La nevralgia trigeminale atipica l'ho risolta con uno psichiatra. Alla fine si è capito che si trattava di un disturbo somatoforme, perché se prendevo l'antipsicotico il dolore spariva in 2-3 giorni.


La nevralgia trigeminale atipica l'ho risolta con uno psichiatra. Alla fine si è capito che si trattava di un disturbo somatoforme, perché se prendevo l'antipsicotico il dolore spariva in 2-3 giorni.








Visto che ne state ancora parlando...... una riflessione.
Vivere la vita: un’espressione che
sembra una ovvietà, vivere la vita, godersela
il più possibile. Eppure si vede
tanta gente scontenta, infelice che la
vive e se la gode in modo sfrenato. La
questione torna sempre quella enunciata
da Socrate sul senso della vita:
in fondo una preparazione alla morte.
Attenti, dire una preparazione alla
morte non significa avere una concezione
cupa della vita; la vita, purtroppo
o per fortuna, chissà, è anche
la morte, la malattia, il dolore fisico,
la sofferenza psichica, le tante storture
di un cammino che spesso ci
porta su dei sentieri inaspettati e parecchio
dolorosi. La vita è un fatto biologico
di crescita e decrescita progressiva
a livello cellulare; dopo un po’ il nostro corpo, che non è un’altra
cosa rispetto a noi, invecchia ed elimina
più cellule di quante ne produce.
Una cosa che il nostro mondo accetta
difficilmente, una cosa che la stessa
medicina agita come accanimento sul
corpo e tenta di rallentare per arrivare
addirittura a una specie di mistica biologica
dell’eternità. Il problema è che
la tecnologia riesce a controllare la natura
fino a un certo punto; quest’ultima
si ribella e infligge sconfitte
pesanti alla scienza medica con le sue
pretese taumaturgiche. Il medico e la
medicina continuano, nonostante tutto,
ad avere un’aureola di onniscienza;
la tecnica medica, in quanto può guarire,
è dotata di alcuni attributi che la
rendono simile a una forma di magia.
Tuttavia questa nuova mistica bio-medica
presenta dei limiti che non riesce
a superare e subisce delle sconfitte da
parte della natura ribelle: il cancro, le
malattie cardio-vascolari e i disturbi
psichici ne sono gli esempi più evidenti.
La vita ridotta alla sua dimensione
puramente biologica è sempre
stata e continuerà a essere ben poca
cosa di fronte al tempo infinito del
mondo e del cosmo. Quindi vivere non
è solo una fatto legato alla biologia,
anche se non va trascurato, ma è
qualcosa di più, qualcosa che riguarda
quello che possiamo chiamare l’esistenza
umana: l’esistenza umana implica
una tensione che parte dalla
persona e dalla sua vicenda storica;
dalle sue esperienze, i suoi vissuti, le
sue scelte , la consapevolezza di sé e
del mondo nel quale vive, della coscienza
sviluppata nel tempo della
propria traiettoria che, come tutte le
traiettorie di vita, ha un inizio e una
fine. L’esistenza è un cammino lungo,
tortuoso insieme dotato di direzione
ma anche pieno di imprevisti; vivere sì,
ma ancora meglio esistere cioè sapere
che il cammino sarà difficile ma che
nonostante questo non perdiamo la
meta che perseguiamo. L’inquietudine
del domani, l’interrogarsi sulla condizione
umana tramite la nostra condizione
ci permette di esistere e non
solo di vivere; l’inquietudine che produce
la ricerca del senso è la vera
molla dell’esistere.
Alain Goussot
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij








Si perché la sensibilità alterata (se non ci sono danni ai nervi), tipo sindromi post virali, fibromialgia, fatica cronica, ecc., spesso dipende dai neutrotrasmettitori alterati (che sono coinvolti pure nei disturbi psichici tipo ansia e depressione), tipo serotonina e melatonina. Lo stesso i disturbi somatoformi. Sono alterazioni soggettive dovute a cause organiche ma difficili da "misurare"; certe volte la causa è il sistema immunitario che reagisce in maniera esagerata ad un'infezione (come nella sclerosi multipla, solo che lì il danno ai nervi è visibile) disturbando la trasmissione nervosa.


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij