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  1. #3031
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Scritte razziste nel centro di Roma - Primopiano - Ansa.it

    "Nel forno che vorrei, froci, zingari e giudei".

    Non commento e invito tutti a non farlo.
    Al più, scherzando, io ci vedrei bene certi itaglioti.
    Ci penseranno i cannibali che stanno facendo arrivare qui , grazie anche a tutti i peppone e don camillo di padania ed itaglia.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #3032
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Proposta per Salvini.
    Regali a Casaleggio una felpa con la scritta Messina Denaro.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #3033
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Tangenti a Ischia: spuntano Kyenge, Zingaretti e Sposetti
    Nelle carte c'è dentro mezzo Partito democratico. Ecco tutti i politici finanziati dalla cooperativa rossa
    Sergio Rame
    Nelle carte di Henry John Woodcock c'è dentro mezzo Partito democratico. Nessuno è indagato. Eppure, in un modo o nell'altro, sono molti i personaggi di spicco del Nazareno su cui la procura di Napoli ha messo gli occhi per i rapporti che in questi anni hanno intessuto con la Cpl Concordia, la cooperatica rossa che "oliava" con il sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino con tangenti e favori.
    Quello di Massimo D'Alema è il nome che ieri ha fatto più rumore. Nelle carte dell'inchiesta della procura di Napoli sulla metanizzazione di Ischia sono finiti i tre bonifici da 20mila euro ciascuno alla fondazione "Italianieuropei". Nella lista dei finanziamenti erogati dalla cooperativa Cpl Concordia ci sono, pero', anche altre donazioni illustri. Come prescrive la legge, sono tutte registrate regolarmente negli uffici della tesoreria della Camera dei deputati. Ecco dunque i 2mila euro protocollati il 5 agosto del 2014 e destinati all’ex ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge e i 10mila stanziati nel 2013 a sostegno della Lista Civica Nicola Zingaretti.
    Il 2 maggio 2013 è stato staccato un finanziamento da 10mila euro per il senatore del Pd, già tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti. Altri 10mila euro sono stati versati al Comitato Ambrosoli Presidente nel 2013. E ancora: 6mila euro sono stati donati al Pd Comitato Provvisorio Città di Roma, mentre 15mila euro sono andati, sempre nel 2013, al Partito democratico di Ferrara.
    Tangenti a Ischia: spuntano Kyenge, Zingaretti e Sposetti

    C’era una volta la Fiat
    Marcello Veneziani
    Fiat fuit. Con la morte dell’ultima imperatrice, Marella Caracciolo-Agnelli, finisce la dinastia Fiat, decimata dal destino. Nella sua figura si sintetizzava l’incontro della dinastia imperiale delle Auto e del Capitalismo nostrano con la dinastia principesca-editoriale dei Caracciolo, già proprietari de la Repubblica-l’Espresso. Per il mondo radical che l’ha salutata, la Signora era la sintesi perfetta dell’Impero Fiat e del mondo progressista-liberal. Cosi' l’hanno ricordata Gianni Riotta, Nicola Caracciolo, Ezio Mauro ed altri.
    Marella Agnelli simboleggiava l’incontro tra la saga padronale e il mondo della sinistra venuto dal comunismo, dalle lotte operaie contro i “padroni”. Fiat e Martello, auto, aiuti di Stato e stampa progressista. Poi, magari la signora aveva altre sensibilità, e pativa con ammirevole self control alcune intemperanze di suo Marito, il Re Gianni. Ma viene celebrata nel suo ruolo di cerniera tra il mondo dei ricchi e la sinistra, tra il piccolo mondo snob e la sinistra a mezzo stampa.
    Con Marchionne era già finito l’ultimo residuo di mezza italianità della Fiat. Manca l’Italia nella nuova Fiat. Resta il marchio della Ferrari, del Cavallino rosso, ma non più l’Azienda-Regime. La Fiat manca come sede, manca come leadership, manca come orizzonte di riferimento, manca l’I d’Italia nel nuovo nome, FCA, anche per evitare sigle oscene, almeno da noi. Come è noto, l’ex Fiat è ora un’azienda italo-statunitense con domicilio fiscale legale in Olanda e sede centrale a Londra, guidata da un inglese e presieduta da John Elkann che avremmo difficoltà a definire italiano, per nome, origine e visione. Resta come sottomarca la Fiat, piccolo gadget per il vintage e per gli acquirenti nostalgici.
    Una dopo l’altra le aziende italiane se ne vanno all’estero. Il paradigma resta la Fiat che lascio' l’Italia cinque anni fa. Ricordo cosa dissero i nostri media quando la Fiat s’imparento' a Crysler. Gran Torino, caput mundi; che trionfo, la Fiat si è pappata la Crysler, Obama assunto come maggiordomo di colore da Marchionne, gli Stati Uniti aspettano trepidanti che l’azienda torinese porti la modernità nel loro paesone e risolva la crisi economica mondiale. E' il giorno dell’orgoglio italiano, titolavano perturbati e commossi i grandi giornali italiani, tutti o quasi partecipati Fiat, in un modo o nell’altro. Gli Usa andranno in 500, profetizzavano euforici gli editoriali e le tv, l’Italia ricolonizza l’America, come ai tempi di Colombo e di Vespucci. Momento storico, ripetevano solenni i tg, gli italiani della Fiat portano l’auto ecologica in America.
    Ma la Fiat non era in un mare di guai, non l’aiutava lo Stato, incluso il governo Berlusconi? Ma non si erano dimezzate le vendite delle auto? E che fine avevano fatto i giudizi sulla qualità delle auto Fiat? Poi, come è noto, ando' diversamente. Oggi a malapena la Fiat è la nonnina di paese della FCA global.
    A centoventi anni dalla nascita nel 1899, il diritto dice che la Fiat è parte della storia d’Italia del Novecento e la sua Famiglia Reale è stata l’altra dinastia torinese che ha dominato l’Italia dopo i Savoia. La Fiat è stata il simbolo, la metafora e il veicolo italiano dell’industrializzazione, dell’immigrazione da sud a nord e dell’immaginario collettivo e privato, fino a colonizzare lo sport, tramite l’egemonia della Juve, ancora perdurante, arrivando a disegnare l’assetto dei trasporti su gomma del nostro paese. La Fiat non è mai stata una grande azienda privata ma ha sempre agito all’ombra della pubblica protezione: anche ai tempi del fascismo godette del sostegno del regime e del duce in persona; poi in guerra le tresche coi partigiani, ad esempio, per boicottare la socializzazione delle aziende promossa dalla Rsi che non piaceva né ai comunisti né ai “padroni”. Poi, l’aiuto governativo ai tempi della cassa integrazione, dalle agevolazioni in ogni campo ai grandi ammortizzatori delle sue perdite. E’ rimasto proverbiale il detto che la Fiat socializzava le perdite e privatizzava i profitti.
    https://www.agerecontra.it/2019/02/c...at/#more-36486

