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  1. #151
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    XXV congresso regionale del Pri marchigiano: l'intervento dell'amico Antonio Merlini/I valori mazziniani possono essere ancora validi nella società contemporanea: diritti e doveri, e non solo privilegi
    I problemi del cittadino comune e la raccolta del consenso

    L'intervento di Antonio Merlini al XXV Congresso regionale del Pri delle Marche che si è svolto sabato 4 febbraio 2006 a Marina di Montemarciano (An).

    Amici Repubblicani, questo è il nostro primo congresso regionale che si celebra dopo quello nazionale di Bari del gennaio 2001, che portò alla scissione nel partito.
    Con questo congresso termina il lungo periodo di commissariamento e ci si avvia all'elezione di un direttivo ed un segretario regionale.

    Tanta acqua è passata sotto i ponti, da quel congresso di Bari, altri congressi sono stati celebrati, ci sono state elezioni provinciali, elezioni regionali , elezioni europee e sono alle porte le elezioni politiche.
    Oggi , con la serenità che il tempo trascorso porta e con la franchezza di sempre, credo che, al congresso di Bari di fronte alla drammatica scelta di campo, ci fossero mille buoni motivi per una scelta di centro sinistra, ma credo anche che ci fossero mille buoni motivi per una scelta di centro destra.
    Però di una cosa sono certo che non vi fosse un solo motivo valido per uscire dal partito se non per percorrere interessi personali e non quelli del glorioso Partito Repubblicano.
    Solo la libera e legittima formazione di maggioranze, nel rispetto delle minoranze, deve stabilire la linea politica e le alleanze di un partito, senza che ciò crei risentimenti e tantomeno scissioni, nella consapevolezza che ci unisce un'eredità storica fondata su straordinari valori che ancora oggi sono di grande attualità.

    Amici repubblicani, la situazione attuale del partito e la sua capacità di incidere sulle scelte che contano nel nostro Paese sono sotto gli occhi di tutti noi.
    Vorrei paragonare la situazione del partito ad una reazione chimica: una reazione chimica per avvenire necessita che le molecole dei reagenti si urtino tra di loro.
    Ma gli urti non sono sufficienti, essi devono essere anche efficaci , cioè devono avere un'energia tale da superare una barriera energetica.
    Ebbene amici repubblicani, la nostra azione politica (l'urto) c'è, ma è inefficace perché non ha il peso politico (energia) che meriterebbe per superare quella barriera che gli consentirebbe di fare arrivare il proprio messaggio al Paese.

    Necessita un catalizzatore, cioè necessita che il PRI si appropi di temi forti, temi sentiti dai cittadini e non solo di temi per gli addetti ai lavori.
    Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini dobbiamo rendere attuale quello che attuale è.
    In una società civile come quella italiana necessita che si riscopra o si scopra il concetto mazziniano di responsabilità sui diritti e doveri del cittadino.
    Diritti e doveri, che devono essere intesi come peculiarità di ogni singolo cittadino, e non come purtroppo accade in Italia che i diritti, o meglio i privilegi, sono solo di pochi, sono solo di alcune categorie, sono solo di certe professioni e i doveri sono della maggioranza degli italiani.
    È su questo terreno che il PRI deve far sentire alta e forte la sua voce.

    Ad esempio, l'annoso problema dell'evasione fiscale, che crea indubbiamente disparità tra i cittadini, è un grande tema sentito nel paese che si rifà al pensiero mazziniano.

    Tutti conoscono ove si annidano le maggiori evasioni ma nessuno affronta il problema in maniera risolutiva.
    Necessita una legge rigorosa, del tipo di quelle nazioni ,ove tale fenomeno è quasi inesistente.
    Ciò potrebbe consentire una reale riduzione della pressione fiscale senza incidere sulla spesa pubblica.
    Spesa pubblica intesa però come spesa per i reali bisogni dei cittadini e non come sprechi, come consulenze inutili, come contributi a pioggia al fine clientelari e via dicendo.
    Un altro tema forte ed attuale è la questione energetica.

    Il Pri ha tutte le carte in regola per ribadire la necessità di riattivare il processo per la produzione di energia nucleare.

    La sicurezza sull'utilizzo di tale fonte energetica, se di sicurezza si vuol parlare è un problema europeo, mondiale e non certamente nazionale.
    È assurdo smantellare le nostre centrali nucleari , in nome della sicurezza, per poi importare energia prodotta nuclearmente dalla vicina Francia. Il Partito repubblicano per cimentarsi in queste ed altre battaglie politiche deve, oggi come oggi, divenire più un partito-movimento con maggiore autonomia nelle scelte delle alleanze.
    Ora, con il nuovo sistema elettorale proporzionale, il concetto di autonomia di un partito è un dato di fatto.
    Impensabile, fino a poco tempo fa con il sistema maggioritario, una campagna elettorale della Casa delle Libertà incentrata su tre punte; impensabile un Berlusconi, richiedere il 51% dei voti agli italiani, per realizzare quello che i suoi alleati non gli hanno consentito di realizzare.

    A proposito della nuova legge elettorale alcune cose vorrei sottolineare.
    La legge proporzionale, sempre auspicata dai repubblicani, così come concepita non risolve tutti i problemi della precedente.
    La presenza parlamentare delle forze politiche in campo, con la nuova legge, sicuramente sarà più rappresentativa della volontà dei cittadini.
    La mancanza della preferenza, che di fatto rimette ai segretari di partito la scelta degli eletti piuttosto che al voto degli italiani, è una lacuna che potrebbe essere superata con delle vere primarie.
    La governabilità, cavallo di battaglia del sistema maggioritario, con la nuova legge è garantita dal premio di maggioranza.

    Il sistema però, rimanendo di tipo bipolare, induce, come nel maggioritario, le forze politiche sia del centro destra che del centro sinistra, pur di vincere le elezioni, ad allearsi a prescindere dalle loro diversità programmatiche spesso incolmabili.
    Il risultato, in caso di vittoria di uno dei due poli, sarà quello di ottenere se tutto va bene una governabilità in termini di durata della legislatura ma non in termini di efficacia alla soluzione dei veri problemi degli italiani.
    Pertanto necessita un alto senso di responsabilità delle maggiori forze politiche che devono avere il coraggio di allearsi solo con forze omogenee, in modo da governare, grazie al premio di maggioranza, con efficacia per la realizzazione delle grandi riforme necessarie al paese senza compromessi.
    La rivitalizzazione del partito, amici repubblicani , passa anche attraverso l'autonomia delle organizzazioni periferiche.

    L'autonomia periferica, intesa come possibilità di formare alleanze diverse da quelle in essere a livello nazionale, deve essere considerata una risorsa di democrazia utile per la crescita del partito tutto.

    I cittadini ormai hanno da tempo ben chiara la differenza esistente tra una elezione politica nazionale ed una elezione amministrativa locale: è sempre più ricorrente tra la gente la convinzione che alle comunali, ove gli eletti non legiferano, contano i contenuti e la credibilità delle persone.
    Abbiamo un esempio a Grottammare, comune a chiara maggioranza di voti alle politiche delle forze di centro destra, ove è stato eletto per ben due volte il sindaco di Rifondazione Comunista, ora presidente di provincia.
    Si può obiettare che l'autonomia periferica può dare il fianco ad una sorta di opportunismo politico.
    Opportunismo politico che condanno e va condannato se viene perseguito come scelta politica fatta per interessi personali ed aggiungerei anche di partito.

    Opportunismo politico che non condanno ma auspico se viene perseguito come scelta politica nell'interesse dei cittadini.
    È vero, è difficile fare questa distinzione, ma ritengo doveroso pensare che i repubblicani siano in buona fede e quindi l'autonomia locale debba essere riconosciuta in linea di principio nello statuto.
    A maggio, nella mia città a San Benedetto, ove sono segretario, come in altri comuni delle Marche ci saranno le elezioni amministrative.
    Ebbene, amici repubblicani, in presenza della ipotizzata autonomia periferica, la possibilità che il partito repubblicano si allei con le forze del centro sinistra è inesistente.

    È inesistente perché la diversità di veduta del progetto urbanistico della città, punto qualificante ed irrinunciabile per noi repubblicani, è incolmabile.
    Da una parte, la nostra posizione che vede la pianificazione della città passare attraverso lo strumento urbanistico del P.R.G. di tutti e per tutti, trasparente e partecipato, dall'altra parte invece la logica della programmazione del territorio fatta di progetti a misura di pochi.
    Va anche detto, che molte difficoltà incontriamo a confrontarci, su questo tema, con i partiti della Casa delle Libertà, che tra l'altro insieme a noi nella precedente amministrazione hanno contribuito alla preparazione del PRG.
    A tutt'oggi la nostra posizione è vicina alla lista civica del sindaco uscente, che potremo appoggiare con una lista dell'edera o abbinando il simbolo a quello della lista civica.
    Amici repubblicani, ho espresso il mio pensiero per ciò che concerne la vita del partito, alcune problematiche politiche nazionali e alcuni aspetti locali.

