
Originariamente Scritto da
FLenzi
Massa Carrara, arrestati 4 carabinieri per falso e lesioni. Il pm: “Abusi erano quasi una normalità. Nessuno sopra la legge”
Otto in tutto le misure cautelari disposte dal gip di Massa. I carabinieri erano in servizio nelle caserme di Aulla e Albiano Magra. Diversi gli episodi riscontrati dagli investigatori, tra cui un pestaggio nei confronti di un marocchino e una presunta molestia sessuale di una prostituta. L'inchiesta partita sette mesi fa dopo la denuncia di un italiano
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Ora sicuramente Salvini farà un manifestazione a favore di questi delinquenti e arriverà banderas a giustificarli.
Lesioni, falso, abuso d’ufficio, sequestro di persona, violenza sessuale, rifiuto di denuncia, possesso d’armi. Sono ben 104 i capi di imputazione contestati dalla Procura di Massa Carrara a una trentina di carabinieri in servizio nelle caserme di Aula, Albiano Magra, Licciana Nardi. E tra gli episodi, per cui il gip ha disposto otto misure cautelari, c’è il pestaggio di un cittadino marocchino dopo essere stato portato in caserma per controlli; ci sono le molestie sessuali subite da prostituta. E altro: perché l’illegalità e l’abuso, per quel gruppo di militari, erano “quasi una normalità” come ha detto il procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro.
Disposto l’arresto in carcere per un brigadiere in servizio ad Aulla e divieto di dimora e sospensione dai pubblici uffici per il maresciallo comandante della stazione. Gli altri sei militari sono un altro brigadiere e graduati (appuntati): tre sono ai domiciliari, per tre è stato disposto il divieto di dimora. Il gip ha motivato il provvedimento con il pericolo di reiterazione e di inquinamento delle prove. L’inchiesta, affidata al pm Alessia Iacopini, è nata sette mesi fa dalla denuncia di un italiano. Durante gli accertamenti, la procura avrebbe riscontrato – anche con intercettazioni ambientali e telefoniche – decine di episodi di falsificazione dei verbali e di violenza nei confronti di persone, sia italiane che straniere, sottoposte a controlli, oltre alla scomparsa di quantitativi di droga sequestrati. Gli otto si sono resi responsabili di “varie e molteplici cose”, ha spiegato il procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro che si è detto colpito dalla “gravità dei fatti” e dalla loro “diffusività e normalità” seppur “circoscritta” agli indagati. “L’adozione delle misure, ancorché dolorosa sul piano umano, deve rendere edotti dell’assurdità da parte di chiunque, militari dell’Arma dei carabinieri compresi, di considerarsi al di fuori e al di sopra delle leggi dello Stato e anzi offre garanzia, enucleati gli autori di condotte improprie, della sicura correttezza e del sicuro senso delle regole di quanti altri fanno parte dell’Arma”.