

Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirete vivi. - Robert Oppenheimer
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. - B.B.
POL Progressista


Non saprei.
Quando mi trovo a dover capire se una cosa è giusta o sbagliata non lo faccio in base al criterio "lo fanno gli altri?". Per questo non mi sono mai interessato a sapere se ci sono stati che li hanno aboliti o no.
Con i miei occhi vedo che i comuni sono solo uno spreco, molto meglio assegnare le loro funzioni alla provincia.
Le ragioni le ho spiegate nel link che ho inserito sopra.
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il link vedo che funziona male, pertanto incollo qui di seguito:
PROVINCE.
1.4.1. L'organizzazione locale.
In molti Stati esiste un forte spreco economico per il funzionamento degli enti locali.
Tra i vari Stati prendiamo per esempio l'Italia.
All'anno 2010 in Italia esistono numerosi tipi di istituzioni locali: la regione, la provincia, il comune e la città metropolitana (la città metropolitana ove esiste sostituisce la provincia).
Per essere più precisi in Italia esistono 20 regioni, oltre 100 province, oltre 8.000 comuni, 15 città metropolitane (pressoché ancora tutte da attuare).
Questa folle situazione significa che i cittadini italiani con le loro tasse devono mantenere, oltre l'apparato Statale, circa una decina di migliaia di istituzioni territoriali locali, con consiglieri, assessori, presidenti, dipendenti e spese connesse!
Una spesa passiva (improduttiva) che ogni anno grava pesantemente sul bilancio pubblico, uno spreco di soldi colossale che inoltre comporta un malfunzionamento dell'assetto locale: le competenze locali sono spartite tra più enti di natura diversa e questo genera una situazione di confusione e varie volte di conflitto nell'azione politica e amministrativa locale.
1.4.2. La provincia è l'ente locale ottimale.
In ogni Stato occorre una accurata razionalizzazione dell'assetto istituzionale che mantenga un solo ente territoriale locale.
La regione è troppo grande e i comuni sono troppo piccoli. La provincia, che indica un ente locale che contiene alcune città, è la dimensione giusta dell'ente locale.
Tutti gli altri enti locali come le regioni, i comuni, eccetera, devono essere aboliti in quanto enti assolutamente inutili le cui competenze possono essere svolte perfettamente da appositi rami Statali o provinciali.
Le giunte provinciali possono benissimo accordarsi per questioni di interesse condiviso, ad esempio anche, se necessario, istituendo apposite commissioni inter-provinciali per decidere su argomenti come la costruzioni di strade comuni, il posizionamento di strutture come ad esempio gli ospedali.
E' un grande spreco istituire un ente locale aggiuntivo, la regione, pagare tutto un apparato politico e amministrativo per disciplinare pochi argomenti di interesse condiviso inter-provinciale.
Bisogna capire che per un paese di poche centinaia o migliaia di abitanti non è assolutamente un vantaggio avere un proprio ente territoriale, il comune; è solo una spesa inutile e dannosa che sommata a tutte le situazioni simili nello Stato diventa un cifra enorme per i cittadini; in queste piccole realtà l'ente locale di solito è uno strumento in mano alle solite famiglie.
Per un funzionamento ottimale l'ente provincia deve coprire una superficie di territorio tra 2.000 e 7.000 kmq; la scelta della superficie dipende dalla conformazione fisica del territorio e in considerazione dal tipo di sviluppo urbano.
L'ente provinciale deve avere proprie sedi dislocate adeguatamente in tutto il territorio, cosi che gli abitanti di ogni zona possano facilmente recarsi agli uffici provinciali per assolvere pratiche amministrative di ogni genere e per ottenere veloce risposta ai problemi locali.
In alcuni casi il territorio dello Stato comprende vaste aree disabitate, ad esempio a causa di avverse condizioni geofisiche come elevate catene montuose, zone desertiche per il troppo caldo o il troppo freddo oppure a causa di estese superfici di acque interne.
In questi casi é sempre consigliabile mantenere il metodo di suddivisione del territorio in province secondo i criteri di superficie indicati nelle righe precedenti. Tuttavia in questi casi la l'autorità politica della provincia disabitata deve essere affidata, in modo eccezionale e temporaneo, ad una delle province vicine. Questa situazione terminerà quando nella provincia disabitata esisterà un numero adeguato di abitanti, tale da permettere l'esistenza di un proprio apparato politico e amministrativo.
Applicando questo sistema, cioé di distinguere il territorio proprio e quello altrui amministrato temporaneamente, otteniamo il seguente risultato positivo: quando la zona disabitata comincia a popolarsi, allora per questi abitanti è molto più semplice appropriarsi del proprio potere politico locale; se invece il territorio fosse considerato indistintamente ugualmente un unico territorio della stessa provincia, allora gli abitanti dell'area originariamente disabitata avrebbero maggiori difficoltà per ottenere una propria autorità locale, in quanto dovrebbero ottenere la scissione dell'autorità politica provinciale.
Il consiglio provinciale deve avere un numero adeguato di consiglieri, eletti per ogni zona del territorio così che in questo modo ogni zona della provincia sia rappresentata nel consiglio: in questo modo la provincia rimane un ente vicino al cittadino.
Con questo assetto istituzionale il numero delle istituzioni locali scende significativamente causando una enorme riduzione dei costi locali: ad esempio nel caso dell'Italia menzionato sopra il numero delle istituzioni locali scende da circa 8.200 a poco più di 100.
Inoltre si ottiene un miglioramento della qualità dei servizi locali: finiscono le confusioni e i conflitti di competenza tra enti locali di natura diversa.
Osserviamo cosa accadrebbe in altre situazioni, ad esempio l'Europa, includendo tutti gli Stati a partire dalla costa occidentale, dal Portogallo, fino al lato orientale, all'Ucraina; dal lato settentrionale, Islanda e Norvegia, fino alla Grecia (Turchia esclusa). L'Europa sarebbe composta da un numero di province compreso tra 840 e 2.950.
Oppure osserviamo cosa accadrebbe in Russia, seguendo gli attuali (2011) confini. La Russia sarebbe composta da un numero di province compreso tra 2.425 e 8.500.
Ultima modifica di TEBELARUS; 03-12-13 alle 21:30
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Scusami, ma mi sapresti dire dove e quando in questo Stato malnato ( nel senso di nato male) è stato applicato il federalismo, seppure in forma molto blanda?
A me risulta che la Devoluzione è stata bocciata con un referendum, e che la legge sul federalismo è stata buttata nel cesso da Mari eMonti dopo il golpe del novembre 2011
"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)


Si fa presto a dire "regioni"...
Ci sono quelle molto più piccole della provincia di Brescia,
e quelle comela Lombardia, più popolate e produttive di Austria, Belgio, Svezia, Portogallo, Grecia, Irlanda ecc.
Per quello che ne so, la Lombardia non ha fatto i danni dello Stato malnato( nel senso di nato male) italiano, che ha accumulato il secondo debito pubblico della Storia dell'umanità.
Scusami, ma se c'è da mettere sotto tiro qualcuno, sarebbe utile partire dallo Stato malnato ( nel senso di nato male) cinico, baro, biscazziere, sprecone.
"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)