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  1. #91
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    Predefinito tratto da ILMESSAGGEO 6 novembre 2003

    Nuova provincia di Fermo, il Pri: «I partiti locali dicano se approvano o no»

    «I pronunciamenti che sono partiti proprio da San Benedetto, quasi di non cale, in alcuni casi addirittura di approvazione alla provincia fermana suonano di irresponsabilità, se non di complotto.» Il segretario del Pri, Antonio Merlini, chiedono «chiarezza e visibilità di opinioni, nonchè di impegni, soprattutto a livello locale. «Ancora nulla è stato deciso in modo definitivo. E’ fondamentale una chiara e precisa presa di posizione da parte delle forze politiche locali, dei rappresentanti amministrativi municipali e provinciali piceni, soprattutto dei loro parlamentari che sono stati chiamati a votare alla Camera e lo saranno per il Senato». Da parte sua, il Pri: «si è sempre battuto per la realizzazione delle Regioni e l’abolizione delle Province. La quinta «non ha senso se si pensa che nel frattempo è nata una città costiera, da Monteprandone, San Benedetto, Acquaviva, Ripatransone, Grottammare e Cupra, che assomma più abitanti alle due future città capoluogo».

  2. #92
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    ANCONA giovedì 20 novembre h. 17.00
    presso il centro civico "Torrette" di Ancona
    Incontro del vicesegretario
    nazionale Italico Santoro

    con i quadri regionali del Pri delle Marche

  3. #93
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    Predefinito tratto dal sito web: http://www.pri.it

    Santoro incontra i quadri repubblicani

    Passi avanti nel rilancio del partito nelle Marche

    Nell'ambito delle riunioni regionali convocate dalla Segreteria Nazionale del PRI, si è tenuto in Ancona un incontro dei quadri repubblicani delle Marche con la partecipazione del vice segretario nazionale del partito on. Italico Santoro.

    La riunione è stata introdotta da un intervento dell'amico Eliseo Coppieri, che ha fatto il punto della situazione del PRI nelle Marche.

    Nella sua relazione l'on. Santoro si è soffermato essenzialmente su due questioni. Preliminarmente, ha approfondito le ragioni per le quali il PRI non può che collocarsi, sia pure in posizione autonoma, nello schieramento di centrodestra e che si riconducono in primo luogo alla politica estera. "La scelta atlantica e filoisraeliana del governo Berlusconi - ha sottolineato Santoro - ripercorre l'impostazione tradizionale dei repubblicani. Mai nessun governo aveva avuto, sulle questioni internazionali, una posizione così netta, mentre dall'altra parte una sinistra divisa al suo interno appare incapace di mettere a punto una linea coerente su temi che, a cominciare dalla guerra al terrorismo, saranno decisivi per il nostro paese e per l'intera comunità civile".

    Santoro si è poi soffermato sulle prossime scadenze elettorali. Per quanto riguarda le elezioni europee, il vice segretario ha ribadito che - se non interverranno modifiche alla legge attualmente in vigore - il PRI presenterà la propria lista ed ha sollecitato eventuali candidature ed il massimo impegno di tutti i repubblicani in vista della campagna elettorale. Parlando poi delle elezioni amministrative, Santoro ha auspicato la presentazione di liste dell'Edera dovunque possibile, con particolare riferimento alle tre province marchegiane in cui si vota.

    Dopo la relazione dell'on. Santoro si è aperto un ampio dibattito, che ha messo in luce per un verso le difficoltà che tuttora incontra la ricostruzione del partito nelle Marche e per altro verso i passi avanti che si sono fatti. Tra gli altri interventi, quelli di Berardi, Filonzi, Gianfelici, Felicetti, che hanno formulato proposte di iniziativa politica sulle principali questioni che riguardano la regione.

    La riunione si è conclusa con la replica dell'on. Santoro e con l'insediamento di un comitato regionale provvisorio che affiancherà il lavoro di Coppieri e Gambioli. Del comitato sono stati chiamati a far parte rappresentanti istituzionali, amministratori, segretari di sezione ed alcuni amici proposti dall'on. Santoro.

  4. #94
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 8 dicembre 2003

    FANO, INCONTRO DEL ”CATTANEO”

    Il centro studi "Cattaneo" organizza oggi alle 10, nella sala del
    consiglio comunale, un incontro su
    "Ugo La Malfa: speranza di un'Italia migliore - cento anni dalla nascita"
    con Paolo Bonetti, Giuseppe Franchini
    e Alberto Berardi.

  5. #95
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    Predefinito tratto dal sito web: http://www.pri.it

    Dopo l'uscita dei Verdi dalla maggioranza regionale/Per il Pri la Regione Marche deve pronunciarsi a favore dell'Italia in Iraq

    Un contributo per la guerra al terrorismo

    Il 10 dicembre il Consiglio Regionale affronterà il tema della pace e in quella occasione la maggioranza di centro sinistra dovrà dare una risposta chiara e netta alla mozione presentata dai Comunisti Italiani che chiedono ai propri alleati di pronunciarsi a favore del ritiro immediato del contingente italiano dall'Iraq. La Giunta e il Consiglio regionale sulle cose importanti non sono riusciti mai a trovare un'unità d'intenti.

    Dopo l'uscita della Cecchini e poi dei Verdi dalla maggioranza ora, nel momento più drammatico per l'Europa e per l'Italia, dalla seconda guerra mondiale, dopo l'appello delle massime istituzioni all'unità contro la lotta al terrorismo, nella nostra Regione vedremo una maggioranza che anche in questo caso non sarà in grado di dare un contributo chiaro e costruttivo.

    Il Pri delle Marche ricorda le parole espresse dal Capo dello Stato, Carlo Azelio Ciampi, nel momento della strage dei bersaglieri a Nassiriya, " La lotta al terrorismo è una priorità per tutti i popoli" e invita tutte le forze politiche del Consiglio regionale ad esprimersi tenendo presente il monito del nostro Presidente.

    L'importanza dell'ONU è ormai da tutti riconosciuta sia per le innumerevoli Dichiarazioni Universali, finalizzate a portare in ogni Stato i principi fondamentali della democrazia, a cominciare dal rispetto dei diritti dell'uomo, sia per il ruolo attivo che dovrà svolgere in futuro nelle varie iniziative internazionali.

    Un organismo molto importante, quello delle Nazioni Unite, che dovrà dotarsi di strumenti idonei per contrastare con determinazione chi tenta con ogni mezzo di impedire quel processo democratico che si sta avviando nel mondo islamico e che oggi purtroppo non ha.

    Le bombe di Nassiriya, di Istanbul e di Casablanca, sono contro la democrazia, sono contro la Turchia che chiede di entrare nella Comunità europea, sono contro i diritti dell'uomo, sono l'espressione barbarica di un terrorismo internazionale che ha dichiarato guerra alle democrazie occidentali. Chiedere di ritirare il nostro contingente dall'Iraq, la nostra forza di pace e di democrazia, come vorrebbero Rifondazione comunista e Comunisti italiani, equivale abbandonare il popolo iracheno a se stesso, riportarlo sotto il brutale sistema di Saddam comprese le fosse comuni.

    Sarebbe la vittoria del terrorismo, la sconfitta della democrazia e il preludio di tempi assai più amari dell'11 settembre.

    In questo momento di urgenza l'Onu oltre a dichiarazioni di principio non riesce ad andare, mentre servono strumenti in grado di fondare un governo libero per gli iracheni e di contrastare, anche con la forza, chi con atti di terrorismo vuole ostacolare questo processo.

    Coppieri Eliseo
    Gambioli Giuseppe

    Commissari regionali del PRI- Marche

  6. #96
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 16 dicembre 2003

    Il Pri: "Ingiusta disparità di trattamento"
    Sanzioni Ici del 2000 "Vanno rimborsate"

    JESI - "Le sanzioni legate ai versamenti Ici effettuati nel 2000? Va equiparato il trattamento tra i cittadini, rimborsando chi le ha già pagate e annullandole a chi deve farlo entro il termine previsto". Un colpo di spugna, per cancellare una situazione poco chiara.

    E' questa, in estrema sintesi, la richiesta del Partito repubblicano di Jesi, che interviene sulla vicenda sollevata dai Socialisti uniti jesini e ripresa ieri dai sindacati confederali. Una situazione che coinvolgerebbe diversi cittadini che nel 2000 hanno usufruito di una riduzione dell'Ici dal 7 al 6,85 per mille sulle autorimesse a servizio delle abitazioni principali. Uno "sconto" che per i Socialisti non sarebbe stato applicato in maniera opportuna. Da qui le sanzioni scattate in un primo momento da parte del Comune, gran parte delle quali tuttavia ancora non riscosse.

    Cgil, Cisl e Uil sono intervenute per spiegare come sia la conseguenza dell'applicazione di una legge dello Stato "in cui si prevede la possibilità di non comminare la sanzione pecuniaria, ma provvedere solamente al recupero della differenza e alla riscossione degli interessi". Ecco ora la versione dei Repubblicani.

    "A fronte di incomprensioni tra amministrazione e contribuenti - scrive il segretario Giancarlo Rotatori - già nel 2002 arrivarono ai cittadini richieste di integrazioni delle cifre mancanti, maggiorate degli interessi legali. Con onestà l'Amministrazione, visto che nel '99 aveva creato un po' di confusione, con una deliberà scontò ai contribuenti il pagamento delle sanzioni. Non ci sembra serio che nell'anno 2003 invii ancora richieste di pagamento provocando discriminazioni tra chi aveva pagato in anni diversi". Insomma, "un pasticcio grottesco". Da qui "l'azione di correttezza per rimediare alle differenze di trattamento tra cittadini".

    C. A.

  7. #97
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 22 dicembre 2003

    Il Pri polemico con la Regione: «Prima le carenze della viabilità ora i tagli ai trasporti pubblici»

    «Nella nostra regione il ritardo nella realizzazione delle infrastrutture ha prodotto gravi anomalie». Lo scrive il segretario provinciale del Pri, Michele Gambioli, secondo il quale «lo spopolamento delle zone interne è stato causato soprattutto dal mancato completamento della Pedemontana (tratto Fabriano-Cagli), del collegamento con l’Umbria attraverso la Val di Chienti con la variante alla statale 77 e di quello con la Toscana con la Fano-Grosseto. Le carenze delle zone interne hanno prodotto ripercussioni negative sulle città della costa: crescita demografica e industriale selvaggia, traffico caotico, inquinamento». Il tutto «aggravato dalla mancanza di circonvallazioni adeguate e dal traffico di vettori provenienti dalle zone interne che per andare da una vallata ad un’altra sono costretti a passare per la dorsale costiera. Questa situazione ha costretto le amministrazioni locali ad intervenire sul potenziamento del trasporto pubblico per decongestionare il traffico. Ora con i tagli al trasporto pubblico annunciati dalla Regione si vanificano questi sforzi».

  8. #98
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 22 dicembre 2003

    Gambioli (Pri) "Politica miope" quei tagli ai trasporti

    Il segretario provinciale del Pri, Giuseppe Gambioli
    , mette stavolta il dito in una piaga difficile da guarire: quella delle infrastrutture. "Nella nostra regione - dice Gambioli - il ritardo nella realizzazione delle infrastrutture ha prodotto una serie di gravi anomalie di cui i marchigiani ne stanno pagando le conseguenze. Il depauperamento e lo spopolamento delle zone interne è stato causato soprattutto dal mancato completamento della Pedemontana (tratto Fabriano-Cagli), del collegamento con l'Umbria attraverso la Val di Chienti, con la variante alla SS 77 e di quello con la Toscana con la Fano-Grosseto.

    "Le gravi carenze delle zone interne hanno prodotto a loro volta una serie di ripercussioni negative sulle città della costa: crescita demografica e industriale selvaggia, traffico caotico, inquinamento da polveri e sostanze tossiche sopra la soglia tollerabile. Questa situazione drammatica ha costretto le amministrazioni locali ad intervenire sul potenziamento del trasporto pubblico, al fine di ridurre le emissioni in atmosfera di sostanze nocive.

    "Ora, con i tagli al trasporto pubblico annunciati dalla Regione si vanificano questi sforzi fatti per ridurre lo smog e si obbligano i cittadini ad usare la propria auto. Un provvedimento incomprensibile, antistorico e offensivo, se si pensa che questa stessa Amministrazione regionale, fregandosene del deficit ormai incontrollato in cui si trova, non è riuscita a rinunciare ad un altro aumento per i propri Consiglieri.

    "Il Pri condanna fermamente - conclude il segretario - la politica miope di questa Regione".

  9. #99
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  10. #100
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    Predefinito tratto da CORRIERE ADRIATICO 29 dicembre 2003

    Incontro tra Pri e la lista civica pesarese

    "Liberi per Fano" molto più di un'idea

    FANO - Si sono recentemente incontrate le delegazioni della sezione "Marino Froncini" Pri di Fano guidata dal segretario Gabriele Gerboni e della ricostituita Unione Cittadina guidata da Enzo Mula. Le stesse delegazioni hanno incontrato i rappresentanti del gruppo di validissimi e coraggiosissimi cittadini della vicina Pesaro che hanno dato vita ad una lista civica denominata "Liberi per Pesaro" riscontrando di essere animati dalla stessa passione civile e di avere unanimità d'intenti ed obbiettivi comuni fino al punto da ipotizzare una vera e propria lista "Liberi per Fano" senza dimenticare che devono essere liberate anche la Provincia e la Regione. «Dopo ampio ed articolato dibattito - scrivono - si è deciso alla luce delle candidature fino ad ora presentate dalle forze politiche per la carica di sindaco e delle incertezze programmatiche che contraddistinguono ancora i due schieramenti a pochi mesi dalle elezioni amministrative di dare vita ad una lista autonoma con un proprio candidato a sindaco, aperta a tutti gli apporti costruttivi di realtà associative di base presenti in città e di tutti i cittadini. Il Pri e l'Unione cittadina ritengono infatti che sia necessario tornare alla Costituzione repubblicana per la quale la "sovranità appartiene al popolo" e ad esso soltanto. Il regime partitico appare oggi sempre più intollerabile a causa del numero infimo di persone che vivono all'interno dei partiti il loro impegno sociale e civile. E' oggi necessario liberarci dalla dittatura di pochi uomini che vivono in una condizione di privilegio e prendono decisioni come nel caso dell'Ospedale contrarie all'interesse dei cittadini soltanto per mantenere il potere. Le reazioni scomposte di alcuni dirigenti di partito ci dicono che siamo sulla strada giusta perché questa volta la voglia di cambiare sale dal basso. Questa volta si può cambiare davvero».

 

 
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