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  1. #51
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    Predefinito IL MESSAGGERO Online 3 novembre 2002

    Il redditometro non piace ai repubblicani

    FANO— Il segretario del Pri passa in rassegna gli assessorati per chiedere al sindaco la testa di chi li guida. Dopo la mobilità urbana e i lavori pubblici, è il turno dei servizi educativi. Sono caduti in fallo con il redditometro giudicato "un'aberrazione".Consigli: esenzione totale o parziale per famiglie a basso reddito e rispetto della privacy.

  2. #52
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    Predefinito Il Resto del Carlino 02.11.2002

    <<Cerchi Lavoro? Beccati la tassa>>
    LA POLEMICA IL PRI SUI CONCORSI PUBBLICI E LA PROVINCIA

    di Giuseppe Gambioli*

    PESARO e URBINO - Siamo venuti a conoscenza, da un’indagine condotta dal Resto del Carlino (l'articolo è stato pubblicato nei giorni scorsi in pagina regionale), che la Provincia di Pesaro e Urbino ha innalzato la tassa di ammissione ai concorsi alla quota massima, portandola da lire 7.500 a 20.000 lire.

    Un aumento quasi del 400 per cento che non può essere giustificato in alcun modo se poi si considera che la nuova legge, con lo spirito di non aggravare di tasse le persone meno abbienti, in questo caso chi cerca un lavoro, dà la possibilità addirittura di eliminare completamente questa tassa, allora le 20.000 mila lire più che una tassa sembrano un furto.

    Il Pri ritiene sconcertante che un ente come la Provincia, in cui il Presidente si vanta di una gestione manageriale dell’ente, si riduca a racimolare quattro soldi da chi va in cerca di un posto di lavoro.

    Il Pri come ritenne ingiustificata l’applicazione dell’addizionale dell’Enel che colpisce ingiustamente il mondo produttivo, condanna ora questa tassa che sembra più una provocazione, mentre da parte di un ente pubblico ci si aspetterebbe uno sforzo concreto che agevoli i numerosi problemi del cittadino.

    I marchigiani, grazie agli sperperi della Giunta regionale D’Ambrosio, sono i cittadini più tassati d’Italia e quelli della provincia di Pesaro e Urbino, grazie a Ucchielli, i più tassati delle Marche.

    *Segretario provinciale del Pri
    --------------------------------------------------------------------------------
    tratto dal sito web
    del PRI di Pesaro e Urbino

  3. #53
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    Predefinito IL MESSAGGERO Online 15 novembre 2002

    GAMBIOLI (PRI) E LA SICUREZZA DELLE SCUOLE

    «Scaricabarile della Provincia»
    “Si viene a sapere che la provincia - scrive Giuseppe Gambioli, segretario provinciale del Pri - dopo la tragedia di San Giuliano, cerca di conoscere lo stato di sicurezza dei 50 plessi scolastici di sua proprietà. L’assessore ai Lavori Pubblici scrive una letterina ai sindaci chiedendogli di compiere uno screening per quanto riguarda la sicurezza. E’ davvero sorprendente che la provincia, proprietaria di uno stabile, non ne conosca le condizioni d’idoneità per quanto riguarda la staticità della struttura stessa. Non è pensabile che una scuola di proprietà della provincia abbia carenze, anche solo per quanto riguarda le varie certificazioni e prove di staticità. Fa ancora più specie che l’ente proprietario, la Provincia, chieda documenti ad altro ente, i comuni, che in realtà dovrebbe conservare agli atti il proprietario. I comuni saranno responsabili della gestione del bene immobile e perciò dovranno mantenere lo stato di sicurezza in funzione alle attività che verranno svolte: didattiche, sportive, d’intrattenimento ecc. I comuni dovranno mantenere idonei gl’impianti tecnologici, verificarne l’efficienza attraverso una manutenzione programmata, ma per quanto riguarda la struttura, le modifiche strutturali o quant’altro che comprometta o consolidi la staticità dell’immobile la provincia dovrebbe conoscere alla perfezione tutti i passaggi poiché è di competenza esclusivamente del proprietario. Potrebbe accadere che per trascuratezza una struttura non abbia le certificazioni sufficienti, allora la provincia in questo caso dovrà incaricare con urgenza il proprio ufficio tecnico, di cui il presidente Ucchielli giustamente vanta professionalità, e fare un check-up approfondito del caso. Addossare ai sindaci di una problematica che non spetta a loro è risibile e incomprensibile; se poi per fare un’indagine appropriata come quella richiesta c’è bisogno di tecnici altamente qualificati, che purtroppo, come sappiamo bene, molti comuni non possono permettersi, allora viene il dubbio se veramente si vuole risolvere il problema. Se vogliamo che le nostre scuole siano sicure davvero, evitiamo di fare propaganda e assumiamoci le nostre responsabilità fino in fondo, evitiamo di incolpare il governo, se in questi ultimi due anni la provincia sulla sicurezza delle scuole ha fatto poco o niente, se poi non siamo in grado neppure di controllare i documenti d’idoneità statica che si hanno nei propri cassetti".

  4. #54
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    Predefinito

    Qualche domanda al capogruppo Ds del consiglio provinciale
    da parte della Consociazione provinciale Pri di Pesaro

    Il capogruppo Ds del consiglio provinciale, il Senatore Londei, tenta di scaricare sulla Finanziaria le carenze che le amministrazioni locali hanno.

    Una Finanziaria che forse per la prima volta è al servizio dei cittadini poiché riduce le tasse ai meno abbienti e contemporaneamente obbliga gli enti locali a non applicare ulteriori addizionali. In poche parole una finanziaria popolare che sottrae agli enti per ridistribuire ai cittadini; un richiamo alle regioni, alle province e ai comuni per una migliore efficienza nella gestione dei servizi e delle risorse locali.

    La lamentela anti-Finanziaria del centrosinistra si limita solo a richiedere più soldi per le regioni, le province e i comuni affinché questi enti per pareggiare i propri bilanci non facciano tagli sui servizi sociali, sulla cultura e sugli investimenti.

    All'apparenza un principio giusto se gli enti locali avessero dimostrato di svolgere il loro ruolo sociale al servizio del cittadino piuttosto che avventurarsi in speculazioni da manager come sta accadendo nella nostra provincia.

    Ci dovrebbe spiegare il Senatore Londei quali tagli dovrà fare la Giunta provinciale se nel 2001 l'ente ha chiuso il bilancio con un avanzo di sette miliardi di lire? Non sarà quel 2% in meno sui trasferimenti che metterà in crisi le casse della nostra Provincia.

    In questo momento di crisi economica, in cui molti operai sono costretti a scendere sulle piazze per difendere il proprio posto di lavoro, ci si aspetterebbe, almeno sul contenimento della spesa, meno demagogia e più responsabilità da parte di chi ci amministra. Da Londei vorremmo sapere come mai i cittadini della Toscana da quattro anni non hanno avuto alcun aumento di tasse, mentre quelli marchigiani sono i più tassati d'Italia?

    Dal Capo gruppo DS ci si aspetterebbe un'iniziativa che ricalchi lo spirito della Finanziaria come ad esempio togliere quella odiosa addizionale Enel, applicata dalla Provincia, che va ad aggravare le casse degli imprenditori i quali, in una congiuntura internazionale non favorevole, dovrebbero invece essere aiutati.

    Il Pri sollecita una maggiore attenzione alle problematiche dei cittadini e che gli avanzi di bilancio della Provincia non siano usati per l'acquisto di immobili o altre speculazioni imprenditoriali simili. Purtroppo l'ultimo acquisto di un altro immobile da parte della Provincia, questa volta nel Comune di Fano, non fa altro che allungare la lista dei palazzi in disuso e allo sfacelo.

    Consociazione provinciale Pri di Pesaro

    Pesaro, lì 23 novembre 2002

    -----------------------
    tratto dal sito web:
    http://www.pri.it

  5. #55
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    Predefinito IL MESSAGGEO Online 19 dicembre 2002


    ----------------------------------------------------------------------------------
    I dubbi di Gerboni (Pri): «Sulle società
    Aset e Natura delle notizie allarmanti»

    FANO— Immediate le reazioni alla denuncia dell'associazione "La tua Fano" sull'acquisto di Natura da parte di Aspes, Aset, Megas con l’attacco dell’ex presidente Stefano Aguzzi all’attuale presidente dell’Aset Renzo Rovinelli, che è al vertice anche della società Natura.
    «Se le notizie rispondono al vero - attacca il segretario del Pri Gabriele Gerboni -, sarà bene che chi di dovere faccia subito tutte le indagini del caso e che il risultato delle stesse sia reso noto, perchè non ci vuole un Di Pietro per comprendere che è avvenuto qualcosa che definire non limpido e trasparente è un eufemismo.
    L'opinione pubblica è in allarme nell'apprendere come vengono gestiti i suoi soldi.
    Sapevamo che prima o poi queste curiose Spa che agiscono in una situazione di monopolio con metodi privati, cioè senza controllo pubblico, ma con denaro pubblico, avrebbero creato seri problemi.
    Ma non avremmo mai immaginato che essi fossero di tale natura, delicatezza e gravità come quelli denunciati da "La tua Fano".
    Se si è anche levata la voce del difensore civico di Pesaro per chiedere di "porre dei limiti a queste società" ( quello di Fano stranamente tace ) - conclude il repubblicano Gerboni - vuol dire che siamo nei guai».

  6. #56
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    Predefinito IL MESSAGGERO Online 2 gennaio 2003


    ------------------------------------------------------------------------------
    I repubblicani: «Per l’A14 - la terza corsia»

    FANO—La sezione "Mario Frontini" del Partito repubblicano ha invitato l'onorevole Giorgio La Malfa, presidente della Commissione finanza, a fare il punto sull'ipotesi di realizzare la terza corsia A14, un argomento alquanto dibattuto negli ultimi tempi e che si scontra su quanto punta l’Amministrazione comunale che chiede l’arretramento dell’autostrada.
    Il Pri è invece critico nei confronti del centrosinistra, che caldeggia appunto la costruzione di un nuovo tratto: «Incomprensibile il rifiuto dei Ds, di solito più realistici».
    Ripescando la contrarietà dell'allora Pci al raddoppio della galleria del Furlo, il Pri conclude: «Da decenni ci lamentiamo della viabilità e oggi che ci è concessa, c'è chi la rifiuta». E sempre in tema di priorità dettate dai repubblicani, il vice segretario provinciale del Pri, Gabriele Gerboni, propone ai sindaci di «azzerare l'Ici per tutti gli immobili locati a contratto agevolato».
    «Una rivoluzione copernicana - scrive - nelle scelte di politica economica e fiscale, che è necessario intraprendere se si vuole davvero essere utili ai propri concittadini e se si vuole essere veri amministratori, evitando le speculazioni dei proprietari e le angosce degli affittuari».

    O.S.

  7. #57
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    Predefinito dal RESTO DEL CARLINO 4 gennaio 2003


    ------------------------------------------------------------------------------
    «My bus, quanto costi?»

    FANO — «Ma siamo sicuri che il My bus funziona?». E' quanto si chiede Gabriele Gerboni, vicesegretario provinciale del Pri: «Il Comune di Pesaro ha deciso di chiudere l'esperimento di My Bus che in poche settimane è costato all'Amministrazione comunale e quindi ai cittadini 72.000.000 di vecchie lire per un servizio su chiamata che nei giorni normali era stato utilizzato da due o tre utenti e nei giorni delle targhe alterne da venti. Saggia decisione. Una decisione che noi definiamo repubblicana perché tiene conto del rapporto costi e benefici dal quale non si può prescindere. A Fano — dice Gerboni — dopo l'euforia iniziale nessuno ha più fornito dati sul servizio. Quanti cittadini hanno usufruito del servizio fino ad oggi? Qual è stata l'entrata ? E' stata mai fatta un' analisi costi e benefici, incalza il dirigente del Pri? Se sì, perché non viene pubblicata? Sinceramente pensiamo che i risultati fanesi non possano distinguersi molto da quelli di Pesaro ma siamo pronti a ricrederci se i dati oggettivi ci daranno torto. La verità è però che tutto ciò che riguarda queste strane Aziende, private ma con denaro pubblico, è coperto da una fitta rete di segretezza. Per esempio nessuno sa quale sia l'indennità del presidente e dei consiglieri di amministrazione, eppure sono pagati con denaro pubblico. Nessuno riesce a spiegarsi perché sia stata comprata dall'Aset in compartecipazione ad altissimo prezzo la società Natura, in crisi e quali vantaggi abbia ottenuto. Nessuno spiega che non è legittimo il silenzio-assenso in una operazione assicurativa di fatto imposta a tutti i clienti. Infine nessuno spiega che se l'Aset rimarrà come è oggi e non si fonderà con il Megas sarà destinata a chiudere nei prossimi anni. Su questi problemi, conclude il dirigente repubblicano, una volta si discuteva per anni, oggi tutto avviene nel chiuso di un Consiglio di Amministrazione ed i cittadini sudditi subiscono».

  8. #58
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    "Difendere l'Università"

    URBINO - Mozione per una riunione congiunta consiglio comunale - consiglio di amministrazione dell'Università degli Studi di Urbino. A presentarla è stato il gruppo consigliare del Polo (Elisabetta Foschi, Valentino Bastianelli, Lucia Ciampi, Gabriele Fattori, Lorenzo Rossi) che chiede un pubblico dibattito su un argomento che tocca da vicino tutti gli urbinati. "Considerata la difficoltà di bilancio in cui si troverebbe l'Università di Urbino — si legge nella mozione — si chiede che codesta amministrazione si adoperi per realizzare una riunione congiunta del consiglio comunale e del consiglio di amministrazione dell'Università allo scopo di portare a conoscenza dei cittadini la situazione finanziaria dell'Ateneo e di produrre azioni sinergiche per il bene dell'Università e della Città".

    La decisione di presentare la mozione è avvenuta al termine di una riunione della Casa delle Libertà, presenti rappresentanti di Fi, An, Udc, Nuovo Psi, Partito Repubblicano Italiano, che si è tenuta per valutare la situazione dell'Università. Al termine del dibattito è stata riconosciuta la necessità e l'opportunità di avanzare la richiesta di una seduta congiunta, tramite i propri consiglieri comunali.
    -----------------------------------------------------------------
    tratto dal sito

  9. #59
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    Il segretario provinciale del Partito Repubblicano Italiano, di Pesaro e Urbino, Gambioli difende l'IRCCS

    Sulla questione dell'IRCCS, il centro sinistra marchigiano, con la complicità di quello pesarese, dopo aver boicottato il Governo, ora tenta d'infangare la dignità di quelle persone locali che hanno contribuito ad aprire a Pesaro un centro di ricerca europeo sull'esperienza, ormai indiscussa e riconosciuta in tutto il mondo, del dott. Lucarelli e del suo team.

    A fronte di questo impegno civile dell'Europa ed in particolare dell'Italia questo ponte di umanità, di speranza, di libertà e di pace, per i popoli arabi, palestinesi ed israeliani, se non partirà da Pesaro presto sarà individuata un'altra sede.

    Stranamente, Pesaro, la sede più idonea, per competenze, professionalità e per esperienza passata, la sede che non avrebbe fatto perdere tempo prezioso per la salvezza dei numerosi bambini che aspettano d'essere curati, viene a mancare.

    Il licenziamento del dott. Gardi e ora l'appello accorato della dottoressa Catalano del reparto di oncoematologia, la quale deve difendersi dalle accuse più infamanti, sono la riprova che questo centro sinistra, fazioso e arrogante, non è più in grado di amministrare democraticamente più neppure la sanità.

    Una campagna denigratoria che tenta ancora una volta di stravolgere la realtà e di alimentare nei cittadini una contrapposizione esasperata al fine che il loro giudizio sia accecato dalle malignità e dalle diffamazioni gratuite.

    Il Partito Repubbliccano Italiano sosterrà la validità dell'IRCCS e il progetto Talassemia a Pesaro e lotterà a fianco di quelle persone che, come dichiara la dottoressa Catalano, hanno messo a disposizione della Comunità internazionale competenza, passione, tempo, soldi e salute.
    -------------------------------
    tratto dal sito

  10. #60
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO Online 7 febbraio 2003


    ----------------------------------------------------
    Subentrera' la repubblicana LORETTA BLASI ora all'oppposizione.

    CAGLI (Pesaro) - “Incompatibilità” per un consigliere comunale
    Per il tribunale il ruolo professionale di Cordella (Ds) inconciliabile con la funzione elettiva

    Con una sentenza pronunciata ieri il tribunale di Urbino ha dichiarato la decadenza di Stefano Cordella (Ds) da consigliere comunale a Cagli. La pronuncia, di cui ancora non si conoscono le motivazioni e che è intervenuta in seguito a un ricorso («azione popolare») promosso dall' opposizione di centrodestra, ha stabilito che la carica di coordinatore di ambito socio-assistenziale attualmente ricoperta da Cordella è incompatibile con quella di consigliere, a norma dell'articolo 63 del testo unico delle leggi sugli enti locali. Al consigliere dichiarato incompatibile subentra per legge il candidato della stessa lista primo dei non eletti, che nella fattispecie è Loretta Blasi, 35 anni, sposata, patrocinatore legale e segretaria cittadina del Pri.
    Ciò che è singolare in questa vicenda cagliese è che la nuova consigliera non si siederà sui banchi della sinistra ma si accomoderà su quelli dell'opposizione.
    Quanto ai rapporti di forza in Comune, la scelta della Blasi non muta sostanzialmente le cose, anche se il margine della maggioranza si riduce di un'unità, da 10 a 7 a 9 a 8, col sindaco ago della bilancia. Spiega la neo consigliera in pectore (il consiglio dovrà ratificare la surroga): «Già dopo un anno dalle elezioni - ancora prima che si consumasse la scissione che portò La Malfa ad aderire al centrodestra - noi repubblicani uscimmo da questa maggioranza, ma senza aderire affatto all' opposizione, come si è voluto insinuare da parte della maggioranza. Dopodiché per un po' siamo rimasti alla finestra, ma senza rinunciare a far valere le nostre critiche alla gestione del sindaco Papi e dei suoi. Il mio gesto attuale, adesso, è solo la coerente conseguenza di una scelta già maturata da tempo». Stefano Cordella, già presidente della Comunità Montana del Catria e Nerone, 48 anni, sposato con tre figli, due lauree, non è ancora convinto che nel suo caso si possa parlare di incompatibilità, e non esclude di ricorrere in appello: «Rispetto le decisioni della magistratura, ovviamente, ma il fatto che lo stesso pubblico ministero abbia chiesto il rigetto dell'azione popolare mi pare la dica lunga sulla mia presunta incompatibilità, che era certo meno evidente di quel che si è voluto far apparire. In realtà la mia figura professionale, coordinatore d'ambito, è piuttosto atipica e anomala: il comitato dei sindaci per cui io sono consulente tecnico non è un ente pubblico e il mio rapporto di lavoro non è subordinato. È una situazione un po' sui generis».

 

 
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