Originally posted by claudio ughetto
Opinione discutibile, caro gribisi, anche dal punto di vista del O.M.S. che si rifà alle conclusioni del Dott. Seppilli.
C'è una differenza sostanziale tra il concetto di "salute" e quello di "malattia": se viene trovato un rimedio, anche artificiale, per compensare una malattia, si passa da questo stadio a quello di salute, che viene definito come: "Stato di benessere bio-psico-sociale", di per sè non dipendente dallo stato di malattia".
Un esempio personale. Sono diabetico insulino-dipendente dal 1989 (da quella data ne sono consapevole, diciamo). Sicuramente prima d'allora ero "malato" e non in salute, siccome bevevo 5 litri d'acqua al giorno e dovevo correre in bagno ogni mezz'ora. Da quella condizione me ne sono accorto. Ora faccio insulina, eseguo controlli periodici e posso dire di essere "in salute": la mia vita dal punto di vista funzionale, non è diversa da quella altrui.
Re: ma così sarebbe come dire che il diabete insulino-dipendente cessa di essere una malattia solo perchè uno lo cura e lo tiene sotto controllo. E più in generale che possono definirsi malattie solo quelle per cui non c'è cura o non si può o si vuole farla. E' la prima volta che sento dire una cosa del genere.
In un modo o nell'altro, caro gribisi, anche tu scadi nell'errore della chiesa cattolica nel giudizio sull'omosessualità, richiamandoti ad una condizione "naturale" che nella "natura umana" non esiste. L'uomo sta tra la natura e la cultura. Da quando esistono gli anticoncezionali, la gestione della sessualità è totalmente mutata, e di conseguenza lo stesso rapporto dell'uomo con l'esistenza.
Re: in effetti mi pare che la Chiesa Cattolica, almeno nelle sue posizioni tradizionali, ritenga l' omosessualità una scelta che va contro la natura umana. Io invece non insisterei tanto sul concetto di "scelta" quanto sulla sostanziale privazione di facoltà abitualmente presenti nella specie, e quindi sul concetto di "malattia" o "menomazione", di cui alcuni malati sono consapevoli e altri no.
Mi risulta che negli USA gruppi di sordi sostengono che la sordità non è una malattia ma una "cultura" e accusano il sistema sanitario USA di "genocidio" per il fatto che installa apparecchi acustici ai non udenti. In ciò vedo una tappa più "avanzata" della tendenza in atto anche da noi in materia di omosessualità.