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Discussione: Terries

  1. #381
    tra Baltico e Adige
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    Predefinito Roma

    L'unica capitale occidentale che non è un punto di riferimento per il resto dello stato, unica capitale europea che nessun cittadino considera un esempio da seguire, anzi gran parte del territorio la schifa.
    Non esiste paesino o villaggio... almeno al nord che non si senta superiore a questa capitale scassata, sporca, ingorda e imbarazzante.



  2. #382
    tra Baltico e Adige
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    A Caivano via Eduardo 14 è in tre posti diversi: caos nei numeri civici di tutta la città
    di Elena Petruccelli
    Caivano - Passeggiando lungo via Eduardo De Filippo, andiamo avanti ma ci troviamo sempre nello stesso posto, davanti al numero 14. Un fenomeno paranormale? No, è che ci sono tre palazzine che hanno lo stesso indirizzo. Questo è solo uno degli esempi più rappresentativi del caos toponomastica a Caivano.
    A spiegarlo sono proprio alcuni cittadini residenti nella zona di Sant'Arcangelo, che in questi giorni hanno denunciato l'annosa situazione al commissario Antonio Contarino.
    Dagli uffici Urbanistica, settore Censimento comunicano che è impossibile risolvere la situazione, poiché richiederebbe uno sforzo immane per mettere in sintonia i vari organi competenti, quali ufficio tributi, anagrafe ed altre sezioni. Qui spiegano che l'ultima volta che si è provveduto ad inserire i numeri civici alle abitazioni, risale al 1981. Da quella data non si è più aggiornata la toponomastica.
    Pertanto tutte le abitazioni costruite dopo l'81 non hanno numero civico. Nello specifico le strade si tratta di via Adda, traverse di via Caruso, via Diaz e l'intero rione Scotta. Anche le frazioni Pascarola e Casolla hanno lo stesso problema. Dunque come fare? I cittadini si sono organizzati comprando numeri civici in porcellana o in ferro battuto, cercando di risalire da soli all'indirizzo della propria abitazione. Alcuni commentano: 'I postini ci conoscono, solo per questo la posta arriva. Se arrivassero nuovi postini da altre città probabilmente vivremo nel caos' .
    A Caivano via Eduardo 14 è in tre posti diversi: caos nei numeri civici di tutta la città

    Catania, sequestrati 300 kg di cibo scaduti e in pessimo stato in una pizzeria
    Nei guai un locale all'interno di un centro commerciale nell'hinterland di Catania: sequestrati 300 kg di merce. Sigilli alla cella frigorifera
    Luca Romano
    Un controllo delle forze dell'ordine e degli operatori dell'azienda sanitaria locale doveva setacciare diversi ristoranti dell'hinterland di Catania, per riscontrare eventuali irregolarità in materia di condizioni igienico-sanitarie e corretta tenuta degli alimenti.
    Ma, come riporta il sito LiveSicilia.it, i controlli effettuati a San Giovanni La Punta, cittadina che ospita numerosi locali e un noto centro commerciale, si sono dovuti limitare alla pizzeria "Fratelli la Bufala – Burg”, nel centro commerciale "I Portali". Al suo interno, infatti, è stato riscontrato il cattivo stato di conservazione di circa 300 kg di alimenti (tutti sequestrati), tra carne bovina, suina, pollame, salumi e formaggi. Alcuni alimenti sarebbero risultati già scaduti. Per le cattive condizioni igienico sanitarie è scattato il sequestro della cella frigorifera del locale.
    Ulteriori sanzioni per la scarsa igiene nelle cucine, che si aggiungono a quelle elevate per le violazioni riguardanti la formazione del personale. Il responsabile del locale è stato denunciato "a piede libero".
    LiveSicilia scrive inoltre che nei confronti del ristorante-pizzeria è scattata anche "la sanzione amministrativa derivante dall’entrata in vigore del Regolamento 1169/2011 che dal dicembre 2014 pone a carico dei titolari degli esercizi commerciali addetti alla ristorazione, l’obbligo di informare gli avventori circa la presenza di allergeni negli alimenti somministrati".
    Catania, sequestrati 300 kg di cibo scaduti e in pessimo stato in una pizzeria - IlGiornale.it

    Palermo, in via Roma vestiti da marines per gioco vengono presi per terroristi
    di Ignazio Marchese
    PALERMO. Sembrava che invia Roma fosse entrato in azione un commando terroristico ed invece sul furgone militare che percorreva una delle vie principali di Palermo a bordo c’erano tre giovani che praticano softair (definito anche come tiro tattico sportivo), l'attività ludico-sportiva in costante ascesa che è basata sulle tattiche militari.
    Il furgone Daily Iveco è stato bloccato dai agenti in borghese davanti all’hotel delle Palme. Sono arrivate anche diverse pattuglie della polizia. I tre a bordo erano vestiti da marines in tuta mimetica.
    Numerose le segnalazioni dei cittadini, che temevano si trattasse di terroristi, giunte alla centrale operativa della questura, che ha mandato agenti in borghese davanti all'hotel delle Palme. Dopo l’accertamento e le verifiche l’allarme sul presunto attacco terroristico è rientrato.
    Palermo, in via Roma vestiti da marines: scambiati per terroristi - Giornale di Sicilia

    Giro di sim card contraffatte, i carabinieri sequestrano centro Vodafone a Marano
    di Ferdinando Bocchetti
    Marano. Giro di sim card con false intestazioni, sequestrato un centro Vodafone. Il blitz è stato eseguito dai carabinieri della locale tenenza, diretta da Francesco Tessitore.
    Il sequestro preventivo dell'esercizio commerciale, che operava in città da diversi anni, è stato eseguito su richiesta dell'autorità giudiziaria.
    L'indagine dei militari dell'Arma di Marano è scattata dopo il ritrovamento di alcune schede intestate ad ignari cittadini e che potrebbero essere state utilizzati anche da esponenti della criminalità organizzata.
    Giro di sim card contraffatte, i carabinieri sequestrano centro di telefonia a Marano

    Napoli. Frequenta un bar, poi fa a farvi una rapina. Tradito dallo scaldacollo
    di Melina Chiapparino
    L'ultima rapina, messa a segno questa mattina, si è conclusa con il suo arresto e per B. M., 33enne napoletano, si è interrotto il piano criminale che lo ha visto protagonista di numerosi blitz predatori.
    Il rapinatore seriale, poco dopo le 10.00, aveva aggredito e minacciato il cassiere del bar San Giorgio, su corso Duca D'Aosta nel quartiere Pianura, sottraendo 2000 euro dalla cassa. L'uomo con il volto coperto, aveva picchiato brutalmente il personale dell'esercizio commerciale fuggendo via col bottino e proprio mentre si accingeva a scappare dal bar aveva perso lo scaldacollo così che i baristi lo avevano riconosciuto come un avventore abituale del bar.
    Durante i minuti successivi al blitz sono immediatamente scattate le indagini della polizia tramite le identificazioni di chi aveva riconosciuto l'uomo e attraverso controlli incrociati riguardo lo spostamento in auto del rapinatore, registrato dalla videosorveglianza. Gli agenti del commissariato di Polizia di Pianura, guidato dal vice questore Antonietta Ferrara hanno arrestato il 33enne all'interno della sua abitazione, a Pianura, riconoscendolo autore anche di altre rapine, tra le più recenti quella ai danni della farmacia Petrone ed ald uno dei negozi Oviesse.
    Napoli. Frequenta un bar, poi fa a farvi una rapina. Tradito dallo scaldacollo

    Toglieva il "malocchio" per soldi, denunciata falsa maga a Comiso
    di Gianna Bozzali
    COMISO. Avrebbe studiato con cura le sue vittime per poi convincerle di avere poteri magici e che era capace di rimuovere maledizioni e malocchi in cambio di denaro. Con l’accusa di truffa aggravata, è stata denunciata a piede libero una donna di circa 50 anni, a Comiso. L’attività di indagine svolta dai carabinieri ha preso le mosse dalle denunce presentate da due vittime che la sedicente maga è riuscita a raggirare.
    Secondo quanto appreso, la falsa fattucchiera agiva acquisendo informazioni sulle vittime per poi avvicinarle. In maniera subdola, carpiva la loro fiducia, dimostrando di conoscerne dettagli della vita privata che solo le persone più vicine potevano aver appreso ed instillava la convinzione che tali dettagli fossero stati comunicati dai defunti della vittima stessa. La falsa chiromante poi terrorizzava le proprie vittime sostenendo che il maleficio avrebbe arrecato loro disgrazie che si sarebbero potute scongiurare soltanto attraverso un rito, a fronte del quale la donna richiedeva alle vittime i loro monili d’oro e d’argento, per mantenere il presunto contatto necessario per allontanare dalla persona il sortilegio, e poi un compenso in denaro di svariate centinaia di euro.
    Toglieva il "malocchio" per soldi, denunciata falsa maga a Comiso - Giornale di Sicilia

    Strage a Milano, il killer Giardiello è nato a Benevento: era imputato in un processo di fallimento
    Claudio Giardiello, classe 1958, l'uomo che ha sparato al Palazzo di Giustizia di Milano provocando tre morti tra cui il giudice fallimentare campano Fernando Ciampi e l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani e due feriti, è nato in Campania, a Benevento il 6 marzo del 1958.
    Da quanto è emerso, l'uomo era titolare di una agenzia immobiliare a Milano, in corso Magenta. Aveva chiuso la sua attività per fallimento; altre volte gli era successo negli anni precedenti.
    Strage a Milano, il killer Giardiello è nato a Benevento: era imputato in un processo di fallimento



    Quattro poliziotti all'ospedale: pusher gli aizza contro la folla. Donne con le scope all'assalto
    di Marco Di Caterino
    Caivano. Arrestato per spaccio, il pusher chiede aiuto al rione. E una trentina di facinorosi, tra i quali molte donne, armate di scope, e anche ragazzini, tentanto di linciare i quattro agenti del commissariato di Afragola, diretto dal vice questore Sergio Di Mauro, che avevano appena fermato Felice Facciuto, 26 anni, uno dei pusher della piazza di spaccio delle palazzine popolari di via Atellana a Caivano. In quella enorme confusione, lo spacciatore riesce a sottrarsi ai poliziotti e a nascondersi in un appartamento credendo di averla fatta franca visto che tra lui i poliziotti si era creato un vero e proprio muro persone armate anche di sassi e cocci di bottiglie.
    Gli agenti invece, nonostante quelle "forche caudine", i le decine di colpi, pugnii, schiaffi, calci e sputi, sono riusciti a sfondare il "muro", e riprendersi il prigioniero. I poliziotti dopo aver condotto in commissariato lo spacciatore, hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso dell'ospedale san Giovanni di Dio di Frattamaggiorr, dove sono stati medicati e dimessi con prognosi variabili tra i cinque e i dieci giorni.
    Quattro poliziotti all'ospedale: pusher gli aizza contro la folla. Donne con le scope all'assalto

    Il sindaco ai funerali del boss
    Cellino San Marco: 14 arresti
    «Così mafia gestiva Comune»
    Appalti, concorsi, licenze a voce
    «Ente gestito per interessi propri»
    CELLINO SAN MARCO (Brindisi) - Un asservimento sistematico all’interesse privato ed a fini di lucro personale delle funzioni pubbliche svolte dagli ex amministratori comunali, con l’appoggio di un funzionario comunale e di un consulente-intermediario. E’ quanto hanno rilevato i carabinieri del Comando provinciale di Brindisi nell’inchiesta denominata 'Do ut des' che ha portato in carcere gli ex amministratori del Comune di Cellino San Marco e ai domiciliari altre persone coinvolte nelle indagini.
    Tra i destinatari della misura emessa dal gip del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica ci sono l’ex sindaco Francesco Cascione, 42 anni, che al momento di avvio delle indagini, a dicembre del 2012, era già sotto l’attenzione degli investigatori per aver partecipato al funerale di un mafioso, e altri ex componenti della sua giunta: Omero Molendini Macchitella, 58, (quest’ultimo nell’autunno del 2013 venne picchiato e derubato), Gianfranco Quarta, 58, Gabriele Elia, 32, vicecommissario provinciale di Forza Italia, Gianfranco Pezzuto, 37, oltre a un geometra comunale Ionni Pagano, 49. Per otto indagati è stata prevista la misura della custodia in carcere; gli altri sei agli arresti domiciliari. Tre persone non sono state ancora rintracciate.
    Tra i destinatari della misura 4 imprenditori, 3 intermediari, un funzionario dipendente comunale ed un pregiudicato vicino alla malavita organizzata. Altre sette persone sono sottoposte ad indagini preliminari nello stesso procedimento. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, peculato, corruzione, turbata libertà degli incanti e calunnia.
    Ad aprile 2014, il Consiglio Comunale di Cellino San Marco è stato sciolto per infiltrazioni mafiose con decreto del Presidente della Repubblica, su richiesta del Ministro dell’Interno, all’esito degli accertamenti svolti dai carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi e dalla Commissione nominata dal Prefetto. La gestione privata della cosa pubblica era emersa inizialmente, secondo gli inquirenti, da una denuncia fatta alla Stazione Carabinieri di Cellino San Marco, nei confronti del sindaco che aveva autorizzato solo verbalmente un pregiudicato del posto, vicino alla malavita organizzata, ad allacciare le attrezzature elettriche di un chiosco per la somministrazione al pubblico di bevande ed alimenti, di sua proprietà, alla rete elettrica del Comune, e per aver concesso, sempre allo stesso pregiudicato e sempre oralmente, di utilizzare durevolmente beni del Comune destinati alla gestione di eventi pubblici (un gazebo, 140 sedie e un palco modulare).
    Le indagini hanno evidenziato un fenomeno corruttivo molto esteso, realizzato sistematicamente in forma associata da larga parte della giunta comunale, che avrebbe chiesto tangenti alle imprese appaltatrici di lavori pubblici (manutenzione e realizzazione di impianti sportivi, servizi di igiene urbana, riqualificazione urbana, risparmio energetico) ed ai partecipanti ai concorsi pubblici banditi dal Comune, spingendosi fino a favorire la sovrafatturazione dei lavori effettuati da parte delle imprese e a designare direttori dei lavori di loro gradimento, invece che di gradimento dell’Ente pubblico.
    Sono stati contestati cinque episodi di corruzione per l’affidamento di lavori pubblici nei quali vi sarebbe stato un incremento illecito del valore degli appalti e un episodio di peculato; il danno subito dal Comune è valutabile in circa 250 mila euro. Tra gli arrestati posti ai domiciliari ci sono Antonio Cozzoli, 61 anni, di Brindisi, Alfredo Bruno, 58, di Calimera (Lecce), Angelo Diego Lippolis, 41, di Noci (Bari), Antonio Vincenzo Fasiello, 61, di Vernole (Lecce), Giuseppe Gigante, 56, di San Pietro Vernotico. L’associazione avrebbe dispensato anche posti di lavoro.
    Già in precedenza, grazie ad un’altra indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi era stato vanificato il tentativo di pilotare il concorso per il posto di comandante della Polizia Municipale in favore di un vincitore predestinato che avrebbe falsificato i titoli necessari per partecipare (per questo colpito dauna misura cautelare prima della conclusione del concorso). L’attuale indagine ha evidenziato ulteriori tentativi di pilotare sia il concorso per comandante che quello per l’assunzione di due agenti di polizia municipale.
    CALUNNIE AL VIGILE «SGRADITO» AL CLAN
    I carabinieri hanno effettuato numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno captato con l’autorizzazione del gip numerosissime conversazioni telefoniche e ambientali e hanno acquisito ed esaminato copiosa documentazione amministrativa. E’ emerso così anche l’atteggiamento ostruzionistico degli indagati nei confronti dei dipendenti comunali che ostacolavano l’attività dell’'associazionè, spintosi fino alla proposizione di una denuncia penale ritenuta calunniosa da parte dell’ex sindaco nei confronti di un vigile urbano sgradito perché fedele alle istituzioni.
    Le indagini proseguono in relazione ad altri numerosi episodi di reati contro la pubblica amministrazione, i cui contorni oggettivi e soggettivi sono in corso di definizione. Tra le persone ancora non rintracciate e destinatarie di una ordinanza di custodia cautelare in carcere c'è anche il pregiudicato Francesco Francavilla, considerato vicino alla Sacra corona unita.
    QUELLE INGERENZE DELLA MALA E LO SCIOGLIMENTO
    L'iter amministrativo fu avviato dal prefetto di Brindisi, Nicola Prete, nel luglio 2013, con l’insediamento della commissione prefettizia per l’accesso agli atti. L’accertamento terminò nel dicembre successivo. Lo scioglimento fu deciso il 18 aprile di un anno fa al termine di una riunione del Consiglio dei ministri.
    Venivano rilevate, da parte della commissione prefettizia, "ingerenze da parte della criminalità organizzata che hanno compromesso la libera determinazione e l’imparzialità degli organi eletti nelle elezioni amministrative del 2010, nonchè il buon andamento dall’amministrazione e il funzionamento dei servizi". "Spicca – si leggeva – il ruolo determinante del sindaco che all’interno della giunta individua argomenti all’ordine del giorno, proponendo delibere e soluzioni da adottare in piena autonomia".
    Sulla posizione dell’ex sindaco di Cellino, Francesco Cascione la cui famiglia "è stata sempre presente dal 1983 a oggi negli organi elettivi", la commissione prefettizia scrive che si segnalano episodi indicativi "di una precipua vicinanza ad ambienti criminosi cellinesi".
    Emergeva un quadro di "scarsa attitudine della compagine amministrativa al rispetto delle regole", in cui spiccava il finanziamento dato nel settembre 2012 alla convivente di un pregiudicato affiliato alla Scu per il pagamento del funerale del fratello, ucciso a San Donaci (Brindisi).
    Corruzione, mafia e appalti 14 arresti a Cellino S. Marco In carcere anche l'ex sindaco | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Parola di Crocetta
    di L'Intraprendente
    “«Il bilancio della Regione è pronto, i conti quadrano». L’annuncio del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta è di quelli delle grandi occasioni. E davvero sarebbe così se fosse vero , viste le condizioni disastrate delle casse della Regione”, scrive in queste ore Nino Amadore su Il Sole 24 Ore. Ammonta a 7 miliardi e 525 milioni il debito complessivo contratto dalla Regione siciliana con gli istituti di credito. Sono passati un paio di anni da quando Giletti ospitava il dibattito che fece passare Salvini per un gigante, occasione in cui Crocetta sosteneva il Nord s’arricchisse sulle spalle dei siciliani. Una sorta di film fantascientifico dei migliori. Inizia così questo nostro viaggio nei virgolettati mirabolanti del Presidente che ribadì pure che «La salvezza dell’Italia è legata fortemente alle politiche di sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorno» e fin qui, per alcuni versi, si potrebbe anche condividere.
    Era l’inizio del 2015 quando Canicattì Web ne analizzò l’ultimo affondo: “Alle prese con la definizione delle riforme da inserire nella legge di stabilità per il 2015 e ritenute essenziali da Roma per poter aprire le trattative con la Regione su materie fiscali e compartecipazione alla spesa sanitaria, Crocetta lancia il suo monito: «Alla luce degli scandali sull’Expo e su ‘Mafia Capitale’ è fuori dubbio che le lezioncine moralistiche che arrivavano dal Nord non sono più credibili. Mentre in Sicilia si comincia a fare sul serio sulla questione morale», sì, l’ha detto, «da Roma non accettiamo lezioni ma contributi».
    Perché «il rigore senza crescita è soltanto depressione». Vero, ora ci interesserebbe capire di quale rigore parla, giacché Crocetta guida una Regione con circa 28mila dipendenti, contro i 4.900 della Lombardia piegata dal residuo fiscale. Ché «l’azione di rigore che abbiamo avviato col mio governo ha segnato un cambio di rotta, come ci è stato riconosciuto dagli osservatori nazionali e persino dalle agenzie di rating internazionali». I precari a carico della Regione Sicilia sono altri 20mila, diceva sempre da Giletti lo stesso Presidente. Sono 40mila, i dipendenti regionali, quindi. La Regione ha più forestali del Canada e parti cesari (che vengono rimborsati di più dal servizio nazionale) come se piovessero. Ma Crocetta, di fronte ai 7 miliardi di debito e a 40 mila dipendenti regionali, dice che «i conti quadrano». Non si fallisce, nonostante lo sporco Nord che trafuga le ricchezze. Residuo fiscale che?
    Parola di Crocetta | L'intraprendente

    questo non sono del pianeta terra, sono alieni.



  3. #383
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #384
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    Predefinito Re: Terryes

    Ostuni.
    Cade un pezzo di intonaco dal soffitto in una scuola.
    Edificio vecchio.
    Ristrutturata.
    In 5 anni cinque i lavori!
    Il tempo per costruire almeno altre dieci scuole nuove di zecca.
    Le aziende interessate non ne vogliono sapere di responsabilità: "Noi abbiamo fatto solo un piccolo lavoretto di perfezionamento". Pagato quanto e per quanto tempo?
    Fortunatamente solo due bimbi feriti leggermente.
    Nel computo ci finisce anche un'inzegnande che "Oddio Oddio!" correndo (ma perchè?) si inciamba pure e si rompe un malleolo.
    Un'eroina!
    Che non andrà probabilmente più al lavoro prima del 2016/2017.
    Sud.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #385
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    Predefinito Re: Terryes

    E adesso ci toccherà mantenere pure 'a commissione.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #386
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    Predefinito Re: Terryes

    Intanto per l'ennesima strada che crolla si dimette il presidente dell'Anas Ciucci (un nome, una garanzia).
    Oggi?
    No.
    Verso la metà di maggio.
    Quando avrà maturato l'ultimo scatto della maxi-pensione.
    Ciucci paga per tutti, dice la tv.
    Ma non siamo noi a pagare?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #387
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    Predefinito Re: Terryes

    Vide 'o mare quant'è bello!
    Spira tantu sentimento....

    Nuovo mistero nel golfo di Napoli, il mare diventa marrone, allerato assessorato all'Ambiente
    di Patrizia Capuano
    CAMPI FLEGREI. Ha assunto un insolito colore marrone oggi lo specchio d’acqua dal Fusaro alla darsena di Acquamorta, nel Comune di Monte di Procida. Dalle prime ore del mattino, il tratto marino appare torbido e con tracce di schiuma.
    In molti, allarmati dal cattivo odore diffuso nei quartieri limitrofi alla linea di costa, hanno allertato la capitaneria di porto, l’Arpac e l’assessorato regionale all’Ambiente per un monitoraggio immediato.
    Il fenomeno sarebbe visibile nel canale che divide la terraferma dalle isole, ma a Procida e ad Ischia il mare è limpido e non sarebbero giunte finora segnalazioni alla guardia costiera.
    Specchio d'acqua dalle tonalità piuttosto scure nella rada di Torregaveta in entrambi i versanti e al largo del pontile. Non sono note al momento le cause di quanto sta accadendo nelle acque flegree.
    Due le ipotesi al vaglio della capitaneria di porto di Pozzuoli, dell’Arpac e dell’assessorato regionale all’Ambiente: una fioritura di mucillagine oppure il precario funzionamento del depuratore di Cuma. Il vento di maestrale può aver dirottato le acque reflue verso la litoranea di Torregaveta e Monte di Procida.
    Nuovo mistero nel golfo di Napoli, il mare diventa marrone, allertato assessorato all'Ambiente



    TRIBUNALE SICURO? SICURO CHE SI MENANO! DOPO LE FILE CHILOMETRICHE DI IERI, BOTTE DA ORBI A NAPOLI TRA AVVOCATI E AGENTI PER LE FILE INTERMINABILI ALL’INGRESSO DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA
    Le nuove misure di sicurezza adottate dopo il triplice omicidio al Tribunale di Milano creano il caos: esplode la rabbia degli avvocati. Un vetro sfondato, cinque agenti feriti, due avvocati denunciati. Il video delle proteste…
    ia in email
    Carlo Tarallo per Dagospia
    Botte, proteste, vetri sfondati, avvocati che forzano i varchi d’ingresso, tensione alle stelle. Cinque agenti feriti (due della polizia penitenziaria, tre della polista di stato) e due avvocati denunciati. E’ il risultato del secondo giorno di caos al Tribunale di Napoli, dove le nuove misure di sicurezza hanno provocato file e code interminabili, udienze saltate, proteste a raffica.
    Un gruppo di avvocati ha prima bloccato una strada laterale, dove si trova uno dei tre accessi al Palazzo di Giustizia, dopo di che ha tentato di sfondare il varco d'ingresso protetto da una vetrata. Un vetro è stato infranto e due agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti e sono stati medicati in ospedale. Nel caos che è seguito anche tre agenti di polizia hanno riportato contusioni. Due avvocati sono stati denunciati.

    Bloccato alle Poste spagnole leader delle «Teste matte» nella lista dei 100 latitanti più pericolosi
    Latitante napoletano bloccato in un ufficio postale spagnolo
    Preso in Spagna un napoletano nella lista dei 100 latitanti più pericolosi d'Italia.
    Fermato Lucio Morrone, 53 anni, a capo del gruppo criminale chiamato “teste matte”, operante per il controllo degli affari illeciti nei quartieri Spagnoli, nel centro storico di Napoli.
    L’uomo era ricercato dal 2010 per un ordine di esecuzione definitivo per una condanna a più di 4 anni di reclusione per stupefacenti, nonché dal 2013 destinatario di un’ordinanza (con successiva condanna in primo grado a 20 anni di reclusione) per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.
    I militari dell’Arma, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, hanno individuato il trafficante tra Malaga e Marbella, procedendo alla sua cattura insieme alla Unidad centrale operativa della Guardia Civil, mentre il cinquantenne andava a ritirare denaro (inviatogli da Napoli) nella sede di un’agenzia postale di Benalmadena.
    Bloccato alle Poste spagnole leader delle «Teste matte» nella lista dei 100 latitanti più pericolosi | Video

    Non mandano i figli a scuola, dodici genitori denunciati
    Avevano iscritto regolarmente alla scuola primaria e secondaria i loro figli ma poi non assicuravano la frequenza scolastica. Dodici genitori sono stati denunciati dai carabinieri. L'intervento è stato eseguito dai militari della Stazione di Orta di Atella, nell’ambito di un servizio predisposto dalla Compagnia di Marcianise volto alla verifica del rispetto delle norme inerenti l’obbligo dell’istruzione scolastica e la lotta alla dispersione. Per questi dodici casi è emerso che i minori non frequentavano la scuola, senza giustificato motivo.
    Non mandano i figli a scuola, dodici genitori denunciati

    Avella. Senza patente da dieci anni, denunciato. Sempre bocciato
    Da dieci anni non supera l'esame, e guida senza patente, denunciato un giovane di Avella dalla Stradale. Gli esami, diceva Eduardo, non finiscono mai. Ne sa qualcosa il ventottenne di Avella che ha candidamente ammesso, dinanzi gli agenti della Polizia stradale di Nola, che sono dieci anni che non riesce a conseguire l’agognato documento rosa e per questo è costretto a girare in auto pur non avendo mai superato i test di guida. Un record negativo entrato di diritto nell’infinito bestiario delle scuse adottate dagli automobilisti per giustificare alla polizia infrazioni e mancanze compiute al volante. Il ventottenne nel corso del fine settimana è incappato, mentre era alla guida della propria utilitaria, nei numerosi e rigorosi posti di controllo della Polstrada del distaccamento di Nola.
    Avella. Senza patente da dieci anni, denunciato. Sempre bocciato

    Napoli, i vicini sentono cattivo odore: madre e figlio scoperti a vivere nella sporcizia
    I carabinieri sono intervenuti questa sera in un'abitazione di via Cupa detta Santa Cesarea, nel quartiere Miano di Napoli, dove due persone, madre e figlio, vivevano in condizioni di estremo degrado.
    I militari sono stati chiamati dai vicini i quali si sono lamentati del cattivo odore che proveniva dall'appartamento.
    Nell'abitazione, che si trova al secondo piano di una palazzina popolare, i carabinieri hanno trovato un'anziana signora di 70 anni e il figlio di 50, un cane e sporcizia dappertutto. Chiesto l'intervento dell'Asl competente e dei servizi sociali.
    Napoli, i vicini sentono cattivo odore: madre e figlio scoperti a vivere nella sporcizia

    L’ISIS CHE È IN NOI - PADELLARO: “CHE DIFFERENZA C’È TRA L’ISIS CHE RIDUCE IN POLVERE IL PALAZZO DI NIMRUD E GLI AMMINISTRATORI DI CROTONE CHE RICOPRONO DI CEMENTO I RESTI DEL FORO DI CAPO COLONNA?”
    “Quale esercito potrà mai sgominare in Italia la guerriglia dello scempio che in decenni di silenziosa devastazione e nella più assoluta impunità ha impestato con orridi manufatti coste meravigliose, abbandonando Pompei ai ladri di ogni risma e trasformando in parcheggi luoghi di commovente bellezza?”… -
    Antonio Padellaro per “il Fatto Quotidiano”
    Che differenza c’è tra l’Is che riduce in polvere il palazzo di Nimrud, considerato il Partenone dell’Assiria e gli amministratori di Crotone che ricoprono di cemento i nuovi resti archeologici del foro di Capo Colonna? Esageriamo? Certo, i tagliagole islamici agiscono con il terrore della armi mentre qui da noi è sufficiente un’ordinanza e un po’ di calcestruzzo con risparmio di mezzi e vite umane.
    I mostri generati dal sonno della ragione, nelle molteplici variabili invadono la nostra contemporaneità accanendosi per fanatismo, vandalismo, incuria o sordidi interessi contro le sublimi vestigia che ci tramandano le civiltà del passato. Poiché l’inciviltà teme sopra ogni cosa la memoria o la disprezza.
    Sgominare l’oscurantismo jihadista (e non solo militarmente) non sarà affatto facile ma sarà più possibile. Ma quale esercito potrà mai sgominare in Italia la guerriglia dello scempio che in decenni di silenziosa devastazione e nella più assoluta impunità ha impestato con orridi manufatti coste meravigliose, abbandonando Pompei ai ladri di ogni risma e trasformando in parcheggi luoghi di commovente bellezza?



    Perse braccio e mano
    30 anni per risarcimento ma Asl di Bari non paga
    BARI - Dal 1985 aspetta un risarcimento per due interventi errati che gli hanno fatto perdere l’uso del braccio e della mano destra. E nonostante la Corte d’appello gli abbia riconosciuto 620mila euro e abbia detto «no» alla sospensione della sentenza, la Asl di Bari non intende pagare e farsi carico anche della quota che sarebbe di sua competenza di una clinica ormai chiusa. Una vertenza a colpi di carte bollate. Ma l’unica vittima è lo sfortunato barese, all’epoca 26enne, che un giorno di trent’anni fa era uscito di casa per una partita di calcetto e che si è poi ritrovato con una garza nel braccio.
    Alcuni giorni fa la Asl Bari ha revocato in autotutela la transazione firmata il 29 dicembre scorso dal precedente direttore generale, Mimmo Colasanto, nella sua veste di liquidatore della ex Usl Bari 9. «Quella delibera - spiega l’attuale dg, Vito Montanaro - era stata adottata dal direttore generale facente funzioni in un momento in cui poteva svolgere solo attività ordinaria».
    Ma nel frattempo gli avvocati dell’uomo sono passati al contrattacco. E così, dopo aver effettuato un pignoramento, hanno depositato al Tar di Bari un ricorso per ottemperanza ed hanno chiesto la rimozione del dg Montanaro dall’incarico di commissario liquidatore della Usl Bari 9. Fermo restando che la conclusione definitiva del giudizio richiederà anni, il rischio è che la cifra lieviti per effetto degli interessi.
    Allora il ragazzo venne ricoverato al Policlinico per un braccio rotto. Con la prima operazione perse l’uso della mano. Nella seconda, effettuata al Policlinico, gli recisero un tendine.
    Dopo tre mesi, al Cto di Firenze, i medici scoprono che nella prima operazione il professore aveva sbagliato ad applicare un laccio emostatico e nella seconda gli aveva lasciato una garza nel braccio.
    Perse braccio e mano 30 per risarcimento ma Asl di Bari non paga | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Tasse comunali, 4.147 evasori totali stanati a Salerno
    di Umberto Adinolfi
    In 4.147 evadevano totalmente Tarsu, Imu e tutte le altre imposte locali: migliaia di contribuenti fantasma scoperti a Salerno grazie alle verifiche degli inviati della Soget. In pratica il 4% dell'intera popolazione residente - composto da furbetti e furbacchioni - per anni si è tenuto a debita distanza dal regolare pagamento di tasse e imposte, contribuendo - in quota parte - al rincaro delle tariffe e delle aliquote.
    Sono dati impietosi quelli che emergono dalle banche dati della Soget, la società incaricata dall'amministrazione comunale di Salerno di accertare la corrispondenza tra i dati dichiarati dai contribuenti al catasto e la reale consistenza fisica degli immobili di proprietà ai fini del calcolo delle imposte. Nel cercare forme di evasione totale e parziale nel pagamento di Tarsu (oggi Tari) e Imu, gli «007» in giro per condomini e locali commerciali hanno aperto uno squarcio su questo enorme bacino di contribuenti fantasma che fino a ieri non pagava le relative imposte locali .
    Tasse comunali, 4.147 evasori totali stanati a Salerno

    Cede un pilone dell'A19. L'ennesimo crollo nelle strade siciliane
    Il cedimento del pilone sull’autostrada A19 Palermo-Catania è l’ultimo tassello di un mosaico di crolli che hanno coinvolto negli ultimi due anni le strade siciliane
    Angelo Scarano
    Il cedimento del pilone sull’autostrada A19 Palermo-Catania è l’ultimo tassello di un mosaico di crolli che hanno coinvolto negli ultimi due anni le strade siciliane.
    Un elenco che si apre con il crollo di una porzione del viadotto Verdura il 2 febbraio 2013, lungo la statale 115 che collega Agrigento con Sciacca, in territorio di Ribera. Il ponte, allora, si squarciò a metà. In quell’occasione non si registrarono feriti solo perché qualche ora prima un’automobilista aveva segnalato un avvallamento e il ponte, in via precauzionale, era stato chiuso al traffico dalla polizia stradale.
    Anche il 7 luglio in contrada Petrulla, in territorio di Licata (Ag), sulla statale 626 che collega Campobello di Licata, Ravanusa, Canicattì fu sfiorata la tragedia: le carreggiate di un ponte si piegarono verso il basso a causa di un cedimento strutturale, toccando il fondo da un’altezza di quattro metri. Il collassamento del viadotto provocò due incidenti che coinvolsero tre automobili: quattro i feriti lievi, tra i quali una donna incinta. L’Anas istituì una commissione d’indagine: la causa del crollo fu imputabile ad una rottura delle travi in cemento armato precompresso che sostenevano l’impalcato. Ma il caso più emblematico e che ha suscitato maggiore clamore è quello del viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento, inaugurato alla vigilia di Natale scorso e crollato dopo appena una settimana. A febbraio un altro cedimento del manto stradale a poca distanza dal viadotto.
    Cede un pilone dell'A19. L'ennesimo crollo nelle strade siciliane - IlGiornale.it

    Fanno schkifo proprio a tutti!

    Dalla Grecia lo sfottò a Napoli: «Assurdo invidiare quella città, meritiamo di meglio!»
    Un consigliere comunale parla della metropolitana: loro ce l'hanno, noi no. Non possiamo accettarlo
    Non c'è pace per la città di Napoli, presa di mira e sbeffeggiata finanche dalla Grecia che, onestamente, di questi tempi ha poco di che esultare sul fronte dello sviluppo e dell'economia.
    Succede che il consigliere comunale (ex vicesindaco) di Salonicco, Costantino Zerba, pubblica su agelioforos.gr un lungo intervento dedicato alla necessità di accelerare con i lavori della metropolitana nella città portuale greca.
    L'amministratore di Salonicco, nel suo articolo, parte dal parallelo con Napoli spiegando che questa città è sporca e disperata, poi dice che anche qui in Campania ci sono stati lunghi lavori e tanti ritrovamenti archeologici che hanno rallentato i lavori, però qui c'è la metropolitana, è stata costruita. Significa che tutti possono riuscirci.
    La conclusione dell'articolo contiene la coltellata definitiva: "Noi non meritiamo di invidiare Napoli. Ci meritiamo qualcosa di meglio!", chiosa Zerba.
    Dalla Grecia lo sfottò a Napoli: «Assurdo invidiare quella città, meritiamo di meglio!»


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    Predefinito Re: Terryes

    Un terone perde la guerra contro gli scarafaggi....

    «Bomba» di gasper per uccidere scarafaggi
    anziano resta ustionato
    ALEZIO (LECCE) – Un anziano di 79 anni è rimasto gravemente ferito in seguito ad un’esplosione avvenuta questa mattina nella sua abitazione in via Gallipoli ad Alezio. L'anziano ieri sera aveva riempito il pozzetto di raccolta delle acque piovane con gas propano liquido, pensando in questo modo di uccidere gli scarafaggi che si erano annidati all’interno. Questa mattina, quando nell’aprire il pozzetto si è fatto luce con un accendino, ha innescato un’esplosione che lo ha investito procurandogli ustioni di secondo e terzo grado al volto e al braccio destro. Soccorso da personale del 118, l’uomo è stato trasportato al Centro Grandi ustionati di Brindisi; non è in pericolo di vita.
    Esplosione per il gas Anziano gravemente ferito | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Telese, trovati in casa segnali stradali rubati e cemento
    Denunciato uomo di 55 anni
    il materiale sottratto da un cantiere
    I carabinieri di Telese hanno denunciato un 55enne di Castelvenere, per furto e ricettazione, poiché nel corso di una perquisizione personale eseguita nell’abitazione dell’uomo hanno rinvenuto dei manufatti in cemento utilizzati per la pavimentazione stradale che erano stati asportati il 13 aprile u.s. a Telese Terme ad un impresa che stava eseguendo i lavori di rifacimento dei marciapiedi del centro termale. Inoltre, sono stati rinvenuti numerosi paletti in metallo utilizzati per il sostegno delle piante di vite rubati alcuni giorni fa da vigneti di Solopaca e Castelvenere di proprietà di un agricoltore di Guardia Sanframondi.
    Telese, trovati in casa segnali stradali rubati e cemento

    Troppi rifiuti per le strade di Caltanissetta: indaga la Procura
    di Stefano Gallo
    Gli investigatori hanno già sequestrato carteggi all'ufficio tecnico e alla polizia municipale e continuano a monitorare con discrezione cinque siti in particolare entrati di diritto in una indagine dagli sviluppi imprevedibili
    CALTANISSETTA.
    Ormai le cosiddette piccole discariche stanno proliferando in maniera esponenziale. Così numerose da spingere la Procura ad aprire una inchiesta per capire se esistono responsabilità a carico di chi dovrebbe vigilare. E partono così, dalla Saccara e da contrada Comunelli, nuovi esposti ad una sezione di polizia giudiziaria che si occupa da anni esclusivamente di ambiente e con risultati a dir poco incoraggianti. Gli investigatori hanno già sequestrato carteggi all'ufficio tecnico e alla polizia municipale e continuano a monitorare con discrezione cinque siti in particolare entrati di diritto in una indagine dagli sviluppi imprevedibili.
    Troppi rifiuti per le strade di Caltanissetta: indaga la Procura - Giornale di Sicilia

    Arrestato truffatore
    a segno 120 truffe on line
    GALLIPOLI – Antonio Caiffa, truffatore seriale di 31 anni, di Gallipoli (Lecce), è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione, che hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Avellino.
    Caiffa, gestore del negozio, completamente online, "Top elettronica", dal 2007 al 2013 ha posto in atto oltre 120 truffe nei confronti di ignari acquirenti, ai quali ha venduto on line oggetti tecnologici di ultima generazione, televisori al plasma, cellulari, navigatori satellitari, macchine fotografiche, con pagamento sulla propria carta Postepay; quindi non spediva la merce e spariva nel nulla.
    Le vittime hanno denunciato in centinaia di casi il truffatore seriale, che ha subito altrettanti processi in tutta Italia. Tra l’altro due mesi orsono è stato condannato a quattro anni di reclusione dal Tribunale di Lecce. Caiffa è stato tradotto al carcere di Lecce.
    Arrestato truffatore a segno 120 truffe on line | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    A PATERNO'
    Prendeva farmaci da ospedale per usarli in cliniche: arrestato infermiere
    CATANIA. Prelevava farmaci dall'ospedale in cui lavorava e li adoperava in cliniche private dove avrebbe svolto il ruolo di medico anestesista, anche durante l'orario di lavoro: è l'accusa contestata un infermiere di Paternò, Antonio Consolato Pina, di 62 anni, che è stato arrestato dalla guardia di finanza di Catania per peculato, falso e truffa e esercizio abusivo della professione medica. Indagati anche un medico dello stesso nosocomio, titolari di case di cura anche di Palermo.
    Al centro dell'inchiesta Antonio Consolato Pina, 62 anni, infermiere in servizio nell'ospedale 'Santissimo Salvatorè di Paternò. Tra gli altri indagati, in stato di libertà, per concorso in peculato, un medico che lavora nella stessa struttura pubblica e titolari di strutture sanitarie private di Catania e Palermo.
    Dagli accertamenti, si sottolinea in una nota della Gdf, è emerso come l'infermiere, anche grazie alla collaborazione di altri dipendenti, si sarebbe appropriato di consistenti quantità di farmaci. Inoltre Pina si recava abitualmente in cliniche ginecologiche, centri per la cura dell'infertilità, ambulatori di chirurgia estetica dove sembrerebbe esercitasse abusivamente la professione di medico anestesista. L'infermiere si sarebbe recato nelle case di cura, tra l'altro, anche durante l'orario di lavoro. Anche in questo caso, ricostruiscono dalla guardia di finanza, si avvaleva della complicità di dipendenti dell'ospedale di Paternò che provvedevano a timbrare il suo cartellino per le presenze. Sono ancora in corso ulteriori indagini per delineare il ruolo dei soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda, anche con perquisizioni e sequestri.
    Prendeva farmaci da ospedale per usarli in cliniche: arrestato infermiere - Giornale di Sicilia



    L'articolo non riporta il nome dell'omicida, ma i casi sono due: o era un terry, o era uno che non ha rispettato l'aureo motto "mogli e buoi dei paesi tuoi".....

    Brescia, tragedia in casa dopo una lite: uomo uccide la moglie a coltellate e ferisce la figlia che voleva difenderla
    Tragedia familiare a Niardo, in Vallecamonica, in provincia di Brescia. Poco dopo le 21 di oggi, in un appartamento al primo piano di una palazzina di via Nazionale 15, una donna e la figlia di 18 anni sono state accoltellate: l'uomo, marito della donna e padre della giovane, è stato fermato dai carabinieri.
    Gloria Trematerra, 55enne insegnante di lingue al liceo di Breno, è stata colpita da diversi fendenti al corpo ed è morta all'ospedale di Esine. La figlia invece è rimasta ferita, pare nel tentativo di difendere la madre dalla furia dell'uomo. La coppia ha anche un secondo figlio, di 21 anni, che non era presente al momento della tragedia. L'insegnante e la figlia 18enne da poche settimane vivevano in una struttura protetta dopo che la ragazza aveva denunciato gli atteggiamenti violenti del padre.
    La convenzione per il trasferimento delle due donne nella casa protetta era stata firmata dal sindaco di Niardo, Carlo Sacristiani, presente sul posto dopo la tragedia che ha scosso il piccolo paese della Vallecamonica. È stato proprio il primo cittadino di Niardo a confermare la situazione pesante che si era ormai creata tra moglie e marito. Ancora non è chiaro il motivo per il quale madre e figlia siano tornate in serata a casa dell'uomo, che risulta in stato di fermo.
    Brescia, tragedia in casa dopo una lite: uomo uccide la moglie a coltellate e ferisce la figlia che voleva difenderla

    TREMATERRA - Diffusione del cognome TREMATERRA - Mappe dei Cognomi Italiani

    L’ISOLA BEDDA DEL TRASFORMISMO - IN SICILIA A DUE ANNI DAL VOTO 43 ELETTI SU 90 HANNO CAMBIATO PARTITO - C’È CHI HA CAMBIATO CASACCA 4 VOLTE: L’EX MISSINO MUSUMECI È PASSATO NELLA COALIZIONE DEL ROSSO CROCETTA
    La transumanza a Palazzo dei Normanni è un fenomeno inarrestabile: sono 62 gli spostamenti con deputati che ne hanno fatto più di uno - “Tutto ciò è amorale” tuona Musumeci, che, per frenare questo frenetico via vai ha pensato a una “multa” da 500 euro mensili ai gruppi che accolgono i transfughi...
    Emanuele Lauria per “la Repubblica”
    L’ultima sigla è nata proprio ieri: Sicilia democratica, nuova insegna della maggioranza che sostiene il governatore Rosario Crocetta. L’hanno abbracciata con entusiasmo — su input del capopopolo catanese Lino Leanza — sei deputati: tre dei quali eletti nelle file dell’opposizione.
    È il tredicesimo gruppo parlamentare di un’Assemblea regionale che ha battuto ogni record di trasformismo. Sono già 43 su 90, quasi uno su due, i deputati regionali che hanno cambiato casacca in due anni, ovvero dall’inizio della legislatura. È un fenomeno inarrestabile, quello della transumanza politica all’interno dell’antico e glorioso Palazzo dei Normanni: sono 62, in tutto, gli spostamenti, perché non sono pochi i deputati che ne hanno fatto più di uno. In media, da quando è in vita il parlamento siciliano nella sua attuale composizione, una volta ogni dieci giorni un “onorevole” ha fatto i bagagli ed è passato in un altro partito.
    Con contorsioni inimmaginabili. La più irrequieta Alice Anselmo, che oggi milita nel movimento “Articolo 4” dopo essere stata eletta nel listino del presidente Crocetta, essersi iscritta al gruppo “Territorio”, avere abbracciato i “Democratici riformisti” e avere sposato l’Udc. E cosa dire dell’ex sindaco forzista di Ragusa Nello Dipasquale che, folgorato dall’ex comunista Crocetta, ha militato finora in tre gruppi diversi e si appresta ad approdare a quello dei democratici? Un percorso che si conclude solo due anni dopo un mitico comizio in piazza a Niscemi, ancora visibile su Youtube, in cui Dipasquale, lo stesso Dipasquale, urlava a squarciagola «Questo Pd mi fa schifo».
    Per carità, la Anselmo e Dipasquale sono in buona compagnia, in un’Ars in cui la frantumazione politica ha prodotto ben tre gruppi di Forza Italia, e in cui può accadere che Salvatore Lo Giudice, un candidato eletto nella lista dell’ex Msi e An Nello Musumeci, passi nella coalizione del “rosso” Crocetta ancora prima della seduta inaugurale. Saltano le appartenenze, le ideologie.
    Solo i gruppi di Pd e M5S hanno mantenuto, quasi per intero, la loro originaria consistenza. Con qualche clamorosa eccezione: l’ex pentastellato Antonio Venturino, che dell’Ars è vicepresidente, si è rifugiato sotto il garofano del Psi. Da Grillo a uno degli ultimi simboli della Prima Repubblica, un salto all’indietro da brividi.
    In 14, d’altronde, hanno cambiato non solo partito ma schieramento. La testimonianza di una instabilità che non teme confronti. Né con il passato stessa Ars — nella scorsa legislatura lunga quasi 5 anni furono “appena” 34 i deputati saltafosso — né con il Parlamento: alla Camera, finora, la media dei cambi di casacca è stata di uno su 10 deputati, a Palazzo Madama di uno su quattro senatori.
    «Tutto ciò è amorale», tuona Musumeci, che è presidente della commissione regionale antimafia. E che, per frenare questo frenetico via vai da un gruppo all’altro dell’Assemblea siciliana, ha pensato addirittura a disincentivi economici: una “multa” da 500 euro mensili ai gruppi che accolgono i transfughi. Ma il codice etico di Musumeci non è ancora stato esaminato neppure in commissione. Qualcuno ha obiettato che con questa norma, forse, si viola la libertà di mandato che la Costituzione riconosce agli eletti. E allora la transumanza continua.



    Napoli, falsi invalidi: 19 arresti per truffa ai danni dello Stato
    Quattordici misure cautelari (arresti e divieti di dimora) e sequestri sono stati eseguiti stamattina dai carabinieri di Napoli nei confronti di persone indagate per truffa ai danni di ente pubblico, contraffazione di certificazioni e falsità commessa da privati.
    Secondo le indagini, i destinatari delle misure cautelari hanno falsificato verbali di accertamento di invalidità dell'ASL NA 1, anche mediante falsi timbri e sigilli dello Stato, determinando l'indebita erogazione da parte dell'INPS di pensioni di invalidità e dei relativi arretrati, per un ammontare complessivo di circa un milione di euro.
    L'indagine fa seguito ad analoghe attività di Reparti del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli che, da settembre 2009 sino ad ora, hanno portato, complessivamente, all'arresto di 400 persone, all'esecuzione di 21 obblighi di dimora e al sequestro di beni per un valore di 20 milioni di euro.
    Napoli, falsi invalidi: 19 arresti per truffa ai danni dello Stato



    Miccoli indagato per estorsione
    L'ex calciatore del Palermo avrebbe contattato Mauro Lauricella, figlio del boss Antonino, per recuperare dei crediti in una discoteca
    Angelo Scarano
    Mauro Lauricella, figlio del boss Antonino detto "Lo scintillone", era un "esperto di discoteche". Per questo sarebbe stato contattato dall’ex bomber del Palermo, Fabrizio Miccoli, per risolvere una questione legata alle quote societarie di un fisioterapista in un locale a Isola delle Femmine (Pa): il Paparazzi. Una vicenda per la quale l’ex capitano rosanero è finito sotto inchiesta per estorsione aggravata, mentre Lauricella e Gioacchino Alioto sono finiti in manette con la stessa accusa. Secondo gli inquirenti, che indagano dal 2010, il giocatore avrebbe incaricato Lauricella jr di recuperare alcuni crediti proprio perché sapeva che essendo figlio del boss avrebbe avuto i risultati sperati. Lauricella e Alioto avrebbero poi incontrato, nel 2010, uno dei soci della discoteca in un locale in piazza Kalsa, con altre persone e con metodi tipici dell’associazione mafiosa, sarebbero riusciti a recuperare parte del credito. Alioto, detto Zu Gino, venne citato per la prima volta dal pentito Tommaso Buscetta come uomo al soldo delle famiglie mafiose Sinagra, Spadaro e Marchese.
    Miccoli indagato per estorsione - IlGiornale.it





    Toh, le pensioni d’invalidità al Sud sono il doppio del Nord
    di Matteo Borghi
    Per lo strano fenomeno si potrebbero trovare le spiegazioni più assurde e disparate. È forse la pessima condizione delle strade a generare più incidenti con danni permanenti? O forse l’invalidità è causata da alluvioni e terremoti, eruzioni vulcaniche o – per i più anziani – i bombardamenti Alleati della Seconda guerra mondiale? Oppure ci sono più danni polmonari permanenti a causa del noto problema dello smog portato alla ribalta dal film Johnny Stecchino («il traffico è il problema»)?
    La spiegazione razionale non c’è. Sta di fatto che al Sud le pensioni agli invalidi civili sono quasi un quarto (il 23%) dei trattamenti Inps erogati nell’area. Una percentuale doppia rispetto a quella del Nord dove si fermano all’11,3%. Il dato arriva dagli Osservatori statistici Inps e, riferito al primo gennaio 2014, non si discosta dai risultati degli anni precedenti. Parliamo di quasi una pensione su quattro (1,25 milioni su 5,47 totali) contro la pensione su nove del Nord Italia: un tasso di incidenza di invalidità più che doppio.
    Un dato tanto assurdo e preoccupante da farti scervellare fino all’esaurimento nervoso per comprendere le reali ragioni che l’hanno generato. Colpa della viabilità non dev’essere: in fondo le strade sono messe male anche al Nord dove, tra l’altro, a rendere più difficile la guida c’è un tasso di precipitazioni piovose e nevose superiori. Idem per l’inquinamento che colpisce più duramente il Nord. Le eruzioni vulcaniche sono per fortuna rare e non fanno feriti da decenni, mentre alluvioni e terremoti sono più frequenti al Centro-Nord. E pure i bombardamenti dell’ultima guerra mondiale hanno colpito più duramente le regioni settentrionali d’Italia.
    Non te ne capaciti a tal punto che cerchi rifugio nella saggezza popolare. Forse non è del tutto campato per aria il detto «vedi Napoli e poi muori»: andrebbe solo aggiornato sulla base dei progressi della medicina che ti tengono in vita, anche a costo di restare invalido a vita. Ma quando anche questa interpretazione non ti convince è allora che giungi a quella più inaspettata ma razionale: non è che in certe parti di Italia, in alcune occasioni, c’è chi applica criteri – diciamo così – un po’ più “morbidi” per assegnare le pensioni?
    Certo non è una teoria dimostrabile in senso assoluto, ma può essere convincente. Di sicuro un po’ di più di quella dei vulcani o del traffico…
    Toh, le pensioni d?invalidità al Sud sono il doppio del Nord | L'intraprendente


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    Predefinito Re: Terryes

    Pratola, avevano devastato la scuola per prolungare le vacanze: denunciati 4 minorenni
    Scoperta la mini banda che aveva devastato la scuola per non rientrare dalle vacanze. A conclusione dell'attività investigativa intrapresa a seguito degli atti vandalici commessi tra il 2 e il 6 aprile presso l’Istituto Comprensivo Statale di Pratola Serra, le indagini dei Carabinieri della stazione locale, unitamente a quelli della Compagnia di Mirabella Eclano, hanno permesso in tempi brevissimi di individuare, identificare e deferire in stato di libertà alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, quattro studenti. Gli stessi, ritenuti responsabili dei gravi danni arrecati alla struttura scolastica, dovranno rispondere di danneggiamento aggravato e invasione di edifici pubblici in concorso.
    Gravi i danni arrecati al plesso scolastico per l’ammontare di circa 10mila euro, consistenti in rottura di vetri e porte, scarico degli estintori, imbrattamento dei muri dei corridoio e delle aule, danneggiamento di armadi e apparecchiature radio.
    Gli accertamenti erano iniziati con un sopralluogo da parte dei militari dell’Arma presso il plesso scolastico. Sono poi proseguite, e a conclusione di tutti i riscontri, grazie anche alla fondamentale collaborazione del dirigente, dei professori nonché di altri studenti dello stesso istituto, i Carabinieri hanno individuato i quattro responsabili del fatto delittuoso, commesso esclusivamente con l’obiettivo di evitare lo svolgimento delle lezioni con il rientro dalle festività pasquali.
    Pratola, avevano devastato la scuola per prolungare le vacanze: denunciati 4 minorenni

    Mangia una pizza, non paga, litiga col titolare e gli incendia il locale
    Per punire il titolare di una pizzeria dopo un litigio un pregiudicato ha appiccato il fuoco il suo locale a Sant' Antonio Abate.
    G.F., 34 anni, in regime di libertà vigilata, è stato arrestato dai carabinieri. L' uomo aveva avuto un diverbio con il proprietario di una pizzeria in via Visitazione e non aveva pagato il costo della consumazione.
    Nella notte, F. ha appiccato il fuoco all'esercizio, poi si è reso irreperibile fino all' alba, quando i militari lo hanno rintracciato nella sua abitazione e lo hanno arrestato. Le fiamme, che avevano intaccato la recinzione esterna della pizzeria, sono state spente dai Vigili del Fuoco. F. ha ammesso le proprie responsabilità. Sarà processato con rito direttissimo.
    Mangia una pizza, non paga, litiga col titolare e gli incendia il locale

    Detersivi made in Naples, sequestrata fabbrica di prodotti contraffatti
    Sequestrato dalle Fiamme Gialle ad Arzano un opificio clandestino dedito alla produzione di detergenti per la casa, anche contraffatti, in totale evasione d’imposta nonché in assenza di ogni autorizzazione igienico-sanitaria e di tutela ambientale. Finanzieri della compagnia di Afragola, nel corso di attività di controllo economico del territorio, all’interno di un esercizio commerciale hanno trovato macchinari industriali, detergenti ed aromi profumati per la produzione ed il confezionamento illecito di prodotti per la casa.
    Detersivi made in Naples, sequestrata fabbrica di prodotti contraffatti

    Carne avariata "colorata" e venduta per fresca
    Sequestrati 4 tonnellate di carne e denunciate 25 persone dai Nas a Palermo, Trapani e Agrigento
    Chiara Sarra
    Per vendere tutta la carne - già in putrefazione - in magazzino non hanno esitato a "colorarla" con solfiti nitrati perché i clienti pensassero che fosse fresca.
    Lo hanno scoperto i carabinieri del Nas di Palermo che hanno sequestrato oltre quattro tonnellate di carni avariate e denunciato 23 macellai tra Palermo, Agrigento e Trapani nonché il direttore commerciale e il legale responsabile di un deposito di carni all’ingrosso di Palermo. Per nascondere il normale processo di ossidazione, i macellai trattavano i prodotti con solfiti e nitrati e li congelavano.
    "Nei soggetti sensibili, infatti, solfiti e nitrati possono avere conseguenze sulla salute, quali asma, difficoltà respiratoria, fiato corto, respiro affannoso e tosse", spiegano dal Nas. In alcuni soggetti le conseguenze sulla salute possono in oltre essere particolarmente gravi ed anche fatali.
    Carne avariata "colorata" e venduta per fresca - IlGiornale.it

    «Una grazia da S. Rita?»
    presa truffatrice seriale
    di Gianpaolo Balsamo
    ANDRIA - «Sono la prediletta di Santa Rita». E con la scusa di intercedere, con le sue preghiere, presso la Santa dei casi impossibili per ottenere una grazia, avrebbe spillato 1600 euro ad una coppia di anziani andriesi, affranti per la perdita prematura di una loro figlia. È successo il mese di agosto dello scorso anno quando l’abile truffatrice, la 41enne Elena Rasizzi Scalora, residente in provincia di Siracusa, si sarebbe introdotta nell’abitazione di due anziani coniugi e, con particolare destrezza, mostrando immaginette di Santa Rita da Cascia e farfugliando orazioni rivolte alla Santa dei casi disperati ed apparentemente impossibili, è riuscita ad appropriarsi di alcuni loro risparmi.
    La 41enne siracusana, già con precedenti specifici per truffa sempre ai danni di anziani (la donna, infatti, un anno fa, insieme al figlio 20enne fu assicurata alla giustizia dai poliziotti del commissariato di Galatina perchè si finse impiegata del Comune incaricata di verificare se la vittima di turno, una «nonnina» di 86 anni, avesse i requisiti per ottenere il bonus di 80 euro previsto dal governo Renzi), con modi garbati e professionali, si è presentata alla porta dei due coniugi andriesi fingendosi devota a Santa Rita e predicatrice.
    Alla donna, pare, non sarebbe stato difficile carpire la fiducia delle due anziani vittime che, come detto, da poco tempo avevano patito la perdita di una figlia. Gli anziani avrebbero fatto accomodare la donna nella loro abitazione convinti di ricevere dalla stessa parole di conforto e l’intercessione presso la Santa.
    Elena Rasizzi (arrestata anche lo scorso mese di novembre dai carabinieri di Giovinazzo sempre per truffa ai danni di anziani, perchè si sarebbe presentata ad un 80enne come una dottoressa dell’Inps con l’incarico di verificare gli importi delle pensioni percepite dagli anziani), invece, approfittando della situazione, avrebbe convinto i coniugi di Andria ad avvolgere la somma di denaro di 1.600 euro in un fazzoletto, che, tra preghiere e litanie, proprio come un’abile prestigiatrice, riusciva a sostituire con un altro fazzoletto, ovviamente privo dei risparmi. La donna, secondo quanto gli anziani avrebbero poi denunciato ai poliziotti del commissariato, si sarebbe intrattenuta una ventina di minuti nella loro abitazione, senza destare mai alcun sospetto ma pregando in loro compagnia. Ma, una volta accortisi dell’ammanco e della truffa subita, gli anziani andriesi hanno denunciato l’accaduto ai poliziotti di una volante del commissariato.
    Non è escluso che la 41enne siciliana possa aver messo a segno altre analoghe truffe anche in altri comuni dell’hinterland (Trani, Barletta, Bisceglie e Corato).
    «Una grazia da S. Rita?» presa truffatrice seriale | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Salerno. Cimitero, stop a ladri e vandali: scatta il piano della videosorveglianza
    SALERNO. Entro trenta giorni sarà attivo nell'area del cimitero di Brignano un efficiente servizio di videosorveglianza. Lo annuncia il sindaco facente funzioni Enzo Napoli. L'intervento è stato decisio in seguito a recenti episodi che hanno visto il camposanto terreno di razzie per ladri e vandali.
    Il piano di videosorveglianza è stato messo a punto stamane nel corso di una riunione tecnica presieduta da Napoli a Palazzo di città. In attesa dell’attivazione di tale impianto, sarà predisposto un servizio di controllo che sarà affidato ad un istituto di sorveglianza autorizzato.
    Salerno. Cimitero, stop a ladri e vandali: scatta il piano della videosorveglianza

    Civiltà terronica....

    Duplice omicidio di camorra: le ruspe trovano un cadavere a Marcianise
    Le rivelazioni del pentito Belforte: svolta dopo quasi trenta anni
    Scavi in corso in un'area nel comune di Marcianise, in provincia di Caserta. Da stamane le ruspe sono in azione sotto il diretto controllo dei Carabinieri in una zona vicina al velodromo. Si cercano i resi di due cadaveri. I carabinieri e i vigili del fuoco hanno già ritrovato i resti di Orlando Carbone, nato nel 1966, ucciso a vent'anni insieme a un'altra persona che aveva preso parte alla strage di San Martino, avvenuta a Marcianise l'11 novembre del 1986. Ufficialmente Carbone era ancora ricercato perché doveva scontare un mese di reclusione. A parlare del duplice omicidio, di cui gli inquirenti non avevano avuto mai notizia, è stato il capoclan dei Belforte, Salvatore Belforte, di recente diventato collaboratore giustizia.
    L'altra persona di cui si stanno cercando le spoglie si chiamava Giuseppe Tammariello, soprannominato «Pinuccio o' romano», classe 1932, invalido in quanto gli mancava un braccio.
    Di lui, probabilmente, non si troverà il corpo: secondo quanto si è appreso, infatti, siccome facilmente riconoscibile per la sua invalidità, dopo l'omicidio fu deciso di distruggerne il cadavere sciogliendolo nell'acido.
    Sul terreno indicato dal collaboratore di giustizia Salvatore Belforte, dove oggi sono stati trovate le spoglie di Orlando Carbone, sono giunti, poco fa, il pm antimafia di Napoli Luigi Landolfi e il colonnello Giancarlo Scafuri, vertice del comando provinciale dei carabinieri di Caserta.
    Duplice omicidio di camorra: le ruspe trovano un cadavere a Marcianise

    AL CTO DI ROMA, A UNA DONNA DI 84 ANNI VIENE ASPORTATO IL RENE SANO E NON QUELLO COLPITO DA UN TUMORE - E PER ACCORGERSI DELL’ERRORE, I MEDICI C’HANNO MESSO CINQUE GIORNI
    La donna è stato operata dai medici della Chirurgia generale - Il Cto è il secondo ospedale dell’Eur dopo il Sant’Eugenio - Sono i due centri pubblici, entrambi della Asl C. Il Cto aspetta di trasformarsi in un centro di cura, riabilitazione e applicazione di protesi della Asl e dell’Inail, l’Istituto per gli infortuni sul lavoro…
    Carlo Picozza per “la Repubblica”
    Entra in sala operatoria per l’asportazione di un rene colpito da un tumore ma i chirurghi le tolgono quello sano. È accaduto a una donna di 84 anni, nell’ospedale romano Cto sulla cui sorte incombe da un decennio il rischio di chiusura: ad anticiparne la traiettoria, cinque anni fa, è stato proprio il reparto di Urologia, di fatto scomparso, comunque senza più attività chirurgica. La donna, infatti, è stato operata dai medici della Chirurgia generale. Gli stessi che, per accorgersi del terribile errore, hanno impiegato cinque giorni. Ad assisterli in sala operatoria c’era un solo urologo.
    Ora tentano disperatamente di correre ai ripari. Come? Aspettando il miracolo da urologi fuoriclasse, del calibro di Michele Gallucci. Almeno questo vorrebbero i familiari dell’anziana. E chiedono quale aspettativa di vita avrà la loro congiunta. L’interrogativo si intreccia con altri di qualche camice bianco che, nelle corsie del Cto, scuote la testa di fronte all’opportunità stessa di un intervento del genere in una donna così anziana.
    «Quanto accaduto è gravissimo», dichiara senza giri di parole, Carlo Saitto, direttore della Asl RmC cui l’ospedale fa capo: «Una tragedia per la paziente e i suoi familiari, che chiama in causa responsabilità sulle quali aspetto una relazione dal team operatorio e il rapporto finale di un’indagine interna». «Il primo quesito cui rispondere», ancora Saitto, «è se c’era o no la necessità di un’operazione di quel tipo per una paziente over 80».

    Peculato, arrestato il direttore di medicina legale dell'Asp di Caltanissetta
    Il danno all'erario sarebbe di circa diecimila euro. Sequestrati personal computer e documentazione sanitaria
    CALTANISSETTA. Con l'accusa di peculato i carabinieri hanno arrestato a San Cataldo, Vito Claudio Maria Milisenna, 58 anni, direttore del dipartimento di medicina Legale dell'Asp di Caltanissetta. L'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata, emessa dal Gip del tribunale nisseno.
    Secondo gli investigatori l'indagato avrebbe, da maggio 2013 a febbraio 2015, «percepito indebitamente somme di denaro effettuando prestazioni in regime di intramoenia per consulenze medico-legali commissionate da privati, omettendo di farne comunicazione agli organi amministrativi dell'Asp e trattenendo per sè l'intera remunerazione dovuta per consulenze medico-legali destinate a formare atti in Procedimenti pendenti presso varie autorità giudiziarie della Regione».
    Il danno all'erario sarebbe di circa diecimila euro. Sequestrati personal computer e documentazione sanitaria.
    Peculato, arrestato il direttore di medicina legale dell'Asp di Caltanissetta - Giornale di Sicilia


    Triplicato il gettone dei consiglieri comunali, indagini a Canicattì
    Secondo i magistrati contabili il danno dal 2003 ad oggi sarebbe quantificabile tra i 400 ed i 600 mila euro
    CANICATTI'. La Procura della Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sul Comune di Canicattì per danno erariale nei confronti dell'ex dirigente agli Affari Generali e di 12 consiglieri che nell'autunno 2003 deliberarono l'aumento del gettone di presenza da 30 a 100 euro per ogni riunione d'aula o di commissione.
    Secondo i magistrati contabili il danno dal 2003 ad oggi sarebbe quantificabile tra i 400 ed i 600 mila euro. Dai calcoli, contenuti anche nella delibera consiliare adottata il 16 ottobre 2003, il gettone di presenza non sarebbe potuto essere superiore a 43,47 euro per seduta. A maggioranza i consiglieri decisero di portarlo invece a 100 euro.
    Triplicato il gettone dei consiglieri comunali, indagini a Canicattì - Giornale di Sicilia



    IL COMUNE DI TRAPANI SPENDE 2,6 MILIONI DI FONDI EUROPEI PER COSTRUIRE UN “CENTRO DI FORMAZIONE E MEDIAZIONE CULTURALE” PER GLI IMMIGRATI IN ARRIVO E NON TROVA I SOLDI PER RIMETTERE IN SESTO LE SCUOLE CITTADINE
    Il centro è stato costruito grazie ai fondi Pon dell’Unione europea - Strutturato in quattro blocchi distinti su una superficie di oltre 1.000 metri quadrati, contiene un auditorium da 120 posti, collegamenti internet, aria condizionata ovunque (anche nei bagni), bar e area svago esterna, oltre che un luogo per pregare dedicato esclusivamente ai fedeli islamici…
    Edoardo Cavadini per “Libero quotidiano”
    Tufo, legno, calce ecosostenibile. E poi impianto fotovoltaico, depurazione delle acque, aria condizionata persino nelle toilette. E ancora collegamenti internet, sala convegni da 120 posti, intarsi a terra finemente eseguiti, centro per il culto e una cornice verde con ulivi secolari ad alleggerire lo spirito.
    No, non è la descrizione di un albergo di lusso o di un condominio di ultima generazione “green friendly”, bensì il centro «di formazione, orientamento al lavoro, mediazione culturale, assistenza socio-psicologica, apprendimento linguistico e attività creative» che il Comune di Trapani ha appena finito di realizzare e che tra poco - il tempo di arredarlo - potrà accogliere gli immigrati che a centinaia sbarcano ormai quasi quotidianamente sulle sue coste, 600 solo tre giorni fa, strappati al naufragio dalla Guardia costiera.
    Il gioiellino architettonico - blu cobalto e travi a vista, molto chic - è costato la bellezza di 2 milioni 658mila euro - come riportato correttamente, insieme a tutte le specifiche realizzative del progetto, sul sito dell’amministrazione comunale guidata dal centrodestra - frutto per la quasi totalità degli stanziamenti Ue denominati Pon (Fondi europei per lo sviluppo), nella tranche 2007-2013.
    A leggere la sintesi del manufatto, c’è da rimanere ammirati per la cura che il Comune ha posto nel realizzare un luogo di ritrovo e formazione degno di una avanzata democrazia nordeuropea. Non c’è da dubitare che dopo le pene patite per essere scampati a una traversata su un piroscafo scassato, l’aria condizionata installata in ognuno dei quattro blocchi di cui si compone la struttura di oltre mille metri quadrati sarà un vero toccasana nei mesi di canicola. Che dire poi della grande sala per convegni che può contenere 120 persone, il cuore pulsante del blocco 1, di cui fanno parte «un’ampia sala biblioteca/internet e una sala lettura».
    Tra un libro e una navigata on line gli ospiti potranno ristorarsi spostandosi nel vicino bar dove, sorseggiando una soda, potranno distrarsi grazie alla sala ricreativa «che trova il suo motivo principale nell’ampia vetrata che dà sul retrostante spazio esterno da utilizzare nella stagione idonea».
    Un dehor di tutto rispetto dato che «nella progettazione della sistemazione esterna si è cercato di preservare quanto più è possibile la presenza delle essenze arboree, per cui il progetto risulta per così dire “ritagliato” nel verde» si legge ancora nella descrizione dell’opera. E dato che il benessere psico-fisico passa anche per la cura dell’anima, non poteva mancare «l’area dedicata al ritiro spirituale».
    Non certo quelle orribili sale multi-culto che nascono negli aeroporti (quelle le lasciamo ai cattolici in viaggio), ma un luogo consacrato esclusivamente alla preghiera dei fedeli di Allah: «Il posizionamento di tale area è stato progettato in relazione alla direzione geografica indicante la Mecca», si legge ancora, e non si può che essere orgogliosi del segno evidente di attenzione per gli ospiti islamici dimostrato «dall’intarsio fatto a pavimento riproducente le coordinate geografiche del sito polo della religione musulmana».
    Immaginiamo come saranno riconoscenti i futuri ospiti del centro, che per altro non correranno il rischio di inquinarsi con la popolazione locale, dato che per i primi cinque anni i locali saranno a loro completa disposizione come previsto dall’obbligo di destinazione d’uso.
    E siccome la Sicilia è terra di grandi uomini e coraggio civile, ad accogliere i migranti - e chissà, magari anche la presidente della Camera Boldrini - è un’enorme scritta in ghisa che riporta le parole di Giovanni Falcone: «Gli uomini passano, le idee restano».
    A Trapani però c’è chi ha storto il naso di fronte a una spesa così importante destinata a una singola fetta di popolazione non residente - e non pagante le tasse. Uno di questi è il consigliere comunale Francesco Salone il quale, come presidente della Commissione Lavori pubblici, si è fatto un giro in anteprima per le stanze ancora vuote.
    «Abbiamo speso due milioni di soldi anche nostri per i richiedenti asilo in transito e non caviamo un ragno dal buco per mettere in sicurezza le nostre scuole - sostiene Salone alla Gazzetta Trapanese -. Non riesco a non pensare che il liceo Classico Ximenes è abbandonato da più di sette anni, che il Consorzio universitario rischia la chiusura, che non si individuano risorse per mettere in sicurezza i giochi per i bambini alla Villa Margherita o sistemare il campetto di Rione Cappuccinelli».
    Di certo - grazie alla Ue che se c’è da alzare un dito per impedire l’invasione delle nostre coste si volta dall’altra parte - quando c’è da costruire un centro ricreativo per immigrati, i soldi piovono a catinelle.

    Viaggio in Polonia: il miracolo economico che ridicolizza il Meridione
    L'ex 'sorella povera' dell'Europa dell'Est ha raggiunto livelli di sviluppo invidiabili per il Sud Italia: eppure 15 anni fa i rapporti di forza erano diversi
    di Davide Marciano
    Altrove se ne sono accorti ormai da anni, in Italia quando si parla di Polonia si continua a pensare alle belle ragazze e ai tantissimi polacchi che, soprattutto tra gli anni '90 e 2000, venivano a lavorare nel nostro Paese. Sono mutate tante cose negli ultimi anni ma la stampa nostrana, tradizionalmente "italocentrica", ha sottolineato solo sporadicamente il grande cambiamento che è in atto nell'ex "sorella povera" del nostro continente. Dal 2003 il Prodotto Interno Lordo cresce in media oltre il 4% ogni anno (decisamente al di sopra della media dell'eurozona) e la grande crisi degli ultimi anni, da queste parti, non ha attecchito. L'ingresso nell'Unione Europea, dal 2004, ha portato a Varsavia una valanga di Fondi Europei che, a differenza di quanto accade nel Meridione d'Italia, sono stati spesi perfettamente: gli 81 miliardi piovuti sul territorio polacco tra il 2007 e il 2013 hanno inciso del 3,3% ogni anno sul PIL del Paese. Il programma 2014-2020, poi, prevede la bellezza di ulteriori 100 miliardi di euro che si tradurranno in nuove infrastrutture.
    La qualità dei prodotti, anche a causa della svalutazione dello Zloty che ha reso le importazioni meno competitive, è decisamente cresciuta e le nuove generazioni rappresentano un capitale umano di grande valore che guarda al futuro decisamente con più ottimismo rispetto ai coetanei italiani. I giovani polacchi parlano inglese e non devono più emigrare in giro per l'Europa per svolgere le mansioni più umili: dall'Italia, nel 2014, sono andate via invece oltre 100 mila persone, gran parte delle quali formate nelle nostre scuole ma respinte dal mercato del lavoro divenuto, nel frattempo, "a tutele crescenti" e forse inesistenti.
    Se non vedi non credi
    I dati economici hanno il pregio di essere chiari ma apparire molto spesso piatti per chi è abituato a toccare con mano la realtà. Basta fare un viaggio in Polonia per rendersi conto del miracolo economico ancora in corso di evoluzione. Ovunque, da Varsavia a Cracovia, passando per Breslavia, si vedono infrastrutture all'avanguardia: stazioni nuove e moderne, treni puliti e decisamente meno imbarazzanti dei nostri intercity degli anni '90, strade pulite ed ordinate, cantieri aperti con nuove opere da costruire e centinaia di lavoratori impegnati. Ovunque la tabella con la bandierina dell'Unione Europea che sta a testimoniare la realizzazione del progetto con i fondi provenienti da Bruxelles. Pullman e tram, annunciati ad ogni fermata da tabelle digitali aggiornate in tempo reale, portano gente in giro per le città a prezzi modici: il biglietto si può fare semplicemente con lo smartphone, come in tutti i Paesi civili, o al massimo a bordo strisciando la prepagata. La rete internet, poi, viaggia a ritmi che "quaggiù" ci sogniamo, con velocità di download ed upload in grado di imbarazzare uno speed test made in Italy. Insomma, l'Europa è arrivata ormai da tempo oltre la vecchia cortina di ferro che separava l'Occidente dai Paesi ad influenza comunista. E' giunta fin qui nella sua parte migliore: a queste latitudini non si parla di spread, di vincolo del 3% e di austerità, e la Germania della Merkel, più che dettare ciclicamente ordini e raccomandazioni, è uno dei primi partner commerciali.
    Le risorse sono state impegnate concretamente e sono sotto gli occhi di tutti: da noi al massimo, ad ogni "giro di soldi", viene fuori un Mafia Capitale, uno scandalo in stile Expo o Mose e qualche operetta inutile realizzata molto spesso per tutelare gli interessi di qualcuno più che della collettività. Intanto miliardi su miliardi vengono restituiti perché il Tar di turno blocca i lavori per cinque anni a causa del ricorso di un condomino benestante e litigioso o di un piccolo proprietario terriero.
    La Polonia e il Sud Italia "che muore": due realtà antitetiche
    Quando si parla dei Paesi dell'Est Europa il confronto con il Meridione del nostro Paese è inevitabile. Mentre due giovani su tre sono senza lavoro, la Regione Sicilia butta soldi in corsi di formazione inutili, come denunciato da Rizzo e Stella in "Se Muore il Sud", e i fondi europei vanno alle sagre di paese molto spesso organizzate dagli amici degli amici. Mentre in Polonia treni all'avanguardia attraversano il nulla, con i binari posti tra gli alberi su cui corrono convogli che uniscono il Paese, da Roma in giù carrozzoni con i vetri ingialliti ed i bagni inagibili collegano (per modo di dire) le città meridionali viaggiando molto spesso a ritmi di un'Ape Car. Quando si parla di spread, più che ai mercati finanziari, bisognerebbe guardare a questo gap con i nostri partner europei, compresi quelli che consideriamo ancora erroneamente "poveri" e "arretrati".
    Le prossime elezioni regionali in Campania vedranno, come sempre, il tema dell'utilizzo dei fondi europei al centro del dibattito. L'illusione di sbarcare il lunario, aggrappati al clientelismo ed alla miope illusione di salvare sé stessi affondando gli altri, si è rivelata fallimentare al punto da spingere il Meridione agli ultimi posti in tutti gli standard qualitativi: una provincia estrema del Vecchio Continente che viene poco prima della Grecia. Eppure, dieci anni fa, la storia in Polonia non era molto diversa.
    Il Vescovado - Storia e Storie Viaggio in Polonia: il miracolo economico che ridicolizza il Meridione

    Vota Franz Josef
    Pazzesco... confrontano la Polonia con la Campania, solo perchè nei primi anni di libertà, la povertà spingeva alcune polacche ad emigrare in sud Italia. Si sono scordati di dire parecchie cose, come ad esempio che le badanti dei paesi ex comunisti erano laureate e che avevano un'istruzione, e spesso una cultura, paragonabile ai loro migliori professori.
    Confrontare le avanguardie del terzo mondo in Europa con i Paesi mitteleuropei, è come confrontare la seta con la iuta... il popolo polacco è in testa ad una statistica mondiale, che non riusciamo a ritrovare, sulla scarsa propensione alla menzogna. Dopo di loro i russi. In Polonia viene considerata "menzogna" anche il complimento galante. L'Italia invece è un Paese nato dalle menzogne, dove raccontare palle è un merito, chi le racconta meglio viene ammirato e premiato. Negli USA dove pure si mente molto, dare del "bugiardo" ad un personaggio pubblico è un'offesa gravissima.
    Gli italiani hanno sempre eletto i più grandi bugiardi non perchè siano scemi, tutt'altro. Lo fanno perchè nel loro mondo capovolto, saper mentire è il più grande dei meriti. Ma nel mondo dritto, la menzogna non paga, i popoli più bugiardi ed amorali, sono anche i più poveri. E' l'intelligenza che crea ricchezza, non la furbizia che è capace solo di spostare ricchezza, con danni sociali collaterali, sempre superiori al beneficio del singolo furbo che si è avvantaggiato.
    Quel giornalista in Polonia vedeva solo le nuove infrastrutture con la bandierina europa, perchè il saper utilizzare fondi gratuiti è il più grave affronto alla loro scala dei valori individuli e sociali che è un cursore che può oscillare tra l'estremo "furbo" ed il suo opposto "fesso".
    Altro, gli italiani in Polonia non sono capaci di percepire e va bene così perchè il confine tra la cultura mitteleuropea e quella "mediterranea" (come dicono loro), è la nostra salvezza.
    E' un confine mobile rappresentato dalle persone. Un italiano in un Paese Mitteleuropeo è contenuto in una sfera di circa 1 metro di raggio, dentro è Italia. Un gruppo di italiani in un museo mitteleuropeo, è contenuto in una bolla più grande di italianità. Quella grande bolla di colore scuro, passa rumorosa ed esce dai locali alla fine della visita; anche se disturba moltissimo non intacca e non ingloba le piccole bolle di altro colore, che racchiudono le persone di cultura mitteleuropea, l'ambiente rimane intatto. Caso mai, il disturbo delle bolle di italianità grandi o piccole, rafforza le bolle che contengono i mitteleuropei. Il confine mobile ed indistruttibile tra l'immoralità meridionale e la rettitudine mitteleuropa, è quello che ha salvato la Polonia, e che salverà anche noi.


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    Predefinito Re: Terryes



    Solo con gli arabi.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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