Pagina 2 di 7 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 66
  1. #11
    La Temporeggiatrice
    Data Registrazione
    10 Jun 2002
    Località
    Magnifica Toscana
    Messaggi
    226
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by nuvolarossa
    diamo il Benvenuto ad Eleonora della Seta sulle pagine del Forum dei Repubblicani Italiani
    Grazie sei dolcissimo

  2. #12
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ... Una democrazia complessa, difficile, percorsa da fermenti e profonde ansie, nella costante ricerca del nuovo. Tocca a noi comprendere l’evoluzione in atto. Ma soprattutto tocca a noi preservare quelle condizioni di libertà, di dignità, di giustizia che costituiscono le premesse irrinunciabili della Repubblica. Di fronte a noi c’è un solo giudice, cui non possiamo sfuggire: la coscienza del paese. Ecco perchè lavoriamo per allargare, non per restringere, gli spazi e gli orizzonti democratici. ...

    Giovanni Spadolini,

    Camera dei Deputati, 12.09.1982.

  3. #13
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da LA NAZIONE 1 luglio 2002

    Si sfogliano oggi a Pian de' Giullari,

    FIRENZE

    Si sfogliano oggi a Pian de' Giullari, nel «Tondo de' Cipressi», la villa di Spadolini diventata sede della Fondazione a lui intitolata, alcune delle più significative pagine di storia fra l'Ottocento e il Novecento. Pagine sfrondate dai miti e dalle impostazioni dogmatiche, lasciate dallo stesso Senatore e da altri due grandi storici: Rosario Romeo e Gianni De Felice. Sono pagine che Cosimo Ceccuti ha voluto raccogliere in un volume dal titolo esplicito, «Alla ricerca dell'Italia contemporanea». Volume che sarà presentato, appunto, questo pomeriggio, durante la riunione annuale dell'Associazione degli Alici della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, nata nel '95 con uno scopo assai semplice: essere informati sull'attività della Fondazione, ora presieduta da Antonio Maccanico che ha come vicepresidente Elsa Romeo, moglie di Rosario. Ma l'appuntamento non si ridurrà a una mera rilettura delle tesi dei tre storici — per esempio dell'antigiolittismo di Romeo; della storia del fascismo e dei partiti politici di De Felice; dei rapporti fra Stato e Chiesa descritti da Spadolini — no, l'incontro servirà per guardare avanti, per legare personaggi e avvenimenti, in logica sequenza, agli eventi dei tempi più recenti. Un compito, questo, affidato a Stefano Folli, che fu allievo di Renzo De Felice; a Giuseppe Talamo, presidente dell'Istituto nazionale per la storia del Risorgimento, amico e collega di Rosario Romeo; a Antonio Maccanico, che fu a fianco di Spadolini nell'attività istituzionale e nelle ispirazioni comuni del partito Repubblicano di Ugo La Malfa. Non basta. Si pensa di riunire a Firenze anche le biblioteche dei tre storici. Già oggi ci sono quelle di Spadolini e di De Felice, legate dal catalogo informatico dove si possono trovare tutti i loro libri. I volumi di Rosario Romeo sono a Roma, custoditi dalla moglie Elsa, ma ci sono i presupposti perché la loro destinazione finale, addirittura «naturale», sia Firenze. Ottimo scrigno per mettere insieme l'immenso patrimonio dei tre storici.

    Sandro Bennucci

  4. #14
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da IL GIORNO 3 agosto 2002

    Un maestro di democrazia
    .
    «E' morto un uomo che aveva forte, sopra ogni altra cosa, il senso dello Stato e delle Istituzioni». Era il 4 agosto del 1994, il Senato stava concludendo i lavori prima delle ferie estive, e il suo presidente, Carlo Scognamiglio, appena arrivata la notizia, commentò così la morte di Giovanni Spadolini, che aveva presieduto per anni e con grande e serena autorevolezza i lavori dell'Aula di Palazzo Madama.
    Una autorevolezza che lo rese ancor più uomo di istituzioni, fermo di fronte alle beghe della politica e di fronte a senatori spesso riottosi e dimentichi che il loro ruolo non è quello della Babele, ma della correttezza e del rispetto istituzionale. Cosa che lui mantenne sempre, in aula e fuori.
    In quell'afoso pomeriggio romano, la salma fu esposta in Senato e il primo ad arrivare fu proprio Francesco Cossiga, il vecchio amico al quale Spadolini doveva la sua nomina a senatore a vita nel maggio del 1991.
    Poi fu una processione di alte cariche dello Stato e di gente del popolo. C'erano i politici che venivano a congedarsi dal vecchio presidente del consiglio, il primo presidente laico della storia della Repubblica; gli universitari, che rendevano omaggio al docente e allo storico, e i giornalisti parlamentari che venivano a salutare il direttore del Resto del Carlino e del Corriere della sera.
    Due quotidiani che lo avevano rafforzato e formato dal punto di vista politico, togliendolo momentaneamente dalla storia e dal suo Partito Repubblicano, del quale fu segretario, per gettarlo nella cronaca. Quella difficile degli anni Cinquanta, quando si costruiva il Paese, e quella dura a cavallo fra i Sessanta e i Settanta, quelli della contestazione e del terrorismo che falcidiò molti suoi amici.
    Giornalista di razza
    Al Carlino, era rimasto legato da un affetto particolare per l'editore Attilio Monti. «E' stato grazie a lui – diceva sempre – se ho potuto recuperare la vecchia villa del Pian dei Giullari, e farne la casa dei libri». Al Corriere sfidò il terrorismo, cosa che fece poi, anche come presidente del Consiglio, come ministro e presidente del Senato. La sua fu sempre una risposta ferma, istituzionale, all'eversione: lo si evince dalle scelte di governo, dalla lettura dei suoi Bloc-Notes, dalle posizioni politiche prese in ogni parte del mondo. E lo si capisce ancora oggi dalla linea imposta alla sua Nuova Antologia, di ottocentesca memoria, recuperata fin dal 1956 e diventata poi, grazie a lui, una 'fondazione', che oggi vanta centomila volumi e centinaia di giovani che ogni giorno consultano opere e studiano grazie al quel patrimonio saggiamente gestito dal presidente Cosimo Ceccuti, che fu, nel testamento, «il figlio che non ho avuto».
    E' stata, questa della Nuova Antologia, una delle intuizione più grandi di Spadolini. Quella destinata a preservare indipendente una cultura troppo spesso affittata ai partiti, e a rinnovare, post mortem, la sua fama. Giorno dopo giorno.
    La cultura per i giovani
    Con grande senso della realtà e della storia, il politico e il giornalista è stato battuto dall'uomo di cultura, che ha voluto pensare ai giovani e alla loro preparazione.
    Diceva sempre che due cose lo avevano avvinto e convinto: inventare e formare il Ministero dei beni culturali in soli 14 mesi, per cercare di salvare il maltrattato patrimonio artistico italiano, e il recupero dell'antica pubblicazione dei tempi del Vieusseux. La prima rivista europea in assoluto.
    Oggi, a otto anni dalla morte, salire al Pian dei Giullari e rivisitare la 'Casa dei libri', con i suoi splendidi volumi e le centinaia di rari cimeli del Risorgimento Italiano che vi sono custoditi, e quindi passare a Villa Nunes Vais, dov'è sistemata la biblioteca aperta agli studiosi di tutto il mondo, grazie alla 'fondazione', rende chiara l'idea dell'attualità di Spadolini. Della sua contemporaneità. L'ultima sua grande intuizione, infatti, è stata quella di voler sopravvivere non solo grazie alle sue opere, ma grazie anche ai giovani, offrendo loro la possibilità di disporre dei suoi libri dei quali fu sempre estremamente geloso: un atto di profondo egoismo pieno di altruismo.
    La sua capacità di servire le istituzioni con rigore assoluto e intuizioni spesso geniali fece sì che Norberto Bobbio, durante l'orazione funebre, dicesse «abbiamo perduto un maestro, soprattutto un maestro di democrazia». Anche Spadolini diceva sempre che la democrazia non si insegna: la si trova dentro di noi. Nella nostra autodisciplina e nel nostro rigore di fronte al dovere. Otto anni dopo la sua lezione resta integra. E il Senato dovrebbe ricordarla meglio.

    di Umberto Cecchi

  5. #15
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


  6. #16
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da LA NAZIONE 5 agosto 2002

    Pera in visita a 'casa Spadolini'

    Per il presidente del Senato, Marcello Pera, lucchese, docente di Filosofia della Scienza, è la sua prima volta a Firenze, nel mondo di Giovanni Spadolini.
    Ci arriva ieri mattina, da Lucca: prima a Villa Spadolini, al Pian dei Giullari; e subito dopo nella sede della Fondazione e della Nuova Antologia. Una visita voluta proprio ieri, per l'ottavo anniversario della scomparsa di Spadolini, morto il 4 agosto del 1994: «Sono qui per la prima volta - riconosce Pera all'inizio del suo intervento - per passare una domenica tra i libri». Ed è proprio quello che il presidente del Senato fa, accompagnato dalla moglie, signora Antonia. Con la guida del professor Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione, erede «materiale, spirituale e intellettuale» come lo definisce lui stesso, Marcello Pera visita prima villa Spadolini e poi la Fondazione.
    Un giro che inizia nel giardino della casa di Spadolini da dove si domina tutta Firenze e dove Ceccuti fa in breve a Pera un cenno sull'assedio di Firenze del 1530 e sui dipinti su quell'assedio che si trovano nella sala di Clemente VII, quella del sindaco, in Palazzo Vecchio. Sono tanti i cimeli e i tesori da vedere: entrando a pian terreno nella villa, la foto in bianco e nero con Ugo La Malfa, Aldo Moro, Giovanni Spadolini; di fronte, un piccolo mobile a vetri con una bella collezione di soldatini, soprattutto carabinieri e uno Spadolini carabiniere che sa tanto delle caricature che gli dedicava Forattini.
    La visita di Pera prosegue di fronte alla biblioteca di Felice Le Monnier, che riempie un' intera sala; la sua nomina a senatore a vita, datata 2 maggio 1991 e firmata dal presidente Cossiga («A Giovanni, con affetto»), appesa accanto a una porta. Cosimo Ceccuti mostra anche rarità biografiche sul senatore Spadolini, come il primo libro che gli regalò suo padre, sulla vita di Garibaldi. Un regalo per un ragazzo, Giovanni, che aveva allora 9 anni e faceva le elementari agli Scolopi. Si continua ancora nella stanza dedicata a Benedetto Croce, le cui opere riempiono gli scaffali. Ed ancora: la foto di Spadolini al «Corriere», con il famoso telefono del direttore Albertini sulla scrivania; il salotto buono della villa con la «poltrona»; il quadro di Rosai sulla casina rossa; la stanza «bolognese» con il dipinto di Morandi, che Spadolini ricevette in dono dal pittore, quando era al «Resto del Carlino». Al primo piano Pera, tagliando il nastro tricolore, inaugura una parte della «Galleria» dedicata alle opere dell'Illuminismo e dell'Encyclopédie. Più tardi, nella sede della Fondazione e della Nuova Antologia, Pera ricorda l'anniversario della morte di Spadolini e cita il decalogo dell'«Italia educata e civile», così come la si può dipingere e volere, prendendo spunto proprio dagli insegnamenti di padri spirituali come furono Spadolini ed altri grandi che Pera accomuna a lui : Bobbio; Ernesto Rossi; Gaetano Salvemini; Mario Pannunzio... . Il «decalogo» diventa così anche un modo per rispondere alle polemiche scoppiate a Palazzo Madama per l'approvazione della legge sul legittimo sospetto e che hanno portato l'Ulivo a «sfiduciarlo». La giornata fiorentina del presidente Pera, era iniziata con la visita al Museo della Scienza, accompagnato dal direttore, Paolo Galluzzi.

    di Ennio Macconi

  7. #17
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito RESTO DEL CARLINO 19 novembre 2002

    Una cattedra Spadolini
    all'University College

    LONDRA — Nasce a Londra una cattedra di Diritto italiano intitolata a Giovanni Spadolini. L'omaggio al «politico e accademico di grande levatura» avverrà ufficialmente oggi presso la Facoltà di legge dell'University College London alla presenza del ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani. Il corso intitolato al leader repubblicano scomparso nel 1994, è inserito nell'Istituto di «Diritto globale» presieduto dal professor Basil Markesinis. L'insegnamento, impartito ogni anno accademico (a partire dal 2002-2003) da due docenti di università italiane, è destinato a studenti della facoltà londinese che intendono perfezionarsi in diritto italiano e sarà tenuto in lingua italiana. Oltre alle autorità accademiche, ai docenti e agli studenti della facoltà di Londra, saranno presenti alla cerimonia di oggi anche l'ambasciatore d'Italia Luigi Amaduzzi, il professor Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale, che è stato il primo titolare della «Cattedra Spadolini», il professor Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia di Firenze, il professor Francesco Margiotta Broglio, ordinario di relazioni tra Stato e Chiesa all'Università di Firenze e membro del consiglio scientifico della «Cattedra Spadolini». La cattedra è sponsorizzata dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia, dalla Banca d'Italia e dalla Compagnia San Paolo di Torino. Altre fondazioni bancarie parteciperanno nei prossimi anni all'iniziativa accademica. Lo storico Ceccuti, ex segretario di Spadolini e suo erede morale, sottolinea «l'importanza di questo corso, che è il primo insegnamento di materie giuridiche italiane in un ateneo dei Paesi dell'Unione europea». L'University College di Londra è stato fondato nel 1862 grazie ad un lascito del famoso filosofo Jeremy Bentham ed è situato a Bloomsbury, nel cuore del quartiere universitario e letterario caro a Virginia Woolf.

  8. #18
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Premio Spadolini-Nuova Antologia

    Lo scorso quattro agosto si è svolta la cerimonia di consegna del sesto premio Spadolini-Nuova Antologia, bandito dalla Fondazione Spadolini-Nuova Antologia di Firenze e destinato alle migliori tesi di dottorato e di laurea su argomenti di storia culturale, politica e sociale dell’Italia contemporanea. A consegnare il premio, nella splendida cornice della Biblioteca Spadolini di Pian dei Giullari a Firenze, è stato il presidente del Senato Marcello Pera. Quest’anno sono risultati vincitori per le tesi di dottorato Marco Lenzi, dell’Università di Pisa e Francois Yankowiak dell’Università di Parigi; per le tesi di laurea Claudia De Alessandri della Cattolica di Milano, Federica Ferrari dell’Università di Firenze e Andrea Frangioni della Scuola Sant’Anna di Pisa, collaboratore della nostra rivista. Riconoscimenti speciali sono andati a Domenico Maria Bruni (medaglia d’argento della Camera), Tullia Fabiani (targa del Senato) e Mariasole Rinaldi (medaglia del Presidente della Repubblica). All’amico Frangioni e agli altri premiati i complimenti della redazione del "Pensiero Mazziniano".

    --------------------------------------------------------------------------------

    tratto da il
    Pensiero Mazziniano


  9. #19
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 6 aprile 2003


    Storia
    I discorsi parlamentari - Così Spadolini capiva le ragioni dell'altro

    Un uomo di cultura prestato alla politica? Leo Valiani lo ricorda come «il simbolo più alto della sintesi tra cultura e politica»: parliamo di Giovanni Spadolini, del quale l'Archivio Storico del Senato propone ora la raccolta dei Discorsi parlamentari (il Mulino ed.). Il volume, presentato dall'attuale presidente del Senato, Marcello Pera e preceduto da un illuminante saggio di Cosimo Ceccuti, pubblica i più significativi interventi al Senato ed alla Camera, accompagnati dalla raccolta completa su CD-Rom anche di quelli nelle Commissioni, dei disegni di legge, delle schede dei Governi ai quali ha partecipato e degli incarichi da lui ricoperti da senatore.
    «Un intellettuale a tutto tondo»? O piuttosto un uomo del Rinascimento catapultato in pieno ventesimo secolo? Lo pensava Indro Montanelli nel definirlo «il segretario fiorentino» non solo per il suo ruolo alla guida del Partito Repubblicano. Ma, come ricorda il presidente Pera, Spadolini «dietro un sorriso bonario e la fama di grande intellettuale nascondeva una volontà inflessibile».
    A distanza di quasi un decennio dalla scomparsa, il 4 agosto 1994, la scelta di riproporre le testimonianze più significative della sua esperienza politica è un occasione per riflettere sulla sua lezione di impegno civile. Primo presidente del Consiglio non democristiano nella storia della Repubblica, per diciotto mesi, tra il 1981 ed il 1982, ha il coraggio, in un momento difficilissimo, di assumersi la responsabilità di «un programma di urgenza commisurato alla gravità della crisi morale, economica e sociale che scuote il paese» per affrontare, come sottolinea nelle dichiarazioni programmatiche, quattro emergenze: quella morale e quella economica, appunto, ma anche quelle che definiva «l'emergenza civile e le tensioni che investono la collocazione internazionale dell'Italia».
    Gli anni di piombo non sono terminati: all'interno il terrorismo e la P2, la loggia massonica di Licio Gelli, occupano ancora le prime pagine dei giornali, l'inflazione galoppa mentre, sul piano internazionale, emergono drammaticamente i nodi nei rapporti Est-Ovest, ma anche tra Nord e Sud, tra Paesi industrializzati terzo mondo. Anche a dirigere il «Corriere della sera» Spadolini è stato chiamato in una stagione difficile, nel 1968, ed ha guidato del quotidiano di via Solferino per quattro anni burrascosi, impegnato a farne «un obiettivo contraltare del potere politico».
    La candidatura al Senato, a Milano, come indipendente appoggiato dal P.R.I., nel 1972 a pochi mesi dalla conclusione di questa esperienza può apparire una rivincita di chi, fino ad allora, è sempre arrivato primo e non ha mai dovuto cedere il passo a nessuno. Giovanissimo dottore in giurisprudenza, la laurea di alcuni tra gli storici più originali, docente universitario di storia moderna ed autore di un saggio storico-politico pubblicato da Longanesi, Il papato socialista, a venticinque anni, direttore di un quotidiano, «Il Resto del Carlino», a ventinove, primo ordinario di storia contemporanea in Italia, giornalista senza avere mai fatto la gavetta, senatore senza aver frequentato le sezioni di partito: siamo di fronte ad una serie di primati.
    A questi altri se ne aggiungono in politica, da quello di un laico alla presidenza del Consiglio e quello di primo alla guida di un Ministero appena istituito, quello per i Beni culturali ed ambientali. Alla distanza, però, si perdono di vista i particolari e si può, quindi, cogliere l'essenziale della figura di Giovanni Spadolini, che ha insegnato a coniugare la storia con l'attualità ed ha invitato, in politica, «a superare gli storici steccati fra intransigenza guelfa e ghibellina» non alla ricerca di compromessi ma nella costante attenzione per le ragioni dell'altro.
    Tra i discorsi pubblicati è l'intervento al Senato del 16 marzo 1978, il giorno del rapimento di Aldo Moro, del quale sottolinea «l'intuito dello statista cui è concesso di guardare oltre la cronaca» e la «sofferta comprensione della complessità della nostra storia, della sua molteplicità, della sua, talvolta, a lui non meno che a noi, impenetrabilità».

    Gianni Custodero

    «Discorsi parlamentari» di Giovanni Spadolini (il Mulino ed., pp. 360+CD-Rom, euro 32,00)

  10. #20
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da IL CORRIERE DELLA SERA 5 agosto 2003


    Pubblicazioni, mostre e convegni in tutta Italia ricorderanno il senatore scomparso nove anni fa

    Giornalista, storico, politico: Spadolini «uno e trino»

    L'espressione «Spadolini è uno e trino» ricordo benissimo di averla sentita pronunciare, per la prima volta, da Ugo La Malfa. Eravamo agli inizi degli anni '70, a Milano, in casa di Mimma Mondadori, e La Malfa stava spiegando a un gruppo di amici (c'erano, fra gli altri, anche Bacchelli e Bompiani) che, da quando era stato eletto senatore, Spadolini non solo aveva aggiunto «una marcia in più», ma ormai poteva davvero definirsi «uno e trino», perché era l'unico che, accanto alla sua prima, e più nota, attività di giornalista e scrittore, e alla seconda, non meno autorevole, di storico e professore, era riuscito - entrando a Palazzo Madama - a «sommare» anche l'attività di senatore. «E chi lo fermerà più adesso, con quel suo attivismo sempre instancabile?» si chiedeva La Malfa, con un misto di ammirazione e di invidia. L'anno prossimo cadrà il decennale della scomparsa di Spadolini (ieri, infatti, era il nono anniversario da quando ci ha lasciati il 4 agosto del '94). E durante questi anni, così inquieti e tormentati per la vita del nostro Paese, quante volte ci siamo chiesti che cosa avrebbe fatto Spadolini, se fosse stato ancora vivo e avesse potuto svolgere il ruolo di «uomo delle istituzioni». In vista del decennale si delinea già un nutrito programma, per «rivisitare» e illustrare le «tracce», i segni, le caratteristiche più significative nell'attività di questo Spadolini «uno e trino». E' già uscito qualche mese fa il volume dei Discorsi parlamentari , curato da Cosimo Ceccuti e pubblicato nella collana dell'Archivio storico del Senato. Intanto, l'Università di Firenze e la Fondazione Spadolini stanno preparando un convegno, dedicato a quei docenti dell'ateneo in riva all'Arno, che hanno saputo unire il prestigio della cattedra con l'impegno politico e civile. Così, accanto a Spadolini si parlerà anche di Piero Calamandrei, di Giorgio La Pira, di Paolo Barile (senza dimenticare Sandro Pertini, un allievo antico e illustre della "Cesare Alfieri", la stessa facoltà dove ha insegnato Spadolini).
    Ma non basta. Firenze - soprattutto la Firenze del XIX secolo, con Ricasoli e Gino Capponi, Le Monnier e Vieusseux, e altri grandi - è stato anche un riferimento costante per Spadolini storico. Ecco perché una mostra sull'Ottocento fiorentino sarà l'occasione proficua per «vedere», accanto alla dinamica politica, anche la realtà culturale, letteraria, artistica della capitale toscana (dove, oltretutto, come acquefortista e pittore ebbe un ruolo di rilievo il padre, Guido Spadolini).
    A Bologna, invece, dove fu direttore del Resto del Carlino dal 1955 fino al '68 (quando passerà a dirigere il Corriere della Sera ), è un altro suo allievo, Angelo Varni, già pro-rettore di quella Università, che sta organizzando un convegno su «Spadolini giornalista», in coincidenza con l'uscita del primo di una nutrita serie di volumi, che raccoglieranno le migliaia di articoli che Spadolini ha scritto su quotidiani e riviste, fin dalle primissime collaborazioni giovanili. Senza dimenticare, all'estero, le iniziative preannunciate dalla New York University o quelle di Lugano. E Milano? Naturalmente, ci stanno lavorando seriamente sia la Fondazione Corriere della Sera, sia l'Università Bocconi. Ma ci sarà modo di parlarne più a lungo.

    Arturo Colombo

 

 
Pagina 2 di 7 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Giovanni Spadolini (Firenze, 1925 - Roma, 1994)
    Di DrugoLebowsky nel forum Repubblicani
    Risposte: 284
    Ultimo Messaggio: 03-08-25, 23:01
  2. Spadolini
    Di McFly nel forum Repubblicani
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 21-05-12, 23:01
  3. Giovanni Spadolini
    Di albertsturm nel forum Repubblicani
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-11-07, 02:51
  4. Giovanni Spadolini
    Di Danny nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 11-11-07, 20:29
  5. In ricordo di Giovanni Spadolini
    Di Paolo Arsena nel forum Repubblicani
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 05-08-04, 09:32

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito