confermo, anche croce lo era, giusto l'accostamento.Originally posted by Pasquin0
Spadolini era un clericale infiltrato nel pri e quanto sopra è un'ulteriore conferma.


confermo, anche croce lo era, giusto l'accostamento.Originally posted by Pasquin0
Spadolini era un clericale infiltrato nel pri e quanto sopra è un'ulteriore conferma.


A Firenze Casini ricorda lo statista nel decimo anniversario della morte. Un istruttivo esempio di senso dello Stato
Spadolini, la virtù del dialogo e la pazienza della storia
IL PATRIOTA
DAL NOSTRO INVIATO
FIRENZE - Sulla lapide della tomba di Giovanni Spadolini, al suo nome è aggiunta la semplice qualifica «Un italiano». E proprio sull’italianità dello statista, sulla sua assidua attenzione alla questione nazionale, il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, dopo l’omaggio reso al sepolcro, ha incentrato il discorso commemorativo nel decimo anniversario della morte.
Ieri a Firenze, nella sede del Consiglio regionale toscano, Casini ha rievocato Spadolini come rappresentante esemplare dei valori che la Prima Repubblica, nei suoi momenti migliori, seppe affermare e custodire. E ha ricordato la sua ansia, ricorrente soprattutto negli ultimi mesi di vita, per la tenuta di un’unità nazionale raggiunta attraverso un percorso apparentemente miracoloso, ma in realtà faticoso e per certi versi deludente. Preoccupazioni cui Spadolini accompagnava però la fiducia nella ragione, nella capacità degli italiani di crescere e diventare adulti a dispetto degli sterili furori ideologici, purtroppo aumentati, ha notato Casini, dopo la fine delle ideologie.
A guidare Spadolini era un alto senso dello Stato, che gli derivava dalla visione del Risorgimento quale momento di ricongiunzione tra l’Italia e il mondo moderno. Pur consapevole del ruolo cruciale che spetta ai partiti in una società di massa, ha osservato Casini, collocava al primo posto l’interesse dell’Italia, anzi della «nazione», parola che proprio lui e Sandro Pertini, ha notato nella sua introduzione il presidente del Consiglio regionale toscano, Riccardo Nencini, avevano riportato in auge.
Accanto all’Italia, la Toscana: la piccola patria alla cui eminente tradizione Spadolini era profondamente legato, ha aggiunto Nencini con un aperto richiamo al tema dei diritti individuali e alla polemica sul riconoscimento delle coppie di fatto previsto dallo Statuto toscano.
Accanto all’impegno civile, quello culturale, mai disgiunti. «Quando il professore morì - ha confessato Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia - ci sentimmo orfani, smarriti, ma oggi possiamo dire di essere riusciti a eseguire la sua volontà con buoni riscontri, anche a livello internazionale». I premi consegnati a sette giovani studiosi (tra cui sei donne), invitati alla presidenza dal professor Luigi Lotti, sono un aspetto importante di questo impegno. E anche il dono della Fondazione a Casini, la cartella da tavolo appartenuta al politico ottocentesco Marco Minghetti, fautore delle autonomie locali e preveggente voce ammonitrice circa i pericoli della partitocrazia, è apparso un omaggio niente affatto formale.
Dalle parole di tutti è emerso il profilo di uno Spadolini grande «educatore civile», a partire dal suo modo d’intendere il giornalismo, definito da Casini «pacato, riflessivo, mai urlato, ma non certo remissivo». Lo stesso stile l’aveva portato in politica, specie nella sua esperienza di presidente del Consiglio, ispirata all’esempio di figure come Giovanni Giolitti, Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Ugo La Malfa.
«Promosse sempre il dialogo - ha sottolineato Casini -, la reciproca comprensione. La sua non era ricerca della mediazione fine a se stessa, ma consapevolezza che la dura pratica del compromesso è una delle forme alte della politica». Anche il senso del dubbio, ha aggiunto, in lui non esprimeva solo il limite della condizione umana, ma anche la difficoltà della sfida cui essa è chiamata: «Per questo il giudizio sprezzante e superficiale che liquida la Prima Repubblica nella sua interezza trova nell’opera di uomini con Spadolini, di cui ci sarebbe tuttora un gran bisogno, la risposta più eloquente».
Antonio Carioti


Della conversione presunta di Spadolini al cattolicesimo romano non mi importa, fatti suoi personali.Originally posted by Lepanto
la sua supposta — e speriamo reale — conversione avvenuta sul letto di morte
Che ne pensate? Avete notizie in proposito?
Assai più mi importa che Spadolini mai, nemmeno sul letto di morte, si convertì a Berlusconi, come invece hanno fatto ancora in piena forma fisica La Malfa jr. e Nucara e Giacalone.


