Pagina 6 di 7 PrimaPrima ... 567 UltimaUltima
Risultati da 51 a 60 di 66
  1. #51
    Socialcapitalista
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
    Messaggi
    89,492
     Likes dati
    7,261
     Like avuti
    6,458
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    30 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Catilina
    No, tu Anita la lasci stare, capito!?
    Anita è un' Italiana bellissima, non hai visto il suo ritratto nell' avatar?
    mika ho detto ke è brutta

  2. #52
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da IL CITTADINO 10 agosto 2004

    Spadolini non avrebbe condiviso la politica del giorno d’oggi

    La sezione “Giovanni Spadolini” del
    Partito repubblicano italiano di Codogno
    si associa alle numerose testimonianze
    di affetto e di stima che ricordano
    il decennale della scomparsa di Giovanni
    Spadolini.
    Indubbiamente è stato un grande statista
    della politica italiana e ha lasciato a
    tutti noi una grande eredità di cultura
    politica. Citando le parole del nostro segretario
    Francesco Nucara, per lui l’Italia
    «…era l’“Italia della ragione”, ovvero
    l’Italia del dissenso e del dubbio laico,
    contrapposta all’Italia delle compiute
    maggioranze, del compromesso e della
    rinuncia». E per il nostro presidente,
    Giorgio La Malfa, «…egli noterebbe una
    caduta del tono istituzionale del Paese,
    una cesura dolorosa dei valori istituzionali
    che per un uomo della sua passione
    civile risorgimentale sarebbe assai dolorosa
    ».
    La recente cronaca politica ci pone proprio
    dinanzi l’ennesima caduta di stile
    delle nostre istituzioni.
    È un fatto veramente deplorevole.
    A noi giovani repubblicani il compito di
    portare avanti la nuova generazione del
    partito per creare una società migliore,
    più aperta e più rispettosa del prossimo
    non spaventa. Dobbiamo però, prima di
    tutto, diffondere una nuova cultura politica
    basata sul rispetto reciproco e sull’ascolto.
    Gettare le basi per una nuova
    cultura politica: questa è la nostra promessa
    al caro amico Giovanni Spadolini.

    Fulvio Giulio Visigalli

    sezione “Giovanni Spadolini”
    del Pri di Codogno

  3. #53
    Socialcapitalista
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
    Messaggi
    89,492
     Likes dati
    7,261
     Like avuti
    6,458
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    30 Thread(s)

    Predefinito Re: tratto da IL CITTADINO 10 agosto 2004

    Originally posted by nuvolarossa
    Spadolini non avrebbe condiviso la politica del giorno d’oggi
    opinione rispettabilissima nuvola,

    ma al giorno d'oggi se ne vedono di cose strane....Montanelli che appoggia l'ulivo...pannella che va col berlusca....addirittura l'ulivo che appoggia polo e fascisti....

    Se l'italia avesse avuto veramente dei grandi padri, non sarebbe ridotta com'è adesso...

    Spadolini fu segretario del PRI, dov'è il pri adesso???????
    prende un ventesimo dei voti dei neofascisti......

  4. #54
    Amico del forum
    Data Registrazione
    06 Nov 2010
    Messaggi
    32,637
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    beh, pasquì, sotto spadolini il pri ha raggiunto il massimo consenso, se è per questo

  5. #55
    Socialcapitalista
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
    Messaggi
    89,492
     Likes dati
    7,261
     Like avuti
    6,458
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    30 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Alberich
    beh, pasquì, sotto spadolini il pri ha raggiunto il massimo consenso, se è per questo
    e il psi sotto craxi

  6. #56
    Amico del forum
    Data Registrazione
    06 Nov 2010
    Messaggi
    32,637
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    no, il psi nei primi anni della repubblica

  7. #57
    Socialcapitalista
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
    Messaggi
    89,492
     Likes dati
    7,261
     Like avuti
    6,458
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    30 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Alberich
    no, il psi nei primi anni della repubblica
    sottinteso il psi del dopo scissione....

  8. #58
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da IL CORRIERE DELLA SERA 21 settembre 2004

    A dieci anni dalla morte è stata ricordata ieri all’Università Bocconi di Milano la figura dello studioso, giornalista e politico

    Spadolini, l’uomo che sapeva pensare europeo

    IL DIALOGO

    «Dialogo». Si intitolava così, in un’epoca difficile come quella che iniziava in quel 1968, l’articolo con cui Giovanni Spadolini si insediò alla guida del Corriere della Sera che avrebbe diretto per quattro anni: fino alla sua elezione al Senato, avvenuta nel ’72 come indipendente nel Pri. Forse basterebbe già quella parola chiave, da lui ripetutamente evocata con 35 anni di anticipo e richiamata ieri in sua memoria dal presidente di Rcs Quotidiani Piergaetano Marchetti, per sintetizzare almeno uno degli aspetti dell’attualità di Spadolini giornalista, politico, studioso: non il «falso dialogo ammiccante a disegni oscuri - ha ripetuto Marchetti citandolo - ma il franco confronto rispettoso dei ruoli. Dialogo che Spadolini riassumeva nel concetto di laicità». «E a dieci anni dalla sua scomparsa - sottolinea il commissario europeo Mario Monti - la sua memoria ancora vive a Milano e in tutta Italia». Studioso, giornalista, politico: la sua «poliedricità» e al tempo stesso la sua «capacità di far sì che ciascuno di questi aspetti, animato da un impegno civile costante, completasse e arricchisse gli altri» sono i tratti principali emersi dalla giornata di commemorazione che l’Università Bocconi - di cui fu presidente dal ’76 sino alla morte - gli ha dedicato ieri in collaborazione con la Fondazione «Corriere della Sera» e la Fondazione «Spadolini Nuova Antologia». «Con garbo e discrezione - ha detto Monti, nella sua veste di presidente dell’ateneo - Spadolini ha dato a questa università un impulso fondamentale», dalla politica comparata allo studio «scientifico» della politica stessa: ma «la Bocconi è stata solo una delle sue attività». Aggiungendo un ricordo personale: «Quando mi fu offerto un incarico istituzionale in Europa consultai Spadolini, già gravemente ammalato, per avere un suo parere. E lui non ebbe neanche un dubbio nel dirmi di accettare».
    A metterne a fuoco la figura, in un’aula magna affollata di personalità della cultura e dell’economia tra cui il presidente onorario di Rcs MediaGroup Cesare Romiti, si sono succeduti tra gli altri il primo presidente della Regione Lombardia Piero Bassetti, il presidente della Bpm Roberto Mazzotta, il rettore uscente della Bocconi Carlo Secchi, il presidente della «Nuova Antologia» Cosimo Ceccuti, il ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani: «Un ministero creato proprio da Spadolini. Era una personalità prismatica e leonardesca».
    Tra i collaboratori del Mondo di Pannunzio, docente di storia moderna a Firenze, autore di libri, editorialista del Corriere fino al ’55 quando diventa direttore del Resto del Carlino , arriverà alla direzione del quotidiano di via Solferino tredici anni dopo. E rileggendo i suoi articoli di fondo, ampiamente ripercorsi ieri, non si può non rilevare il precorrere di argomentazioni attuali a 360 gradi: dal tema della libertà di stampa (con espliciti moniti sul monopolio televisivo e sul controllo della pubblicità) a quello della giustizia (come quando, commentando le prime indagini su Piazza Fontana, rilevava che «solo nelle dittature di sinistra o di destra la giustizia funziona "perfettamente", in quanto al servizio del potere politico»). «L’indipendenza dell’informazione - ha ricordato il direttore del Corriere Stefano Folli - fu per lui un valore assoluto non solo finché rimase in via Solferino, ma anche e soprattutto dopo, quando da senatore prima e presidente del Consiglio poi non cercò mai la minima ingerenza nelle scelte del giornale». A ricordarne la sensibilità umana, tra gli altri, Luca Goldoni che fu suo inviato speciale in Medio Oriente: «Quando rientrai dopo venti giorni di isolamento sotto le cannonate ad Amman, appresi che aveva chiamato mia moglie ogni sera per tranquillizzarla».
    «Per Spadolini - ha detto il sindaco milanese Gabriele Albertini - il Corriere era la realizzazione di quell’idea di libertà, tolleranza e civiltà cui poi orientò la sua vita politica. Mentre la Bocconi era per lui la realizzazione del modello ambrosiano di concretezza e capacità di innovare».
    Spadolini e Milano. Sono stati il repubblicano Antonio Del Pennino, oltre all’ex sindaco Carlo Tognoli, a ricordare gli interventi di Spadolini in consiglio comunale: in cui parlava di «Milano ponte per l’Europa», di «lotta a ogni forma di razzismo», di «città metropolitane». Ma in un «quadro unitario dell’Italia» che - ha sottolineato Del Pennino - è «esattamente lo stesso che abbiamo appena ritrovato, oggi, nelle parole del presidente Ciampi».

    Paolo Foschini

  9. #59
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da IL TEMPO 30 novembre 2004

    di GIAN FRANCO SVIDERCOSCHI

    MA DA dove viene realmente la sterzata laicista di José ...

    ... Luis Zapatero? Quali le conseguenze che potrebbe avere la "mala revolución", come qualcuno l'ha già chiamata ispirandosi ad Almodóvar, sul futuro della Spagna? E sul futuro dell'Europa?
    Alcuni storici hanno creduto di individuare non poche analogie tra la situazione attuale e quella che c'era nel secolo scorso, all'inizio degli anni Trenta, al tempo della Repubblica spagnola. E in effetti, sia la Costituzione del 1931 sia la politica del "Fronte popolare", così ideologizzate, così ostili alla Chiesa, ricordano da vicino la strategia anticlericale di Zapatero. Ma le analogie - e i timori di una nuova guerra civile - finiscono qui. Settant'anni fa, erano profondamente diverse le circostanze politiche e quelle internazionali. Le "due Spagne" di allora, quella repubblicana e quella franchista, benché persistano tuttora nella coscienza nazionale, hanno poco a che fare con le divisioni di oggi. E poi, non si può certo immaginare che Zapatero, pur con tutto il suo radicalismo, sia peggiore di Largo Caballero, e arrivi a decidere di far uccidere preti e bruciare chiese.
    Guardiamo ora allo scenario europeo; ripensiamo a quanto è successo con il mancato inserimento delle "radici cristiane" nella Costituzione, e la bocciatura di Buttiglione come commissario. Almeno a prima vista, le iniziative dell'attuale governo spagnolo sembrerebbero avere qualche consonanza con quanto sta affiorando a livello continentale, e cioè l'evidente tentativo di emarginare la religione nelle sacrestie, nella sfera strettamente privata.
    Ma anche qui le analogie si fermano subito. Per l'Europa - a differenza appunto della Spagna - bisognerebbe semmai ricordare come si stia progressivamente saldando un'alleanza in chiave antiromana, più ancora che anticattolica, tra neogiacobini, laicisti, massoni e gruppi post-protestanti dei Paesi nordici. E ciò probabilmente come reazione alla sempre maggiore visibilità - conseguente alla sempre maggiore autorità morale - che la Chiesa di Roma ha acquisito con il pontificato di Giovanni Paolo II.
    Precisato questo, si potrà meglio comprendere come la "mala revolución" sia un progetto nato anzitutto nella testa di Zapatero. Anzi, più esattamente, nato come manifesto politico che - nella convinzione dei suoi autori di non poter vincere le elezioni - avrebbe comunque permesso al Partito socialista di recuperare i voti della Izquierda più estrema, dagli ex comunisti ai movimenti della protesta, come quello degli omosessuali.
    Poi, inaspettatamente, i socialisti hanno vinto le elezioni. E così Zapatero - con le sue due anime nere, la vice presidente Maria Teresa Fernandez de la Vega e la direttrice degli Affari religiosi al ministero della Giustizia, Carmen Rico Godoy - è rimasto prigioniero delle promesse fatte. E dunque, prigioniero di un programma ideato per creare una società totalmente laicista, se non addirittura nichilista, visto che, perlomeno sulla carta, si mira a smantellare l'intera eredità della tradizione cattolica, a cominciare dal valore della vita e dall'istituto della famiglia.
    E questo programma non solo si distacca dalle posizioni stesse del governo socialista di Felipe Gonzalez (come provano le critiche di Guerra, il principale esponente dell'ala dura del PSOE); ma va a mettere in discussione gli equilibri istituzionali su cui si reggono le relazioni fra Stato e Chiesa. E, a più forte ragione, può aprire una profonda ferita nel sentimento popolare. La Spagna non è più il Paese cattolico di una volta; ma la maggioranza degli spagnoli non è certo d'accordo sul matrimonio tra omosessuali.
    Ed ecco perché l'offensiva laicista di Zapatero, pensata inizialmente solo per ragioni di opportunismo elettorale, rischia ora di diventare una pericolosissima mina vagante. In primo luogo, ovviamente, per la Spagna, che è già alle prese con non pochi problemi: la crisi economica che bussa alle porte; i contrasti fra governo centrale e regioni autonome; il diffuso malessere che c'è nell'esercito per l'anticipato ritiro del contingente militare dall'Iraq; e in particolare l'isolamento internazionale, anche perché la diplomazia iberica, voltate le spalle agli Stati Uniti, è andata a buttarsi fra le braccia di Fidel Castro.
    Ma questo progetto di radicale laicizzazione rischia di diventare una minaccia anche per l'Europa. Perchè, nel caso non fosse bloccato in tempo, potrebbe provocare ulteriori motivi di dissidio nel già difficile dialogo tra laici e credenti, tra epigoni dell'Illuminismo e cattolicesimo.
    È sperabile perciò che il governo di Zapatero ritorni sui suoi passi (ma come salvare la faccia?), e accetti l'offerta di dialogo della Chiesa, la quale finora ha messo a tacere ogni tentazione di scontro muro a muro (e, forse per la prima volta, ha fatto anch'essa la sua brava autocritica). Un accordo potrebbe essere trovato almeno su due fronti - il matrimonio tra gay limitato a una sorta di "unione", senza dover conseguentemente pronunciarsi sull'adozione, e l'insegnamento religioso equiparato alle altre materie scolastiche, per andare incontro alle richieste del 70-80 per cento dei genitori - salvo rinviare il resto del contenzioso a ulteriori confronti.
    Se invece non si dovesse raggiungere questo compromesso, allora sì che potrebbe esplodere la grande protesta del mondo cattolico, delle famiglie, delle scuole private. E chissà come andrebbe a finire.

  10. #60
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CLARENCE News 3 dicembre 2004

    EDITORIA: RACCOLTI GLI SCRITTI GIORNALISTICI DI GIOVANNI SPADOLINI

    Roma, 2 dic. (Adnkronos) - Nel corso della sua vita, Giovanni Spadolini ha scritto per 30 quotidiani e 12 periodici, è stato direttore de ''Il resto del Carlino'' per tredici anni, del ''Corriere della Sera'' per altri quattro, nonché de ''La Voce repubblicana'', che rilanciò con successo nel 1979, dopo l'interruzione delle pubblicazioni. In occasione del decimo anniversario della morte del politico, Cosimo Ceccuti ha ideato un progetto editoriale completo, dal titolo ''Scritti giornalistici di Giovanni Spadolini'': entro il 2007, verrà portata a compimento la raccolta dei suoi 4064 articoli, apparsi sui maggiori quotidiani, settimanali e quindicinali italiani, dal primo, pubblicato su ''Il Messaggero'', il 4 gennaio 1948, all'ultimo, uscito postumo su ''La Stampa'', il 3 settembre 1994.

 

 
Pagina 6 di 7 PrimaPrima ... 567 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Giovanni Spadolini (Firenze, 1925 - Roma, 1994)
    Di DrugoLebowsky nel forum Repubblicani
    Risposte: 284
    Ultimo Messaggio: 03-08-25, 23:01
  2. Spadolini
    Di McFly nel forum Repubblicani
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 21-05-12, 23:01
  3. Giovanni Spadolini
    Di albertsturm nel forum Repubblicani
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-11-07, 02:51
  4. Giovanni Spadolini
    Di Danny nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 11-11-07, 20:29
  5. In ricordo di Giovanni Spadolini
    Di Paolo Arsena nel forum Repubblicani
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 05-08-04, 09:32

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito