Marpionne a Ginevra (nel senso che ha parlato in quella città...): "In Ferrari fino al 2021".
Almeno ora sappiamo da quando tornerà a vincere.


Marpionne a Ginevra (nel senso che ha parlato in quella città...): "In Ferrari fino al 2021".
Almeno ora sappiamo da quando tornerà a vincere.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Italia a caccia di ricconi: favori fiscali a chi sposta residenza | Wall Street Italia
La diminuzione delle tasse secondo il PD.
Per "quelli".
I loro padroni.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Governo vaglia misure taglia debito con privatizzazioni | Wall Street Italia
Per noi invece rimane solo la svendita dei pochi gioielli rimasti.
Anche questa per favorire, ovviamente, "quelli".
Brutta cosa dover governare dopo Monti-Letta-Renzi.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Meno tasse ai giovani, rincari per anziani: la proposta | Wall Street Italia
Gli unici ancora spremibili.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Tutti in pannolino, impazza la moda degli asili nido per adulti
di Massimo Chiaravalli
Tornare bambini si può. Più che una sindrome da Peter Pan però, si tratta di una regressione. Anche mentale. Roma, Milano, Verona, Napoli: ecco gli asili nido per adulti. Una giornata in pannolino? Si può fare, e all’occorrenza te lo cambiano pure. Riposare in una maxi culla? Idem.
L’invito della AB nursery è esplicito: «Volete recuperare l’ingenuità e la spensieratezza tipica dei bambini, lasciando da parte per un giorno tutte le vostre responsabilità? E’ il posto che fa per voi». A Roma hanno già organizzato eventi speciali prima e dopo Natale. I prossimi due saranno a Verona il 19 marzo (pare che la data sia già sold out) e a Milano il 2 aprile. All’ombra di Romeo e Giulietta o della Madonnina.
Cos’è l’adult baby nursery? «Un evento sereno e giocoso a disposizione di tutti i bambini adulti italiani che vogliano trascorrere del tempo giocando, cantando, ascoltando storie e interagendo con le maestre. Saranno accolti bambini/e per un massimo di 6 per appuntamento».
Il kit del perfetto adulto bambino prevede pigiamone, ciabattine (ma si può stare anche a piedi scalzi), tutone, felpette. E se il baby adulto ha paura di essere scoperto? Pensano a tutto gli organizzatori, dalle tutine colorate ai pannolini.
C’è perfino la scaletta della giornata tipo, che ovviamente è a pagamento: dalle 11,30 alle 12 accoglienza e giochi; dalle 12 alle 13 coccole, disegno e lavoretti; dalle 13,30 alle 14 pappa & cartoon; dalle 14 alle 16 riposino, coccole e igiene; e per chiudere coccole e saluti finali. Chi lo ha provato ne è rimasto entusiasta: «E’ stato fantastico, così tanto che al momento non sono quasi riuscito a razionalizzarlo, (forse anche per l’imbarazzo). Però mi è rimasto un ricordo indescrivibile», scrive un adult baby sul sito della AB nursery.
Una cosa gli organizzatori la chiariscono subito: chi pensa a qualcosa di sessuale è fuori strada. «Durante il cambio del pannolino non ci sarà contatto con le parti genitali. Ricorda che alla AB Nursery sei un bambino, e come tale sarai trattato. Comportamenti e commenti fuori luogo, esplicitamente volgari o che creino problemi alle maestre saranno causa di allontanamento dall’asilo». Bebè avvisato mezzo salvato.
Tutti in pannolino, impazza la moda degli asili nido per adulti
Adult baby La vita senza responsabilità
di Roberto Marchesini
Ci stavo riflettendo qualche giorno fa. In Italia non ci sono più uomini né donne. Ci sono solo ragazzi e ragazze. «Ciao, ragazze!», «Ci si vede, ragazzi!». Le parole uomo e donna sono scomparse, e non per effetto del gender.
Uomini e donne sono persone con una identità, un pensiero, hanno uno scopo nella vita, ne percepiscono la gravità. Per questo sono «seri». Si assumono le loro responsabilità, sanno che l'esistenza non è un gioco. Ragazzi e ragazze sono persone spensierate; perché i pensieri ce li hanno gli altri. Si divertono; anche se, non essendo impegnati in nulla, non ne avrebbero bisogno. Non hanno preoccupazioni né responsabilità; altri se ne occupano per loro. La loro è una vita leggera, al contrario di quella gravosa di uomini e donne.
Non è una questione anagrafica; è proprio un tipo umano diverso. Ci sono sempre stati dei riti di passaggio che chiudono la vita dei ragazzi e danno il via a quella degli uomini: il servizio militare, il lavoro... Adesso la leva è stata abolita, e il lavoro «... dev'essere divertente... mi devo realizzare... non si può mica lavorare per vivere...».
Così ragazzi e ragazze non hanno più la possibilità di diventare uomini e donne. Ma l'involuzione della specie non si arresta, è un processo continuo.
Così scopriamo l'esistenza degli «adult baby»; in inglese, perché bambocci è offensivo. E di posti nei quali, per 35 euro al giorno, possono essere accuditi con ciuccio, biberon e pannolino. Adult baby, bambini adulti. Adulti solo anagraficamente, certo. «Non siamo depravati e il sesso non c'entra», assicurano.
Qualcuno potrebbe storcere il naso; io ci credo. Leggiamo con attenzione in cosa consiste questa faccenda: «[...] nessuna decisione da prendere o scadenze da rispettare, nessuno che si aspetti qualcosa. La mente si sgombra e si torna bambini». In una parola: irresponsabilità.
La responsabilità è la capacità di rispondere delle proprie azioni. Ho fatto qualcosa? Ne rispondo. Ho preso una decisione? Ne pago le conseguenze. Questo fanno gli adulti, ed è questo che li differenzia dai bambini (per i quali risponde sempre qualcun altro).
La responsabilità è un peso, un fardello, è vero. Perché la vita è una cosa seria, tragica; non un gioco. Come possiamo pensare che, educando i ragazzi come se la vita fosse solo divertimento, da un giorno all'altro possano accettare la lotta, il sacrificio, il martirio quotidiano che la vita richiede?
Ecco i nuovi diritti: niente responsabilità, niente discorsi d'odio (cioè niente realismo), niente immagini cruente (i bambini abortiti), niente che possa ledere la beanza di questi adult baby. Sesso senza responsabilità, giocattoli ipertecnologici incollati alla mano, divertimenti senza limiti né confini. Nursery per proteggere questi piccoli e feroci innocenti dalla serietà e dalla gravità della vita (negli USA le chiamerebbero safe space).
Poi, un giorno, la responsabilità ti bussa alla porta. Hai guidato ad alta velocità, senza cinture, magari bevuto o fatto. Resti cieco e paraplegico. Il gioco è finito. Potrebbe cominciare la vita... ma no, troppo dolore. Meglio morire. Diranno «con dignità».
Adult baby La vita senza responsabilità
Addio maggiordomo, l'assassino ora è il pro family
di Andrea Zambrano
L’assassino non è più il maggiordomo. Svecchiamo anche il cliché dei gialli. Anche perché: chi ce l’ha più in casa un maggiordomo? Meglio puntare su categorie più rintracciabili nella società. Insospettabile, autorevole, rassicurante e rispettabile: un buon assassino deve avere queste caratteristiche sennò il caso viene chiuso alla prima pagina e addio divertimento. Facciamo un identikit? No, perché il finale sennò è presto detto.
Montalbano, fiction numero due della stagione andata in onda lunedì sera con il solito e giustificato codazzo di pubblico italico sdivanato. Merita, Luca Zingaretti è bravo, il format è rodato, dunque avanti così.
Su Rai Uno inizia la puntata “Come voleva la prassi”. Una povera ragazza viene trovata nuda ai piedi di un portone di un palazzo del centro storico di un paese siciliano. E’ morta: presenta ecchimosi, ferite, contusioni. Insomma è proprio messa male; arriva Montalbano che inizia a chiedere ai vicini di casa: mai vista e conosciuta. E ti pareva; poi il nostro segugio riesce a trovare una pista nel torbido mondo della prostituzione d’alto bordo; mentre scava tra le escort di lusso va a mangiare nel suo ristorante preferito sul mare dove tra un trionfo di crostacei e frutti di mare si imbatte nel telegiornale locale dove il sindaco del paese, che è anche parlamentare, risponde ad una domanda sui matrimoni gay: "Non è ammissibile che lo Stato italiano possa giustificare e ammettere il matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Noi siamo per una famiglia sana, tradizionale e che ha comune unico obiettivo la procreazione". Avercene di politici così, ma andiamo oltre.
Come vuole la prassi, verrebbe da dire, parafrasando il titolo della puntata: politico, siciliano, di chiara estrazione tardo-post-vetero democristiana, un po’ pingue. Guarda un po’: vuoi vedere che l’assassino è proprio lui, sobbalzano i telespettatori davanti alla tv?
Montalbano lo fissa con lo sguardo serio e pensoso, quello a cui ci ha ormai abituato quando chi gli sta davanti non lo convince per niente. Ma si va avanti. L’inchiesta prosegue, scava, scava e scava e del deputato, tale Palladino, che è anche il sindaco del paese, non c’è più traccia. Boh. Sarà stato un caso, forse un contentino alla legge non scritta dell’indottrinamento catodico delle masse in chiave gay friendly.
Dopo un’ora e quaranta di indagini la svolta: il commissario riesce ad avere un dvd misterioso che visiona davanti ai suoi colleghi. C’è una scena raccapricciante di orgia assassina, le ragazze tutte nude, i maschi coperti da un cappuccio massonico e le mascherine alla Eyes wide shut. Poi si vede una di loro che viene accoltellata da un manzo nel gruppo e subito dopo: eureka! Un uomo dalla corporatura possente si avvicina al corpo della donna per assicurarsi che sia morta, l’inquadratura indugia su una voglia che ha sul collo.
“Ma non è per caso il sindaco Palladino? - chiede Montalbano – quello che è contro i matrimoni gay ed è per la famiglia tradizionale e la patria?”, si chiede sardonico strizzando l'occhio al telespettatore. In fatto di agnizione finale, stavolta la penna di Andrea Camilleri ha partorito un escamotage davvero scontato, roba da commedia di Plauto. “Sì sì, è proprio lui”.
Come vuole la prassi. A quel punto a Montalbano non resta che andare a trovare il Palladino. Lo incontra mentre saluta i figli che vanno a scuola accompagnati dall’uomo della scorta, perché il cliché vuole anche un po’ di peculato. Consegna del dvd tra le mani tremanti del deputato scoperto, "si trovi un buon avvocato", "non provi a distruggerlo perché ne ho fatto altre dieci copie come voleva la prassi", manette e fine della puntata.
Morale della storiella: l’assassino della prostituta è il politico che si batte per la famiglia tradizionale e contro i matrimoni gay. Verrebbe da titolare: l’assassino è Giovanardi, se non fosse che è di Modena e non di Ragusa. Ma il senso lanciato dagli autori, e dunque da Camilleri che figura tra gli sceneggiatori anche della fiction, è presto detto: chi non vuole i matrimoni gay ha degli scheletri negli armadi. Vi staneremo tutti.
Ecco fatto, con tanto di canone già pagato, Montalbano è una produzione Rai, l’equazione che i politici che difendono la famiglia sono dei corrotti o dei mafiosi. E’ un vecchio cliché, ma stavolta c’è l'aggravante delle nozze gay, che da quel tocco di novità in più.
L’indottrinamento di mamma Rai a favore della cultura omosessualista, dopo trasmissioni ad hoc e fiction apposite, vira decisamente sul genere thriller: non basta più presentare l’omosessuale come elemento positivo della storia, bisogna stanare tutti quelli che non sono d’accordo. Come? Con una fiction amata e seguitissima, di buona qualità e molto politically correct, fin troppo.
Addio maggiordomo, l'assassino ora è il pro family


Dal resto camilleri non è proprio di destra , che schifo la kultura idagliana , prima ce ne liberiamo , meglio è .
Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .


https://it.notizie.yahoo.com/emilian...114918534.html
Roma, 9 mar. (askanews) - Andrea Orlando è snob nei confronti di Michele Emiliano, almeno secondo il presidente della Puglia. Durante la presentazione del suo programma elettorale, Emiliano usa l'aggettivo "epistemologico" e ne approfitta per una stoccata al ministro della Giustizia: "Orlando spesso sostiene che io sia populista e anche ignorante, in quanto terrone. Epistemologico lo dedico a Orlando...".
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Emiliano è magistrato e duosiciliano, quindi doppiamente ignorante.




Preferisci il Picio o la Ninna Nanna?
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


PREFETTO A PROCESSO: USAVA DIPENDENTI COME CAMERIERI PERSONALI
Multe annullate senza motivo a parenti e amici. Per questo motivo sono stati rinviati a giudizio, con l’accusa di abuso d’ufficio, l’ex prefetto di Rimini, Vittorio Saladino (un nome una garanzia), attualmente premiato dal governo che lo ha nominato commissario straordinario del Comune di Fermo, l’ex vice prefetto Giuseppe Puzzo e l’ex vice comandante della polizia municipale di Riccione Fabio Franchini.
A Saladino, noto a Rimini per il suo indefesso lavoro di importatore di finti profughi da sparpagliare in hotel, è contestato anche l’indebito utilizzo di un dipendente della prefettura con mansione di ausiliario tecnico, al quale in orario d’ufficio, veniva chiesto di portare a spasso il cane, accompagnare prefetto e moglie a fare la spesa, “oltre a farlo fungere – scrivono gli inquirenti – da cameriere in occasione di incontri del prefetto con i vari ospiti, occasioni nelle quali il dipendente pubblico su richiesta preparava la sala di rappresentanza, bibite e il caffè”. Tra le mansioni anche quelle di riscaldare il pranzo del prefetto quando la moglie non poteva.
I prefetti sono una casta parassitaria da eliminare. Burocrati dallo stipendio monstre impegnati solo nel portare avanti le direttive di un governo centrale – e in questo momento abusivo – contro i desideri degli eletti in ambito locale. Che rispondono in modo diretto ai cittadini.
PREFETTO A PROCESSO: USAVA DIPENDENTI COME CAMERIERI PERSONALI | VoxNews
FEDELI: “MIO MARITO LAVA I PIATTI”, E NOI LO PAGHIAMO 120 MILA EURO
Il ministro dell’Istruzione, in un’intervista al giornale di partito Repubblica, si esalta, rivendicando i risultati – a detta sua – del governo Renzi in materia di parità di genere: la norma contro le dimissioni in bianco, i finanziamenti ai centri antiviolenza, le misure per tutelare le donne che denunciano il partner violento. Lasciamo perdere, tutte marchette ai soliti ‘centri’ del PD.
Poi, in un attacco di Boldrinismo spinto: “I lavori in casa li facciamo sia io che mio marito, a parte l’aiuto di una persona per qualche ora a settimana. Quando riesco cucino io, ma lui lava i piatti. E la spesa la fa sempre lui.”
Il marito di Valeria Fedeli, ex dirigente Cgil, è un senatore della precedente legislatura, tal Achille Passoni, pure lui ex dirigente Cgil con il quale andrà in pensione rigorosamente “d’oro” con relativi lauti vitalizi.
Come se non bastasse, il coniuge della Fedeli è stato ulteriormente gratificato dal governo Renzi con un altro, non meglio precisato, incarico di “soli” 120 mila euro, consulenza segnalata e mai smentita su la Stampa.
Intanto la signora Fedeli – non laureata come erroneamente si era presentata – è pure il membro del governo con il più alto reddito, notizia delle ultime ore.
Un po’ tanti 120 mila euro per fare la spesa al ministro.
Fedeli: ?Mio marito lava i piatti?, e noi lo paghiamo 120 mila euro | VoxNews
I tempi cambiano
Pubblicato da Berlicche
Mi ricordo, parecchi anni fa, che ogni tanto i giornali davano notizie di genitori poverissimi che vendevano i loro figli a qualche ricca coppia.
Fossero contadini calabri o zingari, i parenti degeneri erano additati al disprezzo universale. Come si poteva pensare di dare la propria prole in cambio di denaro? E quei ricconi, come osavano rompere il legame tra madre e figlio? Che cosa ci volevano veramente fare con quella creatura?
I titoli erano su più colonne, la condanna unanime.
Poi i tempi sono cambiati. Notizie del genere sono diventate sempre più rare, e poi sono sparite.
Forse non c’è più quella povertà, si può pensare, o c’è maggiore coscienza. Magari al pubblico non interessa più. Oppure quei ricconi hanno trovato altre strade.
Adesso sui giornali si possono leggere di nuovo notizie simili. Ma, a differenza di un tempo, sembra che quelle vendite risultino molto più simpatiche, quasi dovute; anzi, ci si indigna che qualcuno – evidentemente rimasto fermo ad un’altra era – si possa indignare.
Non si capisce più dove sia il reato; in fondo, si dà soddisfazione a due bisogni e la trattativa commerciale è diretta. Al limite si potrebbe discuetere sull’IVA. La mamma non è più un ostacolo; anche perché pare che in fondo non serva, dato che ambedue gli acquirenti sono spesso inadatti fisicamente, nonostante la buona volontà, a svolgere tale compito.
Adesso che grazie a giornalisti e giudici abbiamo capito cos’è davvero importante e che non ci si deve preoccupare più tanto del benessere del pupo, è ora di pensare alle prossime leggi.
Perché se gli adottanti hanno diritto alla felicità di comprarsi un bambino, quando quello stesso bambino non darà più loro la felicità – capricci, troppe spese, adolescenza – logicamente verranno a cadere le premesse. Quindi è del tutto naturale che se ne vogliano sbarazzare. In fondo, l’hanno comprato. Anche gli elettrodomestici hanno la garanzia e il diritto di recesso.
Se non vogliamo distruggere pure le leggi sull’abbandono di minore, io suggerirei di portarci avanti con i tempi e passare al prossimo step.
Che ne direste del bambino in leasing?
https://berlicche.wordpress.com/2017...empi-cambiano/
Lacrime di coccodrillo....
Scuola, Francesco Guccini: “Il maestro delle elementari oramai è protetto dal Wwf”
Gli studenti universitari “fanno degli errori clamorosi”, per questo bisogna intervenire “già’ dalle elementari”. È quanto sostiene Francesco Guccini, intervistato dall’agenzia Dire. Il cantautore e scrittore si occupa, tra l’altro, di lessicologia e etimologia e – fino alla meta’ degli anni ottanta – ha insegnato lingua italiana al Dickinson College a Bologna, scuola off-campus dell’Universita’ della Pennsylvania. Guccini parte dall’analisi del primo ciclo “che non sono più’ le elementari di una volta, quando il sistema forse era troppo feroce e classista”.[Mo va ban a cagher!]
Il cantautore modenese ricorda un episodio legato ad un diario di una zia, la sorella di sua mamma, “che lo tenne per tutta la vita, dove raccontava la storia della famiglia”. Ricorda, Guccini, la parte scritta quando la zia frequentava le elementari e aveva “una proprietà’ di linguaggio, nessun errore di sintassi, nessun errore di ortografia. C’era un senso”. Questo per dire che “le elementari di una volta insegnavano a leggere e scrivere bene”. [E a chi dobbiamo la sparizione delle elementari di una volta, caro il mio Francescone?]
Anche le scuole medie non sono più’ quelle di una volta: “Per andarci serviva l’esame di ammissione - spiega- Bisognava sapere l’analisi logica molto bene. Ora le medie sono obbligatorie “la maggior parte le fa e si parcheggia li’. È un bene, ma manca la base. Si commettono errori di grammatica ridicoli, grossolani”. [E a chi dobbiamo la sparizione delle medie di una volta, caro il mio Francescone?]
Ed e’ cosi’ che “arrivano alle università’ e fanno errori clamorosi, mi dicono amici che insegnano all’università’, impensabili per studenti universitari. È tutta la filiera che e’ un po’ sbagliata, in debito”. [E a chi dobbiamo la sparizione delle università di una volta, caro il mio Francescone?]
E Guccini vede anche un problema specifico nel mondo dell’istruzione: “Il maestro elementare ormai e’ protetto dal Wwf, non ne esistono piu’, sono come i panda. Lo stipendio e’ piccolo, non c’e’ prestigio sociale: una volta c’era il farmacista, il maresciallo dei carabinieri, il medico condotto e il maestro, erano personaggi all’interno della societa’ con notevolissima importanza.[Tutti personaggi odiati dai sinistrorsi, in quanto "borghesi" e "colonne dell'ordine costituito, da abbattere per instaurare la dittatura del proletariato e la società senza classi"....]
Oggi, ci sono solo maestre, che hanno un secondo lavoro. Fanno un po’ le mamme. Prima erano feroci. Ricordo miei compagni alle elementari che sanguinavano per le bacchettate in testa. Se succede ora, diventa un caso da prima pagina. Erano severissime, oggi sono troppo buone”. [Erano severe, ma giuste...]
Differenze anche all’università’: “Gli esami che facevo io erano pile di volumi, oggi riducono per non far faticare. Tempo fa leggevo chi diceva che i ragazzi non stanno attenti perché si annoiano. Ma come si annoiano?! È fatica studiare, uno non va in vacanza. Quando poi vanno fuori, capiscono che la vita e’ dura”.[Solo adesso lo capisci che il 6 politico e il 18 politico erano delle coglionate? Sbutinfiàn, bacaiàn e martóff!]
Scuola, Francesco Guccini: "Il maestro delle elementari oramai è protetto dal Wwf" - Oggiscuola
"Trionfi la giustizia proletaria"(cit.)
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