Spaduline(bello, sembra una maschera....) è stato,insieme a Crazzo(un'altra maschera) l'alfiere del berlusconismo....Originally posted by Catilina
Della conversione presunta di Spadolini al cattolicesimo romano non mi importa, fatti suoi personali.
Assai più mi importa che Spadolini mai, nemmeno sul letto di morte, si convertì a Berlusconi, come invece hanno fatto ancora in piena forma fisica La Malfa jr. e Nucara e Giacalone.


Spaduline, finchè in vita, fu tanto contro a Berluskone, che si presentò come candidato alla Presidenza del Senato sostenuto da tutto il centrosinistra. Fu battuto per un voto da Scugnamiglie, candidato del Polo, e tanto ne soffrì, che poco dopo ne morì.Originally posted by Pasquin0
Spaduline(bello, sembra una maschera....) è stato,insieme a Crazzo(un'altra maschera) l'alfiere del berlusconismo....
Correva l' anno 1994.
Ripassatiella la Storia, Pasquì.


ummmm, veramente la presidenza del consiglio "laica" spadoliniana di un decennio prima ,introdusse tematiche "liberiste" ora riprese dal berlusconismo, preparò quella di crazzo, che preparò burlesquoni...ecc..Originally posted by Catilina
Spaduline, finchè in vita, fu tanto contro a Berluskone, che si presentò come candidato alla Presidenza del Senato sostenuto da tutto il centrosinistra. Fu battuto per un voto da Scugnamiglie, candidato del Polo, e tanto ne soffrì, che poco dopo ne morì.
Correva l' anno 1994.
Ripassatiella la Storia, Pasquì.
Riguardo al centrosinistrismo di spaduline, insieme a prodi, amato, montanelli pure,l'agnelliano Colombo...(ke bella kompagnia),
si potrebbe allora dire che berlusconi è compagno xkè ha liguori....
è il solito trasformismo italiano....
E spaduline morì perchè era grasso e stava sempre a magnà.
riflettici sulla storia catilì.
Mi sembra che qualcuno di voi spernacchia indirettamente un grande uomo repubblicano come Spadolini.
Credo che buttare fango su personalita' di questo genere non serva a nulla ma dimostra solo la propria incapacita' intellettiva e la propria personalita' ruvida e asociale.
In questi casi chi va per "sporcare" l'immagine altrui rimane inconsapevolmente macchiato di poca intelligenza e socialita', in questi casi e' vero il detto che il silenzio e' d'oro.
E allora stattevi zitti, villani e zotici, che senno' vi fate conoscere da tutti.


E' stato Pasquin0 che ha cominciato, è colpa sua.Originally posted by Anita
villani e zotici
Lucio Sergio Catilina


Spaduline era un "Grosso piccolo uomo", un ominicchioOriginally posted by Anita
Mi sembra che qualcuno di voi spernacchia indirettamente un grande uomo repubblicano come Spadolini.
Credo che buttare fango su personalita' di questo genere non serva a nulla ma dimostra solo la propria incapacita' intellettiva e la propria personalita' ruvida e asociale.
In questi casi chi va per "sporcare" l'immagine altrui rimane inconsapevolmente macchiato di poca intelligenza e socialita', in questi casi e' vero il detto che il silenzio e' d'oro.
E allora stattevi zitti, villani e zotici, che senno' vi fate conoscere da tutti.
e tu sei una itagliana disonesta e decerebrata.


No, tu Anita la lasci stare, capito!?Originally posted by Pasquin0
tu sei una itagliana disonesta e decerebrata.
Anita è un' Italiana bellissima, non hai visto il suo ritratto nell' avatar?
Lucio Sergio Catilina