Pedro ha fatto delle considerazioni molto interessanti, secondo me si arriva a comprendere l'importanza della durata degli oggetti solo se si considera l'impatto ambientale della loro produzione/smaltimento.


Pedro ha fatto delle considerazioni molto interessanti, secondo me si arriva a comprendere l'importanza della durata degli oggetti solo se si considera l'impatto ambientale della loro produzione/smaltimento.


No, beh, le trovi, se ti sbatti un po'. Esistono pure le fiere specializzate per il commercio di elettronica e meccanica vintage. E poi, se ci sai mettere le mani, le puoi riparare tranquillamente da solo, perché l'elettronica era molto meno miniaturizzata e, soprattutto, le schede erano a singolo strato, che ci puoi lavorare con un semplice saldatore a stagno, mentre le schede moderne multistrato richiedono un'attrezzatura costosa. Naturalmente il tutto è carino se uno lo fa come hobby, perché usare elettrodomestici così vecchi è folle dal punto di vista del consumo energetico e della qualità della prestazione.
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)




E' un problema che non si risolve certamente col nazi-depauperamento di Latouche & co. Esistono già regolamentazioni delle emissioni (per cui un'azienda deve acquistare il diritto a rilasciare inquinanti), regolamentazioni sulla durata minima del supporto e della garanzia dei dispositivi, certificazioni sui consumi, ecc... Checché se ne dica, l'Occidente si sta muovendo verso una riduzione dell'impatto ambientale da almeno 20 anni (per esempio in alcuni Lander tedeschi non usano il sale quando nevica, perché può ferire le zampette degli animali). Magari è insufficiente e si potrebbe fare di più, però pensare di imporre cambi di paradigma come se fosse possibile e giusto obbligarmi a ridurre i miei consumi è una follia: noi consumiamo di più perché possiamo, non perché siamo diventati scemi. Quindi si può introiettare il costo dell'impatto ambientale nei prezzi dei prodotti, ma va fatto in maniera intelligente, non blaterando stronzate riguardo a un improbabile ritorno all'economia di sussistenza (discorsi intrisi di disprezzo per i ceti meno abbienti e fatti sempre, va detto, nel caldo di un bel salotto borghese radical-chic in mezzo a gente che non ha lavorato un giorno in vita propria).
PS
La terribile Apple fa anche del suo: Apple (United Kingdom) - Recycling Programme for Computers


che poi alla fine potremmo pure ammucchiare tutto (come fecero i romani al monte dei cocci) e chissene frega.
magari tra duemila anni sarà chicchissimo andare a ballare nelle grotte scavate nelle montagne di schermi lcd e schede madri
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"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
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Ultima modifica di Hermes; 25-08-13 alle 18:55
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


Mah... nella mie esperienza direi invece che l'usura e' davvero una valore aleatorio. Come i clienti usano e trattano i loro beni capitali e' una cosa estremamente variabile... c'e' chi li tiene nella bambagia, gli fa manutenzione, li pulisce, ... e chi li prende a calci, non se ne cura, li lascia deperire.
Inoltre le condizioni di utilizzo variano per fattori incontrollabili come la temperatura, l'umidita', vibrazioni, alimentazione elettrica, materiale di consumo utilizzato: se un'auto la tieni parcheggiata vicino al mare la vernice si disfa in pochi anni... se la stessa auto la tieni in box in luogo asciutto, dura decenni.
Oltretutto avere un cliente che afferma che la tua azienda produce beni che si rompono precocemente, o che durano "troppo" poco, e' una macchia sull'immagine aziendale ... che se si trasforma in luogo comune, e' difficile da estirpare.
Direi che no, l'obsolescenza programmata e' una scemenza, e anche se ci fosse qualche imprenditore cosi stupido da provarci, non ci vedrei nulla di male... in fondo, tutti quelli che si stracciano le vesti coi complotti, sono liberissimi di mettersi a produrre/vendere beni durevolissimi, se credono che le persone siano disponibili a pagargli i soldi che costerebbero.


Evidentemente non fai l'imprenditore, e non hai mai ricevuto la telefonata di uno tuo cliente incazzato che ti dice che non si aspettava che i tuoi prodotti durassero cosi poco, e che senz'altro da te non si servira' piu'.
Guarda che la logia del profitto include anche il profitto futuro, cioe' e' uno stimolo alla lungimiranza... cosa che a voi comunisti sfugge sempre.