    Capracavolismo, l'evoluzione eretica (e goffa) del buonismo
    Combattere l'Isis, ma senza armi; Lotta all'immigrazione incontrollata, pero' non chiudere i porti; Giusto differenziare i sessi, purché non si attribuiscano ruoli specifici; Sfera Ebbasta? Dannoso, ma niente censura. Il buonismo va in pensione e lascia il posto al Capracavolismo, sua degenerazione eretica. Nel tentativo goffo di salvare buoni sentimenti e realismo per raccogliere consensi ovunque, fra razionali ed emotivi, fra destra e sinistra, fra tradizionalisti e modernisti.
    Il buonismo è come quella biacca di piombo che le matrone romane usavano spalmarsi sul viso a mo’ di cosmetico: donava una bella faccia candida e liscia, ma allo stesso tempo avvelenava irrimediabilmente il loro organismo.
    Non stupisce, quindi, che l’ultima epigona delle eresie cristiane sembri essere definitivamente in via d’estinzione; sopravvive, ormai, solo in piccole oasi protette fra centri sociali e conventicole cattocomuniste. I tempi che corrono non consentono più il comportarsi come bambini viziati, spilluzzicando dal pane della fede la morbida mollica della bontà e della misericordia, lasciando da parte la crosta croccante della verità e giustizia.
    La realtà e le evidenze sono, infatti, diventate cosi' pressanti e le purghe elettorali talmente dolorose che il caro vecchio Buonismo, con la sua commovente suicidiarietà, il suo roseo e svenevole irenismo, sta mutando in una forma virale più resistente, ma molto meno simpatica: Il Capracavolismo.
    La mission impossible del Capracavolismo è quella di salvare i buoni sentimenti e il realismo, le illusioni e l’apertura ai veri problemi, concedendo, di contro, una nuova gratificazione narcisistica: quella della “persona colta ed evoluta” che, pur esaminando le contingenze più preoccupanti, riesce ugualmente a conservare tutto l’aplomb da anima bella.
    Il problema è che salvare capra e cavoli, come nel vecchio indovinello, è del tutto impossibile: le polarità si elidono a vicenda sul piano della realtà. Un esempio emblematico? Un paio di anni fa, mentre il Califfato avanzava ovunque tagliando teste e bruciando vivi i prigionieri, Papa Francesco dichiaro' che l’Isis andava fermato, “ma non con le bombe”.
    Quella fu forse una delle prime avvisaglie del nuovo atteggiamento. Poi vennero quelli che sostenevano che bisognava pur bloccare il traffico di esseri umani e l’immigrazione incontrollata (perché non possiamo accogliere tutti), “ma senza chiudere i porti e senza blocco navale”.
    E’ forse nel mondo femminista che il Capracavolismo raggiunge vette di nonsense teorico: “Giusto riconoscere le differenze fra i sessi, ma senza attribuire ruoli specifici agli uomini o alle donne”. Praticamente riconoscere la diversità in base al sesso, ma senza diversità in base al sesso.
    Dopo la tragedia della discoteca di Corinaldo, in molti, soprattutto di area liberale, hanno sostenuto che il modello educativo proposto da pseudocantanti come Sfera Ebbasta sia dannoso, “ma non si puo' invocare la censura”. Come fare dunque?
    Il grosso scoglio per il Capracavolismo è sempre, infatti, passare al momento applicativo: come cucinare la frittata senza uova e il risotto senza riso?
    Nei rari casi in cui si riesce a giungere a una soluzione pratica, il risultato è invariabilmente un aborto grottesco, come quando, dopo lungo dibattito sulla necessità di modificare la legge sulla legittima difesa - vista la quantità di cittadini rapinati e torturati nelle loro case - il Pd giunse a consentire al cittadino di sparare per difendersi, “ma solo di notte e non di giorno”.
    Un’altra deliziosa chicca fu la campagna della Lorenzin, allora Ministro della Salute, per l’incremento delle nascite: l’occhio alla realtà imponeva di realizzare una campagna del genere (considerate le statistiche demografiche italiane da era post-atomica), ma senza passare per gli emuli dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia di mussoliniana memoria. Non si poteva adottare uno slogan come “Fate nuovi italiani” dal sapore fascistoide, né “Fate sesso”, come pressappoco avvenuto in Danimarca (troppo pruriginoso), né si poteva dire qualcosa come “W la Famiglia” perché avrebbe fatto infuriare i gay. Si giunse, cosi', al tragicomico “Fertility Day” che ricordava angosciosamente a milioni di povere zitelle precarie che il loro orologio biologico stava scandendo i suoi rintocchi.
    Non per nulla, il Capracavolismo alligna soprattutto in quell’area politica compresa fra il blocco 5 stelle e il Pd più “centrista” (ma non sono immuni le frange più “petalose” di Forza Italia). Non è un caso che la recente vicenda della consultazione online sul processo a Salvini si sia rivelata una farsa e abbia costituito, a detta di tutti i commentatori, un vero salasso di voti per il movimento di Di Maio.
    Ma è proprio in questi giorni che il Capracavolismo sta dando il meglio di sé, in ambito ecclesiastico, sulla questione omosessualità nella Chiesa: si spreta il cardinale predatore omosessuale McCarrick (il cui stemma recava come motto “Come Lord Jesus”), ma si nomina addirittura Camerlengo il suo ex-convivente, cardinale Kevin Farrel, in modo da non scontentare la lobby gay. Si organizza il vertice sugli abusi dei preti, ma poi si dichiara che tali episodi “si devono allo scarso livello di istruzione e non all’orientamento sessuale degli abusatori”. Insomma, cose cosi'.
    Capracavolismo, l'evoluzione eretica (e goffa) del buonismo - La Nuova Bussola Quotidiana

  4. #3034
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    https://www.ilrestodelcarlino.it/mac...tato-1.4476398

    Pese di menta non per la giovane coppia ovviamente che non ha nessuna colpa ma per il predone che ha commesso questo crimine.

    Tanto è inutile parlare perché fino a quando le cose non cambieranno mai, vedasi media compiacenti, stampa, sinistrismo, salottismo radical chic e una certa magistratura, fatti come questi saranno sempre all'ordine del giorno.

  5. #3035
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    https://www.ilrestodelcarlino.it/mac...tato-1.4476398

    Pese di menta non per la giovane coppia ovviamente che non ha nessuna colpa ma per il predone che ha commesso questo crimine.

    Tanto è inutile parlare perché fino a quando le cose non cambieranno mai, vedasi media compiacenti, stampa, sinistrismo, salottismo radical chic e una certa magistratura, fatti come questi saranno sempre all'ordine del giorno.
    Sono i segni del castramento della società .Dove manca una figura virile , regna il caos .E noi questa figura l'abbiamo persa , pure a livello inconscio .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #3036
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    E così è morta, pare ammazzata, la testimone chiave contro il Berlusca.
    Se tutto fosse vero evidentemente qualcuno aveva interesse ad eliminarla.
    Sapendo come vanno le cose in politica, occorre ritornare un attimo indietro.
    Berlusconi per decenni è stato il bersaglio fisso dei suoi avversari politici.
    In politica le porcate, parlo di quelle personali, sono all'ordine del giorno e non vengono tirate in ballo se non per cause eccezionali.
    Con lui sono state fatte emergere, guarda caso, quando molti interessi, anche internazionali, richiedevano la sua fuoruscita.
    Viene da chiedersi da chi sia stata "convinta", al di là della sua coscienza, a fare quello che ha fatto, mettendosi contro tutto un mondo.
    E ora quindi la domanda è: se fosse stata ammazzata, chi ne trae vantaggio? Il Berlusca o chi l'aveva "convinta"?
    Povera ragazza!
    Oltretutto non nutro la minima fiducia negli inquirenti. Troppi casi stanno lì a dimostrare quanto marci siano in tanti casi, soprattutto quelli più eclatanti.
    Un bel casino da paese di merda.

  7. #3037
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    E così è morta, pare ammazzata, la testimone chiave contro il Berlusca.
    Se tutto fosse vero evidentemente qualcuno aveva interesse ad eliminarla.
    Sapendo come vanno le cose in politica, occorre ritornare un attimo indietro.
    Berlusconi per decenni è stato il bersaglio fisso dei suoi avversari politici.
    In politica le porcate, parlo di quelle personali, sono all'ordine del giorno e non vengono tirate in ballo se non per cause eccezionali.
    Con lui sono state fatte emergere, guarda caso, quando molti interessi, anche internazionali, richiedevano la sua fuoruscita.
    Viene da chiedersi da chi sia stata "convinta", al di là della sua coscienza, a fare quello che ha fatto, mettendosi contro tutto un mondo.
    E ora quindi la domanda è: se fosse stata ammazzata, chi ne trae vantaggio? Il Berlusca o chi l'aveva "convinta"?
    Povera ragazza!
    Oltretutto non nutro la minima fiducia negli inquirenti. Troppi casi stanno lì a dimostrare quanto marci siano in tanti casi, soprattutto quelli più eclatanti.
    Un bel casino da paese di merda.
    La ragazza viveva in miseria ultimamente .Io penso che potesse diventare ingestibile per qualcuno .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  8. #3038
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Esatto.
    Non dimentichiamoci che comunque ne trae vantaggio politico anti UE Salvini, che i contatti con amici...radioattivi ne ha eccome. 😊

  9. #3039
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    La ragazza viveva in miseria ultimamente .Io penso che potesse diventare ingestibile per qualcuno .
    Bis luscus?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #3040
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Aborto, ora spunta quello "postnatale" per le malattie genetiche - IlGiornale.it
    Et voilà, siamo all eugenetica
    Certo che sti porci non hanno nemmeno fantasia, fanno come 75 anni fa, preciso preciso

    Arrivato così da Blondet.

 

 
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