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Risultati da 81 a 90 di 134

Discussione: Gli omosessuali

  1. #81
    olivia
    Ospite

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    Originally posted by Jan Hus


    Sai che bello...

    _____________________________________________
    sono felice che il mio post abbia sortito questo effetto...in fondo ridere fabene alla salute...sì credo che faccia aumentare le endorfine o qualcosa di simile...ciao

  2. #82
    olivia
    Ospite

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    Originally posted by gribisi
    Oli: Come fate a dire ke gli omosessuali nn si riproducono???
    Ci sono un sacco di gay ke hanno figli.

    Re:Può essere, ma allora o sono persone che sono state etero e poi sono diventate gay (e si può passare dalla salute alla malattia) oppure sono bisex che tengono entrambi i comportamenti nello stesso periodo, e allora non possono rimanere fedeli a un partner qualsiasi.
    Mettiamo pure che in quest'ultimo caso la nozione di malattia è assai discutibile (da rapportare all' incapacità di mantenere un rapporto stabile), ma resta il fatto che chi è omosex puro non può riprodursi naturalmente. O lo fa con mezzi artificiali o non lo fa proprio.
    E secondo me quando uno non può fare ciò che tutti possono fare, ha qualcosa in meno, e quindi è malato.
    __________________________________________________ __
    gentile gribisi...la tua osservazione a oli è giusta... ma io volevo chiederti la definizione di malattia e di salute...grazie se mi vorrai rispondere

  3. #83
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    Originally posted by Oli
    X quanto riguarda il matrimonio, lo ritengo giusto, oltre alle questioni di successione in causa di morte, anke x quanto riguarda le pensioni di reversibilità.
    Io invece no.

    Originally posted by Oli
    E' ingiusto ke 2 persone ke vivono una vita insieme nn abbiano il diritto di avere la reversibilità.
    E perché? Suppongo che, se vivessi con mia sorella, non avrei mica il diritto alla pensione nel caso lei morisse!

    Originally posted by Oli
    Se poi voi sapete esattamente ciò ke è normale e ciò ke nn lo è siete dei maghi.
    Non credo sia questo il punto.

    Originally posted by Oli
    SONO SEMPRE + CONVINTO KE LA VOSTRA DIFFIDENZA STA NELLA SCARSA FIDUCIA NELLA VOSTRA SESSUALITA'.
    "Fiducia" nella propria sessualità??

    E' possibile non avere niente contro gli omosessuali e, ciononostante, trovare bizzarra la rivendicazione di uno statuto legale per le coppie omosessuali.

    Sono due cose molto diverse.

    Essere contrari alle discriminazioni è un conto; pensare che le richieste di chi è discriminato siano di per sé legittime è un altro.

    Ho sentito dire che Fortuyn stesso era contrario alla legge sulle coppie omosessuali che è stata votata nei Paesi Bassi.

  4. #84
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    il problema dei filo-gay è che hanno un concetto dell'etica rigorosamente individualistico-libertario.
    Come avevo già affermato in precedenza, la 'morale' di questi signori si riassume nella massima 'io mi faccio i c***i miei e così chiunque può fare i c***i suoi quando, come e dove gli pare'. È una storpiatura del libertarismo, che non tiene in nessunissimo conto le esigenze, lo spirito, il vissuto e la sensibilità della collettività.

    Rimane anche un mistero che ci sia gente che si dichiara al tempo stesso 'comunista' e filo-gay, e Roderigo non ha certo chiarito la questione. Resta il dubbio legittimo che si tratti di mero opportunismo politico.

  5. #85
    Roderigo
    Ospite

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    Originally posted by gribisi
    Secondo me l' omosessualità è una malattia, perchè comporta incapacità riproduttiva (almeno di riprodursi in modo naturale) e impossibilità di fornire ai figli una figura paterna e una materna.
    E' vero che gli omosex si possono riprodurre con la fecondazione in vitro, ma allora è come dire che i paraplegici possono camminare con arti artificiali: la correzione artificiale di una malattia non nega l' essere tale, si limita a contrastarne gli effetti.
    Essendo una malattia non socialmente pericolosa va tollerata, ma non deve essere riconosciuta dalle istituzioni come si deve al comportamento normale.
    La malattia è un'alterazione dell'integrità anatomica e funzionale di un organismo. Quindi, la definizione di "malattia" è sbagliata, per indicare l'omosessualità.
    Un gay ha tutte le facoltà per riprodursi in modo naturale, a meno che non abbia problemi di sterilità (come il 30% degli uomini), quindi "può". Altra cosa è che non voglia, per suo gusto, avere rapporti eterosessuali, così come tu "puoi", ma non "vuoi" avere rapporti omosessuali. Almeno finora.
    La definizione di "comportamento normale" ha in sè implicazioni reazionarie, quando riguarda gli stili di vita. Secondo me, se rivendicata, l'unione delle coppie omosessuali, può essere riconosciuta dallo stato. Una coppia omosessuale può avere molti problemi comuni ad una coppia eterosessuale, dalla casa ai rapporti di potere, che richiedono soluzioni e tutele da parte del diritto pubblico.

    R.

  6. #86
    Roderigo
    Ospite

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    Originally posted by Felix
    il problema dei filo-gay è che hanno un concetto dell'etica rigorosamente individualistico-libertario.
    Come avevo già affermato in precedenza, la 'morale' di questi signori si riassume nella massima 'io mi faccio i c***i miei e così chiunque può fare i c***i suoi quando, come e dove gli pare'. È una storpiatura del libertarismo, che non tiene in nessunissimo conto le esigenze, lo spirito, il vissuto e la sensibilità della collettività.
    Rimane anche un mistero che ci sia gente che si dichiara al tempo stesso 'comunista' e filo-gay, e Roderigo non ha certo chiarito la questione. Resta il dubbio legittimo che si tratti di mero opportunismo politico.
    Il mio concetto di etica, non riguarda la natura dello stato. Sono assolutamente contrario allo stato etico. Sicuramente sono contrario ad uno stato che ti entra nel letto, ti controlla nelle mutande, e ti ispeziona i pertugi.
    Esiste una sfera pubblica ed una sfera privata. Nella sfera privata, se non violi i diritti di nessuno, devi poter essere libero di fare quello che vuoi.
    Per il resto, ho già spiegato che non sono "filo-gay", una definizione che per me non ha alcun senso, e dal tuo post, non si capisce che cosa io non abbia chiarito.

    R.

  7. #87
    Ospite

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    Originally posted by gribisi
    Oli: E secondo me quando uno non può fare ciò che tutti possono fare, ha qualcosa in meno, e quindi è malato.
    Opinione discutibile, caro gribisi, anche dal punto di vista del O.M.S. che si rifà alle conclusioni del Dott. Seppilli.
    C'è una differenza sostanziale tra il concetto di "salute" e quello di "malattia": se viene trovato un rimedio, anche artificiale, per compensare una malattia, si passa da questo stadio a quello di salute, che viene definito come: "Stato di benessere bio-psico-sociale", di per sè non dipendente dallo stato di malattia".
    Un esempio personale. Sono diabetico insulino-dipendente dal 1989 (da quella data ne sono consapevole, diciamo). Sicuramente prima d'allora ero "malato" e non in salute, siccome bevevo 5 litri d'acqua al giorno e dovevo correre in bagno ogni mezz'ora. Da quella condizione me ne sono accorto. Ora faccio insulina, eseguo controlli periodici e posso dire di essere "in salute": la mia vita dal punto di vista funzionale, non è diversa da quella altrui.
    In un modo o nell'altro, caro gribisi, anche tu scadi nell'errore della chiesa cattolica nel giudizio sull'omosessualità, richiamandoti ad una condizione "naturale" che nella "natura umana" non esiste. L'uomo sta tra la natura e la cultura. Da quando esistono gli anticoncezionali, la gestione della sessualità è totalmente mutata, e di conseguenza lo stesso rapporto dell'uomo con l'esistenza. Dire che gli omosessuali sono malati perché non possono riprodursi non ha senso, così come richiamarsi alla retorica sentenza che ho letto stamattina sul forum dei destri: "meno omosessuali più figli". Sappiamo benissimo che l'omofobia nasceva anche dal timore dell'estinzione etnica, ecco perché gli israeliti, in un momento di estrema tensione per la sopravvivenza, optarono per la pena di morte contro gli omosessuali.
    Ora questa condizione è obsoleta. Le opinioni discutibili del Papa verso la gestione della sessualità all'interno della coppia nascono soltanto da una questione di potere e di gestione del corpo. Per la chiesa la gestione del corpo altrui è fondamentale, ora gli è sfuggita ed ecco che il Papa ci rimane male.
    Non sono propriamente libertario, credo anzi che la gestione della sessualità richieda un senso della responsabilità individuale immenso, ma la questione va ben al di là dell'opinione che si può avere sull'omosessualità, che rischia d'essere il capro espiatorio di tutti coloro che vivono la sessualità, spesso analfabeti emotivi, incapaci di gestire il desiderio e di esprimere la complessità psicofisica della propria anima.
    Stammi sano

  8. #88
    Ospite

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    Naturalmente mi associo a quanto scrive Roderigo riguardo al concetto di malattia. Un gay non è malato perché non può riprodursi, dato che può farlo quando vuole. Sarebbe come dire che sono malate le coppie che non vogliono figli, sebbene abbiano questa possibilità.
    In entrambi i casi si potrebbe spostare il concetto di malattia in campo psichico, dipende soltando da che parte si guarda la questione. Il Papa non avrebbe problemi a considerare una coppia volutamente infertile come malata, ma uno stato sedicente laico non può permetterselo.

  9. #89
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    Roderigo: La malattia è un'alterazione dell'integrità anatomica e funzionale di un organismo. Quindi, la definizione di "malattia" è sbagliata, per indicare l'omosessualità.
    Un gay ha tutte le facoltà per riprodursi in modo naturale, a meno che non abbia problemi di sterilità (come il 30% degli uomini), quindi "può". Altra cosa è che non voglia, per suo gusto, avere rapporti eterosessuali, così come tu "puoi", ma non "vuoi" avere rapporti omosessuali. Almeno finora.

    Re: per avere una malattia non c'è bisogno di alterazione anatomica di un organo, ma basta un alterazione mentale che impedisca di usarlo o ne imponga un uso improprio. Ad esempio è considerata malattia la compulsione a giocare d' azzardo o a rubare piccoli oggetti.
    Un gay puro non può realmente riprodursi naturalmente, perchè pur avendo anatomicamente quanto necessario, c'è da scommettere che troverebbe ripugnante e insopportabile accoppiarsi con una persona di sesso diverso. Del resto sappiamo che gli eterosessuali puri potrebbero solo teoricamente accoppiarsi a persone dello stesso sesso.
    Sarebbe come dire che una persona "può" mangiare perchè ha bocca e stomaco, ma poi è nauseata dal cibo tanto da non poterlo ingerire senza avere conati di vomito: io la definirei una malattia (a parte il fatto che senza mangiare si muore mentre si può vivere senza avere figli, ma comunque si perde qualcosa).
    Il caso degli eterosessuali o dei preti che rifiutano di avere figli è diverso, perchè in quel caso c'è davvero l' esercizio del libero arbitrio, per motivi utilitaristici o ideologici, nel rifiutare di avvalersi di una capacità riproduttiva che pure si possiede.
    Ma nessuno ha mai scelto di essere omosessuale nè di provare disgusto per i rapporti etero potenzialmente riproduttivi.



    Roderigo: La definizione di "comportamento normale" ha in sè implicazioni reazionarie, quando riguarda gli stili di vita. Secondo me, se rivendicata, l'unione delle coppie omosessuali, può essere riconosciuta dallo stato. Una coppia omosessuale può avere molti problemi comuni ad una coppia eterosessuale, dalla casa ai rapporti di potere, che richiedono soluzioni e tutele da parte del diritto pubblico.

    Re: anche un trio o un quartetto poligamico avrebbe gli stessi problemi di una coppia etero, ma non per questo riconosciamo per legge la poligamia (intesa come convivenza sessuale scelta da un uomo con + donne, o una donna con + uomini) perchè, che lo vogliamo ammettere o no, che siamo libertaristi o moralisti, facciamo una scelta etica che pretendiamo sia accolta anche dallo Stato, ossia che la famiglia poligamica non è ottimale.

  10. #90
    Cavaliere
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    Originally posted by claudio ughetto


    Opinione discutibile, caro gribisi, anche dal punto di vista del O.M.S. che si rifà alle conclusioni del Dott. Seppilli.
    C'è una differenza sostanziale tra il concetto di "salute" e quello di "malattia": se viene trovato un rimedio, anche artificiale, per compensare una malattia, si passa da questo stadio a quello di salute, che viene definito come: "Stato di benessere bio-psico-sociale", di per sè non dipendente dallo stato di malattia".
    Un esempio personale. Sono diabetico insulino-dipendente dal 1989 (da quella data ne sono consapevole, diciamo). Sicuramente prima d'allora ero "malato" e non in salute, siccome bevevo 5 litri d'acqua al giorno e dovevo correre in bagno ogni mezz'ora. Da quella condizione me ne sono accorto. Ora faccio insulina, eseguo controlli periodici e posso dire di essere "in salute": la mia vita dal punto di vista funzionale, non è diversa da quella altrui.

    Re: ma così sarebbe come dire che il diabete insulino-dipendente cessa di essere una malattia solo perchè uno lo cura e lo tiene sotto controllo. E più in generale che possono definirsi malattie solo quelle per cui non c'è cura o non si può o si vuole farla. E' la prima volta che sento dire una cosa del genere.

    In un modo o nell'altro, caro gribisi, anche tu scadi nell'errore della chiesa cattolica nel giudizio sull'omosessualità, richiamandoti ad una condizione "naturale" che nella "natura umana" non esiste. L'uomo sta tra la natura e la cultura. Da quando esistono gli anticoncezionali, la gestione della sessualità è totalmente mutata, e di conseguenza lo stesso rapporto dell'uomo con l'esistenza.

    Re: in effetti mi pare che la Chiesa Cattolica, almeno nelle sue posizioni tradizionali, ritenga l' omosessualità una scelta che va contro la natura umana. Io invece non insisterei tanto sul concetto di "scelta" quanto sulla sostanziale privazione di facoltà abitualmente presenti nella specie, e quindi sul concetto di "malattia" o "menomazione", di cui alcuni malati sono consapevoli e altri no.
    Mi risulta che negli USA gruppi di sordi sostengono che la sordità non è una malattia ma una "cultura" e accusano il sistema sanitario USA di "genocidio" per il fatto che installa apparecchi acustici ai non udenti. In ciò vedo una tappa più "avanzata" della tendenza in atto anche da noi in materia di omosessualità.


 

 
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