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Discussione: Terries

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    Predefinito Re: Terryes

    La gelosia di un terrone all'estero...

    Vede foto su Googlemap e accoltella la sua ex
    «Prova del tradimento»
    RAVENNA – E' stata scatenata da una foto su Google Map la gelosia che ieri lo ha portato ad accoltellare a Rimini la ex compagna di 54 anni e il nuovo presunto compagno della donna, un ex poliziotto 59enne.
    Dal carcere ravennate di Port'Aurea, il 55enne Mario Caggiano, originario del Foggiano ma residente nel Torinese, continua a ripetere che è dispiaciuto per l’accaduto e che non voleva affatto accoltellare i due presunti amanti ma che, una volta arrivato sul posto a Rimini, ha perso la testa. La sua intenzione sarebbe cioè stata solo quella di bucare le gomme dei rispettivi mezzi.
    A spingerlo verso quel preciso numero civico riminese, ha spiegato essere stata una foto vista su Google Map, evidentemente in una fase di particolare ossessione per quel rapporto finito: in quello scatto, sebbene risalente all’agosto scorso, comparivano un’auto e una moto parcheggiati a poca distanza e che lui ha riconosciuto essere come appartenenti alla ex e a quello che da tempo credeva ormai essere l’amante della donna.
    Quando una volta giunto sul posto li ha incrociati, i due sono fuggiti. Lui ha raggiunto prima l’uomo che grazie a un attrezzo, forse un badile recuperato da un cantiere, avrebbe tentato un’ultima inutile difesa; quindi l’aggressore è andato verso la ex moglie per accoltellare pure la donna. Infine la fuga che solo casualmente si è conclusa in un centro commerciale di Lugo, cittadina romagnola nella quale lui non ha nessun aggancio.
    Domani l’udienza di convalida dell’arresto davanti al Gip di Ravenna Antonella Guidomei: deve rispondere di duplice tentato omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dell’uso del coltello.
    Vede foto su Googlemap e accoletta la sua ex «Prova del tradimento» | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Rissa al funerale tra due famiglie, contesa l'auto del nonno defunto
    di Paolo Panaro
    BATTIPAGLIA. Litigano dopo il funerale del padre. Dieci persone, due intere famiglie sono state segnalate dai carabinieri alla Procura della Repubblica di Salerno per rissa.
    L’episodio è accaduto martedì pomeriggio nel cortile dello stabile dove abitava il defunto, un anziano di 81 anni, in Viale della Libertà nel rione Sant’Anna. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’utilizzo di un’auto del defunto, una Fiat Panda prelevata subito dopo i funerali da un nipote.
    La situazione è degenerata e i familiari del defunto hanno iniziato a picchiarsi. Si sono creati due gruppi contrapposti, quello composto dai familiari del giovane che si è impossessato dell’auto, e facevano di tutto per difenderlo, e l’altro formato dai parenti che contestavano l’utilizzo dell’auto.
    Rissa al funerale tra due famiglie, contesa l'auto del nonno defunto




    Ritratto (crudo) del Cannavaro beatificato senza merito
    di Albertino
    Fabio Cannavaro indagato per frode fiscale. Fosse vero, sarebbe la miglior cosa combinata dal Pallone d’Oro fuori dal campo. Spieghiamo. L’ex calciatore di Napoli, Parma, Inter, Juve e Real Madrid è stato dipinto come simbolo dell’italianità. Eccellenza partenopea, più di qualsiasi mozzarella di bufala. Uomo immagine di Berlino 2006, quando gli uomini di Lippi vinsero la Coppa del Mondo mentre l’Italia pallonara era sconvolta da Calciopoli.
    Nel nostro Paese non c’è categoria peggiore dei giornalisti sportivi, genericamente più servili di Fede davanti a Berlusconi o di Fazio davanti a chiunque. Per questo Cannavaro è stato ricoperto di carezze e nessuno ricorda le numerose scivolate fuori dal campo. A Parma fece lo sciocchino, e prima della finale di Coppa in quel di Mosca (1999) si fece filmare dal compagno Almiron con una flebo nel braccio. Doping? No, normalissimo «ricostituente» come spiegò davanti a Striscia la Notizia che gli consegnò il tapiro d’Oro. Restò l’immagine di un atleta un po’ bulletto, ma tutti chiusero la pratica in fretta e furia: il caso emerse quando Cannavaro giocava nella Juve, e quindi tutti furono sollevati nel poter archiviare il video con una risata. Stessa cosa pochi anni dopo (2009) quando vestiva la maglia bianconera per la seconda volta: risultato positivo, il procuratore nazionale antidoping non lo convocò ma si precipitò al suo capezzale. Cosa mai vista prima. Ovviamente finì a tarallucci e vino, perché il difensore era stato punto da un’ape e quindi assunse un farmaco per prevenire lo shock anafilattico. Caso chiuso.
    In più di un’occasione fu accostato all’estrema destra. Nel 1997, in radio, pubblicizzò alcune colonie estive organizzate dai <fasci> mentre nel 2007 – al Real Madrid – mostrò un tricolore col fascio littorio. Si giustificò dicendo di averlo ricevuto da alcuni tifosi. Quando uscì Gomorra gli attribuirono questa frase: «Non so quanto faccia bene all’Italia». Poi smentì, e nessuno osò incalzarlo. Quando giocava nell’Inter, saltò una caterva di partite per infortunio. Poi il club nerazzurro decise di girarlo alla Juve prendendosi due lire e uno sconosciuto portiere sudamericano. Tutti pensarono all’ennesima pirlata di Moratti, ma poi le intercettazioni di Calciopoli dimostrarono che il «simbolo italiano» sghignazzava al telefono con Luciano Moggi. Il quale voleva portarlo a Torino e gli consigliava di non scendere in campo, a costo di spacciarsi per rotto col «Brindellone», cioè Facchetti. Fabio poi giurò eterna fedeltà alla Vecchia Signora, salvo cambiare idea con la retrocessione in B: scappò a Madrid lasciando in Piemonte gente come Buffon o Del Piero. Dopo la Spagna, nuovo ritorno in Italia e partecipazione al disastroso Mondiale Sudafricano grazie alla disponibilità di Marcello Lippi. Il quale non osò lasciarlo a casa, nonostante non ci fosse più traccia dell’ottimo difensore che fu. Capace di vincere il Pallone d’Oro nel 2006.
    Quando l’Inter incassò lo scudetto a tavolino, lui sbottò: «Fa rabbia, l’abbiamo vinto noi bianconeri». La pensava diversamente pochi anni prima, quando giocava nel Parma e proprio contro la Juve – in piena lotta scudetto contro la Lazio – gli annullarono un gol per motivo incomprensibile, garantendo alla squadra della Fiat il primo posto. Venne giù il mondo, e la Lazio riuscì a prendersi la rivincita vincendo il titolo grazie alla famosa Perugia Juve 1-0 (gol di Calori).
    Il leccaculismo senza limiti nei confronti di Cannavaro lo incoronò simbolo dell’unità d’Italia, custode dell’Inno di Mameli: «Mi emoziona, non so perché non sia così per tutti» disse. Propose di devolvere eventuali premi partita ai mondiali 2010 per le celebrazioni dell’Unità. Gli azzurri vennero eliminati subito: davvero un peccato.
    Non mancano altre storielle sfortunate. Cannavaro mise dei soldi in un ristorante poi sequestrato perché puzzava di camorra. Poi spuntò una faccenda relativa all’importazione di cialde di caffè a Dubai: il nome del calciatore emerse per le indagini su un suo amico imprenditore. Finito in cella per riciclaggio dei soldi dei clan. Fabio Nostro non è mai stato indagato. Ora salta fuori questa storia sulla presunta maxi-evasione. Anche lui scappa dalle rapine del fisco italiano? Fosse vero, sarebbe una delle migliori scelte del Cannavaro uomo.
    Ritratto (crudo) del Cannavaro beatificato senza merito | L'intraprendente



    Terronia intraprendente.....

    Napoli. Fabbrica clandestina vicino all'aeroporto: migliaia di scarpe Hogan contraffatte
    Napoli. Un opificio clandestino di circa 400 mq, all'interno di una villa a poca distanza dall'aeroporto internazionale di Capodichino.
    A scoprirlo i finanzieri della compagnia di Casalnuovo, che hanno trovato e sequestrato circa 200mila semilavorati, migliaia di scarpe Hogan contraffatte e un ingente quantitativo di materiale da adoperare per la produzione di ulteriori articoli falsi. La merce, una volta immessa nel mercato illegale, avrebbe fruttato oltre 500mila euro.
    La perquisizione estesa a una dependance della villa ha consentito alle Fiamme gialle di individuare e sequestrare 265 kg di sigarette di contrabbando dal valore di circa 45mila euro. Un uomo di 32 anni è stato arrestato e 12 operai sono stati denunciati all'autorità giudiziaria.
    Napoli. Fabbrica clandestina vicino all'aeroporto: migliaia di scarpe Hogan contraffatte

    Lavoratori in assemblea sindacale. E i turisti restano fuori da Pompei
    Ultima follia all'italiana. I sindacati protestano contro l'organizzazione del lavoro. E i cancelli rimangono chiusi: i turisti costretti ad aspettare per tutta la mattina. Su Twitter esplode la rabbia
    Andrea Indini
    Il giapponese arriva da lontano per ammirare quello che senza ombra di dubbio è il museo a cielo aperto più affascinante del mondo. Pompei sta lì in tutta la sua bellezza. A dividerlo dal turista, che freme per scattare fotografie a raffica, sono i cancelli di metallo. Sono le 9 di mattina ed è ancora chiuso. Impossibile entrare. La coda s'ingrossa, ma nessuno viene ad aprire. Così per tutta la mattinata. Tanto che su Twitter un turista pubblica un'immagine che l'emblema del male d'Italia. "Stamane scavi di Pompei chiusi per assemblea sindacale: ho finito gli insulti".
    Può un'assemblea sindacale bloccare, anche se solo per una mattinata, quella che è una delle industrie più produttive del Belpaese: il turismo? Assolutamente no. Eppure, nei prossimi tre giorni, per i visitatori delle aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Oplonti, Boscoreale e Stabia si verificheranno continui disagi. Quel che è peggio è che la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia lo sapeva e non ha mosso un dito. Si è limitata a prenderne atto e a stendere un comunicato stampa che è stato divulgato ieri sera. A riunirsi in assemblea sono i lavoratori di Uil, Flp, Unsa e Rsu che, la scorsa settimana, hanno annunciato lo stato di agitazione. Contestano la cattiva organizzazione del lavoro e l'essere costretti a lavorare in prefabbricati di cemento-amianto che avrebbero dovuto essere eliminati da tempo, con i dipendenti destinati a spostarsi nelle case demaniali.
    I turisti in coda hanno subito scatenato l'agitazione in rete. "Sono curioso di sapere che c'è da discutere per tre giorni", twitta un utente. "Non gestite una panetteria di proprietà - fa eco un altro - ci son dei turisti e delle persone che pagano per venire a Pompei". E c'è chi addirittura invoca l'intervento dell'esercito. È l'immagine dell'Italia, paralizzata da discutibili battaglie sindacali, che continua a riproporsi con una violenza inaudita. Perché Pompei, vessata dall'incuria e penalizzata dalla mala gestione, è solo un esempio, uno degli ultimi, di un sistema che non funziona. Un sistema che non è in grado di esaltare le proprie eccellenze.
    Lavoratori in assemblea sindacale. E i turisti restano fuori da Pompei - IlGiornale.it

    Legulei napulitani....

    Napoli. Marche da bollo false: interdetti dalla professione nove avvocati
    di Giuseppe Crimaldi
    Nove avvocati napoletani sono stati interdetti dalla professione perché coinvolti in un traffico di marche da bollo false che venivano applicate sugli atti giudiziari.
    Centinaia di fascicoli sequestrati dalla Procura della Repubblica di Napoli, che ha condotto le indagini, affidate ai carabinieri della compagnia Napoli Centro. Si tratta di fascicoli che poi finivano davanti ai giudici di pace.
    Un numero di atti giudiziari altissimo sarebbe stato corredato dalle false marche da bollo: oltre duemila i fascicoli finiti sotto sequestro. Arrestato anche il «fornitore» ufficiale delle marche da bollo contraffatte: si tratta di un napoletano.
    Le indagini della Procura sono state condotte dai carabinieri della stazione «San Giuseppe». Oltre ai legali raggiunti dal divieto di svolgere per due mesi la professione ci sono anche altri professionisti iscritti nel registro degli indagati: tutti devono rispondere dei reati di truffa e acquisto e detenzione di valori bollati falsificati.
    Per avere un'idea complessiva del volume di affari che ci sarebbe dietro questo giro di marche da bollo false basterà ricordare che i fascicoli trovati con bolli falsi sono 716, ai quali vanno ad aggiungersi altru 2000 atti giudiziari, per un totale di 1017 marche da bollo false applicate. Si stima che solo rispetto alle carte controllate il danno erariale superi i 50mila euro.
    Napoli. Marche da bollo false: interdetti dalla professione nove avvocati

    Bari, chiuse indagini su ex Rettore: favorì figlia direttore Ateneo
    BARI - La Procura di Bari ha inviato l'avviso di concluse delle indagini preliminari all'ex rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli, all'ex direttore amministrativo, Giorgio De Santis, all'attuale direttore generale, Gaetano Prudente e a Vito sasanelli, dirigente dell'Ateneo. Per tutti l'accusa, a vario titolo, è di falso, abuso d'ufficio e usurpazione di funzioni pubbliche.
    I fatti si riferiscono a un percoro privilegiato che sarebbe stato riservato, per l'accesso ad una scuola di specializzazione, alla figlia dell'ex direttore amministrativo, De Santis, a scapito di un'altra candidata. Quest'ultima, infatti, aveva praticamente l’ammissione in tasca. Con tanto di decreto di nomina e contratto firmato. Quando, pochi giorni prima dell'inizio del servizio, arrivò l’esclusione improvvisa.
    L'interessata, una spirante specializzando originario della provincia di Foggia, dopo avere vinto l’accesso alla scuola di specializzazione in chirurgia plastica che, a sua volta, «proveniva» da una borsa inutilizzata ad urologia, sarebbe stato messo improvvisamente da parte per fare posto a un’altra candidata che doveva essere ammessa, questa volta a cardiologia. Gli inquirenti sono al lavoro per esaminare tutti gli atti amministrativi relativi al trasferimento della borsa da una specializzazione all’altra. A discapito del primo candidato, vincitore a chirurgia plastica e che si è visto sfuggire la borsa a favore della candidata, figlia dell’allora direttore amministrativo dell’Ateneo.
    E’ questa l’ipotesi investigativa che vede di nuovo l’Università di Bari, questa volta Rettore compreso, al centro di una inchiesta della Procura. Al vaglio dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale e del pm Silvestris sono finite le procedure per l’ammissione a cardiologia dello scorso anno.
    In un primo tempo all’aspirante specializzando che si è fermato sulla soglia della scuola, sarebbero stati assegnati punti in più per le sue pubblicazioni scientifiche e che la De Santis, è questa l’ipotesi, non poteva vantare. Poi, però, il punteggio sarebbe stato ritoccato verso il ribasso. Ad un certo punto avrebbero dato più punteggio i lavori scientifici pubblicati durante il corso di studi universitari. Per gli investigatori si tratta di un paradosso: come è possibile - si chiedono - che lavori pubblicati da studenti valgano di più di quelli realizzati dopo la laurea?
    Bari, chiuse indagini su ex Rettore: favorì figlia direttore Ateneo | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    False residenze a cittadini cinesi, denunciati dipendenti Municipalità
    NAPOLI - Una richiesta anomala da parte di cittadini cinesi, riguardante il rilascio di circa 30 carte d’identità al giorno, ha fatto insospettire la dottoressa Nettuno, funzionario della II Municipalità con sede al Corso Garibaldi, tanto da inoltrare la segnalazione al Nucleo di Polizia Giudiziaria della Unità Operativa Polizia Municipale San Lorenzo che ha eseguito le indagini.
    Constatata la validità del sospetto sono scattati i controlli ad ampio raggio sulle residenze dei richiedenti le carte d’identità.
    Dai riscontri effettuati è stato accertato che il novanta per cento dei richiedenti avevano dichiarato un falso indirizzo, avvalendosi presumibilmente della complicità di alcuni impiegati della II Municipalità che prestavano servizio presso l’ufficio anagrafe, al fine di ottenere la residenza e il successivo rilascio delle carte d’identità.
    Durante le indagini un cittadino cinese è stato sorpreso, presso gli sportelli deputati al rilascio delle carte di identità della II Municipalità, con numerosi documenti in originale mentre richiedeva a nome dei suoi connazionali il rilascio della carte d’identità; lo stesso è stato sottoposto a fermo per identificazione e foto segnalamento perché privo di permesso di soggiorno. Il latore delle richieste fatte a nome dei suoi concittadini è stato denunciato anche per immigrazione clandestina ai sensi dell'art. 10 bis del D.Lgs. 286/98.
    In via cautelativa alcuni dipendenti della II e della IV Municipalità, addetti agli inserimenti dei cambi di residenza, sono stati trasferiti presso altri Uffici, mentre un dipendente della sede centrale anagrafica di Soccavo, responsabile dell'inserimento di migliaia di residenze fittizie di cittadini cinesi, è stato privato della chiave di accesso ai terminali comunali.
    Tutti i dipendenti coinvolti nell’indagine sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per corruzione, falso in atto pubblico e associazione a delinquere.
    Sono in corso analoghe operazioni di verifica su tutte le altre Municipalità.
    False residenze a cittadini cinesi, denunciati dipendenti Municipalità

    Socialmente utili ma lavoravano altrove
    8 denunce nel Foggiano
    MANFREDONIA (FOGGIA) – Otto lavoratori socialmente utili e due loro complici sono stati denunciati per truffa aggravata ai danni dello Stato: avevano fatto timbrare a parenti e colleghi il badge di presenza al lavoro. In realtà uno vendeva fichi d’india per strada, due passeggiavano nel centro cittadino, uno lavorava come fabbro, un altro ancora era in un centro scommesse, un settimo lavorava nella pescheria del figlio e un suo collega faceva altrove il muratore.
    I due lavoratori bloccati nel centro cittadino di Manfredonia, elegantemente vestiti, – è detto in una nota della polizia – si sono lamentati con gli agenti per il controllo subito tra la gente affermando che "stavano subendo un danno di immagine e che avrebbero chiesto i danni".
    Socialmente utili ma facevano altro denunce nel Foggiano | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Ultima modifica di Erlembaldo; 08-11-14 alle 01:30

  2. #282
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    Predefinito Re: Terryes

    Auto, le più vecchie d'Italia circolano in Campania
    In Campania la situazione del parco auto è una delle peggiori in Italia: ogni vettura ha in media 8,9 anni e si ferma a un valore di 7.093 euro.
    I dati emergono dall’osservatorio svolto dai comparatori di assicurazioni auto Facile.it e Assicurazione.it secondo cui la regione si è classificata nelle ultime posizioni su scala nazionale per ciò che riguarda sia il valore economico delle automobili, sia l’età media delle auto circolanti: la provincia peggiore in termini di valore è Napoli (6.600 euro; -15% rispetto alla media nazionale), in termini di età quella di Salerno (8,91 anni).
    Auto, le più vecchie d'Italia circolano in Campania



    Pozzuoli. Cinque euro per parcheggiare, ma i «clienti» sono carabinieri: arrestati 4 abusivi
    L'operazione durante i controlli per la movida a Pozzuoli. Di fronte al rifiuto di pagare la sosta in tre avevano impedito l'accesso al locale
    I carabinieri della stazione di Pozzuoli hanno arrestato 4 persone residenti a Quarto, responsabili di tentata estorsione in concorso: Carmine Ferrario, 38 anni: Mario Rizzo, 29; Nidal Garabli, giordano, 46; Vincenzo Vicedomini, 23.
    Due carabinieri, liberi dal servizio e in abiti civili, avevano parcheggiato la loro auto in via Campana, nei pressi di una discoteca, ma scesi dalla vettura sono stati immediatamente avvicinati da Ferrario, Rizzo e Garabli, che stavano esercitando abusivamente l’attività di parcheggiatore e che con fare minaccioso hanno tentato di estorcere il pagamento di 5 euro a loro dire “dovuti” per il parcheggio sulla pubblica via.
    I tre si sono messi davanti ai due carabinieri per evitare che entrassero nel locale senza aver corrisposto i soldi. La centrale operativa di Pozzuoli, avvisata dai due carabinieri, ha inviato sul posto pattuglie in uniforme. Al loro arrivo è spuntato Vicedomini, anch’egli parcheggiatore abusivo ma con compiti di vedetta, per provare ad avvisare gli altri di scappare. Ma gli è andata male. Ora Ferrario è ai domiciliari per incompatibilità con il regime carcerario determinata da problemi di natura sanitaria, gli altri 3 sono nel carcere di Poggioreale, tutti in attesa di rito direttissimo.
    Pozzuoli. Cinque euro per parcheggiare, ma i «clienti» sono carabinieri: arrestati 4 abusivi | Foto

    Il cartello nel paese di Mussolini: «I rifiuti nel bidone, non siamo a Napoli»
    Finora Predappio, paese di poco più di seimila abitanti in provincia di Forlì-Cesena, era famoso per aver dato i natali (e per ospitarne le spoglie) a Benito Mussolini. Da ieri mattina lo è anche per aver partorito un avviso davvero poco simpatico - per usare un eufemismo - contro i napoletani. Come testimonia la foto inviataci dalla lettrice Milena Russo, infatti, accanto a un bidone dell'immondizia è apparso un avviso scritto a penna: «Il rusco (l'immondizia, ndr) nel bidone: non siamo a Napoli».
    Il cartello nel paese di Mussolini: «I rifiuti nel bidone, non siamo a Napoli»



    PRONTI, PARTENZA, STOP! LA PRIMA CORSA DELLA METRO C DI ROMA E’ UN DISASTRO: IL TRENO NON ARRIVA AL CAPOLINEA MA SI FERMA QUATTRO FERMATE PRIMA PER UN INCONVENIENTE - BELLA INAUGURAZIONE DI MERDA
    (ANSA) - Corsa limitata. Il primo treno della nuova metro C non arriva al capolinea ma si ferma quattro stazioni prima a causa di un inconveniente sulla nuova linea metropolitana della Capitale. Questa mattina il primo treno, partito dalla stazione di Centocelle alle 5.30 e diretto a Pantano, è stato 'bloccato' alla fermata Due Leoni-Fontana Candida dove sono stati fatti scendere dai vagoni i passeggeri. Dopo circa undici minuti i passeggeri sono stati fatti salire su un altro treno con destinazione Pantano.

    Roma ha il suo record: la metro più cara (e lenta) al mondo
    di Enrico Reardo
    Non sarà per il trasporto pubblico più efficiente, silenzioso e veloce ma una menzione nel prossimo Guinnes dei primati se la meriterà anche il sindaco Ignazio Marino. E stavolta non c’è di mezzo il posteggio in Campidoglio bensì la famigerata terza linea della metro che potrebbe diventare l’opera (incompiuta) più cara d’Europa e forse anche del mondo. Già perché il nuovo fiore appassito all’occhiello della Città eterna, che in una corsa mattutina di due giorni fa ha cumulato la bellezza di un quarto d’ora di ritardo (è partita 14 minuti dopo ed è stata ferma per altri 11 nella stazione di Due Leoni-Fontana Candida), costerà la bellezza di 160 milioni di euro. Al chilometro.
    Una cifra impressionante che stacca di gran lunga tutte le altre opere sotterranee europee. Basti confrontare il dato romano (quattro miliardi per 25 chilometri) con due dati milanesi: 350 milioni di euro per 3,7 chilometri di prolungamento della linea M3, pari a 94 milioni/km, e i 627 milioni preventivati per i 6 chilometri dell’efficientissima linea M5 automatizzata, pari a meno di 105 milioni/km.
    Siamo di fronte a quello che potrebbe – per usare un eufemismo – essere un vero e proprio sperpero di denaro pubblico, a giudicare dalle azioni intraprese dai pm della Capitale e dalla Corte dei conti per un presunto danno erariale da ben 364 milioni di euro. Soldi pagati dal Pantalone non solo romano, ma di tutta Italia, considerando sia il residuo fiscale che il Nord vanta nei confronti degli altri territori, sia il perenne buco di bilancio nei conti di Roma, ripianato dalla fiscalità generale. Questo per non parlare del calvario burocratico che la linea ha dovuto subire. Basti pensare che il primo progetto per la terza linea della metro risale all’anno in cui Berlusconi scendeva in politica per la prima volta e Francesco Rutelli, allora sindaco dell’Urbe, non aveva ancora i capelli brizzolati: il 1994. Vent’anni esatti or sono.
    Poi un percorso a dir poco travagliato che ha portato al completamento del tratto Pantano-Centocelle solo quest’anno, dopo che il governo Renzi ha messo la metro C fra le opere prioritarie del decreto Sblocca Italia. Chissà quanto i romani dovranno ancora attendere per il completamento della tratta che andrà fino a Clodio. Di sicuro per iniziare a sborsare i soldi non dovremo aspettare così tanto…
    Roma ha il suo record: la metro più cara (e lenta) al mondo | L'intraprendente



    I dolci fanciulli napulitani.....

    Napoli violenta, due giovani accoltellati in una notte: un arresto
    Ragazzini aggressivi, violenti, armati, pronti a fare male. Notte di sangue a Napoli: due ragazzini accoltellati, un sedicenne già fermato dalla polizia con la terribile accusa di tentato omicidio e la violenza che prende il sopravvento.
    Questa notte la polizia ha arrestato un 16enne del Quartiere Vicaria ritenuto responsabile, in concorso con altri due minori (attualmente irreperibili) per il tentato omicidio volontario di un 17enne.
    Verso mezzanotte, una volante della Polizia di Stato in servizio di perlustrazione a Piazza del Gesù Nuovo, è stata avvicinata da un gruppo di persone che chiedevano aiuto. Gli agenti dopo aver visto un ragazzo sporco di sangue accasciarsi al suolo, hanno subito chiamato il servizio 118. Dopo aver prestato le prime ed urgenti cure ed aver costatato la gravità delle numerose ferite da arma da taglio al torace, il personale sanitario, dopo averlo dichiarato in prognosi riservata, ne ha disposto il trasferimento immediato all’Ospedale Cardarelli.
    Il ragazzo ferito secondo quanto egli stesso ha riferito alla polizia, era intervenuto per sedare una lite tra un uomo e una donna. Nel frattempo i poliziotti, grazie anche alle numerose testimonianze, hanno accertato che l’aggressione era avvenuta pochi attimi prima nella vicina Via Calata Trinità Maggiore da parte di alcuni minori ed in particolare di un 16enne subito identificato.
    Quest’ultimo aveva infatti sferrato con notevole violenza numerosi fendenti alla vittima per poi darsi alla fuga insieme ai due complici dell’aggressione. Un contributo all’identificazione si è avuto anche dalle indagini svolte sul web ed in particolare da un social network utilizzato dagli aggressori.
    Poco più tardi, altre due “volanti” si sono recate presso l’abitazione dell’accoltellatore dove lo hanno trovato in compagnia della madre. A seguito di perquisizione domiciliare sono stati quindi rinvenuti tutti gli abiti indossati durante l’aggressione, il motociclo utilizzato per fuggire, tra l’altro sporco di sangue e all’interno di un cassetto dell’armadio della sua cameretta, numerosi coltelli di varie marche e dimensioni il cui porto è proibito.
    Il 16enne del Quartiere Vicaria è stato pertanto arrestato e poi condotto al Centro di Prima Accoglienza per Minori dei Colli Aminei in attesa delle determinazioni della magistratura minorile.
    Al momento sono in corso le indagini per il rintraccio e la completa identificazione dei due complici dell’arrestato.
    Qualche ora prima un altro giovane di 16 anni era rimasto ferito al gluteo: ferito dopo essere intervenuto, secondo quanto egli stesso ha riferito alla polizia, per sedare una lite tra un uomo e una donna. Nella colluttazione è stato accoltellato alla coscia destra.
    Napoli violenta, due giovani accoltellati in una notte: un arresto

    Delinquenti napulitani golosi di cioccolato....

    Giugliano. In quattro rapinano il bar aggrediscono il titolare e scappano con slot machine e cioccolata
    di Mariano Fellico
    Ennesima rapina, questa volta messa in atto non con le armi ma con dei paletti di ferro. È accaduto sulla Circumvallazione esterna ieri sera, poco prima delle undici, quattro malviventi con i volti coperti e armati di paletti in ferro hanno fatto irruzione nel locale.
    Al momento del raid c’erano il titolare, due baristi e altrettanti clienti. Il colpo è stato violento e immediato. Hanno intimato al gestore di consegnare i soldi. L’uomo, che in quel momento era al telefono, si è visto strappare dalle mani il cellulare che poi gli ha distrutto uno della gang.
    Poi sono volati spintoni e schiaffi, il tutto per intimorire i presenti. Gli altri tre della banda, intanto, hanno caricato in auto due slot machine, una macchinetta contamonete e tavolette di cioccolata.
    Giugliano. In quattro rapinano il bar aggrediscono il titolare e scappano con slot machine e cioccolata

    Pagava il «pizzo» a 3 famiglie di un clan
    sei arresti nel Barese
    BARI – Un commerciante di Adelfia sarebbe stato costretto a pagare per anni il pizzo alle famiglie di tre detenuti vicini al clan mafioso dei Di Cosola: per il reato di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso sei persone sono state arrestate dai Carabinieri di Triggiano. Tra loro due donne, moglie e madre di due dei detenuti coinvolti, alle quali sono stati concessi i domiciliari. I fatti contestati risalgono agli anni 2009-2014.
    Le indagini, coordinate dall’Antimafia, sono cominciate nell’aprile scorso dopo un attentato dinamitardo ai danni di un negozio di Adelfia, già danneggiato qualche mese prima da un incendio. L’esplosione di aprile aveva gravemente danneggiato l'ingresso dell’esercizio commerciale e due auto parcheggiate, frantumando i vetri delle vicine abitazioni.
    Le indagini hanno evidenziato come la vittima avesse iniziato a pagare il pizzo di 500 euro al mese circa cinque anni fa, a favore dei familiari del primo detenuto. Improvvisamente, all’inizio del 2013, per divergenze interne al clan, sarebbe arrivato l’ordine di pagare ai familiari di altri due detenuti. La cosa – hanno ricostruito i Carabinieri – non sarebbe evidentemente piaciuta alla famiglia del primo e lo sgarro sarebbe stato punito con la bomba. Il commerciante terrorizzato avrebbe quindi deciso di pagare il pizzo a tutti e tre, arrivando a sborsare fino ad 800 euro mensili, fino a quando, esasperato e sull'orlo del fallimento, ha deciso di collaborare con gli investigatori.
    Le donne avrebbero avuto il compito di ritirare i soldi e portarli in carcere ai familiari detenuti. In alcuni casi, hanno ricostruito i carabinieri, il denaro riscosso dalle donne finiva ai detenuti attraverso vaglia postali.
    Costretto a pagare il pizzo a tre famiglie di un clan arrestati in sei nel Barese | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Napoli. Truffa esenzione ticket, smascherate decine di migliaia di finti poveri, tra cui insospettabili imprenditori
    di Marisa La Penna
    L’ultima mega-truffa a Napoli è stata messa a segno da finti poveri. Ma la frode è stata smascherata ed adesso migliaia e migliaia di napoletani, tra cui insospettabili imprenditori, saranno costretti a restituire il maltolto. Vale a dire quelle somme indebitamente risparmiate per l’esenzione ticket. Le lettere stanno ora raggiungendo i finti indigenti.
    «Gentile assistito, a seguito dei controlli effettuati sulla base dei dati da lei forniti in merito all’esenzione della quota alla spesa sanitaria (esenzione tiket) questi uffici hanno evidenziato l’insussistenza dei requisiti necessari per usufruire di tale benefico». E poi la richiesta, perentoria, di restituzione della somma indebitamente ”risparmiata”. Le somme variano a seconda di quanto hanno beneficiato i finti poveri. Da poche centinaia di euro a svariate migliaia.
    Napoli. Truffa esenzione ticket, smascherate decine di migliaia di finti poveri, tra cui insospettabili imprenditori



    La cucciura napulitana in aiuto alla Terronia intraprendente....

    Carburante per aerei da scarti di bovini, truffa da 11 milioni di euro: arrestato docente di ateneo napoletano
    I finanzieri di Lamezia Terme hanno scoperto una frode per 11 milioni di euro, ottenuti attraverso falsificazioni documentali e contabili utilizzati per la realizzazione di uno stabilimento industriale a Lamezia Terme, ed eseguito cinque misure cautelari personali. Tre fratelli lametini, imprenditori nel settore della produzione di carburanti e titolari di una società con sede a Latina, sono stati arrestati, mentre un professore di una università di Napoli e un altro soggetto sono stati colpiti dalla misura dell'obbligo di dimora.
    Gli imprenditori erano destinatari del contributo di 11 milioni di euro proveniente dall'Unione europea finalizzato alla realizzazione di un progetto di natura scientifica avente per oggetto l'innovativo carburante bioavio per l'aeronautica civile e per gli impianti di produzione di energia alimentati da turbine a gas. Il combustibile da biomassa sarebbe stato ottenuto dalla lavorazione degli scarti di macellazione, in particolare da carcasse di bovini, e avrebbe dovuto ridurre le emissioni di anidride carbonica. L'inconsistenza del progetto è emersa però quando i finanzieri, accedendo all'interno dello stabilimento a Lamezia Terme, si sono accorti che non era stata avviata alcuna significativa attività di studio e ricerca. Proseguendo le indagini, è stato scoperto che gli imprenditori hanno fatto uso di fatture e documenti falsi per sostenere spese e costi in realtà mai sostenuti e insussistenti.
    La fase di studio, inoltre, era stata svolta fuori dalla Calabria, con personale che pur formalmente inserito nel programma scientifico non aveva mai visto lo stabilimento di Lamezia Terme. Nell'inchiesta è coinvolto un docente universitario di Napoli [in queste vicende un napulitano non può mai mancare!] nominato dal Ministero dello Sviluppo quale esperto scientifico per la valutazione degli aspetti tecnici e i contenuti innovativi del progetto. Il dipartimento dell'ateneo in cui lavora ha avuto, dalla stessa società, consulenze per 660mila euro e sono state scoperte somme di denaro transitate sui conti personali del professore.
    Carburante per aerei da scarti di bovini, truffa da 11 milioni: arrestato docente di ateneo napoletano


  3. #283
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    Predefinito Re: Terryes

    Trovati morti i due militari dispersi sul Gran Sasso

    &amp;lt;img src="/webimages/img_210x145/2014/11/15/ae303393b1ed90ce39b05d24f3e10f46.jpg" alt="L'Aquila - calata col verricello Forestale (ANSA)" class="img-rf" width="210" height="145" /&amp;gt;Abruzzo.Si tratta di due giovani di 28 e 26 anni in servizio attivo nella caserma Alpini dell'Aquila. Il forte evento ostacola il recupero dei corpi.

    Terroni.
    Spiace per loro, ma è una violenza costringere a fare gli Alpini a chi per natura dovrebbe fare il guardiano di cammelli.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #284
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    Predefinito Re: Terryes

    Sul ghiaccio senza ramponi.
    Non ho parole.
    Chi ce li ha mandati?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #285
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Sul ghiaccio senza ramponi.
    Non ho parole.
    Chi ce li ha mandati?

    i generali napoletani

  6. #286
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    Predefinito Re: Terryes

    Li aspettiamo sulle Alpi. Ci divertiremo.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #287
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    Predefinito Re: Terryes

    Dici che basta un chewingum alla menta fresca?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #288
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    Predefinito Re: Terryes

    Se vuoi discutere, siamo a disposizione.
    Volendo chiarire per cortesia (cosa che dubito tu possa conoscere viste le premesse) posso dirti che non si parla di nessuna teoria ariana.
    Siamo diversi, tenuti uniti dai voleri dei satanisti per interessi loro (capisco che per te questi discorsi siano ostici, ma è così), sfruttati e mandati a crepare sempre per interessi loro.
    Noi l'abbiamo capito da tempo, e sappiamo che se lasciati liberi vivremmo molto meglio entrambi, quando vi deciderete a capirlo anche voi sarà un gran giorno.
    Se hai letto bene, me la sono presa con chi ce li ha mandati in quelle condizioni. Evidentemente l'addestramento non era il massimo, e posso immaginare che anche chi lo impartiva non fosse personale alpino.
    Quindi ce l'ho con chi c'è dietro.
    Nel caso specifico per quei due poveracci.
    Nel senso più generale del discorso, volendolo capire, cosa che per noi è ormai sottintesa, per tutti voi e noi, come detto sopra.
    Ora se ti vuoi calmare e finirla con gli insulti gratuiti di chi non comprende o meglio NON VUOLE COMPRENDERE PER QUESTIONI DI COMODO (tipico dei tuoi vicini quando vengono qui) sarò costretto a segnalare la cosa all'amministrazione.
    E mi spiacerebbe doverlo fare. Non mi costringere, amico.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #289
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    Predefinito Re: Terryes

    Agli alpini viene impartito lo stesso addestramento, a prescindere dalla sua zona di provenienza, quindi tutto ciò con cui vuoi andare a parare a posteriori ha a che fare solo con la tue teorie ariane con cui ti masturbi ogni giorno
    Capito, ricchione?
    l'hai detta giusta papista. istruzione unica obbligatoria : marinai i nati in montagna e alpini i nati sulla costa. basta istruirli "adeguattamende".

  10. #290
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da dimecan Visualizza Messaggio
    Agli alpini viene impartito lo stesso addestramento, a prescindere dalla sua zona di provenienza, quindi tutto ciò con cui vuoi andare a parare a posteriori ha a che fare solo con la tue teorie ariane con cui ti masturbi ogni giorno
    Capito, ricchione?
    l'hai detta giusta papista. istruzione unica obbligatoria : marinai i nati in montagna e alpini i nati sulla costa. basta istruirli "adeguattamende".
    Purtroppo tra le faccine non ho trovato quella del velo pietoso.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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