Previti in mano ai pm i conti alle Bahamas
Documentato un valzer di miliardi di lire
L'accusa: erano i fondi per le tangenti
di PIER FRANCESCO FEDRIZZI
MILANO - Nei forzieri della Darier Hentsch Bank di Nassau (Bahamas) c'è un tesoro. E quel tesoro appartiene a Cesare Previti, che lo ha alimentato dal 1993 al 1997 con un vorticoso giro di denaro, azioni, obbligazioni e operazioni finanziarie con paesi di mezzo mondo. Previti non ha mai ammesso di essere il titolare dei conti. Secondo i pm Ilda Boccassini e Gherardo Colombo, invece, Nassau è l'ultima destinazione (nota) dei miliardi in nero gestiti dall'ex ministro in anni di affari illeciti, come le presunte tangenti destinate ai giudici romani per aggiustare l'esito delle controversie Imi-Sir, Lodo Mondadori e Sme.
Le rogatorie. Dopo cinque anni di attesa i magistrati milanesi hanno ricevuto dalle autorità delle Bahamas le rogatorie, tutte autentificate con il "bollino di garanzia" così come imposto dalla nuova legge del Governo Berlusconi, sui conti correnti (numero 841.399 e 841.402) della filiale di Nassau della banca svizzera, che l'ex ministro Cesare Previti aveva aperto fin dal 1993. Migliaia di operazioni, puntualmente riportate dalla documentazione bancaria, gestite da Previti in prima persona, anche grazie a due pseudonimi: Charles P. Lépicier e Antoine P. Fripier, dove "P." sta forse per Previti.
"I conti sono di Previti". È il 18 gennaio 1993 e a Nassau arrivano due versamenti da 1 miliardo e 900 milioni di lire ciascuno. Le somme finiscono alla filiale della Darier Hentsch: il capitale serve ad aprire le due posizioni, il cui "proprietario e unico beneficiario - chiarisce la documentazione fornita oggi dalla stessa banca - è Cesare Previti". I due conti sono gemelli, con flussi di denaro pressoché speculari. Identico l'accredito, avvenuto in due momenti, il 15 e 18 aprile '94 per 2 milioni e 147 mila franchi svizzeri. Anche l'ultimo importo noto dei conti - la rogatoria si ferma al 31 agosto 1997 - differisce di qualche "spicciolo": 2 milioni 960 mila dollari per il deposito 841.399, 2 milioni 961 mila dollari per quello numero 841.402.
Lo pseudonimo. La natura "fiduciaria" dei conti di Nassau, che garantisce solo l'annotazione dei flussi di denaro in entrata e uscita senza indicare l'origine e la destinazione degli stessi, garantisce a Previti la segretezza in operazioni con tutti i paesi del mondo. O quasi. La sola eccezione riguarda la Svizzera, paese su cui Previti opera con i due pseudomini. La registrazione dei nomi di copertura presso la banca è dell'11 marzo '93, con una dichiarazione firmata da Previti a Ginevra. I soldi dalle Bahamas alla Svizzera partono due settimane dopo: due versamenti da 100 mila dollari destinati al Credito Svizzero di Ginevra, "riferimento Pallino", aggiunge a mano Previti. Passa un mese e il 26 maggio ci sono altri due versamenti di 25 mila dollari sul Credito Svizzero di Ginevra, con "riferimento 347438-02-01 Interpharm".
Un tesoro globale. Non conosce frontiere l'attività del "finanziere" Previti, che investe liquidità e ne incassa i profitti su Nassau. Circa 6 milioni di dollari costituiscono il ricco "portafoglio titoli" dei due conti. Quasi la metà degli investimenti va nel reddito fisso a breve termine, una parte analoga in obbligazioni ("Bonds"). C'è un piccolo spazio anche per l'acquisto di azioni. Il reddito fisso è espresso in valuta svizzera, olandese, americana (con un prestito emesso dalla Walt Disney e uno da Citicorp) e australiana, beneficiaria la Coca-Cola. Tra gli investimenti azionari ("Equities"), ci sono attività in fondi comuni svizzeri e delle Isole del Canale, e un pacchetto di azioni petrolifere Royal Dutch. Quasi nessuno spazio è riservato alla liquidità, a riprova che su "841.399" e "841.402" i soldi girano, vorticosi. Un tesoro di cui dopo il '97 si rischiano di perdere le tracce.
(6 giugno 2002)
FUORI I FARABUTTI ED I PREGIUDICATI DAL PARLAMENTO ITALIANO!!!
TUTTI QUANTI!!!
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Rispondi Citando
) che le rogatorie vengano utilizzate a PATTO che non gli vengano imputati reati "FISCALI"!!!!!
