...e terrorismo.
Commenta, D’Ambrosio, procuratore capo di Milamo:”Noi non ci siamo fatti intimidire dal terrorismo, ora affronteremo questi eventi con senso del dovere e rispetto per i cittadini”. Terrorismo e separazione delle carriere?
Poi ci ripensa, forse gli viene in mente il detto che il piccolo tosco di Arezzo, Amintore Fanfani, soleva dire: “Chi la fa, la copra”. Ed eccolo in seconda battuta precisare che “…io sono sempre stato favorevole alla distinzione delle funzioni, ma comunque la separazione delle carriere non mi fa paura: è come il ponte sullo Stretto di Messina, non si risolverà niente. Quello che mi preoccupa di più è l’interruzione del dialogo”. Strano, ancora non gli è stata resa nota la notizia dello sciopero dei magistrati?
Armando Spataro, membro togato del Csm :”Berlusconi ha gettato giù la maschera: dimostra come siano fondate le preoccupazioni di quanti tra di noi pensavano che il dialogo tra Anm e governo fosse alla base dall’esistenza di progetti ben più gravi di quelli formalmente presentati all’opinion4e pubblica”. E dato che in questo modo si mette in pericolo la nostra democrazia, ecco che le parole di Berlusconi dimostrano “..a maggior ragione la validità dello sciopero dei magistrati non per convincere una maggioranza che marcia come un carro armato, ma per avvertire la pubblica opinione dei rischi che corre la democrazia in Italia”. Tutto sommato il magistrato Spataro non ha tutti i torti e bene fanno gli iscritti alla Anm a indire lo sciopero della loro categoria per far vedere ai cittadini il vero volto di come sarebbe una “democrazia guidata da loro”.
Per completare l’informazione leggiamo le parole dette dal premier:
“Lo sciopero dei magistrati è un affronto al governo, ma anche un errore diplomatico. Abbiamo cercato il dialogo che si è interrotto per volontà dell’Anm. Ho confidato venisse ascoltato il richiamo del Presidente della Repubblica. Invece si insiste. Dunque, state tranquilli, procedo.
Il governo ha teso la mano fin dove ha potuto, non per debolezza, ma per senso di responsabilità e per rispetto specialmente di una maggioranza silente di magistrati che intendono confrontarsi seriamente sulle tematiche da noi sollevate.
L abbiamo tentate tutte. La faccio, questa riforma della giustizia. Eccome se la faccio.
Sarà una riforma globale. Non ho mai avuto incertezze. Altro che papocchio: separazione delle carriere, non più soltanto distinzione delle funzioni.
E non è tutto, ci sarà ancora dell’altro, vedrete”.
Anche lui canta…separare…separare…separare.
saluti




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9 giugno.