione delle risorse verso i necessari investimenti».
    Già, perché disavanzi di questa portata porterebbero dritte al dissesto le Regioni “colpite”, per cui la riforma offre fino a 30 anni di tempo per ripianarlo. Lo stesso orizzonte è quello concesso alle Regioni per restituire al ministero dell’Economia le anticipazioni da oltre 20 miliardi concesse negli anni scorsi per pagare i debiti con i fornitori: in pratica, è come se le Regioni avessero firmato due maxi-mutui, però non per finanziare nuovi investimenti ma per ripianare le magagne del passato.
    Entrambi i colpi, quello inferto dalla riforma e quello prodotto dalle anticipazioni, si sono manifestati in Piemonte: spulciati i numeri torinesi, la Corte dei conti ha fissato a 7,26 miliardi il deficit piemontese, frutto anche di un bubbone nei conti che nella ricostruzione dei magistrati risale all’epoca Bresso (la presidente di centrosinistra che ha guidato la Regione dal 2005 al 2010) e cresce con il leghista Roberto Cota, non senza la complicità dei tavoli tecnici governativi dell’epoca. Tornata a sinistra con Chiamparino, la Regione evita il dissesto solo grazie alla possibilità di spalmare in 30 anni extra-deficit e anticipazioni, ma ovviamente si lega le mani con le rate di ammortamento. «Per anni la Regione ha speso molto più di quanto avrebbe potuto in base alle sue entrate – ha sintetizzato con efficacia il procuratore regionale della Corte dei conti, Giancarlo Astegiano – e ora deve destinare elevate risorse al pagamento dei debiti pregressi anziché al sostegno di chi versa in stato di bisogno, al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi sociali, allo sviluppo dell’economia locale».
    Proprio le anticipazioni sblocca-debiti sono alla base del super-disavanzo del Lazio, che la Regione aveva indicato in 2,9 miliardi e la Corte ha invece “corretto” portandolo a quota 10,9 miliardi. Attenzione, però, perché i numeri in questo caso riguardano il 2014, e a fine anno si conoscerà con la parificazione del consuntivo 2015 anche l’impatto della riforma.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2113
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Due tendopoli a Pescara e Arquata Tronto - Cronaca - ANSA.it

    Gli hotel "liberi" sono già tutti al soldo dei politici per i loro loschi affari con i clandestini.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2114
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Gli onorevoli del congiuntivo. Quando la grammatica è potere agli asini | L'Indipendenza Nuova

    Avete fatto recentemente mente locale quando parla un politico, invece di mandare il vostro cervello in vacanz , stanco di ascoltare una valanga di parole senza senso?
    Fate con pazienza un po’ di ascolto! Vi accorgerete che più chiacchierano e meno producono.
    Facciamo una breve analisi dei punti chiave.
    Lingua italiana.
    Specie se si tratta di politici del Sud, l’italiano è un optional. Ma anche quelli del Nord si difendono bene per strafalcioni e povertà lessicale. Difficile distinguere tra la banda del congiuntivo e quella dell’imperfetto costante.
    E mi riferisco non alla pronuncia, ma esclusivamente alla logica, alla grammatica ed alla sintassi.
    Il famoso congiuntivo è addirittura ignorato, mentre la coniugazione dei verbi raggiunge il livello del ridicolo.
    L’impostazione del discorso è scesa ormai sul piano di Twitter. Quasi sempre monofrasi: soggetto spesso con difficoltà a capire quale è) , verbo, complemento oggetto e basta!
    E le frasi sono spesso scollegate, rimanendo ognuna al livello del flash.
    E la logica?
    A catafascio con le premesse, dato che queste dovrebbero essere cose certe, assodate, mentre vengono spesso propinate come tali anche se sono quasi sempre costituite da opinioni.
    E quindi le conclusioni sono sistematicamente fondate sul nulla.
    Abbiamo pescato tre esempi tra i tanti prodotti da autentici campioni nella produzione di aria fritta.
    Cominciamo con RENZI, discorso tenuto alla direzione del PD il 9 giugno 2015
    Il video del discorso di Renzi alla direzione del PD - Il Post
    Se ascoltate attentamente il suo discorso vi accorgete che lancia una serie di semi-slogan, senza un collegamento che porti a conclusioni importanti.
    Volete la controprova?
    Registrate il discorso, scrivetelo! E poi leggetelo.
    Togliendo con la scrittura ogni enfasi del discorso, ogni variazioni del tono vocale ed ogni gestualità, rimarrete sorpresi della scarsità concettuale.
    E’ come se io dicessi di seguito: “vorrò vincere al totocalcio” ; “ farò in modo di poter andare in vacanza alle Maldive”; “opererò per comprami una Ferrari”.
    E via discorrendo.
    Ed ora un altro maestro del vuoto : D’ALEMA
    https://www.youtube.com/watch?v=AowTgxkIGv0
    A parte il tono di voce di costante meraviglia per l’evidente (solo per lui) “inferiorità” degli ascoltatori e che sembra dica, ad ogni passo: “vieni qua bambino che ti libero, almeno in parte della tua ignoranza!” . La lettura (e non più l’ascolto) del discorso evidenzia il vuoto di contenuti.
    Ecco ora VENDOLA!
    Ricorda molto da vicino le famose “convergenze parallele “ di un suo conterraneo.
    Per risparmiare al lettore una noia profonda basta citare un passo di uno dei tanti discorsi
    La sinistra deve fondere l’afflato della democrazia con la carne dell’esperienza, contrastando in utroque iure non solo i sintagmi convalescenziari, ma anche la malvagità contro i corpi condivisi che è connessa con la nullificazione degli eurocrati: è una scarnificazione sistematica del limite del nichilismo, perché dentro il recinto della simultaneità non esiste una risposta quintessenziale.
    Sfido l’A. a spiegare il contenuto della frase.
    Si evidenziano poche idee, in compenso confuse, espresse con vocaboli scelti a caso da un corredo di termini rimbombanti.
    Giunti a questo punto vale la pena di citare, per un confronto, due esempi di persone che, senza rifugiarsi in parole e frasi senza senso parlavano sistematicamente con uno stile assolutamente comprensibile, nonché linguisticamente corretto.
    Vogliamo analizzare i discorsi di due persone colte e serie?
    E confrontarli con quanto sopra?
    CICERONE
    Ecco un violento discorso di Cicerone contro Catilina
    Dissi io in Senato che avevi deciso di massacrare gli Aristocratici il 28 ottobre, giorno in cui molti dei cittadini principali sono fuggiti da Roma non per cercare scampo ma per fermare i tuoi piani. Puoi forse negare che proprio quel giorno, bloccato dalle misure difensive non hai potuto attentare allo stato ?
    Ormai capirai che sono più astuto io nel vegliare sulla sicurezza dello stato che tu sulla sua rovina. Denuncio che l’altra notte ti sei recato in via dei Falari in casa di Marlo Leca dove si erano riuniti molti complici della tua scelleratezza. Osi negarlo? Perchè taci? Te lo dimostrerò se neghi. Vedo infatti che qui ci sono molti uomini che furono con te. O dei immortali! In che città siamo? Che governo abbiamo? Qui sono in mezzo a noi questi, padri conscripti, in questa assemblea che è la più sacra,la più autorevole sulla terra, individui che meditano la morte di tutti noi, la fine di questa città o piuttosto la fine del mondo intero.
    Io il console li vedo e chiedo loro parere su questioni politiche: uomini che bisognerebbe fare a pezzi con la spada, non li feriscono nemmeno con la parola.
    DE GASPERI
    https://seieditrice.com/nella-nostra..._DeGasperi.pdf
    In un momento di estrema drammaticità per l’ Italia il primo Ministro, umilmente, ma con grande dignità, senza vanterie o inutili sfide esprime quello che sente, in lingua, logica e connessione, delle frasi perfette.
    Imparino, se ne sono capaci, i vacui ciarlatori di oggi!

  5. #2115
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Quante pretese!
    Questi sono imparati nel rubare, non per niente fanno i politici.
    E poi, diciamocela tutta, la squola itagliana invasa da terroni sinistri, non è più in grado di imparare il congiuntivo.
    Per mancanza di conoscenza.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #2116
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Un po' di attualità.
    Forse sarebbe il caso di riprendere certi 3D sui terremoti.
    Pare che ci sia in atto un tentativo di discussione su internet, subito in buona parte eliminato (paese libero!), sulla questione del terremoto artificiale.
    Un tipo che si occupa da anni di queste cose ha postato la sera prima le immagini dai satelliti che dimostravano nella zona del sisma una fortissima concentrazione di onde elettromagnetiche di stampo militare, richiamando l'attenzione, e l'allarme, su quello che definiva "tsunami elettromagnetico".
    Casuale, profetico o realista?
    Io di mio posso solo dire che una persona che conosco ha messo su FB qualcosa circa l'argomento e dopo solo due minuti due gli è stato cancellato.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #2117
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Uhm...ho letto da qualche parte che i terremoti possono essere provocati artificialmente - ovviamente con esplosioni nucleari, ma di sicuro anche con altri metodi - però nelle materie scientifiche sono piuttosto debole. Noto però - sempreché i dati siano veri - che non si è trattato di un terremoto particolarmente forte, circa 6,0 della scala Richter, e con case costruite decentemente e/o moderne non ci sarebbero stati troppi danni.

    Cmq se fosse stato un esperimento militare perché farlo proprio lì...a meno che non si sia trattato di un esperimento di cui si è perso il controllo. D'altra parte la zona è notoriamente sismica, e quindi che ci sia stato un terremoto non è per nulla strano. Al limite è stato più inconsueto il terremoto nel modenese di qualche anno fa.

  8. #2118
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Riguardo allo tsunami elettromagnetico ho trovato questo: Tutti quelli che oggi scoprono di aver previsto il terremoto ad Amatrice, Accumoli e Arquata - neXt Quotidiano

    leggendo velocemente sembra che queste concentrazioni di onde elettromagnetiche sia indice di un imminente terremoto.

  9. #2119
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da carter Visualizza Messaggio
    Uhm...ho letto da qualche parte che i terremoti possono essere provocati artificialmente - ovviamente con esplosioni nucleari, ma di sicuro anche con altri metodi - però nelle materie scientifiche sono piuttosto debole. Noto però - sempreché i dati siano veri - che non si è trattato di un terremoto particolarmente forte, circa 6,0 della scala Richter, e con case costruite decentemente e/o moderne non ci sarebbero stati troppi danni.

    Cmq se fosse stato un esperimento militare perché farlo proprio lì...a meno che non si sia trattato di un esperimento di cui si è perso il controllo. D'altra parte la zona è notoriamente sismica, e quindi che ci sia stato un terremoto non è per nulla strano. Al limite è stato più inconsueto il terremoto nel modenese di qualche anno fa.
    Infatti su quello si era parlato a lungo qui sopra.
    Ma non stupirti se si parla come artificiale anche di questo.
    Mala tempora currunt!
    A volte i ventottenni troppo furbetti sono da castigare.
    E chi lo può fare...
    La Merkel sta facendo fare scorte e ripristina la leva obbligatoria.
    Mutandoni di latta!
    E che non siano cinesi.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #2120
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da carter Visualizza Messaggio
    Riguardo allo tsunami elettromagnetico ho trovato questo: Tutti quelli che oggi scoprono di aver previsto il terremoto ad Amatrice, Accumoli e Arquata - neXt Quotidiano

    leggendo velocemente sembra che queste concentrazioni di onde elettromagnetiche sia indice di un imminente terremoto.

    ho trovato la risposta scientifica, me l'ha inviata via email Niki Vendola:

    Citazione Originariamente Scritto da niki vendola Visualizza Messaggio
    La sinistra deve fondere l’afflato della democrazia con la carne dell’esperienza, contrastando in utroque iure non solo i sintagmi convalescenziari, ma anche la malvagità contro i corpi condivisi che è connessa con la nullificazione degli eurocrati: è una scarnificazione sistematica del limite del nichilismo, perché dentro il recinto della simultaneità non esiste una risposta quintessenziale.

 

 
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