    Ho tralasciato le problematiche regionali, ma spero che da domani con il segretario e direttivo eletti si possa far sentire con più autorevolezza la voce del PRI nelle Marche.

    Antonio Merlini
    segretario Pri S. Benedetto del Tronto

  2. #152
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    Predefinito tratto da Corriere Adriatico 14 febbraio 2006



    Marina di Montemarciano il XXV congresso regionale. Il coordinatore Giuseppe Gambioli eletto segretario
    Il Pri non svolta: “Positiva l’alleanza nel centrodestra”

    MONTEMARCIANO – Si è svolto nei giorni scorsi all’hotel Eden Park di Marina il XXV congresso regionale del Pri delle Marche. Durante l’incontro, cui hanno partecipato tra gli altri il responsabile nazionale degli enti locali Pino Vita ed il responsabile del tesseramento Franco Torchia, è stata particolarmente sottolineata l’esperienza positiva del partito nella sua alleanza con il centro – destra, avviata nel 2001. Al congresso hanno partecipato delegati da tutta la regione, così come hanno presenziato rappresentanti di altri partiti, tra cui Udc e Forza Italia, Nuovo Psi e Pli. Momento centrale dell’assemblea è stata la relazione del coordinatore regionale Giuseppe Gambioli, eletto poi per acclamazione, segretario regionale dello schieramento. Per ciò che riguarda la situazione italiana nel suo complesso e quella marchigiana in particolare, nel suo intervento Gambioli ha posto l’accento “sui ritardi infrastrutturali, la mancanza di una programmazione lungimirante, le posizioni pregiudiziali della giunta regionale”, si legge in una nota del direttivo, “nei confronti delle iniziative del governo nazionale e il perdurare degli sprechi”. Sono state ricordate dal neo – segretario le iniziative prese in questi cinque anni di legislatura grazie all’azione dei due parlamentari del Pri: “Il Progetto Lisbona, per il rilancio economico dell'Europa con investimenti per la ricerca e la piena occupazione; la politica ambientale ed energetica, con il rilancio del nucleare; la richiesta di una Cassa per il Mezzogiorno, per il rilancio del Sud; la battaglia sui diritti civili, come ad esempio quella sulla procreazione assistita”. Oltre alla nomina del segretario regionale e del vice – segretario (Antonio Felicetti), il Pri delle Marche ha provveduto anche al rinnovamento del suo direttivo: della direzione faranno parte i consiglieri nazionali Mario D’Emidio ed Enrico Filonzi; per la provincia di Ancona, eletti Luciano Stopponi, Silvio Arcangeletti, Claudio Gavalotti, Anna Luce Maroncelli, Stefano Pallotta, Marco Barletta, Giorgio Fabbri e Giorgio Gaetani; per Pesaro, Gabriele Gerboni, Luigi Tagliolini, Lucia Luzi, Aurelio Conter, Pierdomenico Saccani e Paolo Paglioncini; per Ascoli Piceno, Antonio Merlini, Domenico Corricelli, Domenico Buonvecchi e Dino Leoni; per Fermo, Flavio Orsini, Nello Ripa, Antonio Biondi, Giancarlo Venanzi e Ponzioni; per Macerata, Lello Quintajè ed Ippolito Conti.
    [mid]http://www.heatherlynn.net/Songs82/Mariah_Carey_One_Sweet_Day.mid[/mid]

  3. #153
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    Predefinito tratto da Il Messaggero 5 marzo 2006

    E’ morto il repubblicano Lello Quintajè, grande cordoglio

    CIVITANOVA Teneva ogni giorno in ordine la bacheca del partito Repubblicano, lungo il vialetto nord. E con gli ideali mazziniani intavolava, quando gli capitava l’occasione, appassionate - finanche colleriche come nel suo sanguigno stile - discussioni politiche, senza mai mancare di parlare della sua amicizia con Giorgio La Malfa. Era questo
    Lello Quintajè
    e c’è voluta una brutta malattia per piegarlo e fargli abbandonare la piazza, luogo di incontro che tanto amava e che, con l’immancabile copia del Messaggero sottobraccio, frequentava. E’ morto a 81 anni, dopo aver dedicato la vita alla famiglia e alla politica, fino a trovare la forza di mettersi in gioco, alla sua età, nella lista dell’Edera alle ultime elezioni regionali, strappando il record di candidato più anziano delle Marche. Da qualche tempo non lo si vedeva più sotto le logge del Municipio, non lo si sentiva più borbottare al sindaco le sue puntuali proteste quando notava qualcosa di storto. E’ stato uno di quei personaggi, Quintajè, che hanno ortemente intrecciato la propria vita con la storia della città. Un attaccamento a Civitanova che si sublimava soprattutto attraverso la passione politica. L’Edera il suo ideale, così forte da fargli dire, nemmeno tanto tempo fa: «Al mio funerale ricordatevi di portare le bandiere del partito Repubblicano e della Juventus». Ci scherzava su il buon Quintajè, nei giorni in cui sentiva che la vita gli stava sfuggendo. I funerali domani, alle 9.15, nella chiesa di S. Marone. Alla moglie Wilma e ai figli Patrizia e Oliviero le condoglianze del Messaggero .

  4. #154
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    Predefinito Dedicato a Quintajè

    Non c'è miglior dedica al repubblicano Quintajè per onorare la sua memoria.



    Domenica è stata presentata ed accolta alla corte di appello di Ancona la lista dei candidati al Senato della Repubblica per il partito repubblicano italiano.
    Capolista è il segretario regionale del PARTITO REPUBBLICANO GIUSEPPE GAMBIOLI, gli altri sette candidati che rappresentano il mondo delle professioni, della scuola, degli imprenditori, delle libere professioni sono:
    BARLETTA MARCO - DIRIGENTE D’AZIENDA
    CONTI IPPOLITO - COMMERCIANTE ALL’INGROSSO
    D’EMIDIO MARIO - LIBERO PROFESSIONISTA
    FABBRI GIORGIO - ASSESSORE COMUNE DI ROSORA (ANCONA)
    FELICETTI ANTONIO - ASSESSORE COMUNE DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO.
    GUERRA GIOSETTA - PRESIDE E SCRITTRICE< /div>
    ORSINI FLAVIO - PRESIDENTE ORDINE DEI COMMERCIALISTI DELLA PROVINCIA DI FERMO
    Il partito repubblicano delle Marche è orgoglioso di potersi presentare agli elettori con il proprio simbolo, al contrario di altri partiti e raggruppamenti che cambiano continuamente nomi e simboli come a volersi nascondere e cercare di far dimenticare il proprio passato.
    Gli elettori marchigiani apprezzeranno il programma dell’edera che comprende alcuni punti qualificanti per il futuro dell’Italia:
    Investimenti sul futuro energetico quanto mai insicuro.
    Massicci finanziamenti per la ricerca.
    Attenzione al piano di Lisbona, proposto dal ministro per le politiche comunitarie Giorgio La Malfa, che ha avuto apprezzamenti dalla Commissione Europea e che consta di investimenti di quasi 84 mila miliardi di euro nel corso di alcuni anni.
    Perciò pochi punti di programma , brevi e concisi, il libro dei sogni lo lasciamo a chi ha fatto della politica la propria professione, per cui nonostante siano maestri della politica non riescono ad esprimersi con poche parole e programm i concreti e gli elettori capiranno oramai che non si può governare uno stato moderno con un libro dei sogni.
    Inoltre il partito repubblicano denuncia la maniera strumentale delle manifestazioni in cui si bruciano le bandiere di paesi amici ed alleati.
    Tutto le promesse elettorali che occupano in questi giorni le pagine dei giornali e nei dibattiti televisivi non si potranno mai fare se non si attuano quegli investimenti, come il balbettio continuo sulle nuove fonti energetiche rinnovabili, perché si omette che l’energia che producono è solo dello zero virgola zero per cento per cui non si potrà mai far andare una economia, come quella italiana, che rappresenta la settima potenza mondiale.

    Il PRI della provincia di Pesaro Urbino

  5. #155
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    Predefinito tratto da Corriere Adriatico 9 marzo 2006

    Anche il Pri presenta la sua squadra

    ANCONA - Anche il Pri di La Malfa ha presentato la sua lista al Senato. Lo ha fatto ieri all'Hotel Passetto di Ancona, presente il segretario regionale Giuseppe Gambioli che sarà anche capolista al Senato.

    La lista, collegata alla Cdl e che alla Camera per le Marche presenta il segretario nazionale Giorgio La Malfa in quota alleati, è composta di otto candidati locali: dopo Gambioli ci sono Marco Barletta (Ancona), Ippolito Conti (Ancona), Mario D'Emidio (Ascoli Piceno), Giorgio Fabbri (Rosora, Ancona), Antonio Felicetti (San Benedetto del Tronto), Giosetta Guerra (San Lorenzo in Campo, Pesaro) e Flavio Orsini (Fermo).

    Il partito, che se la giocherà direttamente con i Repubblicani Europei di Luciana Sbarbati che nelle Marche e ad Ancona in particolare ha la sua roccaforte, conta 15 sezioni in tutte le Marche, più forte a Pesaro e ad Ascoli Piceno, molto meno nel capoluogo dove, appunto, deve fare i conti con il leader dei Re. Una partita, dunque, molto impegnativa per il Pri.

    Il nostro obiettivo - ha sottolineato Gambioli - è quello di raggiungere il 3% e di eleggere un senatore. Certo, è un obiettivo molto ambizioso ma noi puntiamo a tutti i costi di riuscirci. Siamo un partito piccolo ma con l'intenzione di ampliare i consensi, proprio a partire da queste elezioni.

    Nell'attesa di entrare nel vivo della kermesse elettorale, il partito di Giorgio La Malfa nei prossimi giorni ha deciso di avviare contatti con il partito Liberale la cui lista al Senato è stata esclusa. Si tratta - ha spiegato Gambioli - di un accordo per portare avanti insieme la campagna elettorale.

  6. #156
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Presentazione lista Pri

    Giorgio La Malfa
    a Jesi sabato 11 marzo h. 11,00
    Hotel Federico II

  7. #157
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    Predefinito tratto da Corriere Adriatico 29 marzo 2006

    Assemblea elettorale nella sala consiliare di San Costanzo
    Il ministro La Malfa con Fi “Qui le mie radici repubblicane”

    SAN COSTANZO - Tante persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata sabato scorso da Forza Italia nella sala del Consiglio omunale di San Costanzo.

    L'incontro ha visto la partecipazione del ministro per le politiche comunitarie Giorgio La Malfa, rappresentante del Pri che è candidato cocapolista nella liste di Forza Italia alla Camera dei deputati.

    La serata è stata introdotta dal vicepresidente dal Consiglio Roberto Giannotti, sono poi intervenuti Margherita Menocboni, Remigio Ceroni, Simone Balzelli, Settimio Bravi e Giuseppe Gambioli.

    Il ministro La Malfa, che sarà sicuramente eletto nelle Marche, ha illustrato il programma di governo portato a termine. Ha anche affermato: Conosco molto bene le Marche per la mia attività politica a cui sono molto legato per le mie radici repubblicane molto profonde che ritrovo ogni giorno girando questa Regione. Questa è una occasione molto importante perché non ho mai abbandonato i collegi in cui sono stato eletto e ovviamente non lo farò nemmeno questa volta nelle Marche. Soffermandosi sulle contraddizioni del programma dell'Unione ha anche affermato: Prodi è invecchiato a Brxelles e ancora non crede che il problema siano i parametri. Quando nel ’97 ero ancora nel centrosinistra dissi che ci sarebbero stati degli effetti negativi dell'euro sull'economia italiana, sui prezzi e sugli stipendi”.

  8. #158
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    Predefinito DA FAno e provincia

    Non ci sono solo le aziende multiservizi, acqua, gas e nettezza urbana, anche le società di trasporto pubblico nel Nord Italia,iniziano a soffrire gli attacchi da parte di società straniere e presto si affacceranno anche dalle nostre parti.
    Dal Sole 24 ore si leggono alcuni dati disarmanti sul trasporto pubblico in Italia, come la diminuzione dell’uso dei mezzi pubblici nelle grandi e piccole città.
    Da tempo il trasporto pubblico nella nostra provincia soffre di scarsa attenzione da parte dei cittadini che giornalmente , in migliaia e da soli, preferiscono l’auto creando non pochi problemi al traffico sia a Fano che a Pesaro, facendo così aumentare anche le polveri sottili.
    E’ notizia di questi giorni che gli assessori al traffico dei comuni di Fano e di Pesaro, dopo opportune richieste alla regione hanno ottenuto di vietare il traffico nei giorni di festa.
    E’ una bella notizia e il partito repubblicano non può che gioirne, ma con quali risultati? Il primo giorno feriale tutto ritornerà come prima, caos nel traffico , aumento di polveri sottili.
    Una proposta rivolta agli assessori sarebbe quella di mettersi d’accordo con l’Ami, ed io me ne farò promotore, per organizzare per i giorni senza traffico privato, una incentivazione verso il trasporto pubblico, specialmente quando l’Ami inizierà a sperimentare le nuove linee urbane a Fano.
    Ci vuole un po’ di coraggio per tentare di cambiare la mentalità dell’automobilista, al più presto e senza infingimenti, altrimenti sarebbe una battaglia senza vincitori in cui tutti saremmo perdenti.

    Gabriele Gerboni
    Consigliere Ami

  9. #159
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    Predefinito tratto da Il Messaggero 3 aprile 2006

    MACERATA E FERMO
    La Malfa: «Voglio essere il deputato delle Marche Qui le strade vanno fatte»


    MACERATA Il ministro per le Politiche comunitarie, Giorgio La Malfa, è sicuro della vittoria di Berlusconi e della Cdl. «Lo scontro è sulla politica fiscale. Noi abbiamo una direzione di marcia sicura e un obiettivo altrettanto certo: meno carichi fiscali per i cittadini e uno Stato più leggero. Gli altri hanno una linea diversa, più confusa Prodi sulla successione ha cambiato idea almeno quattro volte e in ogni caso con l’idea in testa di non diminuire le tasse».
    Secondo La Malfa i due schieramenti sarebbero in sostanza appaiati. «E gran parte del risultato finale aggiunge dipenderà dal dibatttito televiso di domani sera (stasera, ndr) tra Berlusconi e Prodi».
    In questo modo, ieri mattina, Giorgio La Malfa, 67 anni, “cursus honorum” di lungo corso, sia nelle Università che a Montecitorio, si è presentato alla stampa locale. Modi eleganti, approccio moderato ai temi politici, il presidente del “partito dell’Edera”, com’è nella sua tradizione personale e familiare, non ha alzato la voce nè ha fatto propaganda spicciola. Ha cercato di fare un ragionamento pacato. La uadrilatero? «Non so bene se la società abbia lavorato in profondità e con trasparenza. So solo che qui nelle Marche le strade vanno fatte». Poi sorride e sottolinea: «Sono due giorni che sono in giro per le vostre strade ed ho la schiena a pezzi».
    La Malfa, numero due della lista di Forza Italia dopo Berlusconi, ha accettato di buon grado di ”correre” nelle Marche. Con gli azzurri, i repubblicani, come è noto, hanno fatto un accordo. Che non ha impedito a La Malfa di continuare ad avere la sua autonomia. E con qualche orgoglio rivendica l’astensione sulla riforma costituzionale. «Non mi convinceva, l’ho detto a Berlusconi, non l’ho votata».
    Candidato,dunque, nelle Marche e sicuro eletto. «Mi inorgoglisce essere in lista qui. Questa è terra del repubblicanesimo storico. A Macerata, peraltro, siamo arrivati anche al 12% dei voti con quattro consiglieri comunali. Era la terra, tra gli altri, di Claudio Salmoni che, se non fosse morto giovane, era destinato a diventare un grande leader nazionale». Gli abbiamo chiesto: ma se suo padre fosse ancora vivo, da che parte strarebbe? E lui: «E’ una domanda un pò complicata. Ma intanto so dove sto io. E ritengo di essere il testimone ideale di Ugo La Malfa. I valori dell’occidente, del libero mercato, della moderazione stanno nel centro destra. Che è più centro che destra. Dall’altra parte, invece, è la sinistra ad avere un peso egemone».
    In mattinata, Giorgio La Malfa era stato a Montecassiano dove, assieme agli altri candidati di Forza italia, aveva incontrato i cittadini. Nel pomeriggio, il copione si ripetuto a Fermo. Dove ha detto: «Mi stabilirò nelle Marche, voglio essere davvero un vostro deputato».
    M.M.

  10. #160
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    La Malfa ad Ancona

    Mercoledì 5 aprile, ore 12,15, presso American Bar Old Fashioned, zona Passetto, conferenza stampa con il ministro La Malfa.

 

 
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