











Mamma mia, a cosa si attacca Repubblichella2000, in homepage:
"contusa ministra Fedeli".
Manco l'avessero pestata di botte.




Forse è un detto delle parti tue, da me no .
Comunque si, risulta anche a me che siano molto
più intelligenti di quanto non conceda loro la credenza popolare .
E a proposito, mi hai fatto venire in mente che ho ancora qualche tartufetto scorzone della Valnerina surgelato.................un paio d'uova strapazzate e una girata di pepe nero farebbe un ottima pietanza .
Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
migliore per valutare l'inutilità della vita di chi li profferisce




Per chiarirti bene che tutte le grandi migrazioni sono uguali...
« Cosa intende per nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro? »
(Risposta di un emigrante italiano ad un ministro italiano, sec. XIX[4][5][6][7], riportata da Costantino Ianni - Homens sem paz, Civilização Brasileira, 1972, ed esposta nel Memoriale dell'immigrato di San Paolo)
Si stima che solo nel primo periodo partirono circa 14 milioni di persone (con una punta massima nel 1913 di oltre 870.000 partenze), a fronte di una popolazione italiana che nel 1900 giungeva a circa 33 milioni e mezzo di persone.
https://it.wikipedia.org/wiki/Emigra...de_emigrazione
Se invece parliamo di oggi, comunque l'Italia ha milioni di residenti all'estero, che non sono clandestini giusto perché l'Italia è una nazione Europea, ma credo che quelle stesse persone, o la gran parte, sarebbero rimaste in Italia se avessero dovuto fare carte false per partire ?
E sono milioni. Noi non riceviamo milioni di migranti da ogni paese africano di grandezza simile all'Italia.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij