Pagina 251 di 456 PrimaPrima ... 151201241250251252261301351 ... UltimaUltima
Risultati da 2,501 a 2,510 di 4557
  1. #2501
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Manifesto blasfemo su Gesù: ma il giudice grazia l'Arcigay
    Chiesta l'archiviazione per il manifesto che promuoveva una festa al Cassero di Bologna. Uomini travestiti da Gesù mimavano pratiche sessuali con una grossa croce
    Giuseppe De Lorenzo
    Era tutto uno scherzo. Una semplice burla in cui tre uomini vestiti da Gesù e due ladroni (con tanto di corona di spine) mimavano pratiche sessuali con una grossa croce infilata nel didietro.
    Blasfemia? Vilipendio? Offesa alla religione e ai tanti cristiani italiani? Macché: per il pm di Bologna il caso è da archiviare. E tanti saluti alle proteste contro l'Arcigay.
    Riavvolgiamo il nastro. Nel marzo del 2015 esplose un'enorme polemica a Bologna dopo che il Cassero, storico il circolo omosessuale legato all'Arcigay e "convenzionato" con il Comune, pubblicò sulla sua pagina Facebook una locandina per pubblicizzare la serata "Venerdì credici". Immagini di dubbio gusto, e che moltissimi considerarono offensive e fuori luogo. I consiglieri comunali Valentina Castaldini (Ncd), Marco Lisei (Fi) e il capogruppo alla Regione di Forza Italia, Galeazzo Bignami, presentarono un esposto in procura. Il procuratore aggiunto, Valter Giovannini, disse che avrebbe valutato le denunce "con attenzione". Ma ieri il pm Morena Plazzi ha archivato il tutto. La motivazione? Secondo la toga, quell'immagine non si tratta di vilipendio ma "espressione, in forme certo criticabili per la qualità dei contenuti umoristico-satirici, delle istanze culturali e sociali promosse dall'associazione". Uno scherzo, insomma. Solo una burla. Eppure l'Arcigay non la presentò come un vignetta ironica, spiegando che alcuni avevano deciso di "dissacrare o irridere un simbolo religioso": "Il conflitto tra comunità Lgbt e la parte politicizzata dei cattolici - disse il Cassero - preesiste alla nostra festa e alle famigerate immagini, questo è un dato indispensabile per comprendere perchè una persona omosessuale decida di dissacrare o irridere un simbolo religioso. Quel gesto rappresenta una liberazione rispetto a un simbolo che quelle persone percepiscono come oppressivo". Liberazione, dicono. Ma da cosa?
    L'allora Vescovo di Bologna, Carlo Caffarra, definì la locandina gay "libertà d'insulto" preludio della "fine delle democrazia". Aveva ragione lui.
    Infatti ciò che sorprende è come le associazioni gay, sempre pronte a gridre all'omofobia contro qualsiasi opinione non conforme al loro pensiero, non usino lo stesso metro di misura su immagini che potrebbero essere definite "cristianofobe". Immaginate una festa della parrocchia sul tema dell'amore etero pubblicizzata con una locandina in cui i fedeli deridono una coppia gay. Cosa farebbero le associazioni omo? Parlerebbero di omofobia. Ovvio. Per fare un esempio, nel 2015, Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center della Capitale, disse che i manifesti anti-utero in affitto affissi a Roma inducevano "all'omofobia". Ecco: questa disparità di trattamento è la morte della democrazia di cui parlava Caffarra. Ovvero la libertà di insulto a senso unico.
    Manifesto blasfemo su Gesù: ma il giudice grazia l'Arcigay - IlGiornale.it

    [IMG]http://www.ilgiornale.it/sites/defau...75-cassero.jpg[/IMG]

    GUARDIA GIURATA SVENTA RAPINA, A PROCESSO PER LESIONI
    Guadagna meno di 600 euro al mese. Fa il suo lavoro seriamente con professionalità. Sventa un taccheggio, trasformatosi in aggressione e rapina, ma invece di essere ringraziato viene indagato dalla procura di Genova per lesioni. Ora i tre rapinatori, un uomo e due sudamericane, rischiano una condanna dai tre ai dieci anni e l’addetto alla vigilanza che ha sventato il furto si trova sul banco degli imputati insieme a loro, rischiando una pena fino a sette anni.
    L’episodio risale all’aprile 2013. All’Oviesse di via Rivarolo il terzetto di malviventi avrebbe rubato alcuni capi di abbigliamento, ma era stato pizzicato dall’addetto alla vigilanza (disarmato): un 35enne magro, alto circa un metro e settanta.
    Dopo avere avvertito il 112 dei carabinieri, il vigilante si era spostato sul piazzale antistante il negozio per non perderli di vista. A quel punto, secondo la testimonianza, aveva chiesto ai tre di tornare indietro per l’identificazione, ma il rapinatore lo aveva aggredito, stringendolo in una morsa alle spalle e bloccandolo, tanto da ferirlo e fargli cadere gli occhiali per terra.
    L’addetto riusciva a liberarsi a stento dalla morsa mentre arrivavano i militari di una pattuglia del Radiomobile, che trovavano la refurtiva all’interno della borsa della moglie del rapinatore. Inoltre, la sudamericana, durante il controllo, rifilava uno schiaffone allo sfortunato vigilante “in presenza dei carabinieri”.
    Come spesso accade in procura, il pm, anziché credere al genovese aggredito e stare dalla parte delle persone oneste che si difendono, con una sconcertante decisione ha ritenuto fondate e quindi non ha archiviato le due querele presentate dal legale dei rapinatori. Il ladro ha denunciato di avere ricevuto un pugno all’occhio dall’addetto alla sicurezza “armato di un mazzo di chiavi” dopo l’aggressione. La moglie sudamericana ha denunciato di essere stata afferrata per un braccio.
    Guardia giurata sventa rapina, a processo per lesioni | Vox




  2. #2502
    Forumista senior
    Data Registrazione
    05 Oct 2010
    Messaggi
    2,810
     Likes dati
    331
     Like avuti
    472
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    CACCIA ALL'UOMO (ROVIGO) Incredibile sviluppo nelle indagini, una ragazza del Chioggiotto sentita in caserma, assicura di avere riconosciuto il 41enne ricercato da centinaia di persone
    "Igor era in treno a Ceregnano". Una 20enne sentita dai carabinieri

    "Igor era in treno a Ceregnano". Una 20enne sentita dai carabinieri - CACCIA ALL'UOMO (ROVIGO) Incredibile sviluppo nelle indagini, una ragazza del Chioggiotto sentita in caserma, assicura di avere riconosciuto il 41enne ricercato da centinaia di per

    Ma se come "dicono" in tv, dicono virgolettato perché molte immagini che vengono mostrate in tv sono solo scena, lui si nasconderebbe negli acquitrini, i lagunari i quali avrebbero preso parte alla battuta, essendo esperti, come mai non riuscirebbero a trovarne traccia? Chiedo non essendo esperto.

  3. #2503
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,173
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Non sparare sulla croce rossa!
    Sono le potenti forze dell'ordine itagliote.
    Un po' di cristiana pietà per loro, almeno a Pasqua!
    Se la si prendesse sul serio la cosa farebbe scompisciare dal ridere.
    Il rovescio della medaglia di Olindo e Rosa e di Yara.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2504
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,173
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    "Forse" c'è qualcuno che lo aiuta.
    Certo che si!
    Sono in migliaia.
    Le forze dell'ordine.
    E che non sfugga la voce che non è più lì, se no scatta il terrore ovunque.
    Un uomo solo al comando.
    Itaglia.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #2505
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    22,425
     Likes dati
    46,241
     Like avuti
    21,159
    Mentioned
    159 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    CACCIA ALL'UOMO (ROVIGO) Incredibile sviluppo nelle indagini, una ragazza del Chioggiotto sentita in caserma, assicura di avere riconosciuto il 41enne ricercato da centinaia di persone
    "Igor era in treno a Ceregnano". Una 20enne sentita dai carabinieri

    "Igor era in treno a Ceregnano". Una 20enne sentita dai carabinieri - CACCIA ALL'UOMO (ROVIGO) Incredibile sviluppo nelle indagini, una ragazza del Chioggiotto sentita in caserma, assicura di avere riconosciuto il 41enne ricercato da centinaia di per

    Ma se come "dicono" in tv, dicono virgolettato perché molte immagini che vengono mostrate in tv sono solo scena, lui si nasconderebbe negli acquitrini, i lagunari i quali avrebbero preso parte alla battuta, essendo esperti, come mai non riuscirebbero a trovarne traccia? Chiedo non essendo esperto.
    Questa vicenda dimostra l'enorme differenza tra i componenti di una società democratica e di chi viene da un mondo mentalmente fermo a generazioni fa ancor oggi .
    Non c'è addestramento che tenga quando nell'anima si sono perse alcune componenti , un tempo comuni ed ora eliminate .
    Nelle arti marziali si raggiunge il top quando tutte le tecniche vengono dimenticate e si agisce in spontaneità ; la parte arcaica del cervello umano sa fare cose che consapevolmente è impossibile replicare .Ora quella parte nell'uomo moderno è fottuta , si imbottiscono gli uomini , i soldati di nozioni ma non si rimedia nulla .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #2506
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La maschera bong per la droga: così i giovani si friggono il cervello
    Nell'era dei social, quando i giovanissimi non si drogano solo per lo sballo ma anche per i like, spopolano mode pericolose come quella della "maschera antigas bong"
    Alessia Albertin
    La nuova tendenza che spopola tra i teenagers si chiama "maschera bong": una maschera antigas modificata con un tubo di plastica ed un beccuccio e usata per sballarsi con la droga.
    Si tratta di una maschera antigas frontale con cinghie regolabili, che si può adattare alle dimensioni "di tutti i tipi di capo", così come viene pubblicizzata sui siti on line che la vendono. Il classico tubo di plastica rigida, che normalmente serve per collegare l’attrezzo alle bombole di ossigeno, si conclude con una vaschetta o una pipetta dove vengono bruciate le sostanze stupefacenti scelte, di solito marijuana mescolata con altre sostanze.
    Un oggetto pericoloso quanto facile da reperire: basta un click su internet e ti arriva a casa. Facile, veloce e pure economico. È acquistabile legalmente su siti comunissimi, come Amzon e Ebay, e non ci sono controlli sull'età dei compratori.
    Anche per questo la moda del fumo consumato nei bong, che sono delle pipe ad acqua, si sta diffondendo sempre più tra i giovanissimi. Collegare la pipa a una maschera antigas, poi, fa aumentare l’effetto del prodotto, perché, in questo modo, le esalazioni vengono convogliate interamente nell’apparato respiratorio, fornendo un impatto molto più intenso rispetto a quando si fuma una semplice canna.
    A lanciare l'allarme sull'abuso di sostanze stupefacenti e sul dilagare di questi pericolosi strumenti di consumo tra i minori è anche il dott. Luca Bernardo, direttore della Casa Pediatrica Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano. La maschera permette di fumare coca, crack e hashish senza che ci sia un ricambio dell'aria e, quindi, di ossigeno: in questo modo provoca gravi danni cerebrali e al sistema respiratorio.
    Oggi, durante la firma di un protocollo con la Polizia per contrastare i crimini in rete contro i minori, il professore ha mostrato una maschera bong, acquistata dalla casa pediatrica apposta per dimostrare la facilità con cui la si può ottenere sul web, e ha spiegato i terribili effetti collaterali che il suo utilizzo può avere sul cervello dei ragazzi. "Con gli amici di Pepita Onlus abbiamo acquistato sul web a 30 euro questa maschera che da tempo è oggetto delle chat e delle feste tra i ragazzi, anche molto giovani...questa è la prova di quanto sia facile superare il limite nel web e non solo. Ecco cosa rischiano tutti i giorni i nostri figli, all'insaputa delle famiglie!", ha ammonito Bernardo.
    Questo tipo di pratiche sono sempre più spesso diffuse e sponsorizzate da pagine web specializzate in materia, dove è addirittura possibile trovare consigli e controindicazioni. Ma più spesso sono gli stessi giovani che pubblicizzano le loro "imprese" sui social network, per mettersi in mostra con gli altri coetanei e "darsi un tono".
    Così il consumo di droga diventa un'ostentazione, un modo per diventare popolari sui social, tra i "pari". Gli adolecenti fanno a gara per cercare modi di "sballarsi" sempre più "fighi", per ottenere più like e visualizzazioni sulle foto e i video che poi pubblicano sui loro profili. In un circolo vizioso che incentiva gli altri coetanei al consumo.
    Un consumo che non deve solo "sballare" ma dare spettacolo. Così strumenti come la "maschera antigas bong" si diffondono e iniziano a far tendenza tra i giovanissimi, che spesso non ne capiscono o non si rendono conto degli effetti collaterali di un simile abuso.
    La maschera bong per la droga: così i giovani si friggono il cervello - IlGiornale.it





    L’emergenza è pesante, ma nessuno dà la colpa alle droghe leggere
    Chi ha un briciolo di onestà intellettuale, di fronte a quanto accade, non può negare che oggi lo sballo incontra meno ostacoli
    Alfredo Mantovano
    È una emergenza, ma pare che non interessi a nessuno. Ve ne sono evidenti sintomi esterni. Dalla quantità – cresciuta – di incidenti stradali gravi dalla causale inspiegabile: un giovane si schianta con la moto contro un albero, senza che la strada sia dissestata o ci sia un temporale in corso; un altro si cappotta con la propria auto andando dritto dove c’era una curva, pure senza un ostacolo che lo abbia determinato. Alla quantità di liti o di rapine che degenerano in eventi omicidiari: se l’intento del singolo atto criminoso fosse stato uccidere, il responsabile avrebbe provveduto subito con lo strumento più efficace, e invece è partita una discussione, e poi non ci si riesce a fermare. Quei freni che non vengono azionati sulla vettura non funzionano neanche per limitarsi a dare un cazzotto, o a puntare una pistola senza premere il grilletto. La moltiplicazione di fatti come questi si affianca alla moltiplicazione della diffusione di droga, segnalata dalle relazioni ufficiali, e alla contrazione dell’attività di prevenzione e di contrasto, pure deducibile da dati obiettivi, a disposizione di tutti: basta visitare il sito del Dipartimento antidroga della presidenza del Consiglio.
    La canna circola senza problemi nelle scuole. Le ricadute in termini di affievolita padronanza di sé stessi, di rendimento scolastico scadente, di aumento di patologie che si ricollegano ai danni da cannabinoidi, sono registrate in modo obiettivo. Al pari del crollo degli ingressi nelle comunità di recupero. Tutto ciò non è frutto del caso, ma è in larga parte ascrivibile a un decreto-legge la cui conversione fu imposta al Parlamento con voto di fiducia dal governo Renzi tre anni fa. Quelle disposizioni:
    a) hanno ripristinato l’antiscientifica distinzione fra droghe cosiddette pesanti e droghe cosiddette leggere, con sanzioni molto più lievi per il traffico e lo spaccio di queste ultime;
    b) hanno reintrodotto la possibilità di detenere stupefacenti senza limiti individuabili con precisione, se la sostanza è «per uso personale», con la prova dell’uso «non personale» posta a carico di chi fa le indagini;
    c) hanno reso di fatto impossibile arrestare nella flagranza dello spaccio, se quest’ultimo appare «di lieve entità», essendo stata abolita l’obbligatorietà dell’arresto medesimo.
    Una parte della giurisprudenza ci mette del suo: rende superflua la legalizzazione, perché la sancisce già in concreto: quando nelle ordinanze e nelle sentenze l’«uso personale» viene sommato fra più soggetti, perfino lo spaccio di centinaia di dosi attenua la sua gravità, e il “consumo di gruppo” diventa l’aberrante qualifica di tale sommatoria. La droga è tanta – questa è la logica –, ma poiché sarà parcellizzata fra più individui, fa meno male e merita la diminuente dell’«uso personale». È stato per questo che uno dei due presunti responsabili della morte di Emanuele Morganti, ad Alatri, arrestato il giorno precedente l’omicidio perché trovato in possesso di centinaia di dosi di droga, è stato rimesso in libertà dopo poche ore perché il giudice aveva ritenuto lo stupefacente finalizzato al «consumo di gruppo».
    È passato il messaggio che ci sono droghe che non producono danni, altrimenti perché le si chiama “leggere”? Logica conseguenza è sanzionarne lo spaccio in modo simbolico. Se peraltro quest’ultimo è realizzato con furbizia, è attività simile a quella del venditore di sigarette di contrabbando di 30 anni fa; una volta permesso solo l’arresto facoltativo in flagranza, quale agente di polizia rischia il rimbrotto del pm di turno per aver condotto lo spacciatore in camera di sicurezza? A questo disastro si aggiunge l’effetto in senso lato culturale della proposta di legalizzare lo spaccio delle droghe “leggere” incardinata in questo momento alla Camera: l’assioma che non procurano danno trova conferma, altrimenti perché le si “legalizza”? Chi affronta un percorso di recupero, se ci si può “fare” e spacciare impunemente?
    Non è solo questione di legge cambiata: vi è un grande problema di educazione familiare e di formazione a scuola. Ma chi ha un briciolo di onestà intellettuale, di fronte a quanto accade, non può negare che oggi lo sballo incontra meno ostacoli. Invece di ripensare il decreto legge criminogeno del 2014 di Renzi e di lanciare una grande campagna di informazione e di prevenzione fra i più giovani, proseguiamo il percorso di morte con una bella legalizzazione?
    Il problema di legalizzare le droghe leggere | Tempi.it




  7. #2507
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    75,011
     Likes dati
    2,841
     Like avuti
    10,469
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #2508
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,173
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    25 aprile.
    Vedo qua e là delle foto di partigiani, uomini e donne, in buona salute e con un'apparente età non superiore ai 75 anni.
    E' la stessa storia dei molti sopravvissuti ebrei ai campi di concentramento tedeschi che brulicano nelle nostre scuole per ricordare ai giovani quello che non possono avere mai vissuto e far credere loro quello che va creduto e mai discusso per legge.
    Evidentemente la sofferenza rende longevi e mantiene giovani.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #2509
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    75,011
     Likes dati
    2,841
     Like avuti
    10,469
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    25 aprile.
    Vedo qua e là delle foto di partigiani, uomini e donne, in buona salute e con un'apparente età non superiore ai 75 anni.
    E' la stessa storia dei molti sopravvissuti ebrei ai campi di concentramento tedeschi che brulicano nelle nostre scuole per ricordare ai giovani quello che non possono avere mai vissuto e far credere loro quello che va creduto e mai discusso per legge.
    Evidentemente la sofferenza rende longevi e mantiene giovani.
    Fra mille anno ci saranno ancora gli uni e gli altri.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #2510
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    22,425
     Likes dati
    46,241
     Like avuti
    21,159
    Mentioned
    159 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Fra mille anno ci saranno ancora gli uni e gli altri.
    Patto con il diavolo ?
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
Pagina 251 di 456 PrimaPrima ... 151201241250251252261301351 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito