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Discussione: Terries

  1. #541
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Al Sud farsi i bambini e soprattutto le bambine tra famigliari è quasi la norma.
    Hanno il sangue caldo ...
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #542
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    Predefinito Re: Terryes

    Niente pagelle al telefono
    bidello aggredito a scuola
    di Melina Chiapparino
    Spintoni, schiaffi e insulti perchè non gli era stato comunicato l'esito dei quadri scolastici al telefono. Vittima di un'aggressione prima verbale e successivamente fisica è stato un 62enne napoletano, impiegato come personale Ata presso l'istituto Isabella D'Este, in via Giacomo Savarese a pochi passi da Porta Nolana. L'uomo non aveva voluto comunicare telefonicamente il risultato dei quadri ad uno dei genitori che frequentano l'istituto professionale.
    Già nel corso della conversazione al telefono tra i due interlocutori era scoppiata una certa tensione fino a che intorno alle 10 del mattino il padre dello studente si è presentato a scuola. Tra i due uomini è nata una vera e propria questione degenerata in pochi istanti fino a che il 62enne è stato strattonato e spintonato dal signore che voleva anche spiegazioni riguardo l'esito negativo dei quadri.
    Sul posto è giunta l'ambuanza del 118 ed una volante del commissariato di polizia Vicaria che ha messo a verbale l'episodio. La vittima ha ricevuto 5 giorni di prognosi per contusioni facciali sebbene entrambi gli uomini coinvolti abbiano dichiarato di aver ricevuto l'aggressione e dunque ad entrambi spetterà eventualmente esporre querela di parte.
    Niente pagelle al telefono bidello aggredito a scuola | Il Mattino

    Anziana e non vedente, scippata in pieno centro a Caltanissetta
    di Rita Cinardi
    CALTANISSETTA. Anziana non vedente scippata nella tarda mattina di oggi in pieno centro storico a Caltanissetta. Il fatto è avvenuto intorno alle 12 in via Saetta, nei pressi della Banca Popolare di Lodi e della salita Matteotti.
    La donna, 83 anni, accompagnata dalla sorella di 76, anche perché impossibilitata a camminare sola per via della grave cecità, ad un certo punto si è sentita strappare la borsa da un malvivente che, arrivato di corsa, si è e dileguato a piedi per le vie del centro storico.
    Sul posto sono intervenuti i poliziotti della sezione Volanti i quali, una volta sentite le testimonianze delle due sorelle, hanno dato il via alle ricerche dello scippatore che però è riuscito a far perdere le sue tracce. La borsa della donna conteneva documenti e un centinaio di euro. Per lei tanta paura ma, per fortuna, non è stato necessario il trasporto in pronto soccorso.
    Anziana e non vedente, scippata in pieno centro a Caltanissetta - Giornale di Sicilia

    Finti diamanti, la polizia scopre l'imbroglio
    Sono accusati di aver venduto ad un pensionato di Torre del Greco finti diamanti per la somma di 3000 euro. Dopo circa sette mesi di indagini la polizia di Stato, guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, tre persone. Si tratta di un cittadino napoletano e due palermitani. Ad uno sono stati concessi gli arresti domiciliari. Secondo gli investigatori i tre indagati avrebbero messo a segno altre tre truffe (sempre vendita di finti diamanti) commesse a Torre del Greco, Ercolano e Casoria.
    Finti diamanti venduti a napoletani la polizia scopre l'imbroglio | Il Mattino

    La biglietteria automatica riparata con lo scotch, la foto è subito virale
    di Nico Falco
    Qualche giorno fa era stata vandalizzata, oggi è stata riparata. Più o meno. È stata postata su Twitter ed è subito rimbalzata su un gruppo Facebook dedicato a Bagnoli la fotografia della macchina automatica per i biglietti della stazione della Metropolitana della linea 2, richiusa alla meglio con del nastro adesivo dopo essere stata distrutta nottetempo.
    L’atto vandalico, conseguenza di un furto, risale al dieci giugno scorso. Alcuni utenti avevano trovato l’apparecchiatura gravemente danneggiata con dei segni da fuoco all’altezza del vano delle monete; probabilmente i ladri avevano usato le fiamme per arrivare alla cassetta interna contenente il denaro. La macchinetta è stata richiusa alla meglio in attesa di venire sostituita ma le fotografie sono state immediatamente bersaglio dei commenti degli utenti dei social network, tra chi si complimenta ironicamente per la tempestiva “riparazione” e chi invece si lamenta del disservizio: «Biglietti, prego», scrive un J. C. su Twitter, pubblicando lo scatto, mentre su Facebook M. S. D. lancia l’hastag «rimedi a #panepuparuol».
    La biglietteria automatica riparata con lo scotch, la foto è virale | Il Mattino



    Giulianova, litigano per la precedenza: muore per coltellata al cuore
    La vittima ha suonato all'auto che lo precedeva. L'altro è sceso e lo ha accoltellato al cuore
    Chiara Sarra
    Una coltellata al cuore per un diverbio del traffico: è morto così nel centro di Giulianova Lido (Teramo) Paolo Ciacalini, 47 anni.
    L'aggressore è stato arrestato dai carabinieri.
    La vittima è di Mosciano S. Angelo (Teramo). Anche l'accoltellatore è di Mosciano, anche se originario di Bellante (Teramo), il 60enne D.D.S. L'uomo adesso è in stato di fermo per omicidio volontario. Secondo quanto ricostruito i due automobilisti erano nelle rispettive macchina, fermi all'incrocio. La vittima deve aver suonato a quello che lo precedeva, per sollecitarlo a muoversi. Per tutta risposta ne è nata una discussione e il conducente che precedeva l'altro è sceso e ha colpito con la coltellata al cuore l'altro. Sul posto ci sono i carabinieri della locale compagnia, diretti dal capitano Calore. I soccorsi sono stati inutili: l'uomo è stato rianimato dal personale sanitario del 118 ma è spirato all'arrivo al pronto soccorso dell'ospedale di Giulianova.
    Giulianova, litigano per la precedenza: muore per coltellata al cuore - IlGiornale.it

    Buttano 200 lettere in un canalone
    denunciati dai carabinieri
    I Carabinieri della Compagnia di Baiano, a termine di una consistente attività d’ indagine, hanno deferito alla Procura della Repubblica di Avellino due persone per interruzione di un pubblico servizio e per sottrazione e soppressione di corrispondenza.
    In particolare la Stazione di Monteforte Irpino, a seguito di alcune segnalazioni ha avviato una serie di accertamenti che hanno portato a scoprire, all’interno di un canalone di raccolta delle acque piovane, circa 200 lettere indirizzate a cittadini ed esercenti pubblici di Monteforte Irpino e di alcuni comuni limitrofi, che erano state buttate. I militari, recuperata la corrispondenza gettata, hanno verificato che buona parte delle missive riguardava servizi erogati dal Comune di Monteforte Irpino e destinate ai residenti. L’ attività info-investigativa svolta dai carabinieri della locale Stazione, ha permesso di risalire ad una società privata responsabile della gestione della consegna della posta e, sulla base degli elementi di prova emersi, hanno denunciato il titolare ed un impiegato della medesima.
    Buttano 200 lettere in un canalone denunciati dai carabinieri | Il Mattino

    Galatone, giardiniere timbrava ma aiutava la moglie
    GALATONE - Timbrava il cartellino ma non sarebbe andato a lavorare. Invece di fare il giardiniere nella villa comunale, avrebbe dato una mano negli interventi di ristrutturazione dell’attività commerciale della moglie. Per la Procura è un furbetto del cartellino, un assenteista. E in un’occasione si sarebbe avvalso anche della complicità di un amico che sarebbe andato al comune per vidimare il badge, registrando l’orario di uscita del giardiniere. L’uno e l’altro sono stati rinviati a giudizio. Il prossimo 24 ottobre Salvatore Caracciolo, 60 anni, giardiniere comunale, e Ivan Gaballo, 25, entrambi di Galatone, compariranno in un’aula del Tribunale di Lecce: dovranno difendersi dall’accusa di truffa aggravata.
    Galatone, giardiniere timbrava ma aiutava la moglie - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    VIAGGIATORI SENZA BIGLIETTO
    Multe sui bus a Bari
    Le paga uno su cinque
    I portoghesi non si lasciano spaventare dai controlli: alla fine quei verbali restano carta straccia
    FRANCESCO PETRUZZELLI
    Portoghesi incalliti. Così incalliti da non aver nulla da temere, nemmeno la multa, le ingiunzioni di pagamento e le iscrizioni a ruolo di Equitalia. Molti infatti risultano alla fine nullatenenti, nullafacenti, disoccupati e pregiudicati. E così il viaggio gratuito a bordo è sempre assicurato. Con buona pace dell’Amtab che non riuscirà nemmeno a recuperare un solo euro.
    A certificarlo i primi dati del 2016 sul popolo dei viaggiatori scrocconi: al 31 maggio scorso solo il 24,23 per cento dei multati ha poi pagato la sanzione. In pratica due portoghesi ogni dieci.
    Succede anche questo sulle linee urbane dell’azienda di trasporto urbano all’indomani della tolleranza zero, avviata in collaborazione con la polizia municipale, dall’avvento/ritorno del comandante Nicola Marzulli alla guida dell’Amtab prima e della Polizia Municipale subito dopo, contro quelli che utilizzano il trasporto pubblico locale ostinandosi a non munirsi di biglietto.
    È uno dei dati del rapporto Amtab, consegnato nelle scorse ore alle commissioni consiliari Aziende e Trasparenza, nel quale emergono numeri da capogiro sul tasso di evasione. Al quale però non corrisponde un adeguato introito delle sanzioni per le casse della partecipata barese. Il 2016 infatti rischia di chiudersi con numeri da record se si pensa che nei primi cinque mesi sono stati 7729 i passeggeri scovati a bordo senza regolare tagliando di viaggio, tanti quanti i 7791 di tutto il 2015, quando i verificatori non potevano contare però sull’ausilio dei vigili urbani.
    Il picco dei furbetti si è registrato a febbraio con 2451 scrocconi, passati poi a 2114 nel mese di marzo e progressivamente diminuiti ad aprile con 1473, per poi calare notevolmente a maggio con appena 258 multati, quando ormai la voce sui controlli a tappeto si è diffusa tra i pendolari, scoraggiando la salita a bordo senza il regolare ticket. Ma c’è ancora una buona sacca di furbetti che decide di non pagare la multa da 50 euro, che poi raddoppia a 100 trascorsi i 30 giorni dal verbale.
    «Questo 24,23 per cento è un dato comunque migliorabile entro la fine dell’anno – spiega il direttore generale dell’Amtab, Francesco Lucibello - Certo, in molti casi il recupero delle somme è difficile e per somme così esigue spesso diventa persino più costoso rivolgersi a un avvocato. Con Equitalia ad esempio abbiamo recuperato solo l’8 per cento delle sanzioni, un dato che la dice lunga sulla convenienza delle operazioni di riscossione».
    Multe sui bus a Bari Le paga uno su cinque - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Palermo, aiutato a fuggire dalla folla alla Kalsa dopo la rapina: individuato e arrestato
    PALERMO. La polizia ha arrestato Gianluca Altieri, 20 anni, con l'accusa di essere uno degli autori della rapina avvenuta il 29 aprile scorso, ai danni di un banco del mercato ortofrutticolo a Palermo e che, aiutato dalla folla, era riuscito a fuggire. In quell'occasione, i poliziotti, dopo un lungo inseguimento, avevano bloccato e arrestato uno dei banditi.
    Per disperdere la folla che li aveva accerchiati gli agenti erano stati costretti ad esplodere alcuni colpi di pistola in aria. Un gruppo di residenti era infatti arrivato in soccorso dei rapinatori facendo fuggire, come hanno stabilito le indagini, proprio Altieri. I rapinatori, a bordo di scooter e travestiti con tute da lavoro, avevano fatto irruzione, armi in pugno e con il volto coperto da caschi, in uno stand del mercato ortofrutticolo, riuscendo ad immobilizzare i dipendenti e a trafugare denaro contante e un orologio che il titolare dello stand portava al polso.
    Le volanti erano riuscite ad intercettarli durante la fuga, inseguendoli fino alla Kalsa, dove, durante le fasi dell'arresto, si era verificato un parapiglia che aveva consentito ad Altieri, aiutato da un altro uomo sopraggiunto con un motociclo, di dileguarsi. Stamane gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Palermo nei suoi confronti.
    Palermo, aiutato a fuggire dalla folla alla Kalsa dopo la rapina: arrestato - Giornale di Sicilia

    Antoci: "Tecniche efferate dei piromani: danno fuoco ai gatti e li fanno correre tra i cespugli"
    PALERMO. «Cinquecento fuochi non si innescano per autocombustione. Aspettavano lo scirocco». Ma trovare i responsabili non sarà facile, «perchè usano tecniche efferate. Usano gli animali come piromani. Danno fuoco ai gatti che correndo incendiano tutti i cespugli che toccano». Lo afferma Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, che in un'intervista al Corriere della Sera annuncia: «Ci costituiremo parte civile nei processi ai piromani».
    Antoci si dice convinto che tra i piromani ci siano anche i suoi nemici, «perchè la mafia dei pascoli faceva affari d'oro che abbiamo mandato all'aria. Loro prendevano i terreni del demanio in affitto e poi incassavano i contributi europei guadagnandoci il 2.000%. Tra il 2007 e il 2013 sono stati stanziati 3 miliardi di euro», spiega. «Con il nostro protocollo di legalità non possono più prenderli e a chi li aveva sono stati tolti. Non è abbastanza per dare fuoco a zone meravigliose?».
    Antoci: "I piromani: danno fuoco ai gatti e li fanno correre tra i cespugli" - Giornale di Sicilia

    I giudici sono in ritardo, e gli 'ndranghetisti vengono scarcerati
    Degli appartenenti al crimine organizzato in Calabria (già condannati in due gradi di giudizio) sono stati scarcerati perché i giudici non hanno depositato in tempo le motivazioni della sentenza
    Ivan Francese
    Uomini della 'ndrangheta scarcerati perché i giudici sono in ritardo e non hanno scritto la sentenza in tempo.
    La storia sembra incredibile ma è vera e arriva dalla Calabria, dove, come racconta Giuseppe Salvaggiulo su La Stampa, alcuni appartenenti alla criminalità organizzata, già condannati nei primi due gradi di giudizio, hanno potuto farla franca perché in undici mesi il magistrato competente non ha ancora depositato le motivazioni della sentenza.
    Tutto ha inizio nel 2010, quando il processo "Cosa mia" sulle attività malavitose di alcune famiglie della piana di Gioia Tauro aveva trascinato sul banco degli imputati figure di primo piano nel crimine organizzato, cui erano contestati complessivamente 52 omicidi e altri 34 tentati omicidi fra gli anni Ottanta e Novanta, oltre alla gestione di un elaborato sistema tangentizio.
    Con tempi insolitamente rapidi, nel 2013 la corte d'assise aveva emesso 42 condanne per oltre trecento anni di carcere e oltre 3200 pagine di sentenza, mentre i giudici d'appello a luglio dell'anno scorso ne avevano confermato l'impianto.
    Peccato che da allora siano trascorsi undici mesi, senza che il giudice abbia mai depositato le motivazioni della sentenza. Impedendo così il passaggio in Cassazione prima della scadenza dei termini della carcerazione preventiva, che invece sono ormai sopraggiunti, permettendo agli uomini e alle donne della 'ndrangheta di lasciare la prigione.
    Gli altri casi analoghi
    E quello di "Cosa Mia" non è l'unico caso. A Catanzaro si celebra in questi giorni il processo Revenge, che sarebbe dovuto iniziare nel 2011 ma è slittato di ben sei anni perché non si riusciva a comporre il collegio giudicante. E il procedimento contro i caporali di Rosarno, iniziato invece oltre sei anni fa, non è ancora arrivato alla sentenza di primo grado.
    Altrettanti esempi di una giustizia che fatica a camminare in un territorio in cui invece dovrebbe correre.
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    Il governo salva i Forestali con 1,7 miliardi
    Renzi stanzia più risorse per la Regione Sicilia per evitare una nuova Caporetto elettorale
    Gian Maria De Francesco
    Roma - Matteo Renzi cerca di evitare una nuova Caporetto elettorale in Sicilia dopo quella di Roma e di Torino e sceglie di inondare l'isola di contributi pubblici.
    È questa, in fondo, la sostanza del decreto enti locali approvato lunedì in tarda serata dal Consiglio dei ministri. Lo Stato, infatti, riconoscerà alla Regione Sicilia una compartecipazione fissa al gettito Irpef di circa 500 milioni di euro, mentre altri 285 milioni dal gettito Iva. La cifra, unita ai 900 milioni della legge di Stabilità 2016, porta a circa 1,7 miliardi il totale delle risorse assegnate.
    Con questi capitali il governo regionale, guidato da Rosario Crocetta e sostenuto dal Pd, potrà innanzitutto confermare i circa 23mila forestali, la cui posizione era in bilico dall'anno scorso, e progressivamente stabilizzare oltre 20mila precari di enti e partecipate regionali. Insomma, quasi 50mila posti di lavoro a carico della fiscalità generale. Basti pensare che l'allegato 1 della Finanziaria siciliana 2016, approvata lo scorso marzo in notevole ritardo, prevede una spesa di circa 1,7 miliardi per tutti questi capitoli. Esattamente la cifra devoluta da Palazzo Chigi.
    Esisteva un'alternativa meno dispendiosa? Sì. Lo conferma il fatto che Renzi stesso abbia rimandato l'emanazione del decreto al lunedì successivo alla débâcle elettorale e, soprattutto, una settimana dopo le polemiche legate agli incendi che hanno devastato la Regione. Stringere i cordoni della borsa sarebbe equivalso al de profundis per la giunta Crocetta e per il Pd locale, squassato dalle faide interne. Il rischio di consegnare la Sicilia al centrodestra o all'avanzante M5S, che alle amministrative ha eletto tre sindaci nella Regione, era reale. La soddisfazione espressa dal plenipotenziario renziano sull'isola, il sottosegretario Davide Faraone, e dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, che qui ha la sua «ridotta» elettorale, ha mascherato il timore di nuovi rovesci.
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  3. #543
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    Predefinito Re: Terryes

    "Non bussate sulle angurie"
    In Basilicata singolare iniziativa presa nel reparto ortofrutta a Pisticci in provincia di Matera
    Emanuela
    “Si prega la gentile clientela di non bussare sui cocomeri. Tanto non rispondono”. L’ironico ma perentorio “invito” è affisso nel reparto ortofrutticolo di un supermercato di Pisticci in provincia di Matera.
    Un cartello esposto proprio in corrispondenza delle angurie in vendita, con tanto di scritta ammonitrice che quasi rimanda al titolo di un film. Giallo.
    “Bussare” sul dorso del frutto è un'abitudine particolarmente in uso nel Mezzogiorno per capire se è maturo o no e, quindi, se è conveniente comprarlo. Il cliente tende l’orecchio, che deve essere particolarmente allenato ad “auscultare” la cavità dello sgargiante frutto estivo.
    La regola del consumatore “senza scrupoli” è: se il suono dell’anguria è sordo, cioè pieno, non è buona; se il suono dovesse dare l'idea del vuoto all'interno, il frutto preannuncia tutta la sua prelibatezza. Il criterio vale al contrario per il melone, più piccolo e di colore giallo o bianco.
    Tanti i consigli per gli acquisti su come imparare a bussare o, peggio, c'è anche chi, e qui siamo davvero nell’horror, scalfisce con le proprie unghie la buccia: se si nota un colore verdastro sulla mano, allora l'anguria sarà matura. Altrimenti bisogna desistere come per le famose mozzarelle di Totò in “Miseria e nobiltà”. Suggerimenti spericolati dal punto di vista igienico.
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    Allacci abusivi alla rete elettrica, danni per 40 mila euro: 4 arresti a Palermo
    PALERMO. I carabinieri hanno arrestato nel week-end a Palermo in una traversa di via Roma, in vicolo Bondio, due uomini e due donne con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica. I quattro sono stati sorpresi a sottrarre clandestinamente energia elettrica, mediante allaccio abusivo alla rete elettrica dell’Enel, allo scopo di alimentare le proprie abitazioni. Il danno è stato quantificato in circa diecimila euro ciascuno (totale 40 mila euro). Gli arrestati sono ai domiciliari in attesa del rito direttissimo. I carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno effettuato il sequestro amministrativo dell’ immobile per ordine del Tribunale di Palermo.
    L’edificio si compone di sei appartamenti dislocati su tre livelli. Durante le operazioni di sequestro i militari hanno notato che nel vano sottoscala sono stati installati sei contatori dell’Enel tutti disattivati. Nonostante questo tutti gli appartamenti erano illuminati. Il personale Enel ha verificato e accertato 5 allacci abusivi alla rete elettrica, che sono stati realizzati con cinque coppie di cavi elettrici collegati alla linea del quadro Enel, dopo aver rimosso abusivamente i sigilli dei coprimorsetti e aver privato i fili conduttori Enel delle loro guaine. Gli allacci sono stati rimossi dal personale Enel e imbustati e sono stati posti sotto sequestro penale. L’impianto della palazzina è stato messo in sicurezza. I quattro arrestati non hanno un regolare contratto con la società elettrica.
    I carabinieri dall’inizio del 2016 hanno arrestato per furto di energia elettrica 123 persone 97 uomini e 26 donne e denunciato 86 persone, 48 uomini e 38 donne.
    Allacci abusivi alla rete elettrica, danni per 40 mila euro: 4 arresti a Palermo - Giornale di Sicilia

    Esame per avvocato, doppia beffa
    «Errata la prova copiata sul web»
    «Hanno copiato soluzioni sbagliate, risposte errate. Già, perché gli elaborati apparsi sui siti internet erano sbagliati, contenevano risposte non corrette, a dimostrazione del fatto che in certi casi è meglio affidarsi alla propria preparazione piuttosto che avventurarsi per strade incerte». L'avvocato Luigi Vingiani, da anni presidente della commissione centrale che si occupa di esaminare gli aspiranti avvocati napoletani ragiona con il Mattino sull'ultimo esame.
    Dati ufficiali alla mano, anche quest'anno i numeri vanno letti in chiaroscuro, in uno scenario segnato dalla notizia dei copia-incolla da un sito internet (miniterno) e dalla decisione della Procura di Napoli di aprire un'inchiesta. Presidente Vingiani, ci aiuti a capire come è andata alla prova scritta sostenuta lo scorso dicembre alla Mostra d'Oltremare. «Cominciamo dai numeri: i compiti annullati sono oltre 300, 61 di questi sono stati annullati perché contenevano parti copiate da internet, tramite cellulari o altri apparecchi informatici. Gli altri 240 e passa compiti sono stati invece annullati perché contenevano dei segni di riconoscimento, perché erano in bianco o perché presentavano irregolarità evidenti nella stesura. Altra storia sono invece i compiti giudicati non idonei: si tratta di valutazioni nel merito, da parte dei colleghi di Milano impegnati nella correzione dei napoletani, rispetto alle tracce ministeriali».
    Su 4600 candidati solo 1396 ammessi all'orale, si tratta di un risultato negativo per Napoli? «Purtroppo sì, è stato ammesso solo il 31 per cento di candidati». Quando le prove orali?«A luglio il preappello, per il quale si può presentare domanda entro il 20 giugno, poi da settembre gli altri». Cosa accadrà a dicembre prossimo?«Se non ci sarà schermatura della Mostra, sarà impossibile controllare tutte le migliaia di candidati all'accesso alla professione di avvocato».
    Esame per avvocato, doppia beffa «Errata la prova copiata sul web» | Il Mattino

    PALERMO
    Omicidio dopo una lite condominiale a Borgo Nuovo, caccia ai complici
    PALERMO. Proseguono le indagini sull'omicidio di Vincenzo Barbagallo, 68 anni, ucciso con un colpo di pistola sparato alla testa, ieri, da Francesco Lo Monaco, dipendente della Rap, dopo l'ennesima lite per motivi di vicinato.
    L'assassino, che ha usato una 7.65, ritrovata dai carabinieri, è stato arrestato. Ma gli inquirenti stanno cercando di capire se al diverbio abbiano partecipato altre persone e se anche altri dunque abbiano fatto fuoco. Alcuni abitanti della zona, la lite è avvenuta nel quartiere Borgo Nuovo di Palermo, hanno raccontato, infatti, di aver sentito più colpi di pistola.
    I carabinieri hanno effettuato il test dello stub anche sulla vittima. Tra le due famiglie i rapporti erano tesi da tempo. L'ennesima lite sarebbe scoppiata per futili motivi.
    Spari dopo una lite condominiale a Borgo Nuovo, caccia ai complici - Giornale di Sicilia

    La «promessa» del posto di lavoro
    in un file tutti i nomi delle vittime
    di ​Viviana De Vita
    Posti di lavoro in cambio di soldi. Sono racchiusi in un file tutti i retroscena del grande affare messo in piedi da una nota agenzia per pratiche universitarie operante in città dietro la quale si nasconderebbe una vera e propria centrale della truffa. In quel documento ci sarebbero infatti tutti i nominativi dei clienti dell’agenzia che avrebbero sborsato fino a 100mila euro per ottenere un contratto a tempo indeterminato che, la titolare del centro, prometteva vantando amicizie influenti ma che, in realtà, non sarebbe mai stato sottoscritto.
    L’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Marco Colamonici che, in seguito ad una dettagliata denuncia sta indagando sul caso di una famiglia salernitana giunta a sborsare, in poco meno di un anno, l’esorbitante somma di 100mila euro per far ottenere al figlio un contratto a tempo indeterminato con la Rai e su quello analogo di una 55enne che avrebbe consegnato 20mila euro per un contratto con le Ferrovie dello Stato, potrebbe allargarsi a macchia d’olio portando a galla decine di casi. In quel documento, contenuto in una pen drive, ci sarebbero infatti anche i nominativi delle matricole dell’Ateneo di Fisciano che avrebbero pagato con la promessa di accessi agevolati alla facoltà di medicina.
    È questo un altro delicato tassello del fascicolo; la titolare dell’agenzia è stata infatti già rinviata a giudizio per truffa e millantato credito perché si sarebbe fatta consegnare 10mila euro dalla madre di un’aspirante matricola promettendo l’ingresso alla facoltà di Medicina in Spagna aggirando così la normativa italiana sui test d’ammissione. Secondo le accuse rappresentate dalla Procura, la somma richiesta fu da principio quella di 7mila euro ma, dopo qualche settimana, comunicando alla signora che il figlio era stato ammesso all’ateneo di Bari, la donna si sarebbe fatta consegnare altri 1.600 euro sostenendo infine che era riuscita a ottenere il trasferimento da Bari a Salerno e incassando così altri 1768 euro. C’è poi il caso di un’altra matricola che, invece, avrebbe pagato 600 euro per un’iscrizione alla Sapienza che, invece, non sarebbe neppure stata registrata.
    Sono quindi innumerevoli i casi al vaglio della Procura e che lasciano ipotizzare che dietro quell’agenzia pubblicizzata con il solo scopo di agevolare gli studenti per le pratiche universitarie, vi sia un grosso giro finalizzato alla truffa. Nella denuncia depositata alcune settimane fa sul tavolo del sostituto procuratore Marco Colamonici si parla infatti di altre persone che, collegate alla 38enne, sarebbero a tutti gli effetti partecipi del raggiro. Si tratterebbe però solo di “attori” dei quali la donna si servirebbe per rendere più convincenti le sue promesse.
    La «promessa» del posto di lavoro in un file tutti i nomi delle vittime | Il Mattino

    Roma, anziana muore dimenticata nel bagno dell'ospedale. Infermiera a processo
    Un'infermiera dell'ospedale di Roma ha dimenticato nel bagno dell'ospedale una signora malata di tumore. Gli addetti alla pulizia hanno trovato la paziente morta
    Anna Rossi
    La signora Lucia era ricoverata in ospedale perché aveva un tumore e soffriva di insufficienza respiratoria, una mattina ha chiesto di andare in bagno, ma l'infermiera la[sic!] dimenticata lì: così la signora Lucia è morta.
    E' accaduto a Roma, all'ospedale Israelitico. Il 2 ottobre 2011, Lucia era ricoverata nel reparto di oncologia per un tumore e per insufficienza respiratoria. Alle 6,45 del mattino aveva suonato il campanello di richiamo per l'assistenza perché sentiva il bisogno di andare in bagno. Arriva l'infermiera, l'accompagna ai servizi, poi la donna finisce il turno e dimentica di compilare il registro delle consegne.
    Lucia resta sola nel bagno. L'infermiera si era completamente dimenticata di lei e non ha avvertito i colleghi che la paziente era in bagno. Dopo qualche ora, un addetto alle pulizie trova la signora Lucia accasciata accanto al water con la testa appoggiata al muro.
    Come scrive Ilmessaggero, immediatamente, l'ospedale aveva denunciato il fatto così che sono scattate le indagini. Inizialmente la procura aveva chiesto l'archiviazione del caso, poi il gip ha accusato l'infermiera di omicidio colposo e a un anno di reclusione. Ora, il caso è stato riaperto e Lucia rischia di essere indagata anche per abbandono d'incapace.
    Roma, anziana muore dimenticata nel bagno dell'ospedale. Infermiera a processo - IlGiornale.it

    Salerno, cinque minorenni violentano a turno una sedicenne: "Un branco di ragazzi normali"
    La brutale aggressione avvenuta in un garage. La ragazzina ha raccontato tutto ai genitori che hanno sporto denuncia
    Cinque minorenni sono stati arrestati dai carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore per aver violentato a turno una sedicenne. I cinque ragazzi, tutti originari di San Valentino Torio (Salerno), sono di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Le violenze sono avvenute la notte scorsa quando i giovani aggressori hanno avvicinato la ragazza mentre camminava a piedi per le vie del centro di San Valentino Torio.
    La notte scorsa, infatti, i cinque minorenni hanno avvicinato la ragazza mentre camminava a piedi per le vie del centro di San Valentino Torio, conducendola con la forza all'interno di un garage, dove - a turno - l'hanno costretta a subire un rapporto sessuale completo. La vittima ha raccontato tutto ai genitori e ha presentato una denuncia ai carabinieri di Sarno. Nell'ospedale "Martiri di Villa Malta" le sono stati riscontrati i segni evidenti della violenza sessuale subita.
    I militari di Sarno hanno identificato e rintracciato i cinque minori nelle rispettive abitazioni. Sono stati portati al centro di prima accoglienza a disposizione della procura presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno.
    Carabinieri: "Il branco di ragazzi normali"
    Ragazzi "normali", nessun pregiudicato tra i cinque giovanissimi, tra i 15 e i 17 anni che sono accusati di aver violentato una sedicenne di Sarno (Salerno) a San Valentino Torio. Da quanto al momento si è appreso la vittima frequentava abitualmente San Valentino Torio ma non aveva rapporti di amicizia con il gruppo. Al vaglio degli inquirenti, la posizione di ogni singolo coinvolto, per accertare le responsabilità nella vicenda.
    Salerno, cinque minorenni violentano a turno una sedicenne: "Un branco di ragazzi normali" - Tgcom24

    Benevento, appalti truccati al Comune: 10 arresti. Buste offerte lette con strumento ottico chirurgico
    Secondo lʼaccusa, le ditte compiacenti che venivano favorite versavano al funzionario una mazzetta del 7%
    I carabinieri di Benevento hanno eseguito dieci arresti, nei confronti fra gli altri di un dirigente del Comune ed alcuni imprenditori edili, in relazione ad appalti truccati per lavori pubblici relativi al progetto "Più Europa". Dalle indagini, coordinate dalla Procura, è emerso che per conoscere in anteprima le offerte contenute nelle buste sigillate veniva utilizzato un sofisticato strumento ottico usato in chirurgia specialistica.
    Lo strumento usato per conoscere in anticipo le offerte contenute nelle procedure di partecipazione era un laparoscopio, una speciale microtelecamera utilizzata nella medicina chirurgica. Secondo l'accusa, le ditte compiacenti che venivano favorite versavano al funzionario una tangente del 7%. Le dieci persone arrestate sono tutte accusate dei reati di corruzione e turbata libertà degli incanti.
    Benevento, appalti truccati al Comune: 10 arresti. Buste offerte lette con strumento ottico chirurgico - Tgcom24

    Timbravano cartellino Asl Caserta ma facevano jogging o shopping
    Indagati anche due medici per certificati di morte senza visita
    Napoli - Nonostante figurassero al lavoro, dopo aver timbrato il cartellino marcatempo, si allontanavano dagli uffici per dedicarsi allo shopping, per fare jogging oppure per accompagnare i figli a scuola. Il quadro di illegalità è emerso nell'ambito delle indagini, coordinate dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, che hanno portato all'esecuzione di 16 misure cautelari nei confronti di dipendenti dell'Asl di Caserta: nove indagati sono finiti agli arresti domiciliari e sette sono stati sospesi dal pubblico impiego. Tra gli indagati anche cinque dirigenti in servizio presso il Distretto 13 di Maddaloni in via Caudina. I reati contestati, a vario titolo, sono truffa e false attestazioni o certificazioni in concorso, con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno di un ente pubblico, di aver cagionato alla parte offesa un danno patrimoniale di rilevante entità e con violazione di doveri inerenti a una funzione pubblica o a un pubblico servizio.
    Le indagini, condotte dai carabinieri della Stazione di Valle di Maddaloni, si sono protratte da ottobre a dicembre 2015 e si sono servite di attività di videoripresa, pedinamenti e analisi dei tracciati dei cartellini magnetici di riconoscimento, consentendo così di accertare come gli indagati lasciassero il posto di lavoro subito dopo aver registrato la loro presenza mediante l'avvicinamento del badge in dotazione alla macchina cosiddetta marcatempo, all'inizio della giornata lavorativa, ottenendo così un'ingiusta corresponsione e arrecando un danno all'amministrazione stimato dai 450 ai 3.400 euro. Sono stati, inoltre, documentati i casi in cui alcuni dei destinatari del provvedimento, utilizzando i badge dei colleghi assenti, ne registravano fraudolentemente l'inizio del servizio. Dalle indagini - si legge in una nota del procuratore sammaritano, Maria Antonietta Troncone - è, inoltre, emersa la responsabilità di due dirigenti dell'Unità operativa di Medicina Legale circa la falsa attestazione, in alcuni certificati di morte, della loro presenza presso le salme al fine di rilasciare la necessaria autorizzazione al seppellimento.
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    "Rapine e furti in villa", scoperta una banda: 7 arresti fra Sicilia e Piemonte
    CARINI. Rapina a mano armata, furto in abitazione, ricettazione, evasione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Queste le accuse nei confronti di sette persone arrestate dai carabinieri tra la Sicilia e il Piemonte. Una operazione dei militari di Carini, supportati dal personale delle compagnie di Palermo San Lorenzo, Partinico, Arona (Novara) e Villanova D’Asti (Asti).
    In manette sono finiti: Andrea Marino (di 39 anni già detenuto al “Pagliarelli” di Palermo), Michele Viola (palermitano di 38 anni, già ai domiciliari), Natale lo Cicero (palermitano di 40 anni, emigrato nel comune di San Damiano d’Asti), Girolamo Savasta (palermitano di 34 anni, domiciliato ad Isola delle Femmine).
    Altri persone sono stati sottoposti agli arresti domiciliari: Nunzio Arculeo (di 28 anni domiciliato a Partinico), Andrea Scafidi (palermitano di 25 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari), Alessandro Fanara (carinese di 33 anni, emigrato nel comune di Fosseno). Infine è stato sottoposto all’obbligo di dimora anche il 29enne di Carini Giovanni Bergamino.
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    Predefinito Re: Terryes

    A TARANTO
    Bimbo cade dalle scale
    parenti devastano ospedale
    TARANTO - Un bimbo di due anni ieri pomeriggio è caduto dalle scale interne di un palazzo del quartiere Paolo VI di Taranto, facendo un volo di circa quattro metri, e riportando gravi ferite alla testa. Dopo la caduta è stato soccorso dal 118 e trasportato prima all’ospedale Moscati e successivamente all’ospedale Santissima Annunziata dove è stato ricoverato con riserva di prognosi. Le sue condizioni sono comunque in via di miglioramento.
    L’Asl in una nota denuncia vere e proprie azioni vandaliche all’ospedale Moscati «da parte di alcuni cittadini» dopo il ricovero del bambino. Sono state danneggiate porte e finestre ed è stato messo a soqquadro il reparto di radiologia «nonostante - osserva l’Azienda sanitaria locale - la totale abnegazione del personale sanitario impegnato a salvare, come sempre, vite umane. In questo caso, la vita di un bimbo di due anni. Il danneggiamento di un ospedale rappresenta una vera sconfitta morale, privo di senso civico».
    Il personale sanitario dell’ospedale Moscati, puntualizza l'Asl, «ha privilegiato la vita di un bambino anziché rispondere alle aggressioni di alcuni facinorosi, i quali anziché apprezzare la completa assistenza sanitaria, con un ricovero successivo nell’interesse del piccolo paziente presso il presidio ospedaliero Santissima Annunziata, dove sono presenti tutti i reparti chirurgici, hanno pensato bene di danneggiare quanto di utile è presente al Moscati». La polizia è stata "costretta ad intervenire - conclude la nota - anche durante il ricovero ospedaliero avvenuto al Santissima Annunziata».
    Bimbo cade dalle scale parenti devastano ospedale - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    106 anni prenota gli esami
    L'Asl Bari: venga tra un anno
    Il caso di una ultracentenaria originaria sarda (è di Oristano) e residente nel capoluogo pugliese. La donna si è rivolta a una struttura privata
    Alla fantastica età di 106 anni, rivolgersi alla Asl per prenotare un esame e sentirsi fissare un appuntamento a un anno è decisamente di buon augurio. Viene voglia di invitare l’impiegato del centro unico di prenotazione e tutti il personale della Asl a brindare alla salute e alla lunga vita. Ma al di là degli scherzi e dei presagi favorevoli queste sono cose che accadono. E così Giovanna Marras, 106 anni, vedova, pensionata, originaria di Oristano ma residente a Bari, si ritrova a dover fare i conti con le liste di attesa, non facilmente conciliabili con la patologia e l’età avanzata.
    Circa un mese fa il geriatra che segue l’anziana signora, a seguito dei risultati di alcune analisi del sangue, le prescrive una serie di esami diagnostici specifici tra cui un «ecodoppler total body» con enzimi cardiaci.
    La signora Giovanna vive con una nipote che si rivolge alla Asl per prenotare l’esame, contando di usufruire del servizio sanitario nazionale e dell’esenzione dal ticket a cui la donna ha diritto. Allo sportello le rispondono che le prime date disponibili sono per giugno 2017. Al di là dell’augurio di lunga vita l’esame resta urgente e la nipote decide di far eseguire privatamente alla nonna tutte le analisi prescritte dal geriatra: conto 1.256 euro.
    Sistemato l’aspetto sanitario urgente, la donna non si arrende e decide di interessare l’Agitalia (associazione per la giustizia italiana) per denunciare la cosa e valutare possibili azioni legali a tutela dei diritti del malato. L’ufficio legale si è messo all’opera per avviare un’azione civilistica per il rimborso della somma spesa, in considerazione del fatto che la signora Giovanna avrebbe avuto diritto a eseguire l’esame in modo assolutamente gratuito e in tempi ragionevoli, in considerazione della sua età e del suo stato di salute.
    A 106 anni prenota gli esami L'Asl Bari: venga tra un anno - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Ferisce a coltellate il rivale 82enne per confini agricoli
    Due anni fa gli aveva sparato
    di nuovo in manette Antonio Marano: due anni fa aveva esploso alcune pistolettate contro la stessa vittima. Era tornato in libertà da poco
    Ha rischiato di finire in tragedia una lite per rancori personali tra due anziani ultraottantenni a Rocchetta Sant'Antonio, piccolo centro del sub appennino dauno in provincia di Foggia. Un uomo di 81 anni, Antonio Marano, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio ai danni di Armando d’Antuono, di 82 anni, ferito con numerose coltellate al volto e alle braccia. d’Antuono è stato medicato negli Ospedali Riuniti di Foggia e guarirà in 25 giorni, mentre i carabinieri hanno bloccato l'aggressore, sequestrando l’arma usata per il ferimento, un coltello con lama di 46 centimetri, che gli era stata sfilata da alcune persone che avevano assistito alla scena.
    Secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri, Marano sarebbe arrivato in corso Principe Umberto con la propria auto e, alla vista di d’Antuono seduto in un bar, sarebbe sceso dalla vettura estraendo un coltello e aggredendo il rivale.
    Marano si era reso protagonista di un episodio simile nel maggio del 2014, quando aveva sparato alcuni colpi di pistola contro d’Antuono; arrestato e posto ai domiciliari, era tornato in libertà il 22 giugno scorso. Il movente delle aggressioni sarebbe riconducibile a controversie per i confini di alcuni fondi agricoli. Ora Marano è rinchiuso nel carcere di Foggia.
    Ferisce a coltellate il rivale 82enne per confini agricoli Due anni fa gli aveva sparato - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Napoli, liposuzione killer
    paziente muore a 65 anni
    di Maria Chiara Aulisio
    A. R., 65 anni, era un bell'uomo: alto, elegante e molto attento alla forma fisica. Aveva già fatto ricorso a quella dottoressa quando lo scorso anno decise di sottoporsi a dei trattamenti estetici per idratare la pelle del viso e cancellare qualche segno del tempo grazie ad alcune tecniche di ringiovanimento che il medico praticava nel suo centro estetico sulla collina di Posillipo. Dalle rughe all'adipe il passo è stato breve e, purtroppo, fatale: A. R. muore dopo circa venti giorni di agonia dall'intervento.
    Ma andiamo con ordine: era lo scorso febbraio quando la dottoressa, nel corso di uno dei trattamenti al viso a cui A. R. si sottoponeva, gli propose, in vista della stagione primaverile in arrivo, un «banale» intervento di laserlipolisi per eliminare quel po' di pancetta di cui il paziente si lamentava, grasso localizzato che resisteva alla dieta e agli esercizi fisici. Una «pratica garantita», la laserlipolisi, un intervento che la stessa dottoressa definì «miracoloso» aggiungendo di averne realizzati con successo ben duecento in appena sei mesi. Una grande soddisfazione soprattutto perché - raccontoancora la specialista - era stata la prima a importare qui a Napoli questa nuova tecnica più simile a un prodigio che a un intervento. Provare per credere: un'ora di trattamento per nulla invasivo, iper garantito e dai risultati immediatamente visibili.
    A. R., manager di una importante casa di prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, già sofferente di una forma di epatopatia cronica, si lascioconvincere facilmente fissando anche la data della seduta di laserlipolisi che sarebbe stata effettuata nello studio di Posillipo il 17 febbraio, ore 10. Costo: mille euro. Tutto bene, almeno apparentemente: dopo l'intervento l'uomo tornoa casa anche piuttosto soddisfatto ma ben presto comincioad avvertire una serie di disturbi. Quali? Da un generale stato di malessere all'insorgenza di una improvvisa forma di ittero.
    Allarme in famiglia e, naturalmente, più di una telefonata alla dottoressa che, rivendicando la buona riuscita del suo intervento, consigliougualmente ai familiari il trasporto del paziente in ospedale per cercare di capire che cosa stesse accadendo. Immediato il ricovero al Fatebenefratelli mentre le condizioni di A. R. cominciarono a peggiorare visibilmente: dopo una serie di accertamenti i medici dell'ospedale formulano la diagnosi: «Insufficienza epatica acuta per stato settico da recente intervento di laserlipolisi addominale in paziente affetto da cirrosi epatica Hcv correlata».
    Da quel momento - raccontano i familiari rappresentati dagli avvocati Paolo e Valerio Minucci - le condizioni di salute di A. R. giorno dopo giorno si fecero sempre più gravi: A. R. muore alle 8 del mattino del 14 marzo 2016.
    Liposuzione killer a Posillipo, manager muore a 65 anni | Il Mattino

    A CANICATTI'
    Gruppi di Whatsapp segnalano la presenza delle forze dell'ordine, indagini
    CANICATTI'. Gli investigatori del commissariato di polizia di Canicattì (Ag) in collaborazione con i colleghi della polizia stradale indagano su alcuni gruppi di pregiudicati che, attraverso whatsapp, segnalano la presenza di pattuglie che effettuano servizi straordinari di controllo del territorio e posti di blocco o l'avvicinarsi di appartenenti a polizia e carabinieri ai luoghi di spaccio. Le ipotesi di reato ipotizzate in questa prima fase sono quelli di ostacolo al corso della giustizia o favoreggiamento personale.
    Gruppi di Whatsapp segnalano la presenza delle forze dell'ordine, indagini - Giornale di Sicilia

    Si «gonfiava» lo stipendio
    condannato dipendente
    POTENZA - La Corte dei Conti della Basilicata ha condannato un dipendente della Provincia di Matera a risarcire 282.670 euro, «accumulati» in un decennio (dal 2005 al 2014), grazie a un «sistema» che gli permetteva di «auto accreditarsi» somme maggiori rispetto a quelle previste dal suo stipendio mensile.
    La vicenda inizia nel 2014 quando il presidente della Provincia, Franco Stella, e il dirigente responsabile del Servizio personale, Carmela Gerardi, si accorgono di alcuni accrediti anomali sul conto del dipendente (che lavorava proprio all’ufficio stipendi), dando quindi il via a una serie di controlli. Dai primi accertamenti non emergono errori nei cedolini di altri dipendenti, ma solo su uno, e anche il totale delle retribuzioni elencate nella documentazione allegata ai mandati di pagamento degli stipendi corrispondeva al totale riportato sul documento «netti in busta».
    Le anomalie, invece, vengono riscontrare negli effettivi esborsi della Provincia: in pratica i documenti risultano in regola fino a quando non viene disposto, dallo stesso dipendente, l’ordine di bonifico alle banche tramite procedura telematica, manomettendo il programma di gestione delle paghe. Dalle successive indagini emerge quindi che gli stipendi vengono «gonfiati», arrivando a 282.670 euro in dieci anni.
    La Corte ha quindi condannato al risarcimento del danno anche alcuni dirigenti e funzionari dell’ente provinciale per non aver controllato l’operato del dipendente, e le banche che tra il 2005 e il 2014 hanno effettuato il servizio di tesoreria, per aver corrisposto le somme in base a una documentazione falsa, e in formato elettronico, invece di utilizzare mandati di pagamento in forma cartacea.
    Si «gonfiava» lo stipendio condannato dipendente Provincia di Matera - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Clonazione di carte di credito a Palermo: 17 condanne dopo la truffa milionaria
    PALERMO. Mentre l’operazione “Free money”, che sta smantellando un'organizzazione specializzata nella clonazione di carte di credito, continua a portare a nuovi arresti, in Tribunale arrivano le prime condanne per chi era finito in manette negli scorsi mesi. Ad alcuni è stata contestata l'aggravante della transnazionalità che ha fatto lievitare le condanne.
    Secondo le indagini, la base operativa del gruppo era a Palermo, ma con ramificazioni anche in ambito nazionale e con profili internazionali: aveva propaggini internazionali in Ucraina e Romania. L'operazione, denominata "Free Money", era scattata dopo la denuncia presentata alla squadra mobile dal direttore di un istituto di credito cittadino, relativa ad un tentativo di frode con carte di credito clonate, avvenuto attraverso l'utilizzo illecito di un pos appartenente a una ditta di autonoleggio con sede a Palermo. Il giro d'affari accertato dagli investigatori ammonta a circa 3 milioni di euro. Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, riscontrate, tra l'altro, da servizi di pedinamento, osservazione sul territorio e accertamenti bancari.
    Clonazione di carte di credito a Palermo: 17 condanne - Nomi e foto - Giornale di Sicilia

    Prima comunione da star: il manifesto gigantesco sulla statale
    "Tanti auguri, principessa!": il gesto eccessivo di due genitori ha fatto discutere. Il sacramento celebrato con la gigantografia di una bambina in costume sulla statale 96
    Elisabetta Rossi
    Tra carrozze con cavalli e feste degne d'un matrimonio miliardario, le stranezze - e pacchianità - da prima comunione continuano: l'ultimo ritrovato sembra essere il cartellone pubblicitario, con gigantografia del festeggiato/a e gli auguri da parte dei parenti.
    E' il caso del manifesto 6x3 sulla statale 96, in direzione Altamura: "Tanti auguri per la tua prima comunione, principessa!", più tre scatti diversi della bambina in questione, con costumi da bagno - degni di un servizio fotografico.
    In un modo o nell'altro - come riporta il Quotidiano Italiano di Bari -, il manifesto ha fatto discutere e storcere il naso a molti. C'è chi crede che la bimba - "principessa" - sia troppo svestita, in modo poco consono al sacramento. C'è chi sostiene che no, il problema non è l'abbigliamento della piccola, quanto il concetto stesso alla base del manifesto, celebrazione kitsch e pacchiana dell'evento religioso. Alcuni si chiedono addirittura se il cartellone non sia una sorta di "presa in giro", uno scherzo per denunciare l'eccesso di certi festeggiamenti. Quale sia il vero motivo, la gigantografia rimane dove si trova, guadagnandosi le occhiate allibite degli automobilisti.
    Prima comunione da star: il manifesto gigantesco sulla statale - IlGiornale.it



    Napoli, ancora spari all'impazzata
    raid intimidatori, paura tra la gente
    Ancora un raid intimidatorio nel quartiere Soccavo a Napoli, il quinto negli ultimi tre giorni. L'ultimo è avvenuto la scorsa notte, poco prima delle 3, in via de Civitate Dei dove sono stati esplosi 6 colpi di arma da fuoco a salve. Potrebbe trattarsi anche in questo caso, come in quelli precedenti, di una «stesa», un raid intimidatorio con colpi sparati all'impazzata messo in atto da gruppi spesso di giovani per ribadire il proprio predominio sul territorio.
    Ancora spari all'impazzata a Napoli | Il Mattino

    Napoletano arrestato subito dopo le nozze per tentato omicidio
    I carabinieri di Rimini gli hanno lasciato giusto il tempo di dire sì. A nozze celebrate, a Montecchio di Vallefoglia (Pesaro Urbino), Emanuel Karim Camaldo, 22 anni, origini napoletane, è stato sottoposto a fermo con l'accusa di tentato omicidio.
    I sospetti su di lui si erano concentrati a poche ore dal ferimento a colpi di pistola del 51enne riminese Augusto Mulargia, il 5 aprile. Da una serie di indizi, a partire dall'auto da cui partirono gli spari i militari hanno ristretto il cerchio. Attraverso il numero di targa, segnalata da testimoni, hanno trovato la macchina e hanno eseguito l'esame Stub alla ricerca di residui di polvere da sparo.
    Altro elemento la comparazione del DNA fatto dal Ris di Parma su mozziconi di sigaretta. L'esito ha consentito di appurare che il profilo genotipico corrispondeva a quello di Camaldo, confermando la sua presenza sul luogo dell'agguato. Le intercettazioni, secondo i carabinieri e il Pm Luca Bertuzzi, lasciavano pochi dubbi circa il coinvolgimento di Camaldo.
    Napoletano arrestato subito dopo le nozze per tentato omicidio | Il Mattino

    Modena, uccide la ex compagna e nasconde il cadavere nel frigorifero in cantina
    Dopo una lite ha ucciso la ex compagna, Betta Fella, di 55 anni, e ne ha poi nascosto il corpo nel frigorifero della cantina della palazzina di Modena dove la donna viveva. A compiere l'omicidio il pregiudicato Armando Cano che ha ammesso di averla strangolata. Sono stati i vicini a chiamare i vigili del fuoco avvertendo un odore acre nell'edificio. I pompieri hanno trovato il cadavere, che era in avanzato stato di decomposizione.
    Il delitto sarebbe avvenuto al termine dell'ennesimo litigio tra i due. L'uomo, che aveva alcuni precedenti penali, in passato era stato denunciato per maltrattamenti dalla ex compagna.
    Cano stato raggiunto dalla polizia intorno alle 2 nell'abitazione di una conoscente a Castelfranco Emilia. Con sè aveva le chiavi della casa della vittima e della cantina dove è stato ritrovato il corpo. Tradotto in carcere, dovrà rispondere di omicidio e occultamento di cadavere.
    Modena, uccide la ex compagna e nasconde il cadavere nel frigorifero in cantina - Tgcom24

    Diffusione del cognome CANO - Mappe dei Cognomi Italiani

    Diffusione del cognome FELLA - Mappe dei Cognomi Italiani

    Concorsi universitari truccati
    reati prescritti, pm archivia
    BARI - Il Tribunale di Bari, su richiesta della Procura, ha archiviato per prescrizione di tutti i reati una delle indagini sui presunti concorsi truccati alla facoltà di Medicina dell’Università di Bari. Si tratta del fascicolo aperto dagli allora pm barese Emanuele De Maria e Francesca Romana Pirrelli sui concorsi per ordinari in Medicina interna risalenti agli anni 2005-2007.
    Gli indagati, tutti docenti universitari, rispondevano di associazione per delinquere, falso, interesse privato in atti pubblici e abuso d’ufficio. Tra questi c'erano gli allora ordinari Giuseppe Palasciano e Francesco Dammacco che, stando all’iniziale ipotesi accusatoria, avrebbero tentato di pilotare le selezioni imponendo propri candidati.
    Le indagini dei Carabinieri portarono a perquisizioni e acquisizioni di centinaia di documenti e file finiti in decine di faldoni sulle scrivanie dei pm baresi. A dieci anni dai fatti, però, i reati sono ormai prescritti e ora il pm della Procura di Bari che ha ereditato il fascicolo, Luciana Silvestris, prima ancora che si accerti in un processo se quei reati siano stati commessi oppure no, ha chiesto e ottenuto l'archiviazione.
    Concorsi universitari truccati reati prescritti, pm archivia - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    "Falsi tumori per giustificare interventi estetici", 3 medici ai domiciliari a Messina
    di Silvia Iacono
    MESSINA Tre medici del policlinico "G. Martino" di Messina sono agli arresti domiciliari. L’accusa per loro è di aver certificato tumori per giustificare interventi di chirurgia estetica e di aver intascato proventi illeciti.
    I tre medici dal 2011 avrebbero dissimulato interventi di chirurgia estetica additiva, come la mastoplastica, certificando l’esistenza di patologie oncologiche, di origine traumatica o mal formativa. In alcuni casi sarebbe stato necessario un secondo intervento per la sostituzione delle protesi difettose. Alle pazienti sarebbe stato chiesto il pagamento delle protesi impiantate, per importi di qualche migliaio di euro, di cui i medici si appropriavano, omettendo di dichiarare all’azienda sanitaria l’indebito compenso ricevuto.
    Inoltre le protesi impiegate sarebbero di una diversa tipologia rispetto a quelle in uso alla farmacia del Policlinico, in palese violazione del protocollo sanitario. I tre medici avrebbero eluso il sistema con l’apposizione sulle cartelle cliniche di etichette non corrispondenti a quelle delle protesi impiantate. Oltre ad un evidente danno economico arrecato all’azienda per il mancato versamento delle somme corrisposte dalle pazienti, ci sarebbe anche utilizzazione di sale operatorie e apparati della struttura pubblica in modo improprio.
    Nell’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip di Messina Tiziana Leanza, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Antonella Fradà, nei confronti dei responsabili dei reati di falso materiale e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, peculato e truffa aggravata nell’esercizio delle loro funzioni.
    "Falsi tumori per giustificare interventi estetici", 3 medici ai domiciliari - Giornale di Sicilia

    Scippata appena arriva a Napoli: l'ira di Lady Cnn contro Giggino
    È a Napoli da 3 minuti quando la nuora del proprietario della Cnn quando viene aggredita. Sventata la rapina, scrive al sindaco
    Sergio Rame
    Angela Della Costanza Turner ricorderà la sua vacanza a Napoli nel peggiore dei modi possibili.
    Come nel peggiore dei cliché, la nuora del proprietario della Cnn Ted Turner, magnate dell'informazione, ha subito uno scippo. Come racconta l'Huffington Post, alcuni balordi hanno provato a rubarle l'orologio mentre si trovava la sua Porsche Carrera.
    Lunedì pomeriggio Angela Della Costanza Turner è stata aggredita in via Marina. Era ferma ad un distributore di benzina e aveva il braccio fuori dal finestrino. Due persone in sella allo scooter hanno provato a sfilarle un prezioso Patek Philippe, ma la donna ha reagito con fermezza sventando così la rapina e mettendo in fuga i due malviventi. Passato lo spavento Angela Turner, che nella colluttazione ha riportato escoriazioni alla mano, si è fiondata in Questura per denunciare i due rapinatori. Poi ha affidato a Fanpage una lettera di fuoco in cui chiede al sindaco di Napoli Luigi de Magistris garanzie per tornare.
    "Caro sindaco - scrive la Rurner - sono Angela e dopo 3 minuti che ero nella sua città, mi hanno aggredita. E da tanti anni avevo un sogno. Infranto in tre minuti. Volevo vedere Napoli". Qualche amico l'aveva pure avvisato. "Non portarti quell'auto - le avevano detto - e non indossare neanche nulla di prezioso o di appariscente. Sai, quella è Napoli". Ma lei si è fatta forza dicendosi che Napoli è una città europea. "Tanti amici ci sono stati, e se ne sono innamorati - si è chiesta prima di andarci - perché non dovrei essere me stessa?". Poi l'amarezza per la rapina. "Non le sto qua a dire quanto traumatico e scioccante sia stato per me, una donna sola, in uno città sconosciuta, aver dovuto combattere e urlare per lunghissimi attimi contro due persone che mi hanno messo le mani addosso, per portarmi via quello che è mio - tuona contro De Magistris - però le voglio scrivere perché lei è stato appena rieletto. E voglio chiederle quando Napoli diventerà una città europea, una città dove tutti possono essere quello che sono. Dove chiunque può prendere il mezzo che vuole, vestirsi come vuole, e venire da voi, a trovare un amico, a passare del tempo. Senza paura, senza aggressioni, senza violenza. Riuscirà lei - conclude la lettera - a vincere questa guerra e a regalare finalmente al mondo una città libera, sicura, europea? Io, caro sindaco, voglio tornare. Mi dica lei quando".
    Scippata appena arriva a Napoli: l'ira di Lady Cnn contro Giggino - IlGiornale.it



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    Predefinito Re: Terryes

    Avellino, controllore truffa studenti
    rilasciando falsi abbonamenti
    Si faceva consegnare dagli studenti pendolari le somme per sottoscrivere l'abbonamento all'Air, l'azienda interamente partecipata dalla Regione Campania che gestisce il trasporto urbano e interurbano in provincia di Avellino, rilasciando agli stessi ricevute provvisorie e falsificate dei titoli di viaggio.
    Un controllore dell'azienda è stato denunciato per truffa continuata, falsità materiale e sostituzione di persona, ed è stato immediatamente sospeso dal servizio. Accertamenti in corso su almeno venti truffe ai danni di altrettanti studenti residenti nei centri irpini di Calabritto, Senerchia e Caposele che frequentano gli istituti scolastici di Lioni e Avellino per un totale di 15 mila euro incassati negli ultimi due anni.
    Controllore truffa gli studenti rilasciando falsi abbonamenti | Il Mattino

    NEL BRINDISINO
    Picchia portinaio dell'ospedale e lo manda al pronto soccorso
    Arrestato un 39enne di Ostuni: è stato infastidito dalla richiesta di spostare l'auto. Voleva un ansiolitico
    Ha aggredito il portinaio dell’ospedale che gli aveva chiesto di spostare l’auto che aveva parcheggiato davanti alla sbarra d’ingresso, così da impedire l'entrata e l’uscita delle autoambulanze: Giuseppe Morelli è stato arrestato dalla polizia di Ostuni (Brindisi) e subito dopo rimesso in libertà.
    Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, l’uomo dopo aver picchiato il dipendente, colpendolo con la sua stessa stampella, sarebbe entrato nel Pronto soccorso per appropriarsi di un ansiolitico. In tasca i poliziotti gli hanno poi trovato un coltello a serramanico. Risponde di lesioni personali aggravate, furto, interruzione di pubblico servizio e porto di oggetti atti ad offendere. Il portinaio ha ferite giudicate guaribili in 15 giorni.
    Picchia portinaio dell'ospedale e lo manda al pronto soccorso - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Avellino, ladri narcotizzano la suora e rubano l'auto del parroco
    Irruzione dei ladri nella casa canonica della chiesa dell'Immacolata a Castel del Lago, piccolo centro al confine tra le province di Avellino e Benevento. Dopo essere entrati da una porta laterale, si sono imbattuti in una suora, ospite insieme ad altre consorelle della parrocchia, che hanno narcotizzato usando uno spray. Qualcosa non deve essere andato secondo le intenzioni dei ladri, che si sono dati alla fuga non prima di aver prelevato l'auto di don Paolo, il parroco, una vecchia utilitaria parcheggiata davanti alla chiesa. Salvo l'oro votivo custodito all'interno dei locali. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri.
    Avellino, ladri narcotizzano la suora e rubano l'auto del parroco | Il Mattino

    Sposo sorpreso con un'altra, rissa alle nozze a Caltanissetta
    di Rita Cinardi
    CALTANISSETTA. Quello che doveva essere "il più bel giorno" è finito nel peggiore dei modi. Un matrimonio preparato nei minimi particolari e al quale hanno preso parte quasi duecento persone è finito con una «scazzotata» tra i parenti dei novelli sposi.
    Tutto infatti avrebbe potuto immaginare il padre della sposa, tranne che trovare il novello genero appartato nella suite del locale, intento ad amoreggiare con una delle testimoni delle nozze che erano state celebrate appena qualche ora prima. L'episodio, davvero singolare, è successo a Caltanissetta, in una nota sala di ricevimenti in una vicina contrada, dove si è scatenata la rissa nata dall'incredibile scoperta fatta dal suocero, secondo quanto hanno raccontato i tanti ospiti che hanno assistito alla scena.
    Sposo sorpreso con un'altra, rissa alle nozze a Caltanissetta - Giornale di Sicilia

    A BARI-SANTO SPIRITO
    Studente e baby scippatore in manette dopo aggressione
    Il giovane, 15 anni, ha agito con un complice che è ricercato
    Uno studente quindicenne è stato arrestato dai carabinieri ed è stato posto ai domiciliari dopo aver compiuto una rapina a bordo di uno scooter sul lungomare Cristoforo Colombo, in zona Santo Spirito a Bari, insieme ad un complice minorenne che gli investigatori hanno identificato e stanno ricercando.
    Vittima della rapina è stata una donna di 30 anni che stava passeggiando quando sono piombati alle spalle i due 'baby-scippatorì. Uno dei due ragazzi le ha afferrato la borsa, la donna ha tentato di resistere ma è caduta a terra procurandosi alcune escoriazioni. I due rapinatori sono fuggiti con il bottino ma poco dopo una pattuglia di carabinieri ha bloccato il più giovane dei due rapinatori.
    Studente e baby scippatore in manette dopo aggressione - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Lite tra parenti nel Genovese: morto un uomo, tre fermati
    Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra mobile, i dissapori tra i due nuclei familiari andavano avanti da tempo per questioni di confini di proprietà
    Lite tra parenti nel Genovese: morto un uomo, tre fermati
    Tre persone sono state fermate dopo una lite tra parenti nel Genovese, che ha provocato un morto. La vittima è Francesco La Rosa, 65 anni. Feriti gravemente la moglie di La Rosa e sorella della vittima, Maria Teresa Bruzzese (60), e la figlia, Bruna, 32, trasportate entrambe in codice rosso negli ospedali San Martino e Galliera. Grave anche un 17enne. Fermati Carmelo Bruzzese, 77 anni, il figlio Vincenzo, 47, e il nipote della vittima Roberto, 43.
    Mentre Carmelo Bruzzese e il figlio sono stati fermati subito dopo il delitto, il nipote della vittima, Roberto Bruzzese, si era dato alla fuga: dopo un paio di ore è stato individuato in un casolare appartenente alla famiglia, nelle vicinanze di Pontedecimo, luogo della tragedia.
    Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra mobile, i dissapori tra i due nuclei familiari andavano avanti da tempo per questioni di confini di proprietà.
    Lite tra parenti nel Genovese: morto un uomo, tre fermati - Tgcom24

    Diffusione del cognome BRUZZESE - Mappe dei Cognomi Italiani

    Diffusione del cognome LA_ROSA - Mappe dei Cognomi Italiani

    Furbetti del cartellino, 24 indagati in Calabria
    Quattro dipendenti del Comune di Oppido Mamertina sono finiti ai domiciliari. Per gli altri obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria
    Reggio Calabria, 6 giugno 2016 - Nuovo caso di 'furbetti del cartellino', questa volta in provincia di Reggio Calabria. Sotto indagine sono finiti 24 dipendenti comunali di Oppido Mamertina, accusati di concorso in false attestazioni, con modalità fraudolenta, della presenza in servizio e truffa aggravata e continuata in danno dell'ente pubblico di appartenenza.
    Secondo l'accusa, infatti, i dipendenti arrivavano in ufficio e timbravano il cartellino, ma poi lasciavano il posto di lavoro. Quattro degli indagati sono finiti agli arresti dominciliari, mentre per gli altri venti è stata predisposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
    Furbetti del cartellino, 24 indagati in Calabria - Cronaca - quotidiano.net

    Ceglie, «sporcaccioni» beccati dalle telecamere
    CEGLIE - Sorridi, sei sulla foto-trappola. Gli sporcaccioni non hanno più vita facile a Ceglie Messapica e, a poche ore dall’installazione nell’agro dei nuovi dispositivi, fioccano già le prime denunce per i cittadini incivili che hanno violato l’ordinanza che vieta l’abbandono indiscriminato di rifiuti, anche ingombranti, nelle campagne. Sono, decine, infatti, i fotogrammi a disposizione delle autorità competenti che permetteranno di risalire ai trasgressori che rischiano multe dai 300 euro ai 3 mila euro.
    Adeguatamente nascoste, le foto-trappole immortalano chiunque abbia preso le vie delle zone rurali per discariche personali dove accatastare di tutto, dai materassi, a mobili o televisori. I dispositivi mobili stanno facendo il loro dovere fino in fondo, fotografando e filmando gli sporcaccioni all’opera. Un sistema che permette di svolgere un lavoro efficace. Le prove raccolte in queste prime ore sono schiaccianti: autoveicoli, targhe e altri dettagli che permetteranno d’inchiodare i trasgressori alle proprie responsabilità in maniera inequivocabile.
    Ceglie, «sporcaccioni» beccati dalle telecamere - home - La Gazzetta del Mezzogiorno



    PALERMO
    Furia a Cruillas: un morto e 4 feriti
    Rissa a coltellate finita nel sangue
    PALERMO. Ancora un omicidio a Palermo, il secondo in poche ore e a pochi chilometri uno dall'altro. Una rissa che si è trasformata in un duello con coltellate a Cruillas, una follia che ha viste coinvolte almeno sei persone. Il bilancio è pesantissimo: un uomo è rimasto ucciso, altri quattro feriti, un altro è in fuga, braccato dai carabinieri che stanno cercando di ricostruire l'accaduto, ma sarebbe stato un vero e proprio regolamento di conti tra più persone.
    Secondo una prima ricostruzione la lite è scoppiata poco prima della mezzanotte a piazza Lampada della Fraternità, non lontano da via Trabucco, ma il movente e cosa ha fatto scatenare la scintilla sono ancora avvolti nel mistero.
    All'origine della tragedia due famiglie in perenne dissidio in una palazzina in largo Pozzillo, nel quartiere popolare di Borgo Nuovo, non distante da Cruillas, scenario della nuova tragedia in serata. Un uomo, Francesco Lo Monaco, 49 anni, è stato arrestato dai carabinieri. Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli uomini si sono affrontati in strada dopo che in mattinata tra le mogli era scoppiata una lite per dei panni stesi male che gocciolavano.
    Furia a Cruillas: un morto e 4 feriti Rissa a coltellate finita nel sangue - Giornale di Sicilia

    Salerno, etichettavano vino con il nome di un'azienda chiusa 33 anni fa
    SALERNO - Vino etichettato con il nome di un'azienda vinicola chiusa 33 anni fa e merce di vario genere acquistata con credenziali di ditte in regola ma del tutto ignare delle operazioni. È con questi sistemi che un'organizzazione con base operativa nell'agro nocerino sarnese è riuscita a immettere sul mercato merce per oltre 500mila euro. Tre persone sono state arrestate per ordine della procura della Repubblica di Nocera Inferiore (Salerno) che ha ottenuto l'emissione da parte del Gip dello stesso tribunale un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei tre per ricettazione, falso, sostituzione di persona, truffa e frode in commercio.
    Altre 21 persone risultano indagate. L'inchiesta condotta dalla squadra di polizia giudiziaria della polizia presso la procura di Nocera parte dalla scoperta a Sant'Egido del Monte Albino di un deposito di merci contraffatte nel luglio 2014. Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, con pedinamenti anche attraverso i sistemi di gps, gli inquirenti hanno ricostruito la rete di rapporti tra il gruppo criminale Di Francia, guidato da Giacomo Di Franco, di San Giorgio a Cremano (Napoli) legato a filo doppio con Enrico Oriani, milanese arrestato per rapine a tir e ricettazione. Insieme gestivano il traffico di merci rubate o acquistate utilizzando prestanome o credenziali di ditte italiane risultate del tutto ignare agli affari dell'organizzazione. Vari gli episodi registrati dagli inquirenti, avvenuti tra l'agro nocerino sarnese, Solofra (Avellino), Fisciano (Salerno), San Giorgio a Cremano (Napoli), Milano, Monza e Pavia.
    In particolare a Sant'Antonio Abate (Napoli) la polizia ha evitato che venisse messo in commercio del vino imbottigliato ed etichettato come Doc utilizzando il nome di una cantina di Paupisi (Benevento) risultata cancellata dalla Camera di Commercio nel 1983.
    Vino con il nome di azienda chiusa 33 anni fa: tre arresti in Campania | Il Mattino

    IL BORDELLO? DI PROPRIETA’ DEL GIUDICE E DELLA COMPAGNA POLIZIOTTA: COSI’ ARROTONDAVANO I GIA’ LAUTI STIPENDI
    LA PROSTITUZIONE A LECCE NON PASSA MAI DI TOGA – IL GIUDICE DELLA CASSAZIONE GIUSEPPE CARACCIOLO E LA SUA COMPAGNA, POLIZIOTTA IN ASPETTATIVA, INDAGATI PER FAVOREGGIAMENTO DELLA PROSTITUZIONE: SCOPERTA UNA CASA A LUCI ROSSE IN UN SUO APPARTAMENTO FITTATO IN NERO
    L’indagato avrebbe concesso in locazione l’immobile di sua proprietà a giovani donne romene, perché queste vi esercitassero la prostituzione, esigendo un canone di locazione superiore a quello di mercato…
    Da “Bari.repubblica.it”
    Agenti della squadra mobile della questura di Lecce hanno eseguito il sequestro preventivo di un appartamento che si trova nel centro di Lecce: il proprietario, il 58enne Giuseppe Caracciolo, un magistrato originario di Lecce in servizio a Roma presso la Corte di cassazione, e la sua compagna, una poliziotta brindisina in aspettativa, sono indagati per favoreggiamento della prostituzione. I sigilli sono stati disposti dal gip Vincenzo Brancato su richiesta del sostituto procuratore Maria Vallefuoco.
    L’indagato avrebbe concesso in locazione l’immobile di sua proprietà a giovani donne romene, perché queste vi esercitassero la prostituzione, esigendo un canone di locazione superiore a quello di mercato, del quale richiedeva l’immediato pagamento in contanti, senza rilascio di alcuna ricevuta e senza le prescritte comunicazioni all’autorità di pubblica sicurezza.
    Nel corso degli ultimi mesi erano giunte alla squadra mobile numerose segnalazioni relative all’esercizio della prostituzione all’interno di uno stabile, in zona piazza Mazzini, formalmente adibito a casa vacanze e pubblicizzato su numerosi siti Internet, anche se all’esterno non vi era alcuna targa. Alla polizia è stato riferito che in quell’appartamento c’era un continuo viavai di uomini che a tutte le ore, dopo aver sostato dinanzi all’immobile e avere fatto alcune telefonate, vi entravano per uscirne poco dopo.
    Gli investigatori hanno effettuato una serie di appostamenti, accertando la veridicità delle segnalazioni e fermando, in tempi diversi, alcuni visitatori: due di loro hanno raccontato di aver ottenuto nell’appartamento prestazioni sessuali a pagamento con ragazze che avevano contattato su un sito Internet. Alcuni agenti di polizia si sono finti clienti e sono entrati nell’appartamento, al primo piano dello stabile, appurando che all’interno c’erano tre donne che si prostituivano.
    L’appartamento è risultato essere collegato, attraverso una porta interna, all’abitazione dello stesso Caracciolo, che era solito, insieme con la compagna, accedere liberamente in quello confinante nel quale veniva esercitata la prostituzione. Per una sola stanza ciascuna donna pagava 300 o 350 euro: stanza che spesso veniva contemporaneamente affittata a più di una persona.
    Dalle dichiarazioni rese agli investigatori dalle ragazze straniere che si prostituivano, gli investigatori hanno appreso come il proprietario si fosse recato qualche giorno prima nell’appartamento per consegnare loro i prodotti per fare le pulizie, annunciando loro, in quell’occasione, che nei giorni successivi avrebbero dovuto condividere la stanza già occupata con altre ragazze appena giunte. Comportamento questo – rimarcano fra l’altro gli investigatori – “impensabile in qualsiasi lecito rapporto di locazione”.
    Una delle ragazze ha inoltre riferito di aver contattato il proprietario dopo aver trovato online il suo numero di telefono, quale titolare di un bed and breakfast, e lamentatasi dell’esosità del prezzo, avrebbe ottenuto come risposta che “non avrebbe avuto problemi a pagare una tale cifra”, ammettendo con ciò di essere consapevole che nel suo appartamento sarebbe stata svolta l’attività di prostituzione.
    Inoltre tutti gli inquilini dello stesso stabile avevano compreso il tipo di attività che da circa tre mesi veniva esercitata nell’appartamento al primo piano. Non solo: Caracciolo aveva anche installato una telecamera all’ingresso. Gli inquilini hanno anche riferito di aver ripetutamente notato l’indagato accompagnare ragazze in ascensore all’appartamento, portando loro le valigie.
    IL BORDELLO? DI PROPRIETA? DEL GIUDICE E DELLA COMPAGNA POLIZIOTTA: COSI? ARROTONDAVANO I GIA? LAUTI STIPENDI ? ITALIA PATRIA MIA

    Napoli, scoperta la holding del falso
    5 fabbriche per produrre Hogan
    La Guardia di Finanza di Roma ha sgominato una holding del falso composta da 5 fabbriche e 6 depositi clandestini, disseminati tra Napoli, Villaricca, Afragola e Casoria, tutti in territorio campano, stutture destinata alla produzione di false scarpe Hogan. I 265mila articoli sequestrati, avrebbero a breve invaso le località turistiche laziali e campane, con una ben studiata, ma inesistente, collezione «primavera-estate» di false scarpe «Hogan», ma i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno individuato un ben organizzato «distretto del falso», strutturato secondo una rigida logica industriale ed articolato tra dipartimenti produttivi ed aree logistiche di stoccaggio e smistamento.
    I siti clandestini occupavano complessivamente 28 persone, tutte altamente specializzate nel comparto manifatturiero ed assistite da dotazioni industriali di prim'ordine. Al loro interno, infatti, le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino, coadiuvate dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, hanno rinvenuto oltre 100 macchinari di ultima generazione, 476 stampi di diversa grandezza ed oltre 265.000 fra scarpe e semilavorati della nota griffe «Hogan», tra cui i recentissimi e costosi modelli «Interactive».
    Avrebbero a breve invaso le piazze delle località turistiche laziali e campane, con una ben studiata, ma inesistente, collezione «primavera-estate» di false scarpe «Hogan», ma i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno interrotto il loro piano individuando un organizzato «distretto del falso», strutturato secondo una rigida logica industriale ed articolato tra dipartimenti produttivi ed aree logistiche di stoccaggio e smistamento. Come fa sapere la guardia di finanza, i siti clandestini, cinque opifici e sei depositi tra Napoli, Villaricca, Afragola e Casoria, occupavano complessivamente 28 persone, tutte altamente specializzate nel comparto manifatturiero ed assistite da dotazioni industriali di prim'ordine.
    Napoli, scoperta la holding del falso ?5 fabbriche per produrre Hogan Vd | Il Mattino

    La Campania non fa le bonifiche Scatta la maximulta da 27 milioni
    Mancata bonifica delle discariche abusive in Campania, con un danno erariale stimato in oltre 27 milioni di euro
    Claudio Torre
    Mancata bonifica delle discariche abusive, con un danno erariale stimato in oltre 27 milioni di euro. Questo è quanto la Corte dei Conti di Napoli ha contestato ad amministratori pubblici della Campania. Il gruppo tutela spese pubbliche della guardia di finanza di Napoli sta notificando i primi inviti a dedurre. Secondo quanto emerso dalle indagini, sindaci e amministratori pubblici non hanno attuato la direttiva dell’Unione europea che imponeva la bonifica delle discariche non a norma, provocando l’applicazione delle multe europee per infrazioni in tema di rifiuti. Un danno economico che ha pesato sul Governo oltre 40 milioni solo nello scorso anno.
    Le discariche sotto esame della magistratura contabile sono quasi tutte nella zona del Giuglianese. Gli inviti della magistratura contabile riguardano esponenti politici, dirigenti, funzionari di Comuni e Regione e sono relativi a 48 discariche. Il ministero dell’Economia e delle finanze ha già avviato le procedure di recupero delle somme. La legge stabilisce l’obbligo di messa in sicurezza e ripristino ambientale nei siti utilizzati come discarica, obbligo in capo ai Comuni, e qualora queste amministrazioni fossero inadempienti, alla Regione. Secondo la Procura della Corte dei Conti campana, gli amministratori pubblici destinatari dell’invito non hanno adottato le misure necessarie previste dalla norma, nonostante i progetti di bonifica siano stati anche finanziati con risorse Por 2007-2013.
    La Campania non fa le bonifiche Scatta la maximulta da 27 milioni - IlGiornale.it

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    Predefinito Re: Terryes

    Lite condominiale sfocia nel sangue
    ​ferito a martellate dal vicino di casa
    di Melina Chiapparino
    Preso a martellate dal vicino di casa per questioni condominiali. L'episodio è accaduto ieri sera quando un 38enne napoletano, originario di San Giorgio a Cremano, è stato violentemente colpito dall'arnese alla fine di un acceso diverbio. L'episodio è accaduto al di fuori di una delle palazzine in piazza Gesù e Maria dove i due uomini si erano incontrati per parlare alla fine di una discussione cominciata dalle rispettive finestre perché, secondo quanto raccontato dalla vittima, l'inquilino del palazzo accanto continuava a buttare rifiuti sul terrazzo dell'uomo che, spazientito, aveva cominciato a girare foto e filmati per documentare l'abuso.
    Il chiarimento è degenerato in pochi minuti fino a che il 38enne è stato colpito in volto prima con il manico del martello e, successivamente, con l'incudine che gli ha fratturato il naso. L'uomo è stato soccorso prima al Vecchio Pellegrini e successivamente all'ospedale Loreto Mare dove gli è stata diagnosticata una prognosi di 30 gironi ed una frattura nasale che necessita di operazione chirurgica, infine la vittima ha denunciato quanto accaduto alla polizia.
    Lite condominiale sfocia nel sangue ferito a martellate dal vicino di casa | Il Mattino

    Acerra, spaccio di droga dai domiciliari
    arrestato il pusher con i walkie talkie
    ACERRA - Aveva tentato di attuare tutti i dovuti accorgimenti, al fine di non essere scoperto durante i controlli dalle forze dell’ordine ma, l’effetto sorpresa degli agenti del commissariato di polizia di Acerra che, inaspettatamente, hanno bussato alla sua porta, ha vanificato l’ingegnosità di Antonio Battista, di 31 anni.
    I poliziotti, infatti, nell’ambito di una più vasta indagine circa il contrasto all’attività dello spaccio di stupefacenti, stamane, hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione del 31enne, sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
    Lo strano andirivieni di giovani, notati nei pressi dell’abitazione dell’uomo, faceva pensare che questi avesse allestito una piazza di spaccio domiciliare.
    L’intuito degli agenti è stato premiato quando, all’interno di una aspirapolvere, hanno rinvenuto e sequestrato varie dosi di marijuana, pari a circa 60 grammi.
    Nel corso della perquisizione, inoltre, su un tavolino posto in una stanza soppalcata, i poliziotti hanno sequestrato un apparecchio walkie talkie, in funzione, utilizzato dall’uomo, verosimilmente, per essere avvisato dell’arrivo della polizia, un coltello con lama annerita ed un pacchetto di sigarette contenente 5 dosi di marijuana. L’altro apparecchio walkie talkie è stato rinvenuto e sequestrato nel vano cucina.
    Spaccio di droga dai domiciliari arrestato il pusher con i walkie talkie | Il Mattino

    Norme igieniche violate, 280 chili ​di pane sequestrati al Vomero
    Sette lavoratori in nero sono stati scoperti dai carabinieri in un panificio nel rione Marianella, a Napoli, nel corso di controlli contro la panificazione abusiva. Il titolare del panificio, di 42 anni, è stato denunciato per violazione della normativa in materia agroalimentare e sanzionato per 23 mila euro complessivi. Nel locale non venivano rispettate le procedure di pulizia e panificazione previste.
    Circa 280 chili di pane in cattive condizioni igienico-sanitarie sono state sequestrate dai militari della Compagnia Vomero e del Nas, che sono intervenuti con personale dell' Ispettorato del lavoro di Napoli. Erano stati caricati sulle auto di due lavoratori, che si accingevano a distribuirli sul mercato. I sette lavoratori, privi di coperture previdenziali e assistenziali, sono stati identificati.
    Norme igieniche violate, 280 chili di pane sequestrati al Vomero | Il Mattino



    AL CUP DI BRINDISI
    Prenotava le visite mediche
    ed intascava i soldi dei pazienti
    BRINDISI - Si sarebbe appropriato di qualcosa come centomila euro lavorando al Cup. I vertici della Asl di Brindisi lo hanno scoperto ed hanno avviato un procedimento interno che, stando alle indiscrezioni raccolte, si sarebbe concluso con il licenziamento.
    La persona coinvolta è I. P. di nativa della provincia di Brindisi. Vengono contestati ammanchi a partire dal 2011 sino al 2016. Sulla vicenda sarebbe in corso anche una indagine da parte della Procura di Brindisi che avrebbe ricevuto una informativa dai carabinieri.
    L’ammanco sarebbe stato scoperto a seguito di controlli effettuati dai carabinieri del Nas di Taranto. Gli stessi investigatori che nei mesi scorsi hanno denunciato all’autorità giudiziaria Mauro Vizzino, 34 anni, mesagnese, eletto consigliere regionale lo scorso fine maggio nella lista , e Alessandro Coccioli, 40 anni, di Mesagne, impiegati nel Centro unico di prenotazioni sede di Mesagne. Nei confronti dei è stato ipotizzato il reato di peculato continuato ed ora sono sotto processo.
    I. P., secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe fatto risultare non eseguite prestazioni che invece erano state erogate agli utenti e per le quali avevano pagato il ticket. Lo stesso sistema che ha fatto finire sotto processo Vizzino e Coccioli. Avveniva che l’utente prenotava un esame. Pagava il corrispettivo e lo effettuava. I due, stando all’accusa, facendo risultare che la prestazione non era avvenuta per responsabilità della Asl, effettuavano il rimborso. Piccole cifre che però finivano nelle tasche dei due assistenti amministrativi, che ora rischiano di finire sotto processo. Vizzino e Coccioli, sempre stando al capo di imputazione, si erano appropriati di poco meno di duemila euro, in un periodo intercorso tra il 2009 e il 2012, mentre I. P., se dovessero essere confermate le ipotesi investigative, avrebbe intascato molto molto di più.
    Prenotava le visite mediche ed intascava i soldi dei pazienti - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    Roma, a Tor Bella Monaca i bambini contano i topi
    Alcuni ragazzini romani hanno ripreso quello che avviene nell'area giochi del quartiere: decine di topi tra i cassonetti ricolmi di rifiuti
    Chiara Sarra
    "12... 13... 14... 15... 16 topi, ragà". È la strana conta ripresa (guarda il video) da alcuni bambini di Tor Bella Monaca tra cassonetti stracolmi di rifiuti ed erba alta accanto all'area giochi di Largo Ferruccio Mengaroni.
    Il video è stato ripreso dal sito La Fiera dell'Est" e mostra la denuncia dei ragazzini costretti a giocare in mezzo ai ratti. "Sono venticinque topi in cinque minuti... ma vi rendete conto dello schifo a Tor Bella Monaca?", dice uno di loro, "E questo lo mandiamo alla Ama (la municipalizzata che si occupa dei rifiuti, ndr) così vede lo schifo. E glieli portiamo a casa".
    "All’R8 ci sono i topi anche nelle abitazioni dell’ultimo piano", raccontano i cittadini a La Fiera dell'Est, "La sera non possiamo andare a gettare l’immondizia per paura di essere aggrediti".
    Roma, a Tor Bella Monaca i bambini contano i topi - IlGiornale.it

    Omicidio Caserta, punta la pistola alla testa dell'amico per gioco: spara e lo uccide
    Un ragazzo di 19 anni, Antonio Zampella, è stato fermato dai carabinieri della compagnia di Caserta per l'omicidio di Marco Mongillo, 20 anni, ritrovato ieri cadavere con un colpo di pistola alla testa in un'abitazione del Rione Santa Rosalia del capoluogo. Il giovane, arrestato in flagranza ha confessato ai militari la tragica verità, ovvero di aver fatto fuoco durante una sorta di gioco, in cui aveva puntato per spavalderia l'arma in testa alla vittima, facendo poi partire il colpo mortale.
    Zampella è accusato di omicidio, detenzione abusiva di arma con matricola abrasa e ricettazione. Secondo quanto riferiscono i carabinieri, ha reso piena confessione, al termine di una deposizione avvenuta nella caserma dell'Arma. L'arrestato è fratello del 22enne Umberto, che stava scontando i domiciliari per rapina nell'abitazione in cui è avvenuta la tragedia. Nell'appartamento, dunque, al momento del fatto - hanno accertato gli inquirenti - c'erano quattro persone: i fratelli Antonio e Umberto Zampella, la vittima e suo fratello Vincenzo, amici di Umberto. Ieri Vincenzo, dopo la tragedia, con addosso ancora il sangue di Marco, piangeva disperato e non riusciva a darsi pace. Il delitto sarebbe avvenuto intorno alle 15 di ieri. Antonio Zampella, dopo aver fatto fuoco, si è allontanato liberandosi dell'arma, una Browning calibro 7,65 con matricola abrasa, che è stata poi ritrovata dai carabinieri nei pressi della rampa di scivolo dei garage della palazzina con colpo in canna e altri cinque nel serbatoio; durante i sopralluoghi, è stato poi rinvenuto, da parte dei Carabinieri della sezione Rilievi del Nucleo investigativo del comando Provinciale di Caserta, un proiettile dello stesso calibro.
    Omicidio Caserta, punta la pistola alla testa dell'amico per gioco: spara e lo uccide

    Napoli, scoperti 93 finti invalidi: sequestrati nove milioni di euro
    Pratiche completamente falsificate, dall'intestazione ai timbri, anche in presenza di esiti negativi delle visite mediche della Commissione Invalidi Civili: è quanto ha scoperto il Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli che oggi ha sequestrato beni per circa 9 milioni di euro a 93 falsi invalidi, prevalentemente residenti in Campania. I finanzieri hanno messo i sigilli a 54 immobili e 4 veicoli nella disponibilità degli indagati, tutti campani, alcuni dei quali residenti, ma solo in maniera fittizia, a Trieste, Porto Sant'Elpidio, Reggio Emilia e Cesena.
    Secondo quanto emerso dagli accertamenti delle fiamme gialle avrebbero intascato pensioni e indennità di accompagnamento dell'Inps, a partire dal 2004, per cifre variabili tra 80mila e 150mila euro. Il sequestro di oggi conclude un'attività d'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli che, dal 2009 a oggi, ha consentito l'emissione di 580 misure cautelari e il sequestro di beni per oltre 34 milioni di euro.
    Napoli, scoperti 93 finti invalidi: sequestrati nove milioni di euro | Il Mattino

    Lo scempio dell'ex manicomio di Aversa: perse centinaia di cartelle cliniche
    di Tina Cioffo e Fabio Mencocco
    AVERSA - Tre mesi fa dal vecchio campanile dell’antica Chiesa, attorno alla quale c’era il convento sono state rubate perfino le campane. Furti su commissione stanno portando via marmi, affreschi, testi antichi custoditi per il momento dalla caparbietà del dottor Nicola Cunto che presidia l’archivio nel quale sopravvive, non si sa ancora per quanto tempo ancora, il «Centro ricerche e studi sulla Psichiatria e le Scienze Sociali». Le cartelle cliniche sono andate quasi del tutto disperse negli scantinati. L’archivio amministrativo dovrebbe essere informatizzato prima che vada tutto in malora ma oltre ai fondi, fonti sanitarie, mettono in dubbio anche la volontà politica.
    A difesa della ex Maddalena sono nati dei comitati civici e da 10 anni i cooperatori della Fattoria Fuori di Zucca, realizzata in una piccola parte del parco dell’ex manicomio, fanno da sentinelle denunciando incursioni, saccheggiamenti e sciacallaggio vario. L’Asl ha fatto ben poco per mettere al riparo la sua proprietà trasformando il complesso manicomiale in una discarica del disuso: da computer a materiale di ufficio. Nel 2006 c’è stato il crollo di una sezione per infiltrazione. Su quei letti dimenticati, tra quelle lenzuola ingiallite e mangiate da topi e rifiuti di ogni tipo, ci vivono almeno 10 persone. E nell’ultimo anno il numero si è intensificato.
    Lo scempio dell'ex manicomio perse centinaia di cartelle cliniche | Il Mattino

    Pavia, s'ispiravano a Gomorra: 24 arresti, arsenale sequestrato
    Hanno pubblicato su You Tube un video del proprio piano criminale e portavano i figli sui luoghi dei reati per indottrinamento. La banda è colpevole di traffico di armi, estorsioni, incendi, attentati dinamitardi e rapine
    Elisabetta Rossi
    Arresto in blocco per i componenti dell'organizzazione a delinquere che s'ispirava a Gomorra nelle proprie azioni criminali.
    I carabinieri del Comando provinciale di Pavia hanno sequestrato un vero e proprio arsenale: non meno di ventisette armi da fuoco, sia clandestine che provenienti da furti, che hanno permesso ai malviventi di trasformarsi da piccoli criminali a boss di spessore - trattandosi di soggetti che hanno agito all'interno di un contesto organizzato, con ampia disponibilità di armi e che hanno dimostrato di aver fatto della commissione di delitti un'abitudine di vita -.
    I 24 arresti sono stati effettuati nelle zone di Vigevano, Gambolò, Garlasco, Alagna, Cassolnovo, Gravellona Lomellina, Torre d'Isola e Buccinasco. I malviventi sono accusati di traffico di armi, estorsioni, incendi, attentati dinamitardi e rapine.
    Nel compiere le azioni criminali, la banda s'ispirava ai personaggi della serie tv Gomorra: avevano perfino pubblicato su You Tube un video rap che illustrava il loro piano criminale e portavano i figli sul luogo dei reati per ostentare il loro operato ai fini di indottrinamento.
    Il gruppo aveva adottato a tutti gli effetti un modello delinquenziale analogo a quello delle principali organizzazioni criminali, lanciandosi nell'impresa di prendere il controllo del pavese, grazie ad una marcata penetrazione nel tessuto sociale e commerciale e con aderenze - secondo gli investigatori - in alcuni settori della pubblica amministrazione che ne hanno amplificato la pericolosità.
    L'operazione - coordinata dal procuratore aggiunto Mario Venditti e diretta dai pm Mario Andrigo e Roberto Valli - ha già consentito l'arresto in flagranza di reato di 13 persone e la denuncia in stato di libertà di altre 3, il recupero di 9 pistole, 1 fucile semiautomatico, 1 fucile "a canne mozze", 1 fucile a pompa, 4 carabine con sistemi di precisione ottici, migliaia di cartucce e proiettili, nonché passamontagna e maschere per compiere rapine. La stessa attività ha inoltre consentito complessivamente il sequestro di oltre 2 chilogrammi di marijuana e di 500 grammi di cocaina pura, nonché il sequestro di denaro in contante.
    Nel corso dell'attività di indagine sono state contestate: la costituzione di una associazione a delinquere; 14 episodi fra detenzioni/porto/cessioni illegali armi; 5 estorsioni; 21 incendi di cui 4 commessi a fini estorsivi, 14 per danneggiamento, 3 per perpetrare truffe in danno di compagnie assicurative; 6 danneggiamenti di cui 3 a fini estorsivi; 14 furti ai danni di abitazioni ed esercizi commerciali; 3 tentativi di rapine ai danni di attività commerciali; numerose truffe in danno di compagnie assicurative mediante falsi incidenti; numerosissime condotte di spaccio di stupefacenti.
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    Vota Franz Josef
    Banfi è un noto fascistone dichiarato, Al Bano dichiarò l'anno scorso che l'Istria è Italiana e che l'Italia dovrebbe riaverla. Degli altri poco ci importa, il nostro fastidio per dover coesistere in questo Stato con delle Regioni di pagliacci ignoranti, cresce di giorno in giorno.
    Ah... se ricordiamo bene c'è anche il lagnoso Pino Aprile che ha scritto che il sud sarebbe stato "conquistato dal nord", che ha scritto peste e corna contro i Savoia invasori ma per il quale la conquista delle nostre terre sarebbe stata una "liberazione".
    Basta, non ne possiamo più...
    REGIONE PUGLIA
    Emiliano nomina gli «esperti»
    ci sono Banfi, Al Bano e Arbore
    Emiliano nomina gli «esperti» ci sono Banfi, Al Bano e Arbore
    BARI - Ci sono anche Lino Banfi, Albano e Renzo Arbore nella rosa dei 30 «esperti» che compongono il collegio nominato dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per affiancarlo nelle scelte di indirizzo di governo. Ne dà notizia un comunicato della Regione in cui si precisa che del collegio di esperti fanno parte «personalità che hanno maturato una insostituibile competenza ed esperienza su temi di rilevanza strategica durante il loro percorso professionale».
    Emiliano nomina gli «esperti» ci sono Banfi, Al Bano e Arbore - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    «Brindisi fra le 30 centrali più inquinanti d'Europa»
    Due i siti italiani: oltre a quello pugliese, c'è l'impianto di Civitavecchia
    Le due centrali termoelettriche italiane di Brindisi Sud e di Torrevaldaliga (Civitavecchia, provincia di Roma), sono tra i trenta impianti a carbone europei che emettono più CO2 nell’atmosfera e fanno più danni al clima. Il dato emerge dal rapporto «Europès Dark Cloud», primo studio sugli effetti transfrontalieri delle polveri originate dalla produzione di energia da carbone, pubblicato da un gruppo di ONG quali WWF, CAN (Climate Action Network), HEAL (Health Environment Alliance) e Sandbag.
    Basandosi su dati del 2015, gli autori dello studio compilano una classifica da cui risulta che diciannove delle trenta centrali a carbone più dannose per il clima sono in tre Paesi: Germania, Polonia e Regno Unito. Gli impianti italiani si piazzano all’ottavo (Brindisi Sud) e dodicesimo posto (Torrevaldaliga).
    Secondo il rapporto, nel 2015 il livello di emissioni di anidride carbonica dei trenta impianti più inquinanti è diminuito solo dell’1% rispetto al 2014. Per raggiungere gli impegni sottoscritti nella Conferenza sul clima di Parigi, sottolinea lo studio, in Europa tutti gli impianti di produzione di energia da carbone e altre fonti fossili dovrebbero essere smantellati.
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    Strage Dacca. Italiana indignata per titolo contro islamici, uccisa perché non sa Corano
    di jeannedarc
    È Adele Puglisi, 54 anni, una delle vittime dell’attentato di Dacca, in Bangladesh. A confermarlo sono gli uffici della Farnesina, che danno per certo il nome della catanese tra quelli delle venti persone uccise dai terroristi all’interno di un locale, l’Holey artisan bakery, nella capitale bengalese. Per stasera era fissato il suo ritorno a Catania, dove ad attenderla avrebbe trovato gli amici e il fratello. […]
    Di recente aveva firmato una petizione indirizzata all’ordine dei giornalisti per chiedere la radiazione di Maurizio Belpietro. «È vergognoso», scriveva lei commentando il titolo «Bastardi islamici» dopo gli attentati di novembre a Parigi. (Fonte:MeridioNews - Edizione Catania)
    Strage Dacca. Italiana indignata per titolo contro islamici, uccisa perché non sa Corano | Radio Spada



    Marocchino 'ruba' energia elettrica, ma viene derubato da un napoletano
    E' successo a Cilavegna
    E' stato arrestato con l'accusa di furto aggravato, perché è stato sorpreso a 'rubare' l'energia elettrica dalla rete Enel grazie a un collegamento abusivo. Ma a sua volta qualcuno lo 'derubava'.
    Andiamo con ordine. Questa storia arriva dalla Lomellina. E uno dei protagonisti è un marocchino di 37 anni, domiciliato a Cilavegna (provincia di Pavia), arrestato dai carabinieri. I militari dell'arma, durante un controllo, hanno infatti accertato che quell'apparecchiatura non risultava assoggettata ad un regolare contratto con l’ente nazionale per l’energia elettrica. Non è finita. Nel corso dello stesso sopralluogo nello stesso palazzo emergeva, inoltre, che un 47enne italiano di origini napoletane (e la propria convivente) si erano allacciati a loro volta, mediante un collegamento abusivo alla rete nazionale dell’energia elettrica, prelevando la corrente dal cavo di alimentazione dell’antenna televisiva del... Del marocchino arrestato per via di quell'allaccio abusivo. I due italiani sono stati denunciati per furto aggravato.
    La Sesia | Pagina Nazionale

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    Predefinito Re: Terryes

    Animatore fa massaggio ad una cliente in spiaggia
    il marito prima prende a cazzotti lui e poi schiaffeggia la moglie
    CAMEROTA - Singolare episodio a Marina di Camerota dove per un massaggio al collo una coppia partenopea in vacanza è venuta alle mani. Il fatto è accaduto sulla spiaggia di Marina delle Barche –come riporta il sito Ottopagine – dove una signora ha pensato di rilassarsi facendosi fare un massaggio da uno degli animatori. Il marito della donna, che l’ha raggiunta in in secondo momento, alla vista della moglie che si faceva massaggiare il collo da un altro uomo, ha raggiunto i due, iniziando a schiaffeggiare la moglie. Allibiti i presenti che hanno cercato di dividere la coppia, nell’imbarazzo generale, mentre l’animatore si è dileguato per evitare guai.
    Animatore massaggia una donna il marito picchia lui e la moglie | Il Mattino

    Napoli. Rissa tra ambulanti per la bancarella: 43enne ferito a coltellate a Scampia
    Intervento d'urgenza a Napoli dei carabinieri della stazione quartiere 167 a Scampia, dopo la segnalazione di una rissa in via Bakù, all'altezza del lotto «t/a». I militari dell'arma dopo aver riportato la calma hanno accertato quanto accaduto. Due ambulanti, un 43enne e un 56enne del luogo, avevano cominciato a litigare per il posto in cui installare le bancarelle per esporre in vendita materiale di vario genere. La discussione è degenerata. Alle urla si erano aggiunti spintoni e botte, anche con un oggetto contundente. Subito dopo, l'intervento dei due figli del 56enne, altre botte; è spuntato un coltello o un cacciavite (al momento resta da accertare) con il quale il 43enne è stato ferito. Una vera e propria rissa con i contendenti che se le suonavano di santa ragione e che ha rischiato di finire male.
    Il 43enne ha infatti riportato una ferita da punto e taglio alla regione addominale destra e una ferita lacero contusa alla regione occipitale. È stato ricoverato nel reparto di chirurgia del San Giovanni Bosco. Prognosi di 10 giorni. Quattro le persone denunciate.
    Rissa tra ambulanti per la bancarella 43enne ferito a coltellate a Scampia | Il Mattino

    Adescava bambini su Fb, arrestato 17enne a Napoli
    Napoli - A Napoli i carabinieri hanno arrestato un 17enne perche' sui social network adescava bambini. Con indagini anche telematiche, i militari dell'Arma hanno individuato l'adolescente come colui che circuiva ragazzini attraverso Fb; il tablet e lo smartphone del minore contenevano un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.Il gip del tribunale per i Minorenni partenopeo ha emesso una ordinanza di custodia cautelare.Il 17enne e' stato portato in un centro di prima accoglienza.
    Adescava bambini su Fb, arrestato 17enne a Napoli

    AL SANTISSIMA ANNUNZIATA
    Topo in giro per i corridoi dell'ospedale di Taranto
    TARANTO - Un cittadino ha documentato con un video la presenza di un topo nei corridoi dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto e ha pubblicato il video su youtube. Sono state decine le condivisioni sui social network, tanto che l’Asl di Taranto ha diffuso un comunicato spiegando che in merito al «video che documenta la presenza di un roditore negli ambienti del sotterraneo del presidio ospedaliero, si precisa che l’area interessata è un ambiente lontano dai luoghi di degenza e assistenza. Altresì, in tale area sono cantierizzati lavori di ristrutturazione».
    L’Asl spiega, inoltre, che «in tutta l’area ospedaliera viene svolta attività periodica di disinfestazione e costante di derattizzazione e deblattizzazione, in quanto l’ospedale si trova in un’area urbana che presenta diverse criticità di natura oggettiva. Si è proceduto, per tale circostanza, a inviare una nota agli uffici comunali per ulteriori verifiche delle vie limitrofe perimetrali all’ospedale».
    Topo in giro per i corridoi dell'ospedale di Taranto L'Asl: sono in corso lavori - home - La Gazzetta del Mezzogiorno

    “Concorsi truccati per l’Esercito”, salta fuori l’algoritmo per passare i quiz
    di Vincenzo Iurillo
    Esiste la formula segreta per vincere i concorsi e indossare una divisa. E’ un algoritmo ritrovato dalla Finanza di Napoli. Era in possesso di uno degli indagati raggiunti dalle attività investigative e dalle perquisizioni di un’inchiesta sui concorsi truccati per accedere all’Esercito, l’anticamera di un ingresso definitivo in un corpo delle varie forze dell’ordine. L’algoritmo in questione consentirebbe di rispondere esattamente a tutte le domande dei quiz e dei test di ammissione. Insomma, è la via breve per vincere il concorso senza passare per lo studio, l’impegno, la fatica e il merito. Traccia il percorso per mettere le crocette nelle caselle giuste dei quesiti. Sarebbe la chiave di accesso all’agognato posto fisso, per i quale ragazzi di buona famiglia e i loro genitori erano disposti a versare fino a 50.000 euro a militari, ufficiali e sottufficiali promotori delle ‘proposte’, oltre a mediatori di vario genere. Persone accusate di lucrare sulla disperazione della disoccupazione galoppante.
    Le vie dell’imbroglio sono infinite. Un’autostrada inventata da una, solo presunta al momento, collaudata squadra di corruttori con gli agganci giusti nei posti giusti: ai vertici delle forze dell’ordine e dell’Esercito, mentre gli investigatori stanno verificando eventuali agganci nelle commissioni esaminatrici e nelle società che immettono i dati nei test e li forniscono, sui quali sarebbe stato costruito l’algoritmo.
    Ci sono 14 indagati, tra cui un generale dell’Esercito in pensione, un finanziere, alcuni sottufficiali. La lente di ingrandimento è puntata sull’esito di sette concorsi banditi negli ultimi due anni. I finanzieri hanno perquisito case, uffici e le sedi di alcune scuole private che preparano gli allievi ai test. Le informative sulle scrivanie dei pm che hanno ordinato le perquisizioni sono piene di trascrizioni di intercettazioni ed esiti di appostamenti che documenterebbero i passaggi di denaro. Agli inquirenti risulta che molti di quelli che hanno pagato, poi hanno superato il concorso. Ma una finestra delle indagini è aperta su una ipotesi di millantato credito, che accompagna quella di corruzione per induzione. Sono scritte entrambe sul decreto di perquisizione eseguito nei giorni scorsi: la richiesta di denaro potrebbe in teoria anche essere un raggiro, e la vittoria nel concorso, una coincidenza.
    Nel corso delle perquisizioni la Finanza ha ritrovato 100mila euro in contanti, buste con elenchi di nomi (forse i clienti) e un tariffario: il prezzo per superare i concorsi diviso ‘a pacchetti’, a seconda dell’esame da superare e del corpo al quale accedere (esercito, polizia, carabinieri). La tariffa di 50.000 euro sarebbe relativa al ‘pacchetto completo’: dai test fisici fino ai quiz e alle prove orali. Solo 20.000 euro, invece, per chi si affidava ai mediatori dopo aver superato le prove fisiche.
    "Concorsi truccati per l'Esercito", salta fuori l'algoritmo per passare i quiz - Il Fatto Quotidiano

    Ucciso in corsia con soda caustica, indagata dipendente dell'ospedale
    Omicidio volontario è il reato per cui la Procura di Isernia ha iscritto nel registro degli indagati la 76enne di Pratella, comune in provincia di Caserta, avvenuta per ingestione di acido corrosivo. Lo ha annunciato, all'Ansa, Il Procuratore Capo Paolo Albano.
    «Le indagini sono ormai concentrate verso un'unica direzione» dichiara Albano. Celestino Valentino, la vittima, era ricoverata nel reparto di lunga degenza dell'ospedale di Venafro (Isernia), l'uomo era stato colpito da una patologia invalidante che gli impediva qualsiasi movimento volontario. L'omicidio è avvenuto in corsia, la persona indagata avrebbe somministrato all'anziano soda caustica, secondo le prime indiscrezioni emerse nell'immediatezza dei fatti.
    «Sulla natura del liquido - precisa Albano - aspettiamo l'esito dei primi risultati dell'esame autoptico effettuato ieri dal dottor Guerriero. È questione di pochi giorni». Secondo indiscrezioni, non confermate dalla Procura, la persona indagata sarebbe una dipendente dell'ospedale di Venafro e avrebbe agito in seguito a dei contrasti con un parente dell'anziano deceduto.
    Ucciso in corsia con soda caustica indagata dipendente dell'ospedale | Il Mattino

    "Marco te sgravia tutto". Così la cricca di Roma aveva il Fisco in mano
    Dalle carte di "Labirinto" emergono i metodi del sodalizio per pilotare i controlli tributari
    Giuseppe Marino
    La tassazione non è un pranzo di gala, si sa. Ma dai verbali dell'inchiesta sulla Pizza-cricca si scopre che anche di fronte al fisco non siamo tutti uguali.
    Ai sodali del faccendiere neodemocristiano che vantava un legame di ferro col ministro dell'Interno Alfano e con l'Ncd, per addomesticare la bestia tributaria basta un pranzo, non di gala ma certamente senza badare a calorie: «Il funzionario (dell'Agenzia delle Entrate) - si compiace e sbuffa al contempo uno degli indagati intercettato da una cimice nel suo ufficio - me lo devo portare a pranzo... pranzo, primo, secondo, caffè, contorno e anche il dolce se magna quel ciccione... perché è un ciccione».
    Tanto basta perché lo spauracchio di un controllo fiscale che tanti mal di pancia provoca al comune imprenditore, si trasformi in pantomima, innocuo gioco delle parti per le persone coinvolte nell'inchiesta che sta facendo tremare il governo. Nelle migliaia di pagine di intercettazioni telefoniche e ambientali si parla spesso di Equitalia e di Agenzia delle Entrate. E il filo conduttore è uno solo: non sono un problema. Anzi: la copiosa produzione di false fatture è una fonte di reddito per la cricca. L'operazione denominata «Labirinto», fin qui ne ha fatte emergere per almeno dieci milioni di euro.
    Controlli pilotati
    Significativo il titolo di un paragrafo di una delle centinaia di relazioni della Guardia di Finanza che ascolta certosinamente la cinquantina di persone finite sotto inchiesta e le tante altre che entrano in contatto con loro: «I controlli fiscali concordati». Proprio come certe interrogazioni del liceo: le aziende nel mirino degli ispettori sapevano già quando sarebbero state chiamate a rispondere, con tanto di data e ora, quali domande sarebbero state poste e pure il voto finale. Nel paragrafo, annotano gli inquirenti, si ricostruisce una conversazione risalente al 25 settembre 2015 all'interno dell'ufficio di uno degli arrestati, l'imprenditore Alberto Orsini, che parla con Pamela Pace, indagata, di «importanti circostanze riferite alla società Obiectivo Technology Srl, destinataria, nell'immediato, di un controllo fiscale (pilotato) da parte dell'Agenzia delle Entrate, confermando di essersi accordato con un non meglio specificato ispettore dell'Agenzia, incaricato di eseguire un controllo sulla citata società, riferito all'annualità 2012, precisando che: a) l'ordine di servizio risulta già firmato; b) la data del controllo è prevista per il prossimo 10 ottobre 2015 o nei giorni immediatamente successivi; c) il controllo sarà materialmente eseguito presso la sede di via...». «Pertanto - prosegue l'annotazione del finanziere - Orsini tranquillizza i presenti sul fatto che procederà a riconciliare e riorganizzare la contabilità societaria, così da far emergere piccole irregolarità, che saranno poi rilevate e contestate dai verificatori». «L'Agenzia delle Entrate... va... mi sono messo d'accordo - dice serafico Alberto Orsini - perché... sembra una cosa banale ma la società è risultata tra quelle da controllare per... ai fini del 2012... e io che avevo già parlato con st'ispettore... questo se l'è subito accaparrata». Zero problemi, l'esito è scontato: «Faccio in modo tale che trovino qualche piccolo errore... che emettano qualche piccola sanzione». Così, il minimo indispensabile per non destare sospetti: «Vengono qua... e io vi dico il giorno e l'ora precisi. E questo andrà su tutti i terminali d'Italia... questo controllo... e per almeno cinque sei/anni...».
    Gli amici giusti
    Nell'elenco degli indagati dell'operazione «Labirinto» figurano due funzionari delle Entrate, ufficio 2 di Roma Aurelio. Secondo il Gip Giuseppina Guglielmi, con loro Raffaele Pizza aveva stabilito «un consolidato legame corruttivo». Fatto soprattutto di regali in denaro e vestiti firmati, stando agli inquirenti. E addio incubi fiscali, come chiarisce il faccendiere con una frase in un italiano tanto discutibile quanto espressivo: «Marco te sgravia tutto».
    "Marco te sgravia tutto". Così la cricca di Roma aveva il Fisco in mano - IlGiornale.it

    Napoli, scoperti 23 assenteisti a Boscotrecase
    I Carabinieri hanno scoperto a Boscotrecase (Napoli) 23 dipendenti comunali assenteisti. Le immagini sono chiare: timbravano con un cartone in testa
    Claudio Torre
    Le indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata hanno permesso di scoprire oltre 200 episodi di assenteismo. I Carabinieri hanno eseguito 23 misure cautelari emesse dal gip a carico di altrettanti dipendenti dell'ente, ritenuti a vario titolo responsabili di truffa aggravata ai danni dello Stato e di false attestazioni in servizio.
    Le telecamere nascoste degli investigatori hanno documentato come alcuni dipendenti passassero il badge anche per i colleghi assenti, mentre altri passavano il badge e poi andavano via per affari privati. Uno degli indagati è stato ripreso mentre "striscia" due badge coprendosi la testa con una scatola di cartone per non essere riconosciuto.
    Napoli, scoperti 23 assenteisti a Boscotrecase - IlGiornale.it



    Soldi, espropri e ritardi della giunta Vendola: tre motivi per una strage
    Dal 2008 la Regione convoglia 180 milioni per le Ferrovie Bari Nord. I lavori? Mai iniziati
    Gian Maria De Francesco
    L’obiettivo ora è spostato al 2020. La tratta tra Corato e Andria potrebbe finalmente avere il doppio binario tra quattro anni. Decisamente troppi se si considera, come riportato dal Giornale, che già dal 2008 la Regione Puglia aveva convogliato ben 180 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale sul «Grande Progetto» relativo all’ammodernamento delle Ferrovie Bari Nord.
    Balletto delle promesse
    Denaro e scartoffie sono due facce di una stessa medaglia. Il «Grande progetto» da 180 milioni, di cui 110 erano fondi regionali europei (dunque i restanti 70 milioni erano a carico dello Stato e della Regione), parte nel 2008 sulla carta, ma verso la fine del 2010 era stata solo decisa l’assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (la temibile Via) il raddoppio della Corato-Andria, mentre erano nel frattempo partiti altri interventi come la linea da 7,7 chilometri per collegare l’aeroporto di Palese alla Ferrovia Bari Nord. Il progetto definitivo poteva essere approvato dall’Unione Europea solo dopo un quadro chiaro degli espropri che, però, nel 2012 non c’era.
    Solo nel 2013 (e dunque ben 6 anni dopo l’avvio) l’iter avrebbe potuto dirsi avviato alla conclusione. Ma il 2013 era anche l’ultimo anno di vigenza della programmazione dei fondi europei. Per utilizzarli immediatamente la Regione Puglia avrebbe dovuto cofinanziare subito i lavori ed è altamente improbabile che l’ente locale disponesse immediatamente dello stanziamento vista l’inderogabilità di alcune spese correnti come quella sanitaria. Ma la telenovela non finisce qui. Il 10 luglio 2014 la giunta Vendola riprogramma l’intervento Corato-Andria suddividendolo in due lotti perché il gestore Ferrotramviaria ha denunciato «un allungamento imprevisto della fase istruttoria». Insomma, amministrazioni locali ed espropri vanno per le lunghe: il ciclo dei fondi sta per finire e dunque, come fanno quasi tutte le Regioni in questi frangenti, si riprogramma. Ecco perché la gara si chiuderà il 19 luglio prossimo.
    Allo stesso modo, si sarebbe potuto ammodernare il sistema di segnalamento automatizzandolo e dotando i treni del sistema automatico di blocco in caso di pericolo. Nello scorso dicembre è stata recepita una direttiva europea che impone la modernizzazione degli standard sulle reti ferroviarie interconnesse come la Bari Nord, anche se manca ancora il decreto attuativo. Ferrotramviaria ha già avviato gli adeguamenti tecnologici, forte anche del servizio in concessione. Ieri la Commissione Ue ha spiegato che gli adeguamenti sono obbligatori sulle nuove reti o su quelle che vengono ammodernate. E Andria-Corato è una vecchia tratta. Il risultato? L’ex governatore Vendola può dire di aver fatto tutto il possibile, il nuovo governatore Emiliano sottolineare di aver fatto partire i lavori e i ministri delle Infrastrutture degli ultimi quattro anni dire di aver vigilato. In Italia, purtroppo, funziona così.
    Soldi, espropri e ritardi della giunta Vendola: tre motivi per una strage - IlGiornale.it

    “In Calabria dipendenti pubblici più pericolosi della ’ndrangheta”
    La denuncia del procuratore Gratteri. Il governatore Oliverio: è vero
    GAETANO MAZZUCA
    CATANZARO
    I colletti bianchi sono diventati più pericolosi delle coppole. Per il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, «prima ancora della politica e della ’ndrangheta, il problema della Calabria sono i quadri della pubblica amministrazione». Dopo aver seguito gli ’ndranghetisti nelle boscaglie dell’Aspromonte durante la stagione dei sequestri di persona, ricostruito le rotte del narcotraffico fino al Sudamerica, ora il magistrato, che da quasi trent’anni vive sotto scorta, punta su chi siede sulle comode poltrone degli uffici appena inaugurati della Cittadella regionale.
    «Ci sono direttori generali - ha spiegato intervenendo a una manifestazione a Reggio Calabria - che da vent’anni sono nello stesso posto, e da incensurati gestiscono la cosa pubblica con metodo mafioso». Un centro di potere cresciuto sulle spalle di «una politica debole che non ha la forza e la preparazione tecnico-giuridica per affrontare il problema della gestione dei quadri. Per amministrare la cosa pubblica basterebbe un po’ di buon senso - ha detto ancora Gratteri - ma la parte procedurale dei meccanismi di appalto è governata da un centro di potere che è lì da sempre. Anche per questo quando mi hanno proposto di candidarmi ho detto di no».
    A sedersi sulla scomoda poltrona di governatore della Calabria è invece Mario Oliverio. Dopo due anni da presidente non ha dubbi: «Sottoscrivo convintamente la valutazione del procuratore Gratteri». Quello della burocrazia è un problema «più che politico direi di democrazia». «Si avverte una pressione, una presenza che definirei un macigno, uno schema sempre uguale di burocrazia dominante».
    Negli uffici pare capitare di tutto, succede che le riunioni di giunta vengano registrate abusivamente e addirittura che dipartimenti regionali promuovano atti in senso opposto rispetto alle richieste del presidente e della sua giunta. «Segnali diversificati - spiega il governatore - ma che rendono l’idea di una burocrazia arrogante e autosufficiente sul piano del potere». Per rompere l’assedio si dovrebbe riorganizzare e ruotare i dirigenti da un settore all’altro, più facile a dirsi che a farsi: «È stato il mio impegno fin dall’inizio, ora siamo a un passo dal mettere in pratica una riforma epocale, ma abbiamo incontrato forti resistenze».
    Ma nei corridoi della Cittadella non si respira ottimismo. L’elefantiaca struttura regionale, con oltre mille dipendenti, pare aver anticorpi assai forti al rinnovamento. Qui i colletti bianchi resistono allo “spoil system” e ai cambiamenti politici. Una casta di intoccabili a cui nessuno vuol pestare i piedi. Proprio in questi giorni è stata pubblicata la manifestazione di interesse per il nuovo responsabile dell’anticorruzione che dovrebbe vigilare proprio sui dirigenti: domande pervenute nessuna.
    ?In Calabria dipendenti pubblici più pericolosi della ?ndrangheta? - La Stampa

    Bennato: "Il Sud via dall'Italia"

  8. #548
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio


    Bennato: "Il Sud via dall'Italia"
    non mi mai piaciuto, anche musicalmente, ma 'sta roba qui è come se mi avesse tirato fuori le parole di bocca

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  9. #549
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #550
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    Predefinito Re: Terryes

    Ma in Liguria girano le tarantole?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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