

Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)




1. Non sono comunista, non perché sia anticomunista di principio, ma perché ritengo che il comunismo abbia difetti strutturali insuperabili (e anche filosofici, come spiegato da Popper, ma lasciamo perdere adesso).
2. In ogni caso non va dimenticata l'influenza del Piano Marshall, del quale i paesi comunisti non hanno goduto. Piano Marshall, cioè piano di massiccia spesa pubblica. Per quanto riguarda la capacità di crescita in particolare dopo le distruzioni c'è da dire che invece i paesi comunisti hanno mostrato anche alti livelli, a cominciare dalla stessa Unione Sovietica che era un paese medioevale prima dell'Ottobre.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Alla svolta di Salerno direi proprio di no (!!? che dici?). In realtà non direi neppure ad Yalta, quando FDR e Stalin pur dividendosi il mondo se la intendevano che era un piacere. Tanto che appunto il Partito comunista dopo gli episodi che hai citato era componente essenziale dei governi del CLN, com'era ovvio.
Ma in ogni caso non ha senso riferirsi alle Calende Greche, anche se avessi citato episodi più sensati, perché le cose mutano e mutato era il paese, il baricentro politico, il PCI stesso.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


la svolta di salerno è alla base di una determinazione inalienabile riguardo la geopolitica del nostro paese.
ma al di là di questo, la tua bislacca osservazione di come se la intendessero stalin e roosvelt non significa un cazzo.
in ogni caso il pericolo di una svolta comunista del paese era così imminente che le fughe dal pci come partito borghese non rivoluzionario iniziano praticamente da subito assieme al mito della resistenza tradita.


Ma infatti temevano l'ingresso del PCI al governo in sé e soprattutto l'allargamento della sua base elettorale, non perché avrebbe portato una "svolta comunista" ma perché avrebbe diminuito le loro posizioni di potere. Tu dici che il motivo è che l'Italia era nel campo occidentale (per questo, capisco ora, parli della svolta di Salerno e di Yalta) ma questa posizione non era minacciata ormai più dal PCI che peraltro non avrebbe mai avuto la maggioranza assoluta.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Yalta e la svolta di Salerno erano esempi completamente assurdi perché si stava discutendo della presenza del PCI al governo negli anni '70 e dopo e tanto Yalta quanto Salerno contribuirono a mettere il PCI al governo nei primi anni, prima dell'esautorazione degasperiana.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


alt
questo è un problema assai più complesso.
la paura dell'ingresso del pci nei governi era una "paura" dell'occidente angloamericano.
e per giunta una falsa paura.
è servita per altri scopi.
con questo non sto dicendo che il funzionario dell'ambasciata inglese o americana, quale terminale del proprio governo, non esprimesse "sinceramente" timori o che qualche manciata di peones democristiani o missini o socialdemocratici o quello che vuoi non coltivasse tale angoscia.
ma quelli sono i risultati esteriori di una propaganda finalizzata a scopi di più ampia portata.
Ultima modifica di amerigodumini; 21-09-13 alle 20